Delbono e il Bancomat di Mirko Divani, nel cinziagate.

Premessa: le opinioni del blog sono espresse da diversi collaboratori,
pertanto, oltre a differire tra loro, riportano visioni ed esperienze del tutto personali.
Quello che non colpisce per niente, ma anzi è per me una musica sempre sentita e conosciuta, sin dai tempi in cui mi scontravo con i ferrei e rigorosi ragazzi della FGCI, è la carriera del signor Mirko Divani, un bravo operaio, iscritto al Pci e poi, non si sa come, divenuto direttore generale di Farmacom, roba di software e computer per farmacie. Sarebbe interessante sapere quali farmacie, e se è normale avere farmacie in mano pubblica, e per quali cavoli di benefici per la cittadinanza, oltre alle solite spartizioni di poltrone e posti pubblici. Ecco, nella storia del Signor Mirko, che ora, da pensionato, è un oscuro collaboratore del CUP, presumo il Centro Unico Prenotazioni della Asl, sta tutto il dramma dell'antiberlusconismo al caviale della pseudosinistra. Se non al caviale, almeno a coniglio , polenta e osei, con vini di ottima fattura. A pancia piena, e riempita da vere ghittonerie, non si fa la rivoluzione, ci dicevamo noi di Lotta Continua; ma io cominciavo a guardarmi intorno e vedevo compagnucci, che dopo l'assemblea salivano sulla macchina di papà, magari una 132 fiat o anche una
Citroen, quel modello che aveva l'ispettore Ginko, dei fumentti di Diabolik, e mi dicevo se non c'era qualcosa che non mi tornava. Si, c'era, conclusi nel '78 e mandai a culo tutti e tutto, che tanto chi se ne fregava?
Cinzia Cracchi, l' ex compagna del sindaco di Bologna Flavio Delbono, va alla guerra. Teneva nel cassetto, ben conservata, una carta bancomat che le aveva dato il sindaco quando ancora sindaco non era, quando i due giravano qua e là per il mondo e Delbono, vicepresidente della Regione Emilia Romagna - come ipotizza la Procura felsinea che indaga per peculato e abuso d' ufficio - pagava i conti d' albergo con la carta di credito della Regione. I due, innamorati, sono stati a New York e a Parigi, in Messico, Israele e Santo Domingo, a Londra e Pechino... Poi lui ha cambiato donna. Ora, quel bancomat Cinzia l' ha messo nelle mani della Digos di Bologna e per Flavio Delbono l' imbarazzo è schizzato alle stelle. Quella carta data in uso all' amica risulta intestata a un amico, tale Mirko Divani, 60 anni, uno che adesso collabora col Cup, dove installa computer, uno che è nato operaio iscritto al Pci ed è andato in pensione come direttore generale di Farmacom, ditta specializzata in servizi online per le farmacie. Ha tanti amici che contano, sotto le Due Torri. «Flavio voleva che glielo rendessi, questo bancomat oramai bloccato - confida Cinzia, già una volta interrogata dal pm Morena Plazzi e che probabilmente sarà risentita nelle prossime ore - . Da quando ha saputo di essere indagato, come del resto indagata sono io, ci siamo incontrati diverse volte. La prima volta a Capodanno, l' ultima giovedì scorso, due giorni prima che la procura mi chiamasse per l' interrogatorio. Mi ha promesso aiuto economico, mi ha promesso una consulenza in Comune, e siccome sa che ultimamente sono rimasta a piedi per due volte con la mia vecchia auto si è anche offerto di comperarmi una nuova automobile... ma lo ripeto, ho scelto la mia strada e non sono tornata indietro».

Ora, immaginatevi la Cinzietta Cracchi da uno come Gad Lerner, che con la sua viscidosi endemica, finirà per parlare per due ore di cose che sembrano capitali, e invece senza dire nulla di queste due righine che abbiamo messo sopra, specie dei veri nomi e forze che si celano dietro il bancomat di Mirko Divani. Gad Lerner, un uomo di copertura del potere, che si vanta di essere stato uno di LC.