Danni TAV. Martini e Chiti si difendono dalle accuse della Corte dei Conti

Firenze, 26 ebbraio 2010 - Stamani il presidente toscano Claudio Martini e il suo
 predecessore alla guida della regione Vannino Chiti, hanno presentato le contro-deduzioni ovvero la memoria difensiva per rispondere alle accuse della corte dei conti secondo cui sarebbero diretti responsabili di oltre 740 milioni dei danni ambientali causati dai lavori dell'alta velocità. Accuse che sia Martini che Chiti respingono definendola una "tesi accusatoria errata e paradossale".
Oltre a loro assessori, consiglieri e dirigente della Regione. Rrei, secondo la Procura, di aver approvato o comunque consentito che i progetti della Tav nella tratta fra Firenze e Bologna avessero seguito,. Quegli stessi progetti che hanno causato riconosciuti danni ambientali consistenti nella dispersione, ancora in corso, di più 150 miliardi di litri d'acqua. Il danno c'è, lo riconoscono ovviamente anche gli amministratori. Le responsabilità sono però tutte da verificare. Martini e Chiti ripercorrono la storia dei progetti e ricordano che ben prima che questi arrivassero in regione, nel 1993, erano stati proposti e approvati a livello nazionale fra il 1987 e il 1992. E mentre il due, presidente ed ex, portano le loro difese all'opinione pubblica, arriva sui quotidiani la lista dei 249 gli edifici coinvolti nei futuri lavori di scavo del tunnel Tav. Non hanno tutti lo stesso grado di rischio, 77 palazzi verranno fotografati, 164 venrrano anche monitorati giorno per giorno e 8 saranno -o sono già stati- abbattuti o evacuati. L'elenco delle abitazioni è stato reso pubblico dall'Osservatorio ambientale che ha deciso, studiando gli ultimi progetti, di aumentare il numero degli edifici da considerare coinvolti nei lavori di ben 79 unità, passando da 170 a 249. Palazzi che vanno da Viale Corsica a Viale Belfiore, da Piazza della Libertà a Viale dei Mille. Ma per preoccuparsi c'è tempo, i lavori non inizieranno, assicura l'azienda appaltatrice, prima della primavera 2011. Contro il tunnel TAV è stato convocato per domani mattina presso il Ponte al Pino a Firenze un presidio-manifestazione dal gruppo consiliare di Perunaltracittà: "Come per il G8 alla Maddalena, dove si sono buttati 500 milioni in opere faraoniche per 3 giorni di vertice che poi non si è fatto - dice Ornella de Zordo di Perunaltracittà - così a Firenze si spenderanno 2 o 3 miliardi per un tunnel inutile