Vallettopoli bis, un elenco generale. Woodcock, altro mezzo fiasco, dal Vip gate 2003

Ci sono Fernanda Lessa e Alessia Fabiani che sniffano e pensano di mandare "tortine con la lima" a qualche amico in difficoltà. C'è La Nina Moric schifata dal
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marito fotografo Fabrizio Corona, che si autodefinisce "un pezzo di merda" e lo prova, cercando di vendere la moglie, inviata in un camerino con il focoso Eros Ramazzotti: "Sai come si dice a Milano: una lavata, un'asciugata e sembra neanche averla usata".
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C'è Francesco Coco, ricattato per una foto con uno che pare un transessuale, ma lui dice che è una donna e allo stupore del pm Woodcock, risponde: "Mica posso andare solo con donne bellissime!". C'è Woodcock, mellifluo, che rassicura: "L'ha baciata? Può parlare liberamente, questo è un verbale segreto". Segretissimo. C'è il leghista movimentista Bobo Maroni che si fa beccare o quasi con un'amica. C'è la Hunziker che spara a zero contro Lele Mora, il quale chiama Corona "amore". C'è Marco Predolin che si porta la diciassettenne Hunziker alle Maldive e le appronta un servizio fotografico a uso ricatto. C'è l'ex dg Rai Flavio Cattaneo che promette comparsate da Marzullo a tale Francesca Giacomello, la quale rifiuta perché non è scema e insomma, darla via per Marzullo... Il caso Cattaneo


Tra i giornalisti testimoni dell'inchiesta ce n'è uno dal quale il pm Woodcock apprende un caso relativo all'ex direttore generale della Rai, Flavio Cattaneo. Questi avrebbe fatto pesanti avance nei confronti di Francesca Giacomello, dopo averle promesso di farla lavorare presso la televisione pubblica. "C'ha provato e poi non è andata a buon fine - conferma la ragazza convocata il 22 dicembre 2006 - Non è stato insistente. Arrivati a casa sua mi fece bere qualcosa, mi fece mangiucchiare e mi chiese... cominciò ad avvicinarsi e mi chiese cosa volevo fare, cosa ero pronta a fare nel mondo dello spettacolo. Gli dissi delle mie ambizioni. Ora non mi è saltato addosso, ma fece il classico tentativo di baciarmi. Puoi fare una trasmissione tipo una puntata con Marzullo. Ecco, io dissi non sono interessata. Per fare una serata con Marzullo non mi pare il caso".  
 C'è Aida Yespica che già che c'è si fa pagare 5000 euro a botta da facoltosi imprenditori. C'è Francesca Versace, figlia di cotanto stilista, che vorrebbe sniffare ma un "napoletano di merda", crudele, si fa una riga davanti a lei. C'è Marco Melandri che paga 100 mila euro per le foto con la pornostar Brigitta Bulgari e c'è chi dice che è caduto per quello. C'è Barbara Berlusconi (nella foto) che viene sorpresa alticcia fuori dall'Hollywood con un tizio che la "baccagliava" e, come scrive solo la Stampa, "l'ha anche presa di dietro". C'è Emilio Fede che, per una volta, non ci prova ma denuncia un caso sospetto di compravendita di soubrette e insomma ci si crede fino a un certo punto. C'è ancora Mora, che ora pare sia triste, che manda un omosessuale al povero Ramazzotti per "sondare" eventuali tendenze gay. C'è quella sciagurata di Irene Pivetti che difende Lele Mora.

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VALLETTOPOLI: CORONA PROSCIOLTO A POTENZA

Un ennesimo fiasco, almeno nel caso di Corona, del Magistrato delle Vallettopoli e dei VIP. Quanto lo faranno durare ancora? Io credo che se si dovesse applicare la stessa rigidità che alcuni pm applicano agli indagati, dovrebbero essere buttati fuori, e non con le buone maniere. Adesso l'anno mandato da tempo a Napoli, e questo già vuol dire qualcosa. Vediamo a cosa approderanno le sue inchieste, sempre che assurgano agli onori delle cronache. E badate bene, del pm potentino, si era già parlato in termini di uno che non arriva a chiudere molto, anche anni fa.

Un altro fiasco?, leggetevi questo, e chiedetevi se anche voi non avreste votato per il no, in massa.
Margiotta (Pd), la Camera dice No a Woodcock, torna il conflitto politici-magistrati La giunta nega l'autorizzazione a procedere. Tutti d'accordo tranne l'Idv.
Angelo Angeli
La politica dice No all'invadenza dei magistrati e diventa molto più attenta nel valutare le prove che le vengono sottoposte. E il primo nodo di questa nuova fase di scontri arriva a Woodcock (foto). La Giunta delle autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto, infatti, stamattina la richiesta di arresti domiciliari per Salvatore Margiotta. Gli arresti del deputato Pd erano stata richiesti dalla procura della Repubblica di Potenza, nell'ambito dell'inchiesta sulle tangenti sugli appalti per estrazione del petrolio in Basilicata, che ha portato in galera nei giorni  scorsi l'amministratore delegato della Total Italia. Hanno detto no all'autorizzazione all'arresto tutti i gruppi tranne l'Idv. Toccherà ora all'Aula di Montecitorio decidere con un voto se confermare o meno la proposta della Giunta. In effetti le prove portate a sostegno della richiesta del Pm Woodcock erano sembrate abbastanza fragili. Non c'è, infatti, nessuna accusa diretta nei confronti del parlamentare. Ma ora divamperà la polemica su questo nuovo scontro tra politica e magistratura.I precedenti dell'inchiesta di Potenza Un altro colpo clamoroso messo a segno dal Pubblico ministero Henry John Woodcock. L'amministratore delegato della Total Italia, Lionel Levha, è stato arrestato, infatti, nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Potenza per tangenti sugli appalti per estrazione di petrolio in Basilicata. E gli arrestati domiciliari sono stati chiesti anche per il deputato del Pd Salvatore Margiotta. Ma la misura scatterà solo se la Camera dei Deputati darà l'autorizzazione. La richiesta per Margiotta è stata presentata, infatti, soltanto stamattina. Le misure cautelari - in carcere per alcune persone, agli arresti domiciliari per altre - sono state disposte dal gip di Potenza Rocco Pavese, su richiesta del pm Henry John Woodcock, ed eseguite da Carabinieri del Noe guidati dal tenente colonnello Sergio De Caprio (il 'Capitano Ultimò che arrestò Totò Riina) e personale della squadra mobile di Potenza, diretta da Barbara Strappato. Gli arresti sono stati fatti in gran parte a Roma, con la collaborazione della squadra mobile della Capitale e della polizia municipale di Potenza.
Il progetto "Tempa rossa"
La custodia in carcere riguarda, oltre all'ad di Total Levha, anche Jean Paul Juguet, responsabile Total del progetto "Tempa Rossa" (così si chiama uno tra i più grandi giacimenti petroliferi della Basilicata), attualmente all'estero; Roberto Pasi, responsabile dell'ufficio di rappresentanza lucano della Total e un suo collaboratore, Roberto Francini. È stata anche disposta la detenzione in carcere dell'imprenditore Francesco Ferrara, di Policoro (Matera), e del sindaco di Gorgoglione (Matera) Ignazio Tornetta. Arresti domiciliari anche per altre 3 persone e obbligo di dimora per altri 5 indagati. I reati contestati, diversi da persona a persona, sono associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d'asta (con riferimento specifico agli appalti dei lavori per le estrazioni petrolifere), corruzione e concussione. Il gip ha inoltre disposto varie perquisizioni, che sono tuttora in corso, e il sequestro di numerose società.
Margiotta (Pd): mi difenderò alla Camera  "Sono molto amareggiato e stupito dalla gravità delle accuse, ma anche tanto certo che la questione si chiarirà al più presto. Domani alle 9,15 si riunirà la Giunta per le autorizzazioni a procedere e io spiegherò ai miei colleghi di non aver commesso nessun reato": è questa la posizione del parlamentare del Pd, Salvatore Margiotta, su cui pende un mandato di arresto da parte della Procura di Potenza. "Non svolgerò - aggiunge - nessuna attività di lobby presso i colleghi deputati e spero anche che tutti parlino solo dopo aver visto le carte" che, fra l'altro "io ancora non ho visto". Quanto alla Giunta "mi auguro che si esprima nel più breve tempo possibile". Sempre domani conclude Margiotta - "interverrò in Aula per chiarire" l'episodio "e per difendere il mio onore".

mercoledì, 20 gennaio 2010
«Finalmente comincia a farsi giustizia, ora ne vedrete delle belle...»: così il fotografo dei vip Fabrizio Corona ha commentato la notizia del suo proscioglimento, disposto questa sera dal gup di Potenza, dall'accusa di associazione per delinquere finalizzata all'estorsione e allo sfruttamento della prostituzione, che gli era stata mossa dall'allora pm potentino Henry John Woodcock. Fabrizio Corona era il principale imputato della cosiddetta inchiesta «Vallettopoli», partita da Potenza nel 2007 con gli arresti richiesti ed ottenuti dal pm Henry John Woodcock (ora in servizio a Napoli) dello stesso Corona e di altri indagati. A Corona la Procura potentina contestava il reato di associazione per delinquere finalizzata all'estorsione e allo sfruttamento della prostituzione. A Potenza, in quanto luogo di prima iscrizione del reato, era infatti rimasta la parte di inchiesta relativa all'associazione per delinquere e altri reati «satelliti»: alcuni capi di imputazione del corso delle indagini erano stati trasferite in altre sedi. A Milano, lo scorso 10 dicembre, Corona è stato condannato a tre anni e otto mesi di reclusione per quattro capi d'imputazione, relativi alle estorsioni e ai tentativi di estorsione nei confronti del calciatore Francesco Coco e Adriano e del motociclista Marco Melandri. Per altre sette persone il gup ha disposto il non luogo a procedere, mentre per altre sei (tra le quali il manager di alcune pornostar, Riccardo Schicchi) ha disposto il trasferimento del fascicolo ad altre sedi per incompetenza territoriale. GLI ALTRI INDAGATI Sono sette le persone - oltre al fotografo dei vip, Fabrizio Corona - coinvolte nell'inchiesta «Vallettopoli» coordinata nel 2007 dal pm Henry John Woodcock, per le quali il gup di Potenza, Luigi Barrella, ha disposto il non luogo a procedere al termine dell'udienza che si è svolta in serata a Potenza: si tratta di Marco Bonato, Fabrizio Pensa, Mauro Tarziarol, Luca Muci, Marcello D'Onofrio, Andrea Rigante e Sonia Mauri. Gli avvocati di D'Onofrio, Donatello Cimadomo e Lucio Cricrì, in particolare, hanno espresso «soddisfazione per la decisione del giudice». Per altre sei persone (Riccardo Schicchi, Andrea Carboni, Francesco Chiesa Soprani, Massimiliano Fullin, Marcello Silvestri ed Ettore Renzo Fanti), accusate di episodi specifici di riciclaggio di denaro, favoreggiamento personale e sfruttamento della prostituzione, il gup ha disposto il trasferimento ad altre quattro sedi per competenza territoriale: Como, Vicenza, Trapani e Tempio Pausania (Sassari). NUOVO INDAGATO C'è un primo indagato nel nuovo filone d'indagine sui "fotoricatti" del pm di Milano Frank di Maio. È stato iscritto nel registro degli indagati per estorsione il fotografo Maurizio Sorge, che si occupa di servizi di gossip. «Farà più rumore dell'altra», ha detto Sorge uscendo dagli uffici della procura, dove è stato interrogato dal pm per quasi tre ore. Il verbale dell'interrogatorio è stato secretato. Il pm sta per sentire anche il fotografo Max Scarfone e la titolare dell'agenzia Photo Masi, Carmen Masi. (leggo)
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Le notti brave di Aida, Belen, Ana Laura e Fernanda

14:43 mar 26 giugno 2007 Si chiama Pietro Tavallini, 25enne torinese, la gola profonda che ha consentito al pm Frank Di Maio di indagare sulla compravendita di droga all’interna di alcuni locali milanesi.
Dall'Hollywood esce anche, con il solito "amico" la Santa Barbara Berlusconi
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Dalle confessioni rese ai pm emerge il coinvolgimento di numerosi vip.
"Conosco Francesca Lodo, Belen Rodriguez, Alessia Fabiani e Fernanda Lessa. Fanno uso di sostanze stupefacenti. Cocaina. Lo so perché siamo amici da anni. In un'occasione nel bagno del privè dell'Hollywood eravamo io, Ana Laura Ribas e Aida Yespica. Qualcuno di noi, ma non ricordo chi, tirò fuori la cocaina e la prendemmo tutti e tre insieme".
"Lei è consumatore di cocaina?", chiede il pm. "Da quattro anni. E negli ultimi due anni parecchia. Parecchia intendo per me, eh, parecchia sono tipo due o tre volte a settimana, anche tre o quattro... Praticamente non l'acquisto mai, mi viene regalata da persone con cui siamo al tavolo insieme in discoteca. All'interno dell'Hollywood un certo Camillo ce l'ha. Tra i tavolini la cocaina gira".
La domenica dell'Hollywood è organizzata da Lele Mora. "Da quello che so io lui è totalmente antidroga, così lui dice, e poi che uno ci creda o meno. Non vuole che la gente intorno a lui lo faccia, poi.. In effetti, comunque tutti quelli che sono intorno a lui alla fine lo fanno, poi non so se lui fa finta di non sapere o no. No, questo non lo so".
E gli accusati? La Ribas ("Non ho mai fatto uso di cocaina. Conosco Aida Yespica e so che ne fa uso, me l’hanno detto altri") e la Yespica ("Conosco Ana Laura Ribas e nego che sia vero quanto riferisce"), insieme all'ex tronista Francesco Arca, finiscono per essere iscritti nel registro degli indagati per aver detto qualche bugia di troppo al Pm Frank Di Maio.
Più sincera Fernanda Lessa, che ha ammesso: "In passato ho fatto spesso uso di cocaina, cosa che non si ripete più da circa tre anni. Tuttavia qualche volta con amici mi capita ancora. Ricordo che all'Hollywood entravo all’interno del bagno del privè soprattutto il mercoledì sera e lì facevo uso di cocaina. Ho avuto modo di vedere che circolavano anche ecstasy o MdMa che è una sorta di droga liquida che viene mischiata all'alcol. Anzi mi sono accorta che era il caso di tenere con sé sempre il bicchiere, perché a tua insaputa potevano metterci la droga. So per certo che a tante persone è capitato, in particolare a donne. Il motivo è che in questo modo diventano più accondiscendenti a rapporti sessuali. Conosco Alessia Fabiani che è amica di Tavallini. Non ricordo esattamente dove, ma sono certa di aver consumato cocaina anche insieme ad Alessia Fabiani e a Donatella Taranto".
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Il Vip Gate [modifica]


Dall'inchiesta INAIL/petrolio si distaccarono numerosi rami di indagine, che arrivarono a coinvolgere a diverso titolo alcuni personaggi molto noti. Tra i coinvolti nell'inchiesta, nota come Vip Gate:[2]
Franco Marini e Nicola Latorre (segretario di Massimo d'Alema), indagati per favoreggiamento con l'accusa di aver avvertito Luciano Gaucci di essere oggetto di intercettazioni telefoniche (prosciolti dal Tribunale dei Ministri);
Ernesto Marzano, fratello del ministro Antonio Marzano, per la presunta vendita di nomine a cariche pubbliche;
Maurizio Gasparri, per aver avvertito un indagato delle intercettazioni telefoniche in corso (prosciolto dal Tribunale dei Ministri);
Francesco Storace (AN) per delle pressioni sul presidente dell'Istituto Autonomo Case Popolari per l'assegnazione di un'abitazione ad una compagna di partito;
Umberto Vattani, diplomatico, per favoreggiamenti nella concessione di appalti;
Tony Renis, per delle raccomandazioni al ministro Giulio Tremonti riguardo un imprenditore amico;
Anna La Rosa, per aver ospitato nella sua trasmissioneTelecamere, sulla RAI, alcuni personaggi dietro cessione di regali (accusa caduta, ma la posizione della giornalista viene segnalata all'Ordine dei Giornalisti e alla azienda di stato).
In tutto l'inchiesta nel dicembre del 2003 coinvolge 78 persone, tra cui numerosi personaggi dello spettacolo, del giornalismo, due ministri, politici e funzionari di ministeri, Comuni ed Enti pubblici, accusati di associazione per delinquere per la turbativa di appalti, estorsione, corruzione, millantato credito e favoreggiamento, oltre ad altri reati secondari. Tuttavia il G.I.P. respinse completamente la richiesta di emissione di ordinanza di custodia cautelare avanzata da Woodcock, dichiarando la propria incompetenza territoriale e la mancanza dei requisiti richiesti dall'art 291 c.p.p. per le prosecuzione delle indagini da parte di giudice incompetente per territorio per quanto atteneva le imputazioni di associazione per delinquere e corruzione, e affermando la totale assenza di elementi indiziari per alcuni dei reati contestati [3]. Una volta dichiarata l'incompetenza territoriale del Tribunale di Potenza, gli atti furono trasmessi al competente Tribunale di Roma che, anziché adottare i provvedimenti come sarebbe stato doveroso in caso di consistenza dell'accusa, archiviò l'inchiesta per impossibilità di sostenere l'accusa in giudizio, a norma dell'art. 125 delle disposizioni attuative del codice di procedura penale. Alcuni fascicoli, generati dal procedimento sopra riportato, furono stralciati e restano ancora aperti in alcune Procure; per alcuni degli imputati il Tribunale dei Ministri decretò la chiusura dell'inchiesta, mentre altri (tra cui il generale Orlando) sono scarcerati solo per assenza di necessità cautelari, e i processi continuano.
Alla luce del mancato accoglimento delle richieste accusatorie, la stampa si è poi accanita nel sostenere che le accuse erano destituite da ogni fondamento [4] facendo una facile ironia sul fatto che Woodcok non fosse in grado di distinguere la conduttrice di Telecamere dai concorrenti del Grande Fratello. I sostenitori di Woodcock, invece, sottolineano che il suo intervento non sarebbe rimasto senza conseguenze: dal punto di vista della rilevanza economica dei fatti contestati, la questione di maggior rilievo riguardava i crediti verso lo Stato del Concordato Preventivo Federconsorzi, per un ammontare di 500 milioni di euro, rinvenienti da rimborso di crediti fiscali e dalla cessata gestione ammassi grano, che in parte erano stati ceduti e in parte stavano per essere ceduti ad un prezzo pari ad un decimo del loro valore nominale a note società specializzate in questo genere di operazioni. La procedura relativa non è ancora conclusa.