La scuola marescialli, l'epicentro di tutto il G8 Bertolaso.

La scuola marescialli, è un altro dei trucchetti linguistici con cui si mascherano
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speculazioni edilizie tremende (la prima volta che mi hanno parlato avevo capito
 Masciarelli). Non volevo parlarne oggi, ma ricevo continue mail e non da adesso, sono almeno due anni che c'è gente che lo fa (e la Banda Ricci di Striscia, lo sa bene, avendo fatto uno dei pochissimi filmati che si sono visti in TV ad orari di prime time, e probabilmente avendo contribuito, come accade sempre, al
precipitare dell'inchiesta). Si chiama così perché come spesso accade, si mettono avanti interessi pubblici chiari a tutti, in questo caso il trasferimento nella solita area di Castello, della Scuola sottoufficiali dei Carabinieri; detta così è tutto a posto, tutto fila liscio, in apparenza. Invece per molti, e non si parla di opposizione, che è invece ampiamente coinvolta nello sviluppo dell'area, almeno quanto la maggioranza, se ha senso tirare in ballo le solite frasi fatte e parole da lezione di educazione civica delle scuole medie, (come quelle che si è messo a fare l'ex magistrato Colombo, oggi qui in Toscana), di cose da rilevare se ne trovano molte, nonstante la difficoltà nel riuscire a capire cosa si move sotto, chi si muove e quanti e a che livello. Però alcune cosette si vedono: trascuriamo lo schifo e la deturpazione urbanistica evidenti a chiunque, i costi iniziali, ma anche questo è tutto regolare, sono lievitati e ci sono state una serie di battaglie tra imprenditori e appaltatori, che puzzano parecchio e da molto tempo (l'ho appreso dal 2007). Un progetto sbagliato, specie in riferimento all’applicazione difforme del coefficiente di protezione sismica richiesto per l’area fiorentina. La vittoria in gara d’appalto da parte di «Bpt (Baldassini-Tognozzi-Pontello) Costruzioni Generali Spa», fu poi revocata a favore del Gruppo Astaldi, contratto firmato il 4 agosto 2006. La guerra su questo appalto, però, è proseguita senza esclusione di colpi. E di recente (il primo febbraio) il ministero delle Infrastrutture, con lettera del direttore generale del ministero Maria Pia Pallavicini, indirizzata ad Astaldi Spa, ha fatto valere il diritto di recesso del contratto di appalto. Uno «step» a ritroso, e clamoroso, su cui la magistratura vuole vederci chiaro. Chi dovrà, ora, portare a compimento l’opera? E questo nuovo «step», questo nuovo passaggio, quanto andrà a incidere sul costo complessivo? Perché si ipotizza una lievitazione di prezzi. Il cantiere — visitato a metà febbraio dell’anno scorso dagli ispettori del ministero inviati dal titolare del dicastero, Altero Matteoli — è stato aperto fino a maggio 2009. La vicenda, ad ogni modo, non s’interseca con la precedente inchiesta della magistratura fiorentina sul progetto di urbanizzazione dell’area di Castello. Ma è ugualmente un dossier aggrovigliato di litigi tra imprese, pressioni politiche, costi che salgono e cantieri paralizzati.
Io una cosa la farei, saranno maniere forti, ma le attuerei: metterei sotto torchio, scusate il termine da inquisizione, il direttore generale del ministero Maria Pia Pallavicini, la torchierei ben bene, e quando avrei finito di tostarla, rovesciando tutta la sua vita come un calzino, e promettendole, come fanno alla ZIA, che non lascerò scappare nulla, da oggi in poi, saprò anche quando va al gabinetto, sono sicuro che avrei una maggiore chiarezza del perché la Signora, ha scritto e spedito quella lettera di revoca alla Astaldi, che io ritengo FONDAMENTALE. Ne sono sicuro, se uno vuole continuare a vivere in pace, e sicuro di non essere nel mirino della ZIA; una persona normale, me lo dice il perché, se è anche solo appena normale, neanche troppo.

Gli investigatori del reparto speciale dell’Arma sono stati anche al Credito Cooperativo Fiorentino di Campi Bisenzio, banca privata di cui è presidente Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Popolo della Libertà. Sembra che i militari nel corso di questo lungo «raid» durato praticamente tutta la giornata, abbiano cercato in particolare documenti relativi a due appalti: quello della nuova Scuola Marescialli carabinieri, nell’area di Castello, e quello dell’Auditorium del Maggio Musicale, dietro l’ex stazione Leopolda. In sostanza: i due appalti finiti nel mirino per la estrema complessità delle procedure e per alcune manovre politico-affaristiche-imprenditoriali più o meno sotterranee.






Uno sterminato elenco di intercettazioni, di chiacchierate tra decine di personaggi chiave, riassunti di dialoghi su appalti, fusioni di imprese, fondi immobiliari, grandi eventi e lavori ricchissimi. Che ruota tutto attorno al "sistema gelatinoso di interscambio di favori e utilità", con Riccardo Fusi, presidente della Btp, inserito nel gruppo ristretto formato da Francesco Piscicelli, Diego Anemone, Gaetano Ciotola, Pierfrancesco Murino, Bruno Ciolfi e Valerio Carducci, che interagisce con i dirigenti del ministero delle infrastrutture tra cui Angelo Balducci, Fabio De Santis, Claudio Rinaldi, Mauro della Giovampaola e Maria Pia Forleo. Questi i protagonisti di un’inchiesta fatta di mille rivoli e di centinaia di personaggi. Con Riccardo Fusi al centro di tutte le telefonate, e Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, che gli presenta interlocutori importanti.




...MA MURANO GLI ALTRI.





Come quella del 16 luglio 2009 tra il presidente del consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini e lo stesso Fusi:

Nencini riferisce a Fusi di essere di ritorno dall’Aquila: "ascolta bello bene... sto

venendo via ora da L’Aquila ... (…) … ho parlato ... come ... ho parlato, ho parlato di te...ma lì sei conosciuto ..."

Riccardo Fusi fa capire che nonostante in Abruzzo sia conosciuto, non ha però raggiunto alcun risultato concreto, per cui chiede al suo interlocutore di dargli una mano proponendogli "un incontro ... sono conosciuto però murano quegl’altri capito? ...(ride) ... (...) … si, si, si, si.. ma se tu ci metti le mani te è meglio... secondo me ... (…) … eh ho capito alloravediamoci io e te ? ... e si parla un minuto... "

Riccardo Nencini assicura che questo incontro si può fare la settimana successiva, asserendo che deve ritornare da lui, facendo con tutta probabilità riferimento al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, e che già ha avuto modo di parlare da solo con il sottosegretario Guido Bertolaso: "... vai, allora anche in settimana nuova... perché io devo tornare giù da lui ... (… )… io ho fatto un passaggio tra l’altro ho visto anche, anche il capo però ..(…) … con il capo del governo non ... non insomma ... prima ho parlato da solo con Bertolaso(…) … eh ti richiamo io vai".

A conferma di quanto riferito dall’onorevole Nencini, le agenzie stampa riportano la visita del 16 luglio a L’Aquila con il presidente del consiglio regionale che "ha donato la somma di 500.000 come contributo per la ricostruzione post terremoto".

IL CALCESTRUZZO UMBRO

Gli interessi di Riccardo Fusi ormai spaziano e diventa un importante referente anche per imprese umbre. Come dimostra il colloquio per una fornitura di calcestruzzo con l’onorevole del Pdl Rocco Girlanda, amministratore delegato del gruppo che edita Il Corriere dell’Umbria, di proprietà delle Cementerie Barbetti:

Fusi:...pronto?...

Girlanda:...Rocco...

Fusi:...ciao Rocco...

Girlanda:...buongiorno... come stai?...

Fusi:...bene... te?...

Girlanda:...bene... grazie... dove sei di bello?...

Fusi...sono a lavorare... sono qui a fare un piano finanziario per domattina...

Girlanda:...bene... senti... ti ricordi che ti avevo detto quella cosa per il calcestruzzo?...mi avevi detto che lunedì verificavi...

Fusi:...si... allora... l’incontro è stato fatto però io ti devo dire questo... non so chi ti informa a te però il discorso funziona così... allora... io te lo dico a te che tu sei mio amico...

Girlanda:...si...

Fusi:...però non mi scoprire le spalle... non mi fare casino...

Girlanda:...ma scherzi?... mamma mia...

Fusi:...qui parlano di un accordo già fatto fra cava … (inc.)... della Rossa... con la BETON e SICABETON... e quindi che BARBETTI dovrebbe fare

eventualmente un accordo con loro...

Girlanda:...è già fatto questo?...

Fusi:...no... no... allora... non è che è stato fatto... mi dicono... mi dicono... intendimi...mi dicono... siccome BARBETTI s’è bruciato... non so se t’hai inteso... cioè...

Girlanda:...ho capito...

Fusi...c’eravamo dati la mano ed era già chiuso... però io te lo dico perchè... per correttezza... e la fornitura è molto grossa...

Girlanda:...lo so bene...60

Fusi...si parla di 70... 80 milioni...

Girlanda:...lo so bene... perchè poi... rispetto a quella volta... è cambiato il contesto...

perchè si parla di calcestruzzo e non di...

Fusi:...lo so... lo so... lo so... so tutto... però... non mi scoprire le spalle...

Girlanda:...ma ti pare che...

Fusi:...io faccio per dirti... non vorrei... capisci... perchè questi mi parlano... perchè

sennò lo prendo in tasca sempre io... capisci?...

Girlanda:...assolutamente...

Fusi:...io ti dico...

Girlanda:...quindi secondo te comunque la situazione per noi è irrecuperabile?...

Fusi:...no... io non lo so... almeno che... che voi non siate d’accordo con la BETON e con...

Girlanda:...no... no.... no... voglio sapere se è irrecuperabile... con te...

Fusi:...”irrecuperabile”... ascolta... con me... te vieni da me domattina e si firma... poi sai... che faccio io... però... questa cosa non è che si può tenere la gente che ha lavorato seriamente che ha fatto delle proposte serie... e poi io mi trovo con il cerino in mano...

...

Fusi:...allora... scusa... io ti dico... io Fusi fo come cazzo mi pare... però io questa volta non è che possa fare gli incontri ed usare la gente... perchè non è il mio stile...

Girlanda:...sono perfettamente d’accordo...

Questa è solo la prima di una lunga serie di telefonate tra Rocco Girlanda e Riccardo Fusi (una volta anche con la mediazione di Denis Verdini) per la questione della fornitura del calcestruzzo per gli appalti umbri. Con Fusi che si arrabbia anche furiosamente per le insistenze di Girlanda.

L’APPALTO IN ABRUZZO

La sera del 22 luglio, Liborio Fracassi, con un sms, riporta a Riccardo Fusi la buona notizia che è stato aggiudicato un primo appalto dell’importo di 7.300.000,00 euro per la realizzazione di una scuola (in Abruzzo): "Abbiamo vinto il primo appalto una scuola per 7,3 milioni da consegnare chiavi in mano il 10 settembre. E il primo, gli altri a breve. Ferie a L’Aquila."

ANEMONE E BERTOLASO

La mattina del 13 agosto, con un sms, Diego Anemone chiede un incontro a Guido Bertolaso

"…Riusciamo a vederci prima di Ferragosto per un saluto". Solo la sera alle ore 19.18, Bertolaso, sempre a mezzo sms, risponde a Diego Anemone dandogli la possibilità di scegliere fra due opzioni per l’incontro richiesto: "Domani sono a l’Aquila la sera e il 15 mattina a Roma". Diego Anemone chiede di conoscere il luogo dove si possono vedere "A Roma dove?". Alle ore 21.07 Bertolaso risponde alla richiesta di Anemone, dando come luogo piazza Ungheria e come orari possibili, o la sera del 14 agosto alle ore 21 o la mattina del 15 alle ore 9: "Alle 21 di domani sera o alle 9 del 15 in piazza Ungheria".

Alle ore 21.56, con un ultimo sms, Diego Anemone fa sapere a Bertolaso che gradisce fissare per la mattina del 15 agosto, alle ore 9 a piazza Ungheria a Roma. Incontro immortalato dagli inquirenti in foto.


LA SMART ROTTA

Fabio De Santis e la moglie hanno in uso una smart intestata all’imprenditore Ciotola. L’auto si guasta, e la fattura deve essere mandata all’imprenditore: ne parlano De Santis e la moglie:

De Santis: ... eccolo ...

Fausti: ... senti guarda io adesso veramente mi sto incazzando come una bestia ... ha richiamato questo deficiente della Smart, ma ci sta prendendo per il culo?

De Santis: ... eh ? ...

Fausti: ... gli serve l’autorizzazione scritta per procedere ai lavori ...

De Santis: ... che cosa serve ? ...

Fausti: ... l’autorizzazione scritta per procedere ai lavori , gli ho detto... “ io credevo che oggi me la restituisse “ ... dice ... “ no, ma non so neanche a che punto stia se hanno già iniziato, comunque a me mi serve l’autorizzazione da CIOTOLA “ ... gli detto ... “ ancora? ... l’abbiamo mandata 20 volte, ancora gli devo mandare l’autorizzazione scritta ? “ ... Fabio io non lo so ...

De Santis: ... senti, adesso, adesso lo faccio, lo faccio chiamare dai!..., basta ...



De Santis telefona poi al meccanico Vincenzo:

De Santis:"... Vincenzo ? ... signor Vincenzo io sono De Santis io sto al telefono sull’altra linea con mia moglie... credo diciamo a quello che mi dice ... eh ... si ... eh ... eh ... eh ... ma quindi la macchina è pronta voglio dire, ah la macchina è pronta, no voglio dire viene mia moglie e paga quindi voglio dire non è un problema... basta ... porta via la fattura quindi la macchina è pronta ... la macchina è pronta ... quant’è la fattura così le do i soldi ? ... e se me lo dice perchè io non ... siccome arriva alla CIOTOLA" ....

LE VACCHE ALL’INGRASSO

Piscicelli spiega al cognato Gagliardi le ragioni per cui occorre parlare subito con Marco (Bassetti) ... "allora ... sono stato lì ... mò dobbiamo fare quest’appuntamento ... e parlare con Marco che deve fare questo intervento subito … (…) … è importantissimo! ... come le vacche all’ingrasso ci mettono …:


LA LIMOUSINE DI VERDINI

Le telefonate tra il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini e Riccardo Fusi sono una costante. Verdini presenta a Fusi personaggi autorevoli che potrebbero inserirlo in altre commesse importanti. Come il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, l’ex ministro Lucio Stanca, a capo dell’Expo di Milano e l’imprenditore romano Vittorio Casale, che sarebbe interessato addirittura a scalare la Todini. Divertente la telefonata sulla Mercedes:



Verdini:" ..ascolta... ho parlato con Vittorio ieri sera...

Fusi:...che ha detto?:..

Verdini:...va bè... non c’entra nulla con il nostro progetto di mettere insieme le cose...

Fusi:...appunto...

Verdini:...lui... no... no... dice che ti chiamava stamani per vederti... mi ha detto... quindi

...

Fusi:...va bene...

Verdini:...poi... la seconda cosa invece ... lui ... parlando dice... l’unica cosa che io dicoè che va fatto un fondo per gli alberghi ... perchè va scorporato...

Fusi:...va bene...

Verdini:...sennò non si può fare la cosa...

Fusi:...va bene...

Verdini:...ho detto ... “va be’ ... ma quello rientra nei piani”...

Fusi:...si fa come dice lui ...

Verdini:...sono stato a vedere la macchina nuova... una “Maybach” che mi scade la mia...

Fusi:...la macchina guarda... noi non ci s’ha soldi...

Verdini:...(ride)... lo so... lo so...

Fusi:...io sono qua a cercare...

Verdini:...sai che... le danno a debito... per cui...

Fusi:...”le danno a debito” ... allora pigliane due...

Verdini:...(ride)... dice che le danno a fiducia... le paghi su... su... capito?... ma te non lo sai che cos’è la Maybach?

Fusi:...la Maybach non lo so... che è la Maybach?...

Verdini:...è una Mercedes più prestigiosa...

Fusi:...ah... lo so... quella elettrica... quella elettrica... me la volevano dare anche a me...

Verdini:...no... no... macchè elettrica...

Fusi:...elettrica ...il che è?...

Verdini:...che elettrica?... è prestigiosa... è una Linousine... da presidente vero...

Fusi:...Limousine... ma stai fermo... stai buono... compra quella piccina... non s’ha soldi...

Verdini:...(ride)... si rinnova... si rinnova la cambiale... che è una cosa bellissima...

L’EXPO NEL MIRINO

Il pomeriggio del 29 settembre Verdini informa Riccardo Fusi di avergli procurato un contatto con Lucio Stanca.

Fusi:..pronto .. pronto

Verdini:...Riccardo

Fusi:..ciao Denis ... ciao

Verdini:...prenditi questo numero 348 ...27...

Fusi:..allora ... 348 27...

Verdini:...sì … Lucio Stanca ... ho parlato a lungo ... gli ho detto che lo chiamerai sul cellulare ... ti riceve ... ti dà tutte le indicazioni e cerca di ... insomma ... fare

Fusi:..va bene

Verdini:... chiamalo

Fusi:.. bene ... bene ... ricevuto ... ciao

L’utenza 34827...è intestata a Expo 2015 spa e in particolare all’amministratore delegato Lucio Stanca.


I DUE COGNATI

Balducci e Anemone parlano di due cognati. Uno è Francesco Piermarini, cognato di Bertolaso. L’altro, sarebbe il cognato di Francesco Rutelli, Paolo Palombelli che comunque ha smentito qualunque suo coinvolgimento.

Balducci:... io fra un pochino devo vedere ... il cognato ... Paolo

Anemone:... si

Balducci:... tu devi dire qualchecosa oppure ?

Anemone:... no … io c’avevo parlato ... lui mi aveva detto che passata questa buriana poi ci saremmo visti per quel programma che ti dicevo l’altro giorno che lui conoscebene ... nel frattempo lui c’ha già un discorso in corso ... quindi .. quello che

avevamo detto agli inizi

Balducci:... senti ...no ... ma … il cognato ...

Anemone:... di … F.R.

Balducci:... ecco !.. si …

Anemone:...quello … quello … dico ...già c’ha una cosa ...

Balducci:... quell’altro cognato

Anemone:...o Dio quanti ne sono di cognati?

Balducci:... Guido ... il cognato di

Anemone:...sì .. no quello non ho fatto nulla.