Una parabola tipica del porno.


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Francesca Ray, o Animalya, al secolo Francesca Santini, è un'altra delle donne del porno e degli spettacoli sado-maso, i live show del sesso, nei locali dove la
gente allunga le mani, e si tuffa a baciare le parti intime. Era il momento esplosivo, tra la fine anni '80 e l'inizio dei '90, quando sulla pista c'erano Moana, Luana Borgia, Barbarella (che però era francese, Virna Anderson), Vampirella, Baby Pozzi e Milly d'Abbraccio, sorella della brava attrice di teatro Mariangela, e la riminese Eva Orloski, che oggi, anche lei con una parabola tipica, lavora come infermiera in un ospedale. Non dimentichiamo la Livornese Emanuelle Cristaldi, Rosana Doll e la prima, la più luminosa, Cicciolina- Ilona Staller. Tutte hanno avuto storie familiari, sentimentali e personali assai contrastate eppure tipiche, ricorrenti nel variegato mondo del porno, dove gli eccessi e le personalità abnormi, sono la regola. Probabilmente, di tutti i nomi fatti, la più nota nel mondo e anche la più normale, è la Staller, probabilmente inserita in qualche circuito di raccolta di informazioni, dove da sempre, si usano cortigiane e donne di bella presenza, sia di bordello che di società. Recentemente ha partecipato a un reality in Spagna. Arrivò, così fa credere lei, in Italia, figlia di un dentista ungherese, in autostop, a Milano, e iniziò a frequentare i locali e a fare
 spettacoli con il marpione Schicchi, non quello dell'opera omonima, che sposò. A Roma, era divenuta cult, con un programma che teneva a una radio privata, in tarda notte, tutto in diretta, un talk live show, anche divertente, che amaliava i ragazzotti all'ascolto, con il suo timbro di voce sensualissimo. A Roma intanto, aveva iniziato a entrare nell'ambiente di Cinecittà e girò alcuni film; I prosseneti, con la bellissima ex moglie di Gassman, madre di Alessandro, nel ruolo di tenutaria e un film quasi porno soft, del '76, L'Ingenua, neanche brutto come quelli di Banfi del periodo. Ora, se guardate la parabola della Staller, riconoscerete la similitudine con molte delle ragazze che si fiondano in Italia e Francia, provenienti da Ukraina e Bielorussia, le più belle. La differenza tra loro, la fa solo il Q.I.
Qui vi presento, riprendendo un pezzo del compianto Gennaro de Stefano, per Visto, la parabola di Francesca Santini, Toscana, come molte delle pornostar attuali e di lungo corso, anche se tutti i nomi che riporto, sono pugliesi e calabresi: ad es. Rossana Doll, Rossana Dipirro, nata e vissuta nel quartiere Libertà di Bari, sempre seguita nelle sue vicende professionali, dalla mamma, che ne è stata anche la manager e consigliera, con cui ancora vive.
La storia della Santini è identica a quella descritta in almeno due film. E' un percorso tipico, che passa da un condizionamento e shock, a un altro condizionamento consolatorio e di riscatto interiore, c'è di meglio, come dice Osho, ma quando sei senza una lira e hai fame, vai da chi ti offre un pezzo di pane, il primo che trovi, e di solito trovi uomini della religione. Ma vi lascio al testo di de Stefano, basta cliccare sulle thumb e allargare.
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Ricevo da Debora Attanasio la seguente, pubblico e ringrazio per le precisazioni. Peraltro, personalmente non ho niente contro il mondo del porno, una industria come le altre, a mio parere, niente di più. Anzi, forse più cristallina di certi personaggi del mainstream.

Salve, sono l'ex assistente personale del signor Riccardo Schicchi.
e volevo informarla che è pieno di inesattezze da correggere.

1) Barbarella è torinese, non francese (Anderson era un altro nome d'arte)
2) Eva Orlowski è genovese, no riminese
3) Il padre di Ilona era ginecologo
4) Ilona Staller e Riccardo Schicchi non si sono mai sposati (tra l'altro, l'opera non è omonima perché s'intitola "Gianni" Schicchi) 
5) Rossana Doll si chiama Rossana Di Pierro, non DI Pirro
6) La mamma di Rossana Doll non è stata mai né la consigliera, né la manager della figlia (tutt'al più, la baby sitter del nipotino).

Distinti saluti