Armando Vanni da Unicoop a Presidente BTP, c'è qualche legame?

Finalmente cominciamo a vederci più chiaro, ora, nel silenzio delle Tv locali, che
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al massimo si limitano a riportare lo squallido e stringato comunicato, come dei pappagalli di trespolo, quella connessione che vi abbiamo sempre dichiarato fra mondo delle Coop e BTP, sta divenendo sempre più chiara. Anzi, l'idea è netta, per me; la Btp è una sigla, una delle solite invenzioni cui sono abituato.Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Anche la foto che vedete è un'invenzione, non esiste.
Nel momento dello sforzo supremo e disperato, quando il gioco si fa estremo, allora, le decisioni diventano estreme e anche chi farebbe meglio a salpare, non può che decidere di restare sul vascello, in preda ai marosi. Ma sono tante le vittime di quel sistema coop, troppe, anche se dall'altro lato, i beoti, il gregge è ancora folto e compatto e lo si vedrà a breve, con il rinnovo della Regione, con il trionfo dei DS. Tutti fanno finta di non saper, dai soci della Unicoop, ai dipendenti, per non parlare dei vari amministratori pubblici, che magari neanche sanno chi è al vertice della Unicoop o della BTP, o cos'è la Firenze mobilità. il vecchio consiglio regionale, appena rieletto, tirerà avanti come sempre, e da Perugia, fra un cinque o sei anni, si avrà la solita sentenza, con qualche patteggiamento e qualche mese di condizionale. Intanto tutto gira come sempre, come tutti vogliono. Non parliamo dell'opposizione, perché il cartello o SISTEMA TOSCANO, è inglobato.Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Tutti o quasi, tranne quel venti per cento di gente che non conta nulla. Ma quando a partecipare alle gare, si presenteranno altre imprese o associazioni d'imprese, cosa si farà per far restare tutto in Toscana, quali strategie, se non lasciare che a vincere sia il miglior offerente? secondo i criteri del vituperato mercato? Si ricorrerà al solito project, con la costruzione in grembo di una sigla imprenditoriale, dietro cui nascondere le solite firme? A quel punto, sarà solo un fatto politico oppure, quando fioccheranno gli esposti, le segnalazioni, le lettere anonime, sarà il caso di attivare le indagini e per tempo, da chi di dovere? Crediamo che già da adesso, si debba partire con nuove indagini, nuove di zecca, perché i nuovi assetti che si profilano, puzzano, dalla testa. Lasciar correre altri due o tre anni, per poi far esplodere la solita situazione, è il rischio già calcolato, compreso le dimissioni, il processo e un eventuale condanna a qualche mese (Ligresti ne ha fatto collezione, in carriera, ed è sempre  al suo posto. In Inghilterra, probabilmente non lo farebbero nemmeno entrare al pub). 
Ma siamo certi che le Autorità stanno già provvedendo.

Nei negozi Coop della Toscana non si parla d'altro.Armando Vanni nominato
appena un anno fa avrebbe lasciato l'incarico in seguito a "divergenze con gli altri membri del consiglio sulla gestione e sul futuro di Unicoop Firenze".
Ecco una rassegna stampa dell'accaduto....
Cambio al vertice del consiglio di gestione di Unicoop Firenze. Dopo solo un anno viene revocato il mandato del presidente Armando Vanni, manager proveniente dal Consorzio Etruria che si è trovato solo davanti all'"ammutinamento" dell'intero consiglio la settimana scorsa e non ha trovato dalla sua parte neppure Turiddo Campaini, presidente del consiglio di sorveglianza, che ieri si è riunito per nominare i sei membri del consiglio di gestione: Piero Forconi, Maura latini, Alberto Migliori, Riccardo Sani, Fabio Tozzini e il nuovo presidente Golfredo Biancalani, ex vicepresidente.
L'addio precoce di Vanni sarebbe legato a forti dissensi sulla linea di gestione dell'azienda che in toscana detiene il primato del fatturato e un organico di quasi 8.000 dipendenti.Divergenze dovute in gran parte alla particolarissima natura dell'Unicoop, che pure essendo un colosso della grande distribuzione ha radici profonde nel territorio e una mission sociale che la rende diversa da altre imprese.La differenza di vedute tra Vanni e gli altri consiglieri e tra Vanni e lo stesso Campaini rischiavano, raccontano alla Coop, "di paralizzare una serie di decisioni operative legate alla campagna per la diminuzione dei prezzi e ad altre iniziative che non potevano essere rimandate.
Fonte: La Repubblica

Confermate le indiscrezioni sulla rottura ai vertici di Unicoop, anticipate ieri da Il Nuovo Corriere di Firenze. Sei membri su sette del Consiglio di Gestione si sono dimessi mentre è rimasto in carica solo il presidente Armando Vanni, in chiara rotta di collisione con tutto il vertice di Unicoop.
Pare che il conflitto che covava da tempo sotto la cenere sia emerso sulla valutazione di alcune poste di bilancio. Nella stessa giornata si è riunito d'urgenza il Consiglio di Sorveglianza, presieduto da Turiddu Campaini, che ha "convinto" Vanni a lasciare il suo incarico.A questo punto sono rientrate le dimissioni degli altri membri della Gestione ed è stato nominato il nuovo presidente: Golfredo Biancalani, uomo di "macchina" molto esperto, che finora ricopriva il ruolo di vicepresidente.In meno di 24 ore si è così aperta e ricomposta la frattura ai vertici di Unicoop Firenze, la seconda maggiore azienda della toscana con oltre un milione di soci e oltre 2 miliardi di euro di fatturato.Ma non è detto che la vicenda non abbia strascichi ulteriori. Il conflitto già sopito in Unicoop potrebbe riesplodere in Legacoop dove la presidente, Patrizia Vianello, è molto vicina a Vanni e pare che non sia rimasta per niente soddisfatta di come si è evoluta la situazione in Unicoop.La Vianello avrebbe già manifestato i suoi malumori e negli ambienti della cooperazione non si esclude un suo prossimo avvicendamento.
Fonte: Il Nuovo Corriere di Firenze

In queste thumb, cliccate e allargate l'immagine cliccando due volte, tutta la vicenda Unicoop, riportata solo dal Corriere fiorentino, ma guarda, solo un giornale locale, tra tanti fogli e Tv locali inutili e vaniloquianti.
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Ecco chi è Firenze Mobilità, sotto la sigla del nulla.

Firenze mobilità è un'altra delle truffette linguistico semantiche, dietro cui si
paraventano i soliti nomi, noti a tutti. Leggetevi il resto, già, ma a chi interessa?
E l' assessore alle Spa di Palazzo Vecchio Tea Albini fa il resto. Assessore, ma
se Firenze Parcheggi si ritira Firenze mobilità rischia il fallimento: che fine farebbero i quattro parcheggi della Fortezza, piazzale Montelungo, piazza Beccaria e piazza Alberti? «Passerebbe tutto al Comune». Significa che i 2 milioni e passa di canoni che oggi la Firenze Parcheggi paga a Firenze Mobilità, e che a Firenze Parcheggi sono costati nel 2008 il primo bilancio in deficit, dovrebbe pagarli il Comune? «Noi non pagheremo un bel niente, finchè non sarà chiarita la vicenda legale, il Comune si è dichiarato parte lesa», dice l' assessore ricordando l' inchiesta della magistratura in corso sulle opere del project. L' inchiesta, che solo nel caso del sottopasso di viale Strozzi, quello davanti alla Fortezza, ha ipotizzato un aumento ingiustificato di spesa per 3 milioni e 700mila euro. Un passo indietro. In cambio del sottopasso Strozzi, le imprese del project capitanate da Baldassini-Tognozzi-Pontello e riunite in Firenze Mobilità, hanno realizzato quattro parcheggi. E secondo il piano finanziario, controllato e approvato (per legge) da Palazzo Vecchio, per 30 anni Firenze Mobilità può tenersi gli incassi per ripagare il denaro preso in prestito dalle banche. Firenze Mobilità, d' accordo Palazzo Vecchio, ha assegnato la gestione ad un' unica società - Firenze Parcheggi - in cambio di un canone. Il problema è che la Spa, dopo aver scoperto che il piano finanziario del project era stato fatto calcolando un tasso d' occupazione dei quattro parcheggi del 100 per cento, si è accorta che i conti non tornano: oltre 2 milioni i canoni da pagare a Firenze Mobilità, 1 milione e 300mila gli incassi nel corso del 2008. Un deficit cronico. Logico che adesso voglia tirarsene fuori («Senza il project i nostri conti sarebbero in utile», hanno ripetuto i vertici di Fi Park). Col rischio però, essendo l' unico gestore, di costringere al fallimento Firenze Mobilità. E con la conseguenza di riconsegnare i quattro parcheggi al proprietario, cioè il Comune (Firenze Mobilità ha solo una concessione per 30 anni). Che però, per bocca di Albini, non intende versare un euro. Almeno fino alla fine dell' iter giudiziario che potrebbe riconoscere Palazzo Vecchio come parte lesa. E' così che tramonta a Firenze il tanto declamato esperimento del project? Nei giorni scorsi i consiglieri comunali Marco Stella (Forza Italia) e Stefano Alessandri (An) hanno presentato 11 interrogazioni: chiedono spiegazioni sul perché la società chiuderà il conto 2008 con un deficit di 750 mila euro. - ERNESTO FERRARA MASSIMO VANNI


In questo video, una simulazione della situazione che si vedrà al momento del
passaggio del treno a 300 e passa Km orari. Immaginiamo che frittata quando ci sarà un incidente.
Inoltre, il Sottoattraversamento, cioè il tunnel che sarà scavato sotto Firenze, pone molti rischi di stabilità, ma nessuno, come sempre, tra quelli che fanno informazione locale, ha mai prodotto articoli e riprese Tv di qualche rilievo. E' il volto del tremendo SISTEMA TOSCANO, che tutto ingloba e di cui tutti sono, loro malgrado, arruolati. Nella foto, il concomitante crollo dell'archivio Colonna, durante i lavoriFree Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us