Auditorium firenze, la cricca Veltroni, per Di Nardo.

Firenze, sull’auditorium “sistema PD-centrico” secondo l’impresa esclusa. di Michele Bocci, da La Repubblica Firenze, 16/02/10

Speculateur edile Vincenzo Di Nardo in Florence a racconté aux investigators de una Cricca Veltroni, l'ex maire de Rome, partagé avec ses amis, e son architect, Monsieur Paolo Desideri, realizateur du project de Nouveau Auditorium de la Musique in Florence. Il eté rappelé comme - l'architect de Veltroni-.


Mr. Vincenzo Di Nardo, says to prosecutors: it was the so called "Cricca Veltroni", the First man in Rome, one of leader of Democratics, operating to make Paolo Desideri winning project for New Auditorium in Florence. In an interception a man says: - ...there is that architect, the architet of Veltroni-...

Una nota prima di iniziare.: per l'auditorium c'è stata una bellissima gara per i progetti e bozzetti. qui il forum dedicato  skyscrapercity.com/showthread.php?t=569247   e che il Fusi, Di Nardo e Co, non hanno vinto per la costruzione. Insomma, ha vinto l'architetto di Veltroni, per il progetto e poi altri per la costruzione, con ricorsi e contro ricorsi e intervento del Ministero, che ha ritirato la gara di aggiudicazione. Intanto il 30 Gennaio 2009 si pone la Prima Pietra.
30/01/2009 - 13.27 Il solito dipendente della " LEOPOLDA "

Per continuare il commento di prima... Sarebbe opportuno che la gente comune sapesse anche del lavoro che c'è stato dietro alla manifestazione per la " Posa della Prima Pietra ". Dovete sapere che la manifestazione si è tenuta in quello che fino a poco tempo fà era il capannone di bonifica dell'amianto, che era presente in alcune vetture. Questo
 capannone entrato in servizio nel 1986 ( circa ) e costato sicuramente alla collettività tanti soldi, è stato completamente rivestito al suo interno da una ditta che da circa un mese ci ha lavorato per rendere la cosa " televisiva "... poi ieri mattina altre ditte hanno portato anche piante, arredi, ed è stato anche allestito un bel BUFFET in quello che fino ad un mese fà era il bar dell'impianto. Ieri pomeriggio erano presenti anche tante persone... auto blu scorte polizia carabinieri ecc. ecc. Bè che dire ... in questi periodi di sagrifici per noi lavoraori fà sempre piacere vedere che la crisi non è per tutti... ma come sempre solo per NOI !!! E' veramente gratificante vedere Sindaci, Presidenti della Regione ecc. ecc. che al TG3 Regionale si preoccupano per noi lavoratori e poi ... Grazie per avermi dato la possibilità di sfogarmi !!!


30/01/2009 - 12.59 Un attuale dipendente della " LEOPOLDA "
Penso che abbia ragione chi vi accusa sempre di essere faziosi... nelle fostre informazioni. Bisognerebbe far sapere alla cittadinanza che dove sorgerà il nuovo Teatro del Maggio Musicale, fino a pochi anni orsono erano impiegati circa 1000 lavoratori... attualmente ne restano circa 120... quindi abbiamo scambiato il Maggio con un bel pò di posti di lavoro e... non venite a dire che è stata realizzata la nuova struttura dell'Osmannoro, perchè laggiù dei mille troveranno posto solo in circa 240 addetti ( 740 posti persi che forse nessuno sà o ha fatto finta di non sapere ( SINDACATI IN TESTA ) Andrebbe poi anche detto che l'area in questione non è la LEOPOLDA ma bensi le Officine Di Grandi Riparazioni Di Porta al Prato dove circa 2 anni e mezzo fà lo stesso presidente della Regione Toscana era presente per commemorare i lavoratori morti al tempo della 2º Guerra Mondiale e che ieri ci siamo ben guardati di ricordare... anzi per assurdo la lapide che li ricordava è stata rotta durante il suo smantellamento per far posto al Maggio Musicale. Continuate così ... l'importante è che la gente comune non SAPPIA !!!
Un ultima nota: di questa roba, le varie emittenti schiave locali, hanno solo dato notizie ufficiali, solo accennado alle tresche e beghe legali, mai avviando un confronto o dibattito pubblico. Tutto regolare, si parla di cazzeggio e quel cinque per cento che seguono e si interessano, comunicano tra loro e con il web, sapendo che non hanno altre strade.

Prima le manovre per riuscire ad aggiudicarsi l´appalto da 80 milioni di euro, poi
la delusione per la sconfitta e infine la rabbia che non risparmia nessuno. L´Auditorium di Firenze è la grande opera che dà il via all´inchiesta che sta facendo tremare Guido Bertolaso, e non solo. Sono le parole dell´amministratore delegato della Baldassini, Tognozzi e Pontello, Vincenzo Di Nardo, ascoltate dai carabinieri del Ros, ad aprire involontariamente uno squarcio nel sistema. «I romani arrivano sempre davanti», si lamenta il 28 dicembre 2007 l´imprenditore, dopo aver saputo di essere stato sconfitto. Nelle sue telefonate parla di un “sistema Pd-centrico” che ruota attorno agli ex sindaci della capitale Rutelli e Veltroni. Il 28 dicembre Di Nardo cerca di sondare l´assessore all´urbanistica Gianni Biagi. Di Nardo: «Allora come va, c´è bel tempo a Roma?». Biagi: «Sapete tutti che sto a Roma?.. uno non può farsi i cazzi suoi.. un giorno… ma chi te l´ha detto che sto a Roma?.. ho capito… son venuto a vedere i progetti… ora che sono finite le valutazioni tecniche e cominciano quelle economiche… no… non lo so ancora come va». Il 28 dicembre Di Nardo viene a sapere di essere arrivato terzo. E si scatena la sua rabbia. Nelle telefonate a vari personaggi fiorentini ipotizza l´esistenza di un vero e proprio “sistema Pd-centrico! che ruota intorno alle figure dei due leader ex sindaci di Roma Rutelli e Veltroni. Di Nardo: «Angelo Balducci… che è l´ex provveditore alle Opere pubbliche di _____________continua a leggereFree Image Hosting at www.ImageShack.us
Roma che è l´uomo di Rutelli dentro il ministero… capito?… e sono tutti uomini suoi…. De Santis (Fabio, ndr) che ha firmato il progetto è un dipendente sottostante a Balducci… capito?… (…) … la Forleo che ha aperto le buste… è una dipendente sottostante a Balducci… erano tutti con lui al Provveditorato alle Opere pubbliche di Roma…». Di Nardo è perplesso sulle valutazioni per la gara dell´Auditorium ma riflette sulla difficoltà di poter fare ricorso: «costì non finiscono in galera perché il criterio discrezionale è discrezionale… capito?». Piscicelli cerca di tirare su Di Nardo, sempre il 28: «Quando c´hai tempo che vieni a Roma… purtroppo ho dovuto prendere un secondo posto… non abbiamo buttato tempo… non ti preoccupare…» Di Nardo: «no, ma tempo non se ne butta mai… nella vita sempre per imparare…». Piscicelli in effetti cerca di mettere a frutto comunque la sconfitta, e il 18 gennaio organizzerà un incontro con Fabio De Santis, funzionario della “Ferratella”, a cui introduce così l´appuntamento: «…allora ti volevo dire… mi sta tampinando le palle Vincenzo… Di Nardo… che abbiamo bruciato l´altro giorno… e vabbé». Di Nardo parla anche con il patron di Btp, Riccardo Fusi, che gli dice: «… ma e´ una porcata enorme… io sono a Roma… lo sapevano tutti chi vinceva…». Secondo gli investigatori, a parere di Di Nardo «non ci sarebbe da meravigliarsi se in tutta questa vicenda fosse scoperto un giro di tangenti». E ancora più amareggiato di lui appare l´architetto di Firenze Marco Casamonti, autore del porgetto-offerta che si è classificato al secondo posto. Parlando con Di Nardo la mattina del 29 dicembre 2007 dice: «…eh il primo e il secondo degli ultimi ci vuole pazienza.. io so com´è andata e quindi sono sereno lo stesso… (…) … eh certo!… è Veltroni … quell´architetto è di Veltroni… l´impresa è di Veltroni e il sindaco Domenici ha preso gli ordini da Veltroni… è una vergogna… ma che vuoi fare?… (….)… ma sì ha vinto la Sacaim… si sapeva un mese fa… allora…» Il 31 Di Nardo dice a Casamonti: «… chi ha vinto è un amico intimo di Della Valle». E ancora, più avanti nella stessa telefonata. Casamonti: «… guarda, io ti posso dire una cosa… la Giafi (per cui ha lavorato l´architetto fiorentino, ndr) è molto conosciuta a Roma e lavora da anni per i ministeri… da anni. Loro m´han detto… “Marco questi hanno fatto pacco e contropacco”». Di Nardo: «…sicuro». Casamonti: «…qui è arrivato l´ordine da Veltroni diretto a Domenici… Domenici a Biagi…». L´architetto Gaetano Di Benedetto, già dirigente dell´Urbanistica di Palazzo Vecchio spiega anche così la sconfitta a Di Nardo: «… sai chi si è dato da fare, vero?.. c´è una persona emergente… vedrai… te lo troverai nel futuro… Nardella… è lui in contatto quotidiano con Rutelli e Chiti…».
Free Image Hosting at www.ImageShack.us
*********************************************************

Gara vinta, progetto stravolto
E l’Auditorium costa il doppio
Nel giro di un anno il progetto dell’architetto Paolo Desideri per conto dell’impresa Sac sembra cambiare radicalmente. I giorni passano, le modifiche aumentano, i costi lievitano
È lo stesso progetto ma tra quello che ha vinto la gara e quello che verrà realizzato ci sono enormi differenze. Non solo estetiche e strutturali: anche di costi. Parliamo della sala grande del nuovo teatro del Maggio. L’ultima versione è il risultato dei profondi ritocchi fatti sulla prima, quella che si era aggiudicata la gara il 28 dicembre 2007. Così la sala che originariamente doveva ospitare 2.000 persone, un anno dopo viene rimpicciolita di 200 posti. I profili da squadrati che erano, diventano più morbidi, tondeggianti. Dopo l’aggiudicazione della gara il maestro Zubin Mehta chiede e ottiene anche l’eliminazione dei parapetti verticali delle gallerie, che poi di fatto scompaiono.
Nel giro di un anno il progetto dell’architetto Paolo Desideri per conto dell’impresa Sac sembra cambiare radicalmente. I giorni passano, le modifiche al progetto aumentano, i costi lievitano. Dall’importo di partenza (la base d’asta) di circa 82 milioni di euro, siamo arrivati, secondo l’ultima stima, a circa 150 milioni complessivi. Ben 70 milioni di euro in più. Tutti questi numeri, questi dettagli tecnici potrebbero sembrare la solita storia italiana. Nel caso del nuovo auditorium del Maggio, però, la questione non è così semplice. Per almeno due motivi: 1) A quel progetto una delle due commissioni di valutazione, quella tecnica presieduta dall’ex commissario del Maggio Salvatore Nastasi (l’altra quella che si occupava della parte economica e dell’apertura delle buste era in seno al dipartimento di via della Ferratella) aveva dato il massimo dei punti (55) per la sua qualità architettonica. Perché allora è stato così stravolto? 2) Quella gara del 28 dicembre 2007 è adesso finita nell’inchiesta della magistratura fiorentina che sta sconvolgendo la Protezione Civile, il mondo delle imprese e della politica. Il punto di partenza sono state le telefonate di architetti e imprenditori coinvolti nella vicenda. Marco Casamonti, arrivato secondo con il progetto redatto per la Giafi di Valerio Carducci, e l’amministratore delegato della Baldassini e Tognozzi Vincenzo Di Nardo, terzo con il progetto di Isozaki, parlano a ruota libera senza sapere che i microfoni dei carabinieri del Ros stanno intercettando tutto.
Del nuovo auditorium se ne parlava dal 2006. Il 10 gennaio 2007 fu il ministro Rutelli a dare uno sprint per inserire l’opera tra quelle dei 150 anni dell’Unità d’Italia. Da quel momento è l’unità di missione della Ferratella ad occuparsi del nuovo teatro. La gara viene indetta nell’ottobre 2007 in tempi record per essere aggiudicata entro il 31 dicembre 2007 così da non perdere i finanziamenti ministeriali. Il progetto di Desideri vince con uno scarto rilevante: 55 punti per la qualità architettonica, 9 per i tempi dei lavori, 25 per il ribasso: totale 89 punti. Quello di Casamonti ne ottiene 43 per il progetto, 8 per i tempi, 32 per il ribasso (totale 84). La Baldassini, terza, raggiunge un totale di 63. Se la qualità del progetto fu valutata con punteggio così alto (tra gli altri nella commissione tecnica siedeva Stefano Pace nominato dal Maggio) perché poi tante modifiche? Nel bando era prevista la possibilità di cambiamenti, ma anche di questo rilievo? Il sovrintendente Giambrone spiega: «Il primo era un progetto di massima, poi abbiamo dato indicazioni per il progetto esecutivo secondo le esigenze del Maggio Musicale che dovrà gestire quello spazio». Le modifiche ci sono state nel passaggio da progetto definitivo a esecutivo anche a causa delle richieste degli attori che siedono nella conferenza dei servizi: ad esempio la Regione ha chiesto l’applicazione di una rigida normativa antisismica, il Maggio ha chiesto venti pagine di adeguamenti, senza dimenticare i rilievi di vigili del fuoco e Asl. Il costo, chiavi in mano, dovrebbe arrivare a 150 milioni di euro.
E leggendo le intercettazioni, che emergono dagli atti della procura di Firenze, sembra proprio che qualcuno avesse previsto tutto. Come in una delle tante telefonate tra Casamonti (la Giafi ha presentato ricorso al Tar) e Di Nardo, il 12 gennaio 2008. Casamonti: «Quello che ha vinto non corrisponde al bando, se io ti chiedo di fare un teatro dell’Opera e tu mi fai una sala cinematografica. Il nostro e il vostro progetto sono sale dell’Opera alte 20 metri come la Scala, la loro è alta 12 (si riferisce al vecchio progetto poi modificato, ndr). L’è la metà, non può funzionare, l’auditorium è un piccolo teatro e hanno preso il massimo punteggio sulle strutture». Di Nardo: «Il Cerasi (Emiliano, amministratore delegato della Sac, ndr) il teatro brutto non lo farà. Costerà alla città 150 milioni di euro e modificherà tutto il progetto, tanto paga Pantalone». Casamonti: «Non possono mica modificare il progetto?». Di Nardo: «E vedrai, tu sei nato troppo giovane. Vedrai quando arrivano lì dice "bah! L’acqua, è troppo basso, l’acustica, i vigili del fuoco hanno ordinato di farlo più alto... d’altra parte è un progetto definitivo e a questo punto i vigili del fuoco, l’Asl dichiara che il problema acustico va risolto con maggiore altezza, la curva di visibilità allora si alza e costa di più e lo Stato paga». Casamonti e Di Nardo in più di una conversazione sospettano che quella gara sia stata pilotata a favore della Sac di Roma che avrebbe avuto rapporti con Veltroni. E che l’aggiudicazione dei lavori alla Sac sia stato il prezzo pagato per ricomporre il rapporto di amicizia tra Cerasi e Angelo Balducci (il presidente del consiglio delle opere pubbliche incaricato della gestione dei grandi eventi). Di Nardo: «È una vergogna, è una banda di delinquenti. Il Cerasi aveva litigato con il Balducci e ha fatto pace. Inizialmente non doveva essere il Cerasi, ha litigato, ha fatto pace e il costo della pace è stato questo».
I costi e i lavori del nuovo auditorium intanto sono stati divisi in due fasi, proprio per riuscire a garantire la copertura finanziaria. Ci sono molti politici che in questi anni si sono interessati a questa gara. Il primo a chiedere la visione di tutti i progetti fu il consigliere comunale Mario Razzanelli: «L’operazione è stata fatta in modo non trasparente, senza mettere al corrente la città. Ci siamo trovati un progetto senza avere avuto possibilità di esprimere un giudizio che è stato stravolto in corso d’opera, nonostante il punteggio altissimo». A che punto siamo con i lavori? Il nuovo teatro sarà pronto per la fine del 2011? Il 21 dicembre dell’anno prossimo l’esterno dovrebbe essere ultimato. E la grande sala pronta per uno spettacolo che andrà in scena solo dieci giorni. Dopodichè il nuovo teatro chiuderà di nuovo. Ricominceranno i lavori che dovrebbero terminare entro l’estate 2012 quando dovrebbe esserci il trasloco del Maggio dal vecchio teatro. Quello nuovo, se tutto andrà bene, sarà pronto a tutti gli effetti solo nell’autunno 2012. Alessio Gaggioli
Federica Sanna 25 febbraio 2010