Non toccate il Consorzio Etruria (alleato con BTP).

Ho sempre creduto che il cuore della speculazione edilizia in Toscana fosse
(altri qui)  rappresentato dal Consorzio Etruria, di cui sento parlare e leggo i cartelli ogni volta che passo vicino ad un mega cantiere, tipo ospedale o scuola eccetera, e
quando ho saputo dell'area di Castello, in mano a Ligresti, sono rimasto sorpreso. Ancor più quando l'inchiesta sulla speculazione edilizia fiorentina, portava alla Protezione civile e a cantiere e opere ben distanti dalla Toscana. Strano, mi e ci siamo detti, o forse no? Poi, non ultima ieri sera da Santoro, si è parlato molto di Riccardo Fusi, proprietario della Baldassini, Tognozzi, Pontello, BTP, senza mai sfiorare la Lega delle Cooperative Toscana, e l'azienda più grande, da cui si dipartono altre, che fa perno sul nome di Consorzio Etruria.
Vi propongo un articolo di Repubblica che per me è servito a far un poco di luce nei meandri bui della mia obnubilata e sconcertata ragione, a quanto mi capita di pensare. Nei post precedenti, riguardo la vicenda Manipulite, ho riportato comunque il mio pensiero, condiviso da una buona parte di gente che conosce le cose: Manipulite è stata una grande opera di riciclaggio della classe politica e imprenditoriale, che ha potuto restare al suo posto, dopo la caduta del muro di Berlino, salvando il salvabile, cioè quasi tutto. Ho l'impressione, almeno fino ad
 ora, che anche la vicenda Manipulite vent'anni dopo, o come si chiamerà questa vicenda giudizial politico imprenditoriale, finirà per non toccare i veri gangli di certa imprenditoria militante o finto militante, in realtà un coacervo di figure che sono alternativamente imprenditori e politici, dirigenti di partito e proprietari di imprese edili e non solo; amministratori pubblici e sindacalisti nel contempo; dipendenti, funzionari regionali e membri dei consigli di amministrazione di consorzi, cooperative e altro ben di dio. Se questo non è un ambiente gelatinoso,  gommoso o melmoso, non so quale lo sia. Un acquitrinio paludoso dal quale nessuno riesce a uscire e di cui non si vedono limiti e confini; hai l'impressione che anche entrando in una chiesa o in una caserma toscana, ti trovi in quello stesso ambiente risucchiante, dove magari scopri che il parroco è anche garante del Consorzio, o nel consiglio di amministrazione dell'Ente taldetali. Alla fine, finirò con il pensare che anche questa nuova manipulite sarà servita al riciclaggio politico- imprenditoriale? Mi sa di si, le premesse ci sono tutte, almeno fino al momento in cui scrivo il post.
Ma perché Ligresti è a Castello? Perché Della Valle Diego, da inizio anno non fa che minacciare di andarsene dalla fiorentina se non si costruisce il Nuovo Centro Sportivo? Sono domande cui al momento non ho risposta, (Però sono sicuro che con il tempo la troverò, vedrete amici. Basta solo pensare di essere un pm e sapere che un paio di imprese edilizie costruiscono tutto quello che si vede attorno a noi: si dirà, ma è tutto regolare. E' la legge del mercato, bello mio! Eppure, quando nella legge del mercato, qualcuno vince sempre, io da buon liberista credo che ci sia puzza di marcio, e ancor più se i perdenti non mi fanno denunce ed esposti, e se faccio il pm comincio a muovere i Caramba e intercetto tutto quello che mi serve).

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La Santa, anzi La Strana Alleanza.

Per la Lega delle Coop, è «una strana alleanza». Per le due imprese, un'intesa necessaria siglata per «puntare ai grandi appalti nazionali». E' l'accordo tra il Consorzio Etruria, locomotiva delle costruzioni orgoglio della Lega toscana delle cooperativa, e la Baldassini-Tognozzi-Pontello, l'impresa del gruppo di Riccardo Fusi che dall'edilizia privata si è via via esteso fino ad includere gli alberghi Una hotels. Un accordo giunto a maturazione in un momento di generali difficoltà del settore con lo scopo di sommare assieme i requisiti e le qualificazioni delle singole imprese per concorrere ai più grandi appalti nazionali. A cominciare dagli 800 milioni di euro che si prevedono come base di gara per l'autostrada ionica. Da tempo Consorzio Etruria e BTP stanno sperimentando collaborazioni: dal project milionario sui quattro nuovi ospedali toscani (poi finito male perché sono stati esclusi) alla Manifattura Tabacchi (per la quale si attendono le indicazioni di Palazzo Vecchio) fino al project per le linee 2 e 3 della tramvia. Non è ancora chiaro quale forma giuridica prenderà l'accordo siglato: forse quella di un «consorzio stabile» o magari quelladi «associazione temporanea d'imprese».
Ma il patto tra i due ormai c'è, come scrive il Tirreno di Prato e come confermano da una parte la società cooperativa guidata oggi da Luigi Minischetti e l'imprenditore Fusi dall'altra. Il ruolo dell'ex presidente del Consorzio Etruria Armando Vanni, passato poi nel gruppo di comando della Unicoop Firenze e adesso consulente del gruppo Fusi, sarebbe stato decisivo (un intervento a gamba tesa a scapito di qualcuno ?), accanto a quello di Menischetti, nel portare a conclusione il progetto di una forma più stretta e ambiziosa di collaborazione. E grazie a questa alleanza gruppo Etruria e BTP possono adesso aspirare a piazzarsi tra i primi cinque posti nella classifica dei colossi nazionali delle costruzioni: insieme possono dichiarare più o meno un miliardo di euro di giro d'affari e un totale di 4mila dipendenti. Requisiti che consentiranno ai due gruppi toscani di mettersi in corsa per i più grandi appalti nel campo delle infrastrutture italiane. «Si tratta di un'alleanza ne cessaria per poter concorrere agli appalti più importanti», si spiega dal Consorzio Etruria. «Un patto per partecipare ai bandi delle grandi opere, che richiedono dimensioni superiori a quelle attuali», dice anche l'imprenditore Fusi. Eppure alla Lega delle Coop la «strana alleanza» non pare abbia suscitato entusiasmi, Lungi dal promuovere e sostenere l'intesa, il gruppo dirigente di Lega Coop avrebbe finito col prendere semplicemente e freddamente atto della decisione assunta dal Consorzio Etruria di Minischetti. Anzi, anche da parte del Pd toscano sono state sollevate alcune perplessità circa l'opportunità dell'alleanza tra la società aderente alla Lega coop e il gruppo di Fusi.     La Repubblica  Firenze   9 dicembre 2009
Non è illuminante? pensate anche voi che prima o poi la risposta che cerco, prima o poi la trovero?
http://blog.ilgiornale.it/porro/2010/05/02/scajola/#comment-4533