Gigliola Cinquetti, vincere è il suo mestiere.

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Comincia così, ma noi a Gigliola vogliamo bene vedrete che finisce meglio, l'articolo.____


Legislatura 15º - Aula - Resoconto stenografico della seduta n. 272 del 20/12/2007 GALLI . Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'economia e delle finanze.
Premesso che: il 26 luglio 2007 la Presidenza del Consiglio dei ministri e la Rai hanno ratificato la convenzione che avrebbe dovuto rilanciare la programmazione di Rai International destinando a tale testata 27 milioni di euro; tale convenzione aumenta gli impegni di Rai International al cospetto di un budget già tagliato del venti per cento rispetto al precedente e ridotto ulteriormente dall'insipienza gestionale dell'attuale direttore Piero Badaloni; l'attuale direzione di Rai International si caratterizza per aver inaugurato una serie di collaborazioni dal costo milionario con personaggi che con linguaggio giornalistico potremmo definire il "salotto" degli amici del Presidente del Consiglio dei ministri; in questo quadro di dubbia moralità e di sicuro sperpero, rispetto agli indirizzi della convenzione, risalta soprattutto la produzione di "Italia Rai"; tale programma è un costoso contenitore televisivo di tre ore quotidiane in onda cinque giorni a settimana costituito prevalentemente da produzioni d'intrattenimento delle reti Rai a costo zero e da "Sportello Italia", una storica trasmissione di servizio di Rai International; "Italia Rai", i cui costi sono già stati oggetto di una precedente interrogazione, si avvale della conduzione di Gigliola Cinquetti e della collaborazione di 12 autori a contratto; Rai International avrebbe anche appaltato a Rai Sat, testata della Rai che non ha capacità produttive proprie, una produzione televisiva di oltre 100 puntate di mezz'ora ciascuna, intitolata "Art'Italia" che sarebbe stata subappaltata ad una società esterna denominata "A.G.T. Produzioni Televisive srl" ed infine acquistata da Rai International per una cifra vicina ai 500.000 euro; "Art'Italia" sarebbe stato inserito nel palinsesto di Rai International in coincidenza con la partenza del programma "Italia Rai" e senza che per esso venissero prodotte le relative schede di produzione ed esperite le vie formali che caratterizzano preventivamente la messa in onda di produzioni televisive subappaltate dalla Rai; la società "A.G.T. Produzioni Televisive srl", della quale risultano soci fondatori Antonello Anastasia e Dario Germani, si avvarrebbe della fattiva "collaborazione" di Luciano Teodori, giornalista, regista, esperto di geopolitica, docente universitario, nonché marito di Gigliola Cinquetti, si chiede di sapere: se siano in grado di smentire che l'acronimo della società "A.G.T. Produzioni Televisive srl", destinataria del subappalto in questione, contenga un preciso riferimento ai cognomi dei due soci fondatori (Anastasia e Germani) mentre l'ultima lettera sia riferibile all'iniziale del cognome Teodori; se, nella predetta eventualità, non ritengano che nell'equivoca "triangolazione" Rai Sat, A.G.T. Produzioni Televisive, Rai International, relativa alla produzione di "Art'Italia" si configurino ipotesi di precise fattispecie di reati e non ritengano di informare di ciò la magistratura; se non ritengano di esprimere un giudizio morale e politico su questo caso di "familismo clientelare", che risulta finalizzato a massimizzare i proventi economici di una collaborazione televisiva allargata ad una intera famiglia, notoriamente vicina all'attuale maggioranza politica; ometto il resto per non tediarvi oltre.
fonte..
http://mobile.senato.it/


Come si vede,si tratta dei soliti discorsi sul vago, intrisi di quella tipica retorica da arringa di tribunale che fanno venire la nausea anche a un cammello, di cui sono pieni i verbali e resoconti delle sedute delle commissioni parlamentari, ministeriali, interministeriali............
Alla fine? Se anche fosse vero tutto, chi è senza peccato.... La Rai è anche questa, gestita dai partiti, anzi, con Veltroni, il PD o DS avevano promesso di non partecipare alla lotteria delle nomination, ma poi sappiamo com'è andata a finire, cioè tutti insieme appassionatamente a sppartirsi anche le cimici degli scantinati di Sax RubraYahoo.groups mi fa trovare questo: 22 Maggio Oltre 300 grandi firme per l'appello "Con Veltroni, per continuare a cambiare Roma"
 Non Vi spaventate, solo solo una lista di nomi di sostenitori morali degli onesti uomini politici dei DS.

Alberto Abruzzese Docente universitario Don Vinicio Albanese Presidente CNCA Vincenzo Alfonsi Dirigente d'Azienda Raffaella Alibrandi Imprenditrice Giorgio e Luciana Alpi Claudio Amendola Attore Bruno Andreozzi Avvocato Tina Anselmi Partigiana Alessandro Anselmi Architetto Roberta Anticoli Imprenditrice Paolo Antonucci Avvocato Renzo Arbore Artista Mino Argentieri Docente universitario Gabriella Armando Editore Alberto Asor Rosa Docente universitario Marcello Assumma Neonatologo Lillina Attanasio Pres. Coop "La Provvidenza" Gae Aulenti Architetto Rosanna Aversa Impiegata Ericsson Carlo Aymonino Architetto Giovanni Bachelet Docente universitario Maurizio Bacigalupi Psichiatra Pierpaolo Balbo Architetto Corrado Barazzutti Dirigente sportivo Angelo Barbagallo Produttore cinematografico Fabrizio Bartoli Dirigente Ass. impr. agricoli Carol Beebe Tarantelli Docente universitario Marco Bellocchio Regista Tom Benetollo Presidente ARCI Nazionale Roberto Benigni Attore - Regista Luciano Berio Sovr. Accademia S. Cecilia Giovanni Berlinguer Docente universitario Matilde Bernabei Carlo Bernardini Fisico Bernardo Bertolucci Regista Stefano Bianchi Segr. CGIL Roma e Lazio Matilde Bidetti Avvocato Giovanni Bollea Psichiatra infantile Maria Grazia Bonanno Docente universitario Gianni Bondini Giornalista sportivo Corrado Bonicatti Pittore Achille Bonito Oliva Critico d'arte Brunetto Boscherini Docente universitario Biancamaria Bosco Tedeschini Lalli Docente universitario Laura Branchetti Psicologa Nicoletta Braschi Attrice Sergio Briguglio Esperto immigrazione Alex Britti Cantautore Maurizio Brunori Docente universitario Bruno Cacco Dirigente scolastico Raimondo Cagiano De Azevedo Docente universitario Novella Calligaris Dirigente sportivo Mirella Calò Tagliacozzo Imprenditrice Vittoria Calzolari Ghio Architetto Andrea Camilleri Scrittore Alessandro Capitani Autista Trambus R.S.U. Luigi Caporossi Docente universitario Lucio Caracciolo Giornalista Giovanni Carbonara Architetto Francesco Carboni Imprenditore Giulio Cascino Dirigente d'Azienda Gino Castaldo Giornalista Luciana Castellina Presidente Agenzia per il Cinema Francesco Cellini Architetto Maria Sivana Cementano Doc. universitario Massimo Cenciotti Operaio AMA Vincenzo Cerami Scrittore Yuri Chechi Oro Olimpico Gigliola Cinquetti Cantante Edoardo Cintolesi Commercialista Giuseppe Ciotoli Impr. Cineland Ostia Simonpietro Ciotti Avvocato Giorgio Ciucci Architetto Olindo Conchiglia Pres. Cons. "La Selcetta" Renato Coppi Docente universitario Stefano Cordeschi Architetto Giovanna Corrias Lucente Avvocato Michela Costantini Insegnante Giuseppe Cotturi Pres.Ass.Cittadinanza Attiva Giobbe Covatta Attore Paolo Crepet Psichiatra Nino Crescenti Direttore Scuderie Papali Riccardo Crescenzi Studente Sandro Curzi Giornalista Corrado Cutrufo Pres. reg. Ass."Fratres" Marina D'Amato Docente universitaria Olga D'Antona Tony D'Onofrio Imprenditore edile Romano Dalla Chiesa Imprenditore Serena Dandini Autrice e Conduttrice Piero De Benedetti Avvocato Francesco De Gregori Cantautore Franco De Luca Pres.Com.Quart.Saline Ostia Tullio De Mauro Docente universitario Mauro De Rose Farmacista Nicoletta Dentico Medici Senza Frontiere Paolo Desiderio Operaio Isola Bella R.S.U. Giorgio De Vincenti Docente universitario Stefano Di Battista Musicista Carlo Di Castro Fisico Giorgio Di Giorgi Pres. Coord. Centri anziani Salvatore Di Giulio Neurologo Sabina Di Marco Lavoratrice atipica ALFOR Umberto Di Mario Diabetologo Lillo Di Mauro Pres.Cons.Penitenz. cittadina Stefano Di Michele Giornalista Pacifico Di Consiglio detto Moretto Pensionato Alberto Di Pietro Operaio M.E.S. R.S.U. Dj Giancarlino Dj Franca Eckert Coen Umberto Eco Docente universitario Giulio Ermini Impiegato Comune R.S.U. Fabiano Fabiani Dirigente d'Azienda Guido Fabris Tecnico Soc. Bonifica Saverio Fagiani Tecnico Centrale del Latte R.S.U. Elvira Falbo Presidente ISSAS Riccardo Fatarella Direttore Sanità ACEA Federico Fazzuoli Giornalista Sabrina Ferilli Attrice Luigi Ferrajolo Giornalista sportivo Enzo Ferrante Psichiatra Francesco Ferrara Dirigente d'Azienda Cesare Fieschi Neurologo Achille Finamore Pres.Coop Taxi Samarcanda Oreste Flamminii-Minuto Avvocato Paolo Flores D'Arcais Giornalista Vittorio Foa Arnoldo Foà Attore Antonio Foresi Giornalista Romano Forleo Ginecologo Laura Frontali Docente universitario Massimiliano Fuksas Architetto Gaetano Galia Dirigente d'Azienda Marcello Gallese Pittore Giovanni Galloni Docente universitario Maria Amata Garito Docente universitario Max Gazzè Cantautore Massimo Ghini Attore Massimo Ghirelli Pres. Archivio Immigrazione Giancarlo Giglio Imprenditore Paolo Giuntella Giornalista Mauro Gori Pres. Nazionale "Obiettivo Lavoro" Vittorio Gregotti Architetto Mimma Guastoni Amministratore Delegato Auditorium Paolo Guerrieri Docente universitario Angelo Guglielmi Pres. Istituto Luce Fabio Guglielmi Consulente aziendale Umberto Guidoni Astronauta Maria Guidotti Presidente Auser Francesco Guy Docente universitario Enzo Iachetti Attore Eugenio Iafratev Dirigente Villa Maraini Yosefa Idem Oro Olimpico Giuseppe Ignesti Prorettore Università "LUMSA" Guido Improta Direttore APT Roma Pietro Ingrao Tullio Kezich Giornalista Jannis Kounellis Artista Felice Laudadio Presidente Cinecittà Holding Doriana Leondeff Sceneggiatrice Rita Levi Montalcini Premio Nobel Giuliano Ligabue Dirigente scolastico Nicolò Lipari Docente universitario Marco Lodoli Scrittore Guglielmo Loi Dirigente sindacale Nicola Lombardi Avvocato Tommaso Losavio Psichiatra Mario Lucchese Imprenditore Miriam Mafai Giornalista Gigi Magni Regista Enrico Maida Giornalista sportivo Francesco Malgari Docente universitario Oscar Mammì Franco Mandelli Ematologo Nino Manfredi Attore Mario Manieri Elia Architetto Franco Mannino Musicista Fiorella Mannoia Cantante Dacia Maraini Scrittrice Giovanni Marasco Disoccupato Simona Marchini Attrice Giulio Marcon Presidente Consorzio Italiano di Solidarietà Giacomo Marramao Docente universitario Mario Martone Regista Ferruccio Marzano Docente universitario Daniele Masala Oro Olimpico Citto Maselli Regista Paolo Matthiae Archeologo Gaj Mattiolo Stilista Micaela Maurici Studentessa David Meghnagi Psicanalista Mariangela Melato Attrice Giordana Menasci Avvocato Giacomo Menichella Ematologo Lino Miccichè Pres. Scuola Naz. Cinema Milva Cantante Enrico Modigliani Imprenditore Mario Monicelli Regista Giuliano Montaldo Regista Ivana Monti Attrice Carolina Morace Sportiva Laura Morante Attrice Fabrizio Moroni Avvocato Ilaria Moscato Conduttrice televisiva Gabriele Muccino Regista Sebino Nela Sportivo Francesca Neri Attrice Tillo Nocera Dirig. Mov. Volontari Italiani Antonio Nori Pres. Confesercenti Roma Gianni Orlandi Prorettore Univ. La Sapienza Marcello Orzalesi Neonatologo Mario Ottavini Docente universitario Moni Ovadia Artista Marcelle Padovani Giornalista Virgilio Pallini Imprenditore Barbara Palombelli Giornalista Adriano Panatta Dirigente sportivo Giorgio Parisi Fisico Valentino Parlato Giornalista Darwin Pastorin Giornalista Aldo Pavia Presidente Ass. Naz. Ex deportati Vanni Pecchioli Pres. Psichiatria Democratica Elio Pecora Poeta Walter Pedullà Docente universitario Francesco Perini Tecnico "Gentilizi" R.S.U. Carla Perrone Dirigente scolastico Roberto Pertile Docente universitario Carlo Perucci Epidemiologo Sandro Petraglia Sceneggiatore Francesco Petrelli Avvocato Luca Petrucci Avvocato Bruno Piattelli Stilista Renato Piccione Psichiatra Valerio Piccioni Giornalista sportivo Nicola Piovani Compositore, Premio Oscar Roberto Pisa Anatomopatologo Paola Pitagora Attrice Amedeo Piva Pres. Ass. "Amici per la città" Francesco Piva Docente universitario Michele Plastino Giornalista sportivo Daniela Poggi Attrice Clotilde Pontecorvo Docente universitario Gillo Pontecorvo Regista Giuseppe Pontessilli Impiegato Romana Macinazione R.S.U. Nicola Porro Presidente UISP Cosimo Prantera Gastroenterologo Lino Prenna Docente universitario Roberto Pretagostini Docente universitario Anna Proclemer Attrice Gigi Proietti Attore Fabio Protassoni Segr. Naz. Acli Chiara Rapaccini Editore Lidia Ravera Scrittrice Ermete Realacci Pres. "Lega Ambiente" Marina Rei Cantautrice Massimo Rendina Partigiano Giancarlo Renzetti Avvocato Emanuela Riccardi Impiegata ENI Vittorio Ripa di Meana Dirigente d'Azienda Jacqueline Risset Docente universitario Francesco Rosi Regista Rosetta Rossi Dirigente scolastico Costantino Rossi Presidente Consulta Cittadina Handicap Albino Ruberti Dirigente d'Azienda Franco Ruffini Docente universitario Petronilla Russo Tecnica Fintecna Donato e Aureliana Russo Giorgio Salvini Fisico Stefania Sandrelli Attrice Eugenio Santoro Chirurgo oncologo Francesca Sanvitale Scrittrice Antonio Sarzi Braga Art Director Raffaele Scamardì Dirigente d'Azienda Maurizio Scaparro Regista Giulio Scarpati Attore Mario Schiano Musicista Ettore Scola Regista Pietro Scoppola Docente universitario Alberto Sera Segr. Gen. UIL Roma e Lazio Clara Sereni Scrittrice Angelo Sermoneta Commerciante Aurelia Sergi Petroselli Enzo Siciliano Scrittore Daniele Silvestri Cantautore Valerio Spigarelli Avvocato Livio Spigarelli Operaio Videocolor Nadia Stefanelli Impiegata Poligrafico R.S.U. Livio Tagliacozzo Imprenditore Maurizio Tagliacozzo Imprenditore Francesco Tagliaferri Avvocato Lorenzo Tagliavanti Dirig.Ass.imprenditoriale Paolo Taviani Regista Vittorio Taviani Regista Luciano Teodori Docente universitario Piero Terracina Chicco Testa Dirigente d'Azienda Ermanno Testa Insegnante Maurizio Tiriticco Isp. ricercatore metodologo Paola Tonelli Insegnante Paola Turci Cantautrice Margherita Valente Dirigente scolastico Guido Valesini Endocrinologo Monique Vaute Direttore artistico Luigi Vedovato Pres. CTS Antonello Venditti Cantautore Carlo Verdone Attore - Regista Sandro Veronesi Scrittore Carla Voltolina Pertini Franco Zagari Architetto Federico Zampaglione Cantante (Tiro Mancino) David Zard Impresario musicale Aldo Zargani Scrittore Luca Zevi Architetto Tullia Zevi Luca Zingaretti Attore.


Ven 8 Feb 2002 11:06 am Inoltra Messaggio #6694 di 35275 < Prec | Succ &gt;

Ho riportato tutta la lista per non far torti a nessuno, inoltre il mio lettore e le mie adoratissime lettrici potranno farsi un'idea del mondo che gira attorno al Popolo del Progresso. Comunque i due nomi in arancio sono i coniugi Teodori, cioè Teodori e Cinquetti. Come dice signora Maria? sono tutti nomi conosciuti nel mondo dello spettacolo, della cultura e dello sport? che non ci sono persone come lei, niente più che delle brave massaie, e mamme, o uomini come suo marito, un bravo elettricista o un solerte impiegato comunale?
Continui a leggere e capirà da sola il perchè, vedrà.



PERSONAGGI / DA SANREMO ALL'ULIVO

Ho l'età per Romano di Marco Damilano e Denise Pardo Sul Tir giallo. O sulle poltrone di 'Porta a Porta'. Gigliola Cinquetti diffonde la religione del centrosinistra. E diventa l'icona mediatica del prodismo al femminile La scorsa settimana, sono usciti a cena a Roma: il Professore con un amico, lei con l'inseparabile marito. Negli stessi giorni ha dato la linea seduta sulla poltrona di 'Porta a Porta': "Gli italiani hanno bisogno di serenità. La televisione deve rendere la gente serena". Il tutto pronunciato con lo sguardo perso in una visione chiara solo a lei, in puro modello Romano che ispirato ama ripetere: "L'Italia ha bisogno di affetto". È la nuova icona del prodismo, la testimonial della leadership del Professore che si candida a guidare l'Italia. Gigliola Cinquetti, indimenticabile vincitrice di Sanremo con 'Non ho l'età', occhi dolci e movenze da gatta. Una gatta sul tetto che vince. È saltata sul Tir giallo del candidato premier alla partenza e promette di non scenderne più. Consacrata dall'abbraccio plateale di Prodi. Ha lanciato anche la sua fatwa: "Il vero ulivista è prodiano perché Prodi è fedele all'Ulivo, gli altri no". Anti Talpa, anti SuperSimo, anti paese chiassoso dei reality, nella stagione segnata dal ritorno del nazional popolare Pippo Baudo in tv e dall'inconfondibile profumo d'incenso, Dc e proporzionale, è l'Olivella dai cromosomi giusti per interpretare valori e potere, culto della famiglia e familismo aggressivo, modestia calcolata e instancabile costruzione del proprio monumento. La formula dei megatrend del Professore. Come diceva in tempi insospettabili un suo collega che aveva capito tutto: Luigi Tenco. "È il simbolo dell'Italia di sempre. Specialmente se si vede una piccola malizia negli occhi: nascondere dietro l'acqua e sapone, tutto un retroscena". Alta considerazione di sé ben nascosta dietro un'apparenza umile: in tutto e per tutto lo stile di Prodi. Tre anni fa, per dire, Cinquetti sceglie il museo storico di Trento. Per una manifestazione? Macché. Per donare, manco fosse madame de Staël, le pregiate 150 mila lettere di ammiratori. E non solo. Manda bauli di abiti di scena, locandine, articoli, copertine. Lettere di un'Italia antica, a lei devota: "O anima sublime, non desistere dall'essere apportatrice di purezza", le scriveva Maria, una maestra. Lei non ha desistito. Un occhio a gorgheggi e festival, uno alla politica con cui ha sempre avuto a che fare. Il suo primo manager a Verona, da ragazza, si chiamava Gianni Fontana. Diventerà un padrone della Dc veronese e poi ministro dell'Agricoltura. Negli stessi anni, lungimirante come una maga, Gigliola si sceglie un amico: è un giornalista di purissima razza dorotea. Il nome? Alfredo Meocci, anche lui legato a Fontana. Agli inizi degli anni Novanta, è lui a richiamarla a cantare a Verona, da neo assessore dc alla Cultura. Ed è ancora lui a curare uno speciale Tg1 sulla sua amica con il marito Luciano Teodori. Quando Gigliola, conduttrice di 'Buon compleanno' su Telemontecarlo, decide di auto-festeggiare i suoi 44 anni, invita due deputati della Dc a celebrarla: Silvia Costa, sua grande amica e, naturalmente Meocci. Oggi, nonostante i diversi schieramenti politici, i due marciano d'amore e d'accordo. Meocci, direttore generale Rai e Gigliola, conduttrice di 'Elisir' almeno fino a metà ottobre. "Rinuncerei a dieci punti di share per aiutare quella bambina indiana che moriva di fame", ha dichiarato Meocci commentando il successo di Baudo su Bonolis. Anche Baudo, qualche mese fa, è stato avvistato in un tête-à-tête con il Professore. E c'era anche Pippo a 'Porta a Porta' ad applaudire gli interventi di Gigliola. Baudo, Meocci, Prodi. Da sponde diverse, condividono la stessa visione del mondo. Il successo sussurrato, mai ostentato. I buoni sentimenti che nascondono tempra di ferro e artigli spianati. Come quelli di Ola. A fine Ottanta, Cinquetti si iscrive al partito radicale di Marco Pannella, in diretta al 'Maurizio Costanzo Show', suscitando le ire della curia veronese e beccandosi la quasi scomunica de 'L'Arena'. Anni dopo, tutto rientra e lei diventa opinionista del quotidiano. Poi arriva la confessione alla festa di 'Tango', l'inserto satirico de 'l'Unità' di metà anni Ottanta: "Da piccola mi raccontavano che i comunisti mangiavano i bambini, ma non ci ho mai creduto. Ho un desiderio per il Duemila: non morire democristiana". Anni in cui in Cile canta contro Pinochet. Il che non le impedisce di diventare il volto della tv dei vescovi Sat2000, quella di Camillo Ruini. Un talk show su misura per lei: 'Vivendo parlando'. Interrotto nel 2003 dopo 700 puntate, alle voci di una candidatura nell'Ulivo. Un pedigree da perfetto prodotto ulivista, ben prima che l'Ulivo nasca davvero. Ma da quando è nato lei ne ha fatto una religione e non ha più risparmiato nessuno. Non Fausto Bertinotti, che per Ola resta l'uomo che ha fatto cadere il governo Prodi. "Perché lei piace alle donne di destra?", lo azzanna in tv. Nemmeno i popolari alla Nicola Mancino: "Pensionati della politica che dovrebbero capire che il loro ruolo è dare qualche consiglio ogni tanto e nulla più", gli spara in faccia a un convegno. A lei piacciono Veltroni o Rutelli, prima della svolta anti-ulivista, però. In prima fila nei girotondi, alle manifestazioni anti-Usa in Iraq o agli scioperi della Cgil, al controfestival di Mantova di Nando dalla Chiesa, ma senza mai urlare. Con uno slogan da Carosello. "Sono contro la guerra perché sono madre". Come Prodi, un po' bianca e un po' rossa e dunque rosa. Mai punk. Solo miss pinky. Naturalmente con un curriculum matrimoniale esemplare. Un solo marito da quasi trent'anni: Luciano Teodori, detto Lucianone, onnipresente al suo fianco, 'schedato' in Rai come uno del giro di Giovanni Minoli e considerato un catto-prodiano, primo link di Gigliola con il mondo del Professore via Arturo Parisi. Uno che telefona non meno di quindici volte al giorno a Giulio Santagata, braccio operativo di Prodi. Ex giornalista Rai, produttore tv, tipo piuttosto agitato ed esuberante:"Hai visto il mammozzone?", diceva agli ospiti del suo attico romano indicando il Colosseo. Conosce Gigliola nel '78 in vacanza a Ponza. Si sposano un anno dopo in segreto e in notturna in chiesa a Verona. "Ho fatto molto l'amore ma sempre con la stessa persona", ha confessato lei a 'Oggi'. "Dopo tanti anni, il nostro rapporto sessuale è ancora molto vivo". Insieme, una coppia formidabile. Sfornano trasmissioni a volontà. Lui produce, lei conduce. Lui progetta, lei realizza. Lei appare candida come un giglio, anche se vestita con gli abiti seducenti della stilista Chiara Boni. Lui si ritiene astuto come una serpe. La ditta Cinquetti-Teodori manda in onda programmi come 'Donne. Viaggio nella storia delle donne italiane', su Rainews 24. Oppure 'Di che sogno sei', su Raisat Extra, dove collabora perfino il figlio Giovanni ed è capitato che l'ospite d'onore fosse proprio Prodi a un mese dalle europee ed è un mare di polemiche. Il clou è l'invito al marito in una puntata di 'Vivendo Parlando'. Ora, si domandano in molti, quale sarà il futuro della ditta? Da anni, lui non nasconde di puntare a viale Mazzini, zona consiglio d'amministrazione. Lei ha sempre detto no alle candidature. Alla partenza del tour del 2004 Prodi promise: "Le donne vanno inserite nei ruoli di comando". Ola ha detto che vorrebbe tanto "condurre un programma di interviste approfondite" e che sogna di avere come ospiti " Berlusconi e Prodi". Più chiaro di così.

Qualche giorno dopo, l'11 febbraio, arriva la seconda partecipazione. Unica presenza femminile, Gigliola è chiamata per portare la sua esperienza del raduno di sabato 2 febbraio in Piazza Navona a Roma organizzato dall'Ulivo. Quella "manifestazione per la giustizia" aveva provocato un profondo dibattito in tutta la sinistra italiana, e non solo, dal momento che il regista Nanni Moretti aveva urlato dal palco, dove era presente anche la nostra Gigliola, "Con questi dirigenti non si vince". In quella circostanza Gigliola ebbe a dire : "La democrazia non è un marketing, o sondaggi. E' scelta culturale e di metodo". Sulle altre poltrone del salotto di Vespa sono seduti : Giulio Borselli, Alfonso Pecoraro Scanio, Fausto Bertinotti, Antonio Di Pietro e in collegamento esterno Emilio Fede e Marcello Veneziani. Gigliola sottolinea la sua connotazione politica di stampo "prodiano" ma sostiene la positività dell'intervento di Moretti, servito a vivacizzare i contenuti per rilanciare il rinnovamento da tutti auspicato. Con un tono tra la maestria e l'educanda spara, poi, una cannonata a Bertinotti rimproverandogli di "piacere troppo alle donne di destra" e provocando l'orgogliosa replica del leader di Rifondazione Comunista. Alla fine della puntata Bruno Vespa sottolinea gli interventi della cantante definendoli "da vero leader politico" e conclude affermando "Per ora si è conquistata il seggio di Porta a Porta"... che per molti è la terza Camera del Parlamento! Gigliola, come scrive SETTE, il settimanale del Corriere della Sera, diviene la rivelazione della stagione movimentista della sinistra italiana, muovendosi a suo agio tra opinioni simili o avverse sia a "Porta a Porta", sia nei "girotondi" di piazza, anche se sono in molti a pensare che sul coinvolgimento di Gigliola nella politica ci sia lo zampino del marito, il giornalista Luciano Teodori, in lizza per la candidatura di un seggio nel nuovo CdA della RAI… candidatura in seguito sfumata. In questa foto ha una strana rassomiglianza con Sigourney Weaver, bellissima ma un poco glaciale, quindi l'opposto di Gigliola, che è una iper controllata, misurata in tutto, ma non glaciale.
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Luciano Teodori, giornalista, regista, esperto di geopolitica, docente universitario, nonché marito di Gigliola Cinquetti Sliding Doors prosegue, intanto, la sua programmazione ospitando personaggi come Giovanni Minoli e Giorgio Gori e il 23 aprile, ultima puntata del primo ciclo, Paolo De Nardis e Ilvo Diamanti. I recenti successi televisivi di Gigliola nel ruolo di giornalista e conduttrice televisiva, le fanno guadagnare la terza rete televisiva. Viene annunciato, infatti, in questi giorni il suo esordio su Raitre in Pronto Elisir , versione estiva del famoso programma di Michele Mirabella. Inizia così un’altra avventura televisiva e con lei ci sarà il prof. Carlo Gargiulo. La prima puntata va in onda domenica 5 giugno alle ore 20,20 e prosegue fino alle 21,00. Venti settimane che riportano Gigliola alla ribalta televisiva e alla popolarità. Riconquista le copertine dei maggiori settimanali, numerosissime le interviste e i servizi fotografici. Il successo è immediato. Premiata per la simpatia e la comunicativa, viene apprezzata per l’intuizione e la capacità di ascoltare la gente. Bella, elegantissima e raffinata, Gigliola si muove con disinvoltura nello studio che ospita medici e specialisti di chiara fama che di volta in volta affrontano temi interessantissimi di medicina che coinvolgono il pubblico televisivo. E la politica? Rieccola, dal TG1 e TG2 del 7 settembre, a Roma, madrina dell’inizio della campagna elettorale di Romano Prodi per le primarie del centrosinistra. Questa iniziativa politica è un trionfo per il centrosinistra (Gigliola è anche protagonista di uno spot su Internet) e l’affermazione di Prodi è quasi plebiscitaria. Nel mese di agosto vengono riproposte su RaisatExtra le puntate di Sliding Doors e il 17 settembre viene trasmessa l’ultima puntata “La comunicazione globale”, ospiti Ettore Bernabei ed Ezio Di Mauro. Il 28 ritorna ospite a Porta a Porta. Un parterre eccezionale che oltre a Gigliola vede Pippo Baudo, Gigi Proietti, Irene Pivetti e il professor Zecchi. In collegamento esterno Alessandra Mussolini. La puntata è dedicata al ritorno, domenica 2 ottobre, di Baudo a Domenica In e a Proietti col suo Maresciallo Rocca. Gigliola è sempre protagonista, e di domenica, del suo Pronto Elisir. Baudo ricorda l’esordio di Gigliola a Castrocaro con “Le strade di notte” e lei accenna al brano. I due grandi protagonisti si rivedono in un filmato tratto dal Sanremo ’95 e Gigliola nella splendida e applauditissima interpretazione di “Giovane vecchio cuore”. Vespa, nel presentarla, “la butta” in politica. “In odor di Margherita” dice, lei lo corregge “per l’Ulivo, ma non mi lottizzare, sono un’artista e sono di tutti”. E’ una puntata bellissima, piena di canzoni, barzellette, argomenti interessanti e Gigliola, stavolta, si butta davvero… canta, anche in coro con Baudo e Proietti, balla con Vespa e intona insieme a tutti “Azzurro” quando sul finale entra in studio la Banda dei Carabinieri. Davvero uno spettacolo straordinario. Gli impegni televisivi di Gigliola aumentano, perché l’11 giugno, dopo il successo della passata edizione, ritorna al timone della versione estiva di Elisir, la trasmissione sulla salute di Raitre dal titolo “Pronto Elisir”.Accanto a lei sempre il dott. Gargiulo. “Ho sempre desiderato parlare di alimentazione e benessere psicofisico” dichiara in una delle tante interviste che in questo periodo concede a diversi settimanali. Il 20 luglio l’ultima puntata di “GAP-Generazioni alla prova”, ma cominciano presto le repliche su Raiuno che proseguono fino in autunno, purtroppo nell'ambito del palinsesto notturno che vede spesso e volentieri saltarne alcune puntate per recuperare ritardi dovuti allo "sforamento nei tempi" dei programmi di prima serata. "Pronto Elisir" invece proseguirà per 14 puntate fino al 24 settembre. Grandi ospiti come Dacia Maraini, Massimo Dapporto, Sebastiano Somma, Giovanni Floris, Enza Sampò, Lello Arena e il ministro Livia Turco, oltre a famosi specialisti. A fine luglio si diffonde la notizia , clamorosa per certi versi, della nomina governativa fatta dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli a Gigliola quale rappresentante del ministero nel Consiglio d’Amministrazione dell’Arena di Verona. Un commento per tutti “ A Gigliola Cinquetti è riuscito il quarto salto carpiato della carriera: da cantante pop-sanremese, a giornalista, a donna politicamente attiva, infine a dirigente culturale di serie A, con la poltrona nel consiglio di amministrazione dell’Arena di Verona, il “più grande ente lirico all’aperto del pianeta”. Nella notte che precede il ferragosto Gigliola è ospite a “Sottovoce”. Divertita e ironica risponde alle domande “surreali” del conduttore, Gigi Marzullo, ma altrettanto seria e convinta si dimostra quando afferma di aver sposato il marito per amore. Rai International, col nuovo anno, è visibile anche su Sky per la gioia degli ammiratori di Gigliola che possono seguirla ogni pomeriggio (dal lunedì al venerdì) nella conduzione di “Italia Rai”, un grande contenitore di 3 ore circa, voluto fortemente dal direttore di Rai Internazional, Piero Badaloni, che viene anche attaccato da alcuni parlamentari di destra, che lo accusano per l'eccesivo costo (a loro dire) del programma. Polemiche che non sfiorano la nostra Gigliola che conduce, con la solita classe ed eleganza, il programma che si pone lo scopo di instaurare un filo diretto con i nostri connazionali all'estero, soprattutto con le nuove generazioni che vogliono sapere di più della nostra bella Italia, che ha dato i natali ai loro genitori o antenati. Gigliola inizia il programma salutando alcuni ascoltatori che scrivono da ogni parte del mondo. A seguire varie rubriche e le interviste a tanti personaggi italiani noti e meno noti che occupano un posto di rilievo in associazioni culturali o imprenditoriali di varie nazioni estere. L'impegno di Gigliola su Rai International prosegue fino alla fine di maggio, ma nei primi mesi di questo 2008 si concede, come è solita fare da qualche anno, alla canzone.


E finalmente è arrivato il momento di scrivere qualcosa di mio su Gigliola, del potente marito non posso scrivere perché non conosco niente, anche se in giro si legge che è giornalista, in seguito diventato anche docente universitario, esperto di relazioni estere, ma anche regista e autore di programmi, e naturalmente, attivista politico di lunga data, credo con la componente cattolica prima, Probabilmente è partito dalla DC, poi con il calderone che si è creato dopo la caduta del muro di Berlino, passato all'Ulivo, Quercia, Margherita, DS....


E' vero, la sua giravolta canoro-politica può dare le vertigini ma io credo che Gigliola sia sempre stata una dura, una dolce, femmina, mamma, cantante melodica, come si diceva, ma sempre dritta, a spaccare il capello in quattro, una versione emancipata, progressista, non femminista, acuta, non banale, di Orietta Berti. Ha voluto scrollarsi di dosso tutte quelle inibizioni mentali che le sono state cucite addosso dalla famiglia, dall'ambiente provinciale, dalle amicizie e da quella Non ho l'età, che avrebbe ammazzato anche un giovane leone. Un qualche sbandamento è normale, quando si cerca di uscire da un teatrino che ti sta stretto, come iscriversi al Partito radicale, o uscire con dichiarazioni a volte dure e pure, ma l'obbiettivo era chiaro: togliersi di dosso l'aurea della eterna ragazzina, quell'immagine virginale, edulcorata, insipida che i media le avevano, suo malgrado ritagliato.
Finalmente la vera Gigliola può riprendere quota; ci sono voluti tutti gli anni ottanta, ma a partire dai novanta la sua strada è dritta, ferma, percorsa con inesorabile metronomicità (con l'aiuto, pare, del coniuge). Si, la sua nuova carriera di conduttrice televisiva si apre ai format più semplici da gestire, quelli in cui si lavora di rimessa, con domande scritte dagli autori, con immagini di repertorio, con interviste in esterno, e realizzate per conto di una società appaltante, esterna alla Rai, in cui, sembra esserci lo zampino del potente marito. Tutto vero, ma la classe non è acqua, la ragazza se la cava mica maluccio, piglio deciso, femminilità, compostezza, un lavoro quasi da retrovie, un fare defilato, riserbato, come nella vita. Non uno di quei donnoni, come la conduttrice di un programma di tematiche economiche, che sembra la caricatura di Gigliola, priva di fascino, rude, impegnata a mediare tra ospiti influenti e scalcagnati ragazzetti, cui è lasciato lo spazio di una domandina non troppo scomoda. Chi ce l'avrà mandata quella, ci siamo chiesti, perché è lì? Sono i soliti misteri del giornalismo, specie quello televisivo, senza retropensiero, lo giuro! Comunque la domanda non ti sfiora a vedere Gigliola, serena, centrata, rassicurante ma non banale, senza mai indurirsi in pose da maschiaccio, fascinosa, quasi erotica. Poi l'avete vista nelle foto, sul palco con i Veltroni, i D'Alema, addirittura i Cossutta, quasi invisibile, con il viso sempre sereno, sicuro, che fa capolino tra le spalle dei titani in prima fila. E' l'altra faccia di Gigliola, quella di anchor woman, o meglio, di testimonial politico, come si chiamano le figure come lei. Pensate a Ophra, non è stata lei a tirare la volata dell'ultimo giro a Obama? La piccola Ophra, che però da semplice conduttrice di un programma di successo, è diventata una leader, un punto di riferimento dell'opinione pubblica. Testimonial lo è da tempo anche Gigliola, ma certamente è ben lontana da essere al centro di commenti influenti per il popolino, e neanche per quella parte snob, con la puzzetta sotto il naso, quella parte di elettori dei DS, se esisteranno sempre tra un paio di anni, che odiano a morte Berlusconi non tanto per le sue presunte mascalzonate, quanto per la faciloneria, il peronismo, il populismo spinto, il mettersi sempre al centro di tutto, la vacuità delle conoscenze culturali, dei gusti culinari e forse anche sessuali.Ecco, di questa parte di popolo della sinistra, Gigliola avrebbe potuto diventare il cavallo di razza, l'emblema da opporre a Berlusconi come esempio di artista, poi di conduttrice e infine di donna. Invece, come tante altre del popolo della sinistra, rimane a metà strada, brava, fascinosa, talentuosa, imperscrutabile, ma non carismatica, vera ma non trascinante.
Se volete approfondire, potete leggervi The sociology of celebrity di D. Marshall, dove si discute anche il testimonial. Comunque, anche se la sua figura in questo ruolo non è emersa, non possiamo dire che Gigliola non è riuscita; ha svolto il suo compito come si richiede, con trasporto, eleganza e serenità, un 7 possiamo darlo, anche in confronto agli altri colleghi. Dunque, una vincente, a prescindere dagli esiti delle cause che sposa: anzi, dal mondo da cui proviene è una supervincente. Chissà per quanto ancora la vedremo in Tv e nelle numerose repliche sul satellite e sul web.
Signora Angela, lei mi chiede come fare, che sua figlia vuole fare la giornalista, che vuole un consiglio da me, che le sembra che tutto sia già chiuso prima di iniziare, che senza una forte spinta non si parte nemmeno. E' vero, ma quanti altri lavori sono minati da una simile condizione? Tanti; non sarebbe forse l'ora di cambiare strada? tutti però, noi per primi. No, io non le dirò, come gli altri, la faccia studiare, vedrà che con una laurea, prima o poi un lavoro lo trova. Lo so che un discorso del genere è roba delle caverne, delle grotte direi, ma se anche sua figlia inizierà ad iscriversi alla associazione, alla coop, solo perché è costretta, sarà la vera sconfitta, non solo anche la mia, ma sopratutto la sua.

Una nota su Alfredo Meocci, ma non vi preoccupate, lui o un altro tanto non cambia, metto lui perché è citato come sponsor in rai di Gigliola: Da Sandro Ruotolo Blog
 l'Autority, su proposta dell'allora commissario Alfredo Meocci, multò la Rai di 50 milioni di lire e l'azienda di viale Mazzini chiese al Tar di cancellare un provvedimento che considerava ingiusto. L'allora ministro Gasparri interveniva a ripetizione per dire che dovevamo pagare la multa. Ma se tanto mi dà tanto, perchè non dovrebbero essere oggi Silvio Berlusconi e i suoi ministri a pagare la mega multa che invece ha già pagato la Rai di 14,3 milioni di euro (che potrebbero raddoppiare) per aver imposto come direttore generale Alfredo Meocci pur sapendolo incompatibile? Forse 50 milioni di lire era giusto che li pagasse Santoro mentre 30 milioni di euro chi li deve pagare? L'abbonato Rai?
Postmetto che a me di Meocci e dei 50 miliardi o altro non importa nulla, che ritengo tutta la facenda una materia per lo studio dei marziani.



a. marini riproduzione riservata c 2009

Il post è finito, ma per i più addottorati, inserisco qui, a piè di pagina, un estratto di un PDF parte di uno studio dal titolo " Gigliola Cinquetti come testimonial politico - la cantante del centro che guarda a sinistra. di Gunter Pallaver. Potete chiedervi perché un serio docente di comunicazioni si occupi anche di Gigliola: ovvio, perché è una figura chiave, emblematica di come si arriva ad assurgere a ruolo di Testimonial Politico in Italia ma anche nel resto del mondo, per non parlare dell'America, il cui part terre elettorale è affollato dai DeNiro, Clooney, Ophra, cantanti, presentatori televisivi, registi, campioni di golf e di rugby. Di tutta questa parte della sociologia, la figlia di un mio amico, laureata da poco presso la Facoltà di Scienze Politiche a Pisa, non ha mai incontrato uno straccio di fotocopia riguardo ai principali studiosi di lingua anglosassone dei media e nuovi media, che ormai non sono più nuovi, né delle tecniche di controllo del mercato elettorale e argomenti simili. Dicono che a Pisa vogliono puntare su una solida preparazione di base, sui classici del pensiero sociologico e politologico al resto poi provvederanno i corsi post-laurea. Tutto il contrario di quello che fanno in America, ma tanto ormai gli Americani sono in fase di declino, incalzati dalla Cina e tra poco nemmeno proprietari della metà del loro bel debito pubblico. Sbaglia Luttwak, quando dice che se gli americani diventano il numero due, quale posizione occuperà l'Italia? Pensate ai Della Valle, quando si fa i loro nomi si pensa a marchi prestigiosi e a prodotti di lusso, emblema del made in Italy, (a parte le attività sempre più intense nei settori della speculaz... costruzione edilizia e del calcio, usato come veicolo, testimonial territorial- imprenditoriale). Ma ci chiediamo quanta tecnologia è racchiusa in un paio di scarpe di ottima fattura artigianale, che si vendono a 400 euro in boutique? Ve lo dico: la più bassa in confronto a quasi tutti gli altri prodotti che non riguardano la moda, cioè la roba da portare addosso. Idem per il vino: quanta è la tecnologia e l'incremento di brevetti frutto di ricerche, nel settore? Quasi zero. Ultimo quesito: ma gli americano sono davvero così autolesionisti da liberarsi delle fabbriche di automobili e darle alla Fiat? Non c'è puzza di bruciato, in un modo o nell'altro? Quando proprio la famiglia proprietaria della Fiat ha messo in giro una task-force di esperti per individuare altri settori finanziari e industriali su cui investire?

Passiamo al saggio (crediti a Günther Pallaver).

1. Introduzione

Tutti andavano matti per Gigliola1.Dunque, se tutti andavano matti per Gigliola, ci sarà andata pure la politica. Perciò va ampliata anche la domanda di Quinto Antonelli e Giorgio Mezzalira che allestendo la bella mostra «Una storia romantica. Dall’archivio di Gigliola Cinguetti» si erano chiesti: «Quale relazione può intrattenere con la storia la vicenda di una cantante di musica leggera? C’entra forse qualcosa con l’Italia del miracolo economico il successo dell’interprete di ‹Non ho l’età?›»2. C’entrerà eccome il miracolo economico, ma c’entra sicuramente anche la politica, perché Gigliola Cinquetti dopo la sua vittoria al Festival di SanRemo nel 1964 è stata ed è tuttora un’importante testimonial politico.
In questo breve saggio cercherò di chiarire il concetto di testimonial politico e quali condizioni politiche e comunicative hanno favorito la creazione di questa figura, nonché di verificare la tesi, se in base alla sua biografia si può parlare di Gigliola Cinquetti come testimonial politico del centro che guarda a sinistra.

2. Testimonial politico

Ma passeranno 2000 anni per arrivare ad un concetto nuovo di testimonial, di cui si approprierà in primo luogo la pubblicità nell’era della comunicazione di massa. Lo descrive in questi termini l’esperto pubblicitario Henning Haase: «Per la pubblicità basata sulla testimonianza si intende comunemente una forma di comunicazione persuasiva, in cui una persona nota al pubblico appare nel mezzo pubblicitario (inserto,manifesto, depliant) con la funzione di raccomandare prodotti e servizi e di garantirne eventualmente la loro qualità, utilità ecc. con il proprio nome»4. Nella pubblicità i testimonials vengono introdotti specialmente per prodotti di high-involvement, in cui il consumatore investe un interesse superiore alla media nella scelta del prodotto, si sente altamente coinvolto in questa scelta e si identifica con il prodotto. In questo contesto la funzione pubblicitaria è il trasferimento di immagine dal testimonial al prodotto. Per l’efficienza di questaforma di pubblicità è essenziale la notorietà, la competenza, la fiducia e l’attrattività del testimonial nonché la sua compatibilità con il prodotto5. Il passo dal testimonial per un prodotto al testimonial politico è breve, perché cambia solo il tipo di prodotto che non è più commerciale ma politico. Rimangono invariate invece le qualità necessarie del testimonial, in primo luogo la sua notorietà e la sua celebrità connessa alla sfera pubblica che viene occupata attraverso i mezzi di comunicazione di massa6. L’ultimo tassello nell’atto di costruzione di questa figura è la personalizzazione della comunicazione politica come conseguenza dei processi di trasformazione della politica stessa.

3. Celebrità

Con l’inizio della comunicazione di massa alla fine del Novecento e la concorrenza tra le varie testate ha inizio la personalizzazione delle notizie. «Names make news» era il principio in base al quale si orientavano i grandi giornali per conquistare nuovi lettori e mercati7. Per la creazione di una nuova classe di stars e celebrità però era fondamentale lo sviluppo del cinema con i suoi protagonisti, dei quali ben presto si parlerà anche della loro vita privata. La vera e propria vita di una star incomincia nel momento in cui la vita privata della persona che agisce sul set e che viene ammirata al cinema diventa oggetto dell’interesse pubblico. Come scrive David Marshall: «Star is the usual identification of some persona that has transcendet the films he or she has performed in and created an aura»8. Una nuova epoca con, in un certo senso, la produzione di massa di stars e celebrità inizia con la televisione. Per gli shows quotidiani, i serials, i films ed i notiziari la TV ha bisogno di celebrità già esistenti, ma grazie alla sua grande popolarità è la TV stessa che produce nuove stars. La differenza tra le celebrità del cinema e le celebrità della TV consiste nel fatto che le stars del cinema creano una loro aura attraverso la costruzione di una distanza, mentre la celebrità televisiva si configura attraverso la grande familiarità che il pubblico ha con la star. Oggi la nuova celebrità non è formata solamente dalle stars del cinema, della televisione e dello show-business in generale, ma quasi ogni settore ha prodotto e produce le sue stars: sportivi, scrittori, pittori, scienziati, manager e politici. Nel suo grande saggio sulla conquista della realtà attraverso l’entertainment Neal Gabler arriva alla conclusione, che il più importante sviluppo dell’arte del secolo è stata la creazione della celebrità10, assurta al livello di nuova religione11. La celebrità non è un fine a se stesso, ma adempie una serie di funzioni di tipo economico, sociale e politico. Può essere intesa come capitale di rapporti sociali, come un certo tipo di reddito, espressione di potere o come riduzione di complessità. Una persona celebre può essere vista come sostituto di eroi, persona di riferimento, portatore di un marchio. Se infine cerchiamo di rapportare il fattore della celebrità alla politica, possiamo distinguere tre tipi di celebrità politica:

1. Il politico che al tempo stesso è una star è un politico di professione che è diventato celebre grazie al suo lavoro politico.
3. Personalità divenute celebri al di fuori della politica e ai quali viene assegnata direttamente una funzione di spicco (elettiva o partitica) senza aver fatto la gavetta all’interno dell’apparato di partito14. Possiamo citare i tanti calciatori passati direttamente dal campo di calcio al campo politico come è successo per esempio con il golden boy Gianni Rivera, o con giornalisti come Michele Santoro, o con l’ex presidente della Fiorentina Vittorio Cecchi Gori. Basta dare uno sguardo alle tornate il trend delle celebrities che scendono in campo è un fenomeno sempre più diffuso e mondiale: dall’ex campione del mondo in body-building e star hollywoodiana Arnold Schwazenegger in California, alla rockstar australiana Peter Garret; dalla nota giornalista sudtirolese e volto del TG1 Lilli Gruber, alla leggenda slovacca dell’hockey su ghiaccio Peter Stastny; dal cosmonauta ceco Vladimir Renek, alla sua connazionale ed attrice porno Dolly Buster; dalla super modella estona Carmen Kass, al premio nobel portoghese Josè Saramago15. Sono questi pochi esempi di una lunga serie di cross overs degli ultimi anni. Oggi la maggior parte delle società industriali e informative più evolute, può essere definita nei termini di una democrazia massmediale, caratterizzata da una logica postmoderna di comunicazione e di concorrenza pubblicitaria politica17. Aspetti tipici di tale democrazia massmediale sono, fra gli altri, la centralità che i mass media hanno assunto nel processo politico, la interpretazione della politica alla luce di logiche redazionali massmediali, la organizzata presentazione professionale dei temi e degli eventi politici, nonché i tentativi di controllare i contesti dell’informazione fornita dai mass-media. Ne deriva come conseguenza la transizione in atto da campagne elettorali fondate sull’intenso impegno di simpatizzanti per il partito (labor intensi) a un intenso impegno di capitali (capital intensiv) divenuti necessari per la comunicazione politica mediante pubblicità televisiva, consulenza di immagine e informazione mediale. Tra gli elementi di modernizzazione e trasformazione della comunicazione politica si trova la cosiddetta personalizzazione. La tendenza ad una intensa personalizzazione della comunicazione si manifesta, in modo particolarmente vivace, durante la campagna elettorale come richiamo alla centralità del personaggio candidato politico, la cui figura, in seguito al progressivo indebolirsi del legame con i rispettivi partiti, si fa sempre più importante. La logica redazionale della comunicazione, alla ricerca di notizie e d valori informativi, fa sì che essa s concentri sulle figure di alcuni pochi politici di punta, che diventano i Ne deriva che la personalizzazione si presenta come un sistema politico delle star. Le elezioni hanno il valore di un plebiscito sulle persone; la politica è anzitutto un rapporto conflittuale fra persone; la competizione politica come concorrenza fra personalità. Le campagne elettorali di un tempo con la loro organizzazione e mobilitazione orientati verso l’elettorato, sono diventate battaglie elettorali di media a stampa e televisivi che si concentrano sulle figure dei candidati23. In questo contesto, la nomination di cross overs a candidati di puntanelle tornate elettorali è una forma moderna di comunicazione politica. Le celebrities sono in primo luogo testimonials dei partiti: vengono reclutati meno come deputati per il lavoro parlamentare e più come candidati per le elezioni. Il loro compito è in prima linea la presentazione, non la produzione della politica; la loro funzione si concentra sul potenziamento dell’attenzione, della produzione di sfera pubblica, del transfert di immagine positiva del partito, e, in definitiva, sulla possibilità di raggiungere segmenti elettorali lontani dal partito. Per gli elettori svolgono la funzione che una volta avevano le ideologie, il programma politico: cioè la funzione dell’information shortcuts. Riducono i costi dell’informazione e della complessità e perciò si avvicinano al testimonial della pubblicità24.

5. Gigliola Cinquetti alla conquista di celebrità e della TV Con la vittoria al Festival di Sanremo nel 1964, l’appena 17enne Gigliola Cinquetti conquista una celebrità che riuscirà a consolidare nella primavera del medesimo anno con la vittoria all’Eurofestival di Copenhagen, cantando la stessa canzone. L’anno successivo a Canzonissima porterà in finale due brani. Con l’ormai famosa canzone Non ho l’età conquista il secondo posto e con Anema e core arriva quarta. Ma non sono solo le sue canzoni, che la lanciano nell’olimpo della musica leggera italiana, sarà piuttosto la televisione che più di ogni altro mezzo comunicativo formerà l’immagine di Gigliola, che a sua volta sfrutterà con grande abilità e fiuto la sua vittoria a Sanremo per appropriarsi del mezzo comunicativo più importante che negli anni a venire trasformerà profondamente la società italiana. Gigliola consolida la sua popolarità grazie alla diffusione della TV e del successo degli spettacoli. Dal 1964 in poi Gigliola è protagonista e primadonna di varietà televisivi di grande successo, da «Jonny 7» (1964) fino al suo «Concerto a Verona» nel 1989 per festeggiare i 25 anni della sua carriera. Dal 1981 in poi condurrà programmi televisivi e dopo alcune partecipazioni a film musicali, nel 1966 Gigliola Cinquetti è protagonista di «Dio, come ti amo» (oggi film cult del genere, in Brasile è stato proiettato per 30 anni nella stessa sala cinematografica) e subito dopo di «Testa di rapa», con il quale vince il Leone d’argento al Festival del Cinema di Venezia nella sezione ragazzi. Non rimarrà l’ultimo successo30. Come la TV diventerà il role model di una democrazia mediatica avanzata31, così la TV diventerà per Gigliola Cinquetti il role model della sua carriera e della sua celebrità. Il potere della TV diventa una fabbrica dei desideri, in cui si forma il desiderio individuale e collettivo, di essere amati32. Lo dimostrano le 140.000 lettere che riceverà negli anni a seguire.

6. Da testimonial politico implicito a testimonial politico esplicito

Con la canzone Non ho l’età Gigliola Cinquetti diventerà, senza volerlo, ma nemmeno prestando resistenza, un testimonial politico. Se torniamo alla tipologia di celebrità politica, Gigliola Cinquetti rientra nella seconda categoria. La cantante di Cerro Veronese è una celebrità cresciuta al di fuori della politica e che investe questa sua celebrità per testimoniare a favore di una serie di valori del mondo cattolico, cui fa riferimento la Democrazia cristiana. Gigliola canta i valori del matrimonio e della famiglia, il trionfo dello spirito sulla carne, la padronanza di se stessi. «Non ho l’età per amarti», perché a soli 17 anni vuol vivere solo «un amore romantico», platonico, «nell’attesa che venga quel giorno». E continua: «Non ho l’età per uscire sola con te, [...], ma se tu vorrai aspettarmi quel giorno avrai tutto il mio amore per te»33.
Gigliola simboleggia la perfezione trascendente, la gioia, l’innocenza, la purezza, la semplicità, la castità, la santità, la sacralità. Lo conferma, tr… Di questi valori Gigliola Cinquetti, figlia di questa cultura politica, canta, ma la vive anche nella sua vita privata. Si diploma al Liceo artistico di Verona, conseguendo anche l’abilitazione all’insegnamento, nonostante la sua brillante carriera nel mondo dello spettacolo e della TV. La purezza della sua anima si fonde con l’etica del lavoro. Ma ancor più di quest’etica del lavoro è il suo curriculum matrimoniale esemplare che fa di Cinquetti la portabandiera dei valori cattolici.
Conosce il futuro marito Luciano Teodori nel 1978 in vacanza a Ponza. Si sposano un anno dopo in segreto in una chiesa a Verona e avranno due figli. «Ho fatto molto l’amore ma sempre con la stessa persona», confesserà a Oggi, aggiungendo: «Dopo tanti anni, il nostro rapporto sessuale è ancora molto vivo».
Insieme da quasi trent’anni rappresentano una coppia esemplare. Mai uno scandalo, mai una crisi, mai un litigio, mai una storia scivolosa. Oltre a fare coppia sono al tempo stesso anche un’impresa. Teodori, ex giornalista Rai e produttore TV, progetta, Cinquetti realizza, lui produce, lei conduce. Da quando sono insieme mandano in onda un programma dopo l’altro, più tardi anche con il figlio Giovanni. Cinquetti assurge a testimonial politico implicito grazie a tutta una serie di requisiti: genera attenzione grazie alla sua celebrità, comunica con segmenti della società che sono difficilmente raggiungibili per il mondo cattolico, come i giovani dell’altra I valori cattolici decantati nelle sue canzoni e vissuti nel suo comportamento pubblico ed in privato si trasformano in valori politici tramite le sue vicinanze con esponenti del partito dei cattolici42. Il suo primo manager a Verona si chiama Gianni Fontana, che negli anni a venire diventerà un padrone della DC veronese. L’avvocato, classe 1944, nel 1970 viene eletto consigliere comunale a Verona. È eletto, sempre nelle liste della Democrazia cristiana, alla Camera dei deputati (1972-1987) e al Senato della Repubblica (1987-1992). Più volte sottosegretario, è ministro dell’Agricoltura e delle foreste nel primo governo Amato (1992-1993). Esponente della sinistra del partito, è membro della Direzione nazionale (1983-1989) e dirigente nazionale organizzativo (1986-1989), nonché fondatore e animatore della rivista mensile di cultura politica Città Popolare (1985-1992)43. Negli anni della sua stella nascente Cinquetti si sceglierà anche un altro amico. Alfredo Meocci è un giornalista di purissima razza dorotea, legato a Fontana. Meocci, giornalista del TG1 dal 1982 al 1990 nell’era della transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica sarà assessore in quota democristiana a Verona tra il 1991 e il 1993. Eletto deputato nella XII legislatura nelle liste del CCD, di cui è stato anche portavoce con competenza sui problemi dell’informazione e dell’editoria. Nel 1998 verrà nominato dal Senato componente dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni. Nel 2005 viene eletto a nuovo direttore generale della Rai44. Da neoassessore il futuro direttore della Rai chiamerà la sua amica Gigliola a cantare a Verona, è di sua iniziativa uno speciale Tg1 sulla coppia Gigliola Cinguetti e suo marito Luciano Teodori. Sotto il direttore generale Meocci la Cinquetti conduce «Elisir». Inoltre ci sono gli amici come Silvia Costa, democristiana pure lei, ma anche Pippo Baudo che applaude gli interventi di Gigliola a «Porta a Porta». I buoni sentimenti di Gigliola avranno una breve incrinatura, quando a fine degli anni Ottanta si iscrive in diretta al «Maurizio Costanzo Show» al partito radicale di Marco Pannella. Con questo passo inaspettato susciterà l’ira della curia veronese nonché la quasi scomunica da parte del quotidiano L’Arena. Con questo atto pubblico Cinquetti passa da testimonial politico implicito a testimonial politico esplicito. Potrebbe essere la fine del rapporto con il mondo cattolico, per lei un cambiamento copernicanico. Ma il gelo non durerà a lungo. Cinquetti rientrerà nei ranghi e come premio avrà una sua rubrica di opinionista nel quotidiano veronese. Prima però, sempre negli anni Ottanta, ci sarà una confessione alla festa di Tango, l’inserto satirico de l’Unità, in cui critica la comunistofobia dichiarando di non voler morire democristiana. Sono gli anni, in cui canta contro il dittatore cileno Pinochet. Tutto ciò non le impedisce di diventare il testimonial della TV dei vescovi Sat2000 con la benedizione del presidente della Conferenza episcopale italiana Camillo Ruini. Dirigerà il talk show «Vivendo parlando » che verrà interrotto nel 2003 dopo ben 700 puntate dopo le voci in circolazione che la volevano vedere nella lista dell’Ulivo. La protesta soft, sensata, senza urlare, ma decisa continua in prima fila nei girotondi della società civile. Suo marito Teodori viene considerato un catto-prodiano. È lui che fa da tramite tra Gigliola ed il professore con l’aiuto di Arturo Parisi. Pare che il marito della cantante telefoni almeno una quindicina di volte al giorno a Giulio Santagata, il braccio operativo del presidente del consiglio Prodi. Molti si aspettavano una candidatura di Gigliola Cinquetti alle politiche del 2006, ma lei resiste al canto dell’usignolo parlamentare. Non si candida, ma assumerà il ruolo di testimonial politico. Durante la campagna elettorale del 2006 Cinquetti sale sul Tir giallo del professore e si siede sulle diverse poltrone di trasmissioni di infotaiment, come di «Porta a Porta», da dove declama: «Gli italiani hanno bisogno di serenità. La televisione deve rendere la gente serena», per concludere: «L’Italia ha bisogno di affetto». La cantante dell’amore puro diventa un’icona del prodismo, testimonial della sua leadership, verso l’esterno rivolta agli elettori, verso l’interno rivolta ai partiti di coalizione, quando dichiara: «Il vero ulivista è prodiano perché Prodi è fedele all’Ulivo, gli altri no». Gigliola Cinquetti rappresenta e rafforza con la sua celebrità il pensiero prodiano: valori cattolici, culto della famiglia, modestia, misura, un Italia che lavora senza far chiasso,
che è responsabile e non populista. È il simbolo dell’Italia da sempre e perciò lei rappresenta continuità e in ciò sicurezza e crea identità. Prodi vince le elezioni, Gigliola fa spettacolo. Ma in un momento, in cui si decide sulla leadership del nuovo Partito democratico, lei non può mancare. Anche se il mondo dello spettacolo, tra cui Fiorella Mannoia, Francesco Baccini, Veronica Pivetti, Alba Parietti, Michele Placido, Roberto Vecchioni o Orietta Berti, sceglie a maggioranza il sindaco di Roma Walter Veltroni alle primarie del Partito democratico, Gigliola Cinquetti scende in campo per la cattolica Rosi Bindi.
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Ecco il video di un testimonial che da embedded si fa esplicito: Monica Guerritore, anche lei bandita dalla Rai, cerca di dare la sua testimonianza, nel classico stile arboriano (anch'io bevo birra, birra e sai cosa bevi), cerca di darla a bere agli elettori del Popolo della Sinistra, di fare come lei e andare a votare alle primarie,( che Striscia ci ha fatto vedere come si sono svolte). E pensare che negli anni '70, la Guerritore era associata all'alta borghesia di destra, figlia di una famiglia borghese, allevata in collegio in Svizzera, fidanzata con uno dei potenti figli dell'allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone, di cui si diceva in odore di massoneria e di eversioni nere, poi smentite in pieno e culminate con tante scuse dei radicali. Quella Monica Guerritore che sbalordiva per la precocità dei suoi amori e per le tappe brucianti della sua carriera, in Rai, dove recitava la parte di una piccola prostituta minorenne, stroncata dalla Ginzburg, che non ha mai capito molto di cinema e televisione, sul Corriere e in teatro con il grande mandrillo Strehler.  ricerca.repubblica.it ,(questa è la camarilla ufficiale, solo quella).
A chi si rivolge il PD, con la Guerritore? Agli operai? no, Agli impiegati pubblici? un pochino. Ai commercianti? no. Alla gente che insegna nelle scuole? si, centro, questo è il bersaglio. Tanto quelli delle coop. vanno lo stesso, i commercianti, non ci importa niente della Guerritore ma se devono andare, quelli che ci devono andare, ci andranno; tra gli impiegati pubblici, non mancherà qualcuno che abbocca, comunque poca gente, tanto ci vanno lo stesso anche loro. A dire il vero, non le è mai importato molto della politica, anche se nei '70, si parlava molto di femminismo, lotta studentesca e di classe e slogan vari, perché di effimeri slogan si trattava e personalmente credo che fosse molto distante dalle compagne della FGCI e del PCI, e credo che non sia lei ad essere cambiata, quanto quelle ex compagne che oggi sono il cuore del Popolo del Progresso, ovviamente sempre con la puzzetta sotto al naso, e dall'alto della loro visione di classe, positiva, ferma moralmente, fiduciosa; insomma la Ritanna Armeni o anche la coerente Linda Lanzillotta, che qui ci spiega le sue idee (quelle di ora, sposata con un banchiere, perché quelle di 25 anni fa erano queele di Servire il popolo, associazione filo maoista servire-il-popolo-chi-erano). Cosa avevano in comune la Guerritore e la Armeni negli anni '70?, politicamente dico. Risposta, nulla! Oggi è diverso, perchè le Armeni si sono desinistrate e liberate al centro, così possono incontrare le Guerritore, cristianamente fedeli, decise, nette, capaci di tener testa a numerosi personaggi e anche pronte a capire qual è il loro ruolo e a non debordare più di tanto. Le Armeni, io c'ero, le riconosco a primo schioppo, sono quelle che criticano la gente del PD con la erre moscia e il blasone, ma poi finiscono per sfoggiarne di più e di meglio o di peggio, se volete. E finiscono per condurre un programma TV, che è da sempre una passarella per il politico di turno, che può dire qualsiasi cosa senza contraddittorio, con i conduttori che lo vezzeggiano e lo coccolano, guidandolo verso il trionfo o la difesa dell'indifendibile, (vedi Del Turco). Va bene, chiudiamola qui, per ora.