Dalla Svizzera lobbies e affari. Come entro in politica.

Un racconto dalla Svizzera, come ti entro in politica. Premessa: l'attività
lobbistica è regolamentata in quasi tutti i paesi occidentali, l'Italia, manco a dirlo, è uno di quei pochi, e sapete perché? Perché senza una regolamentazione si lavora meglio, si mettono in piedi comitati d'affari, come per le Grandi Opere e per molti altri settori, e tutto va bene così. Immaginatevi se si dovesse dichiarare perché si nomina il tale esperto nella tale Commissione o il tale politico nel controllo di progetti importanti, come la Tav. Tutta quella gente dei ministeri, implicata nello scandalo Grandi Opere, è stata nominata all'epoca del Governo Prodi, e da Di Pietro, ma naturalmente Il Di Pietro ci dice che lui era furbo, e li faceva girare. Il problema è iniziato quando sono arrivati gli altri, capito? Non ci si preoccupa di nominare gente seria e capace, ma di essere furbi e controllarli: che poi quella gente sia nominata dalla massoneria e dai banchieri e imprenditori, che importa?
Invito a pranzo
Marianne Kleiner, invece, è una parlamentare che non ama i giochi di potere. “Non voglio saperne niente di trucchetti, bugie e tatticismi”, dice l’esponente liberale. Kleiner racconta com’è stata contattata dai lobbisti. “Sono stata avvicinata appena eletta nella commissione salute. Funziona così: ricevi un invito a pranzo e quando chiedi perché, ti fanno capire subito cosa vogliono. Poi, se accetti l’invito, si mette in moto il meccanismo che porta alla nomina in un consiglio d’amministrazione di qualche so- cietà, dove magari puoi guadagnare anche ottantamila franchi all’anno. un sacco di soldi”. Può fare il nome di qualche arruolatore? “No. Sono una persona leale”, risponde Kleiner. Ha rifiutato tutte le offerte, ma vuole rispettare il patto del silenzio. l’esempio migliore di politico che non rifiuta certe offerte potrebbe essere Eugen David, esponente del Ppd da ventidue anni in parlamento. Quando è stato eletto la prima volta è entrato nei consigli d’amministrazione di diverse aziende e fondazioni. oggi ha sedici incarichi. Nel 2009 ha guadagnato 126mila franchi come presidente del consiglio d’amministrazione dell’assicurazionebmedica Helsana. Quando l’ho intervistato sui suoi legami con le imprese, David mi ha raccontato diverse cose interessanti,
ma più tardi si è pentito e mi ha chiesto di non pubblicarle. Nell’articolo non voleva che io scrivessi cose che non mi aveva detto. “Altrimenti le proibisco persino di citare il mio nome”, mi ha scritto in un’email. Allora ho preferito rinunciare.