Tre domande a Riccardo Nencini, su Fusi e cartello edilizio.

Gentile Presidente del  Consiglio della Toscana, se vuole, può rispondere ai
(altri qui) lettori del Blog, che sono circa 230 al giorno, più altri 60 all'estero, sul blog in inglese, (ho iniziato a fine Dicembre), cifre che a lei non sembreranno gran ché, me ne rendo conto, a queste tre semplici domande:

1 Lei ha mai avuto sentore o ha sentore che in Toscana, specie a Firenze, si è costituito da tempo un Cartello Edilizio Speculativo, in cui solo aziende della galassia coop e poche altre, comunque vicine, ottengono appalti di rilievo, se mai ritiene che tale Cartello sia mai esistito?

2 Ha mai avuto sentore, ho conoscenza del fatto che politici, anche del suo schieramento, comunque di ogni tipo (meno quelli dell'IdV, che si sa, sono dei fiorellini di campo), intrattengono relazioni, a qualsiasi livello e di qualsivoglia natura, con i personaggi che gestiscono tali imprese e partecipano a tali appalti?

3 Cosa dobbiamo pensare delle sue intercettazioni con il Sig. Fusi, ora uno dei soliti Ex di qualcosa, nel caso ex patron della BTP, imprenditore cui lei si rivolge con grande confidenza, che lascia intendere una sua stretta conoscenza?

Grazie, se risponde. La quarta è solo confidenziale: quanto pensa di durare a fare il politico di alto livello, assieme a tanti altri colleghi?

Ora, una considerazione si impone: sono abbastanza competente tecnicamente per dire che quando un signore, che viene da fare una donazione all'Aquila, chiama un altro signore e gli dice: ASCOLTA BELLO BENE- e prosegue, dicendo che ha già parlato con Bertolaso e poi insomma si deve fissare un altro incontro, è vero che come tutta la stampa asservita che ho letto, non significa granché, ma una conoscenza stretta con un imprenditore edile che ha imperversato nelle grandi speculazioni edilizie pubbliche e private in Toscana, almeno quella la implicherà? E allora, è da pensare che una certa cricchetta ci sia anche a livello alto, in Toscana e sicuramente assai più diffusa.
Cosa invece è passato nei media? NULLA, NULLA, NULLA. Tutto continua come prima, con programmucci di copertura, con gente che sembrano santini. Eppure il capogruppo dei DS a Firenze è stato messo ai domiciliari a fine Novembre 2009, per intrallazzi con una sua ex ditta, edile, e la sua posizione di consigliere. Anche qui: SILENZIO, SILENZIO, SILENZIO. Ma perché ci sarebbe questo interesse a far lavorare il Fusi? Ovvio, perché ci sono dietro la carne da macello: 2000 dipendenti (che in realtà sono e non sono, si assumono e si licenziano, si riprendono e si trovano in appalto da altre imprese) e con le famiglie, 10.000 voti.     7 Febb  Il 2 febbraio, mancava una settimana agli arresti, Della Giovampaola, già direttore dei cantieri per il G8 della Maddalena, era stato nominato «soggetto attuatore» anche dei Nuovi Uffizi. Tra le carte degli inquirenti c’è anche il nuovo Auditorium della musica, futura casa del Maggio Fiorentino. Un’opera dalla genesi altrettanto tormentata. La gara d’appalto che il 28 dicembre 2007 assegnò l’opera alla Sac, scatenando l’ira della Btp di Fusi che secondo le accuse verrà poi «risarcita» all’Aquila, è già finita nell’inchiesta fiorentina che ha sconvolto la Protezione civile.
Come quella del 16 luglio 2009 tra il presidente del consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini e lo stesso Fusi:
Nencini riferisce a Fusi di essere di ritorno dall’Aquila: "ascolta bello bene... sto venendo via ora da L’Aquila ... (…) … ho parlato ... come ... ho parlato, ho parlato di te...ma lì sei conosciuto ..." Riccardo Fusi fa capire che nonostante in Abruzzo sia conosciuto, non ha però raggiunto alcun risultato concreto, per cui chiede al suo interlocutore di dargli una mano proponendogli "un incontro ... sono conosciuto però murano quegl’altri capito? ...(ride) ... (...) … si, si, si, si.. ma se tu ci metti le mani te è meglio... secondo me ... (…) … eh ho capito alloravediamoci io e te ? ... e si parla un minuto... "
Riccardo Nencini assicura che questo incontro si può fare la settimana successiva, asserendo che deve ritornare da lui, facendo con tutta probabilità riferimento al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, e che già ha avuto modo di parlare da solo con il sottosegretario Guido Bertolaso: "... vai, allora anche in settimana nuova... perché io devo tornare giù da lui ... (… )… io ho fatto un passaggio tra l’altro ho visto anche, anche il capo però ..(…) … con il capo del governo non ... non insomma ... prima ho parlato da solo con Bertolaso(…) … eh ti richiamo io vai". A conferma di quanto riferito dall’onorevole Nencini, le agenzie stampa riportano la visita del 16 luglio a L’Aquila con il presidente del consiglio regionale che "ha donato la somma di 500.000 come contributo per la ricostruzione post terremoto".
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Ruota tutto attorno al "sistema gelatinoso di interscambio di favori e utilità", con Riccardo Fusi, presidente della Btp, inserito nel gruppo ristretto formato da Francesco Piscicelli, Diego Anemone, Gaetano Ciotola, Pierfrancesco Murino, Bruno Ciolfi e Valerio Carducci, che interagisce con i dirigenti del ministero delle infrastrutture tra cui Angelo Balducci, Fabio De Santis, Claudio Rinaldi, Mauro della Giovampaola e Maria Pia Forleo. Questi i protagonisti di un’inchiesta fatta di mille rivoli e di centinaia di personaggi. Con Riccardo Fusi al centro di tutte le telefonate, e Denis Verdini, coordinatore nazionale del Pdl, che gli presenta interlocutori importanti.
...MA MURANO GLI ALTRI.
Come quella del 16 luglio 2009 tra il presidente del consiglio regionale della Toscana, Riccardo Nencini e lo stesso Fusi:
Nencini riferisce a Fusi di essere di ritorno dall’Aquila: "ascolta bello bene... sto
venendo via ora da L’Aquila ... (…) … ho parlato ... come ... ho parlato, ho parlato di te...ma lì sei conosciuto ..."  Riccardo Fusi fa capire che nonostante in Abruzzo sia conosciuto, non ha però raggiunto alcun risultato concreto, per cui chiede al suo interlocutore di dargli una mano proponendogli "un incontro ... sono conosciuto però murano quegl’altri capito? ...(ride) ... (...) … si, si, si, si.. ma se tu ci metti le mani te è meglio... secondo me ... (…) … eh ho capito alloravediamoci io e te ? ... e si parla un minuto... "
Riccardo Nencini assicura che questo incontro si può fare la settimana successiva, asserendo che deve ritornare da lui, facendo con tutta probabilità riferimento al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, e che già ha avuto modo di parlare da solo con il sottosegretario Guido Bertolaso: "... vai, allora anche in settimana nuova... perché io devo tornare giù da lui ... (… )… io ho fatto un passaggio tra l’altro ho visto anche, anche il capo però ..(…) … con il capo del governo non ... non insomma ... prima ho parlato da solo con Bertolaso(…) … eh ti richiamo io vai". A conferma di quanto riferito dall’onorevole Nencini, le agenzie stampa riportano la visita del 16 luglio a L’Aquila con il presidente del consiglio regionale che "ha donato la somma di 500.000 come contributo per la ricostruzione post terremoto".
IL CALCESTRUZZO UMBRO
Gli interessi di Riccardo Fusi ormai spaziano e diventa un importante referente anche per imprese umbre. Come dimostra il colloquio per una fornitura di calcestruzzo con l’onorevole del Pdl Rocco Girlanda, amministratore delegato del gruppo che edita Il Corriere dell’Umbria, di proprietà delle Cementerie Barbetti:
Fusi:...pronto?...Girlanda:...Rocco...Fusi:...ciao Rocco...Girlanda:...buongiorno... come stai?...Fusi:...bene... te?...Girlanda:...bene... grazie... dove sei di bello?...Fusi...sono a lavorare... sono qui a fare un piano finanziario per domattina...Girlanda:...bene... senti... ti ricordi che ti avevo detto quella cosa per il calcestruzzo?...mi avevi detto che lunedì verificavi...Fusi:...si... allora... l’incontro è stato fatto però io ti devo dire questo... non so chi ti informa a te però il discorso funziona così... allora... io te lo dico a te che tu sei mio amico...Girlanda:...si...Fusi:...però non mi scoprire le spalle... non mi fare casino...Girlanda:...ma scherzi?... mamma mia...Fusi:...qui parlano di un accordo già fatto fra cava … (inc.)... della Rossa... con la BETON e SICABETON... e quindi che BARBETTI dovrebbe fareeventualmente un accordo con loro...Girlanda:...è già fatto questo?...Fusi:...no... no... allora... non è che è stato fatto... mi dicono... mi dicono... intendimi...mi dicono... siccome BARBETTI s’è bruciato... non so se t’hai inteso... cioè...Girlanda:...ho capito...Fusi...c’eravamo dati la mano ed era già chiuso... però io te lo dico perchè... per correttezza... e la fornitura è molto grossa...Girlanda:...lo so bene...60   Fusi...si parla di 70... 80 milioni...Girlanda:...lo so bene... perchè poi... rispetto a quella volta... è cambiato il contesto...perchè si parla di calcestruzzo e non di...Fusi:...lo so... lo so... lo so... so tutto... però... non mi scoprire le spalle...
Girlanda:...ma ti pare che...Fusi:...io faccio per dirti... non vorrei... capisci... perchè questi mi parlano... perchè sennò lo prendo in tasca sempre io... capisci?...Girlanda:...assolutamente...Fusi:...io ti dico...Girlanda:...quindi secondo te comunque la situazione per noi è irrecuperabile?...Fusi:...no... io non lo so... almeno che... che voi non siate d’accordo con la BETON e con...Girlanda:...no... no.... no... voglio sapere se è irrecuperabile... con te...Fusi:...”irrecuperabile”... ascolta... con me... te vieni da me domattina e si firma... poi sai... che faccio io... però... questa cosa non è che si può tenere la gente che ha lavorato seriamente che ha fatto delle proposte serie... e poi io mi trovo con il cerino in mano......Fusi:...allora... scusa... io ti dico... io Fusi fo come cazzo mi pare... però io questa volta non è che possa fare gli incontri ed usare la gente... perchè non è il mio stile...Girlanda:...sono perfettamente d’accordo...Questa è solo la prima di una lunga serie di telefonate tra Rocco Girlanda e Riccardo Fusi (una volta anche con la mediazione di Denis Verdini) per la questione della fornitura del calcestruzzo per gli appalti umbri. Con Fusi che si arrabbia anche furiosamente per le insistenze di Girlanda.
L’APPALTO IN ABRUZZO
La sera del 22 luglio, Liborio Fracassi, con un sms, riporta a Riccardo Fusi la buona notizia che è stato aggiudicato un primo appalto dell’importo di 7.300.000,00 euro per la realizzazione di una scuola (in Abruzzo): "Abbiamo vinto il primo appalto una scuola per 7,3 milioni da consegnare chiavi in mano il 10 settembre. E il primo, gli altri a breve. Ferie a L’Aquila."
ANEMONE E BERTOLASO
La mattina del 13 agosto, con un sms, Diego Anemone chiede un incontro a Guido Bertolaso "…Riusciamo a vederci prima di Ferragosto per un saluto". Solo la sera alle ore 19.18, Bertolaso, sempre a mezzo sms, risponde a Diego Anemone dandogli la possibilità di scegliere fra due opzioni per l’incontro richiesto: "Domani sono a l’Aquila la sera e il 15 mattina a Roma". Diego Anemone chiede di conoscere il luogo dove si possono vedere "A Roma dove?". Alle ore 21.07 Bertolaso risponde alla richiesta di Anemone, dando come luogo piazza Ungheria e come orari possibili, o la sera del 14 agosto alle ore 21 o la mattina del 15 alle ore 9: "Alle 21 di domani sera o alle 9 del 15 in piazza Ungheria". Alle ore 21.56, con un ultimo sms, Diego Anemone fa sapere a Bertolaso che gradisce fissare per la mattina del 15 agosto, alle ore 9 a piazza Ungheria a Roma. Incontro immortalato dagli inquirenti in foto.
LA SMART ROTTA
Fabio De Santis e la moglie hanno in uso una smart intestata all’imprenditore Ciotola. L’auto si guasta, e la fattura deve essere mandata all’imprenditore: ne parlano De Santis e la moglie:De Santis: ... eccolo ...Fausti: ... senti guarda io adesso veramente mi sto incazzando come una bestia ... ha richiamato questo deficiente della Smart, ma ci sta prendendo per il culo?
De Santis: ... eh ? ...Fausti: ... gli serve l’autorizzazione scritta per procedere ai lavori ...De Santis: ... che cosa serve ? ...Fausti: ... l’autorizzazione scritta per procedere ai lavori , gli ho detto... “ io credevo che oggi me la restituisse “ ... dice ... “ no, ma non so neanche a che punto stia se hanno già iniziato, comunque a me mi serve l’autorizzazione da CIOTOLA “ ... gli detto ... “ ancora? ... l’abbiamo mandata 20 volte, ancora gli devo mandare l’autorizzazione scritta ? “ ... Fabio io non lo so ...
De Santis: ... senti, adesso, adesso lo faccio, lo faccio chiamare dai!..., basta ...
De Santis telefona poi al meccanico Vincenzo:
De Santis:"... Vincenzo ? ... signor Vincenzo io sono De Santis io sto al telefono sull’altra linea con mia moglie... credo diciamo a quello che mi dice ... eh ... si ... eh ... eh ... eh ... ma quindi la macchina è pronta voglio dire, ah la macchina è pronta, no voglio dire viene mia moglie e paga quindi voglio dire non è un problema... basta ... porta via la fattura quindi la macchina è pronta ... la macchina è pronta ... quant’è la fattura così le do i soldi ? ... e se me lo dice perchè io non ... siccome arriva alla CIOTOLA" ....
LE VACCHE ALL’INGRASSO
Piscicelli spiega al cognato Gagliardi le ragioni per cui occorre parlare subito con Marco (Bassetti) ... "allora ... sono stato lì ... mò dobbiamo fare quest’appuntamento ... e parlare con Marco che deve fare questo intervento subito … (…) … è importantissimo! ... come le vacche all’ingrasso ci mettono …:
LA LIMOUSINE DI VERDINI
Le telefonate tra il coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini e Riccardo Fusi sono una costante. Verdini presenta a Fusi personaggi autorevoli che potrebbero inserirlo in altre commesse importanti. Come il governatore della Sardegna Ugo Cappellacci, l’ex ministro Lucio Stanca, a capo dell’Expo di Milano e l’imprenditore romano Vittorio Casale, che sarebbe interessato addirittura a scalare la Todini. Divertente la telefonata sulla Mercedes:
Verdini:" ..ascolta... ho parlato con Vittorio ieri sera...Fusi:...che ha detto?:..Verdini:...va bè... non c’entra nulla con il nostro progetto di mettere insieme le cose..Fusi:...appunto...Verdini:...lui... no... no... dice che ti chiamava stamani per vederti... mi ha detto... quindi...Fusi:...va bene...Verdini:...poi... la seconda cosa invece ... lui ... parlando dice... l’unica cosa che io dicoè che va fatto un fondo per gli alberghi ... perchè va scorporato...
Fusi:...va bene...Verdini:...sennò non si può fare la cosa...Fusi:...va bene...Verdini:...ho detto ... “va be’ ... ma quello rientra nei piani”...Fusi:...si fa come dice lui ... Verdini:...sono stato a vedere la macchina nuova... una “Maybach” che mi scade la mia...Fusi:...la macchina guarda... noi non ci s’ha soldi...Verdini:...(ride)... lo so... lo so...Fusi:...io sono qua a cercare...Verdini:...sai che... le danno a debito... per cui...Fusi:...”le danno a debito” ... allora pigliane due...Verdini:...(ride)... dice che le danno a fiducia... le paghi su... su... capito?... ma te non lo sai che cos’è la Maybach? Fusi:...la Maybach non lo so... che è la Maybach?...Verdini:...è una Mercedes più prestigiosa...Fusi:...ah... lo so... quella elettrica... quella elettrica... me la volevano dare anche a me...Verdini:...no... no... macchè elettrica...Fusi:...elettrica ...il che è?...Verdini:...che elettrica?... è prestigiosa... è una Linousine... da presidente vero...
Fusi:...Limousine... ma stai fermo... stai buono... compra quella piccina... non s’ha soldi... Verdini:...(ride)... si rinnova... si rinnova la cambiale... che è una cosa bellissima...

L’EXPO NEL MIRINO
Il pomeriggio del 29 settembre Verdini informa Riccardo Fusi di avergli procurato un contatto con Lucio Stanca. Fusi:..pronto .. pronto Verdini:...Riccardo Fusi:..ciao Denis ... ciao Verdini:...prenditi questo numero 348 ...27... Fusi:..allora ... 348 27... Verdini:...sì … Lucio Stanca ... ho parlato a lungo ... gli ho detto che lo chiamerai sul cellulare ... ti riceve ... ti dà tutte le indicazioni e cerca di ... insomma ... fare
Fusi:..va bene Verdini:... chiamalo Fusi:.. bene ... bene ... ricevuto ... ciao

L’utenza 34827...è intestata a Expo 2015 spa e in particolare all’amministratore delegato Lucio Stanca.
I DUE COGNATI
Balducci e Anemone parlano di due cognati. Uno è Francesco Piermarini, cognato di Bertolaso. L’altro, sarebbe il cognato di Francesco Rutelli, Paolo Palombelli che comunque ha smentito qualunque suo coinvolgimento.
Balducci:... io fra un pochino devo vedere ... il cognato ... Paolo Anemone:... si Balducci:... tu devi dire qualchecosa oppure ? Anemone:... no … io c’avevo parlato ... lui mi aveva detto che passata questa buriana poi ci saremmo visti per quel programma che ti dicevo l’altro giorno che lui conoscebene ... nel frattempo lui c’ha già un discorso in corso ... quindi .. quello che avevamo detto agli inizi Balducci:... senti ...no ... ma … il cognato ... Anemone:... di … F.R. Balducci:... ecco !.. si … Anemone:...quello … quello … dico ...già c’ha una cosa ... Balducci:..quell’altro cognato Anemone:...o Dio quanti ne sono di cognati? Balducci:... Guido ... il cognato di Anemone:...sì .. no quello non ho fatto nulla.

Quella cricca di Bruxelles e il Sistema Toscano.


Di tutta la roba istituzionale che ci sommerge dall'Unione Europea, solo il
Parlamento Europeo è eletto dai cittadini dei singoli stati, ma tutti sappiamo che il suddetto organo, non legifera, ma indirizza, mentre tutti i provvedimenti normativi sono adottati dal Consiglio, e da una selva di altri organelli, con annesso sottobosco paludoso costituito da lobbies di ogni tipo e risma. Al confronto le vicende del Sistema Toscano, o della Protezione Civile italiche, sono bazzecole. Sorvoliamo su come sono eletti i parlamentari europei: Domenici Leonardo, scaduto mandato sindaco Firenze, è stato spedito in Europa; Cofferati, dopo Bologna, è stato candidato e spedito anche lui a Bruxelles. Nonn parliamo poi di quelli del PdL, la lista sarebbe troppo lunga. Nel mezzo, milioni di genti, che poco a poco, saranno sempre più escluse dalla partecipazione al loro stesso mondo, e schiacciati dai padroni delle corporation, sponsor dei politici europei di spicco. Intanto tra i cespugli del G20, la prima vittima, la Grecia, ha iniziato la strada di misure draconiane, che entro un anno, a meno di miracoli, toccheranno anche ad altri. L'italia non è certo la Grecia, e nemmeno la Spagna, che tutti davano per rimontante su Italia e Francia ma segniali di scricchiolamento sono presenti e ormai divenuti strutturali. Ormai, nell'epoca del globalismo globalizzante, siamo arrivati al sottile sviluppo locale, per cui una città o cittadina, cerca con ogni mezzo di cavar di tasca le risorse migliori e il benessere maggiore per i suoi abitanti, magari a scapito di altre realtà locali. Nel mezzo, ci sono le grandi mucche da mungere, i carrozzoni su cui saltare per approfittarne a costo zero: quello della Protezione civile è solo uno dei dieci e passa esempi. Intanto, Palomino, l'economista cileno, mi dice che il miracolo Italia è sempre più un caso da Lourdes, senza una spiegazione e senza paragoni, tra tutti i paesi più avanzati, nel bene e nel male. Il turismo, sia culturale che geoclimatico, assieme alla immane mole di lavoro nero derivante dai doppi lavori e pensionati, sono i due motori del " Fattore Italia", della sua inspiegabile forza. Gli altri motori li conosciamo: localismo, piccola e micro impresa, moda, creatività, eccetera. Ma qualcosa mi dice il giovane ricercatore economico, sfugge e non sembra una buona cosa: se non lo puoi conoscere, non lo puoi controllare. Per esempio, da qualche anno, stiamo assistendo a una serie di lavori nella sola Firenze, che fanno impressione, per la differenziazione e la loro mole e sembra quasi che i vari consorziamenti tra imprese, Camera commercio e le imprese che la controllano, enti pubblici, Regione Toscana e tutte le sigle che origina, associazioni, Unicoop e banche, cavino dal cappello dei lavori imponenti, a costi contenuti. Poi, andando a spulciare nei cassetti, scopriamo una realtà differente: troviamo i Project financing a interessi progressivi, i contratti di concessione a privati (sempre tra virgolette) dei diritti di sfruttare le opere, le coperture dei rischi economici del privato (sempre tra virgolette), scaricati sul pubblico e tante altre robine, che in genere sono messe a scaldare sul fornello, e saranno consumate solo tra molti anni, quando magari si saranno irrancidite. Insomma, si spende, e spesso, dando l'impressione che i costi non ci siano, grazie a un'alchimia mistico corporativa, quell'alchimia che chiamo SISTEMA TOSCANO, e che possiede anche un bel numero di pregi. Ma a quale prezzo? Quello di strangolare sul nascere la concorrenza è il più grande e per me è sufficiente a farmi dire che il Sistema Toscano è una roba da abbattere, e al più presto (a cominciare da quel nuovo mostriciattolo che chiamano Incubatore toscano, una roba che non esisteva nemmeno ai tempi di Stalin, allevare le imprese come dei culattoni). Oggi si potrebbe fare e da tempo, posto che la vecchia spartizione del 1947, che assegnò le regioni del centro Italia ai comunisti, è ormai superata. Il perché si tarda è facile da capire: il sistema di cui sopra è asfissiante e ingloba e macina tutto e tutti e a quel punto ci chiediamo: c'è tanta differenza tra istituzioni, imprese e anche perfino magistratura?

Cliccare e poi ingrandire.


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