Ex Ministro sanità, c'era bisogno di un Sirchia?

Dopo la condanna iniziale a 3 anni, l'ex ministro della sanità Girolamo Sirchia se
(Altro sangue infetto Sclavo Marcucci)la cava con una prescrizione, e altre dubbie formule, con un totale di appena 5 mesi per appropriazione. Va bene, era quasi innocente, quasi, ma continuiamo a chiederci: c'era proprio bisogno di nominarlo ministro, quando già un suo collaboratore si era pugnalato al cuore e lui era finito nel mirino della magistratura per una delle ricorrenti storie di sanitopoli, al Niguarda, in quella Milano cui il termine di cupola non si applica solo perché si vuole far credere che la mafia è solo al Sud, in esclusiva? La conclusione è che, intanto la magistratura non è riuscita a chiudere in tempo, facendosi incastrare nella prescrizione, primo punto, poi abbiamo avuto un ministro in odore di affari sporchi e la sentenza in appello ha confermato che affarucci non puliti c'erano. O ci sbagliamo? Ah già, se ci fossimo stati noi, al posto dei protagonisti, avremmo fatto anche di peggio, giusto, ormai è così che si ragiona. Cliccare e poi cliccare di nuovo 2 volte.Free Image Hosting at www.ImageShack.us

ARCHIVIO STORICO 2004
S.Donato, giovedì 30 settembre 2004
Niguarda: tre anni di gare truccate, primario arrestato
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L'ospedale «sospende» il medico e avvia un'indagine interna. I Ds: è solo la punta di un iceberg
Era rientrato da pochi giorni da un congresso all'estero, dove aveva presieduto una sessione sulla sicurezza delle trasfusioni di sangue. Ieri mattina all'alba il professor Francesco Mercuriali, protagonista di spicco del mondo medico-scientifico, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza nella sua casa di San Donato Milanese, e messo agli arresti domiciliari. L'accusa è di aver favorito una ditta, la Gti srl, in una gara di forniture di attrezzature sanitarie per il sangue all'ospedale di Niguarda, dove è stato primario del servizio di immunoematologia fino a giugno, ricevendo poi un incarico di consulenza. Sotto custodia cautelare anche il presidente del consiglio di amministrazione della Gti, Aurora Lucchi, e due consiglieri, Giorgio Giuliano e Roberto Giuliano. Secondo l'accusa, i reati sono stati commessi a partire dal 2002, quando Mercuriali, che per molti anni ha lavorato con Sirchia al centro trasfusionale del Policlinico, ed è stato poi primario del centro trasfusionale dell'Istituto ortopedico Gaetano Pini, era stato prima «comandato» a Niguarda e poi ne era divenuto un dipendente a tutti gli effetti fino a giugno di quest'anno. Quando è andato in pensione, ma è rimasto sul campo come consulente. Circostanze confermate da un comunicato diffuso ieri pomeriggio dal direttore generale di Niguarda, Pasquale Cannatelli, che conclude: «A scopo cautelativo l'Ente ha provveduto a sospendere il contratto professionale con il professor Mercuriali e ad avviare una commissione di verifica interna per l'accertamento dei fatti». Per Niguarda è un'ennesima tegola, dopo la storia dei due grossi appalti da 44 milioni di euro (sempre nel settore del sangue) aggiudicati a trattativa privata durante la gestione dell'ex direttore generale Pietro Caltagirone, e per un'altra vicenda avvenuta nel 1999 e scoperta nel 2001: appalti irregolari per assegnare all'esterno, sempre con trattativa privata, la gestione dei reparti di emodinamica, radiologia e neuroradiologia interventistiche. Per l'ospedale, un danno pari a 2 milioni e 386 mila euro. E la decisione della Corte dei Conti di sequestrare terreni, appartamenti, garage, automobili e un quinto dello stipendio all'ex direttore generale Caltagirone, nonché sequestrare un quinto dello stipendio ad altre sette persone, tra cui quattro medici. Ieri la notizia dell'arresto di Mercuriali ha sconcertato e sorpreso, soprattutto per il prestigio scientifico di cui ha sempre goduto. La primaria dell'Ematologia, professoressa Enrica Morra: «Mi dispiace che queste cose gettino discredito sull'immagine di un grande ospedale. Spero che le accuse non siano fondate, ed esprimo solidarietà al collega». Celestino Di Brasi, infermiere caposala e rappresentante della Cgil nella Rsu: «Questo tipo di vicende è probabilmente uno dei tanti tasselli di una situazione esplosiva, destinata a peggiorare quando partirà il grande giro di appalti per il nuovo Niguarda». Molto critico l'oncologo Giuseppe Landonio, che a nome della federazione dei Democratici di sinistra ha dichiarato: «Questa vicenda potrebbe essere la punta di un iceberg sommerso, connaturato al sistema voluto da Formigoni e Borsani, completamente fondato sulla competizione e sulla privatizzazione». Secca la replica dell'assessore Borsani: «Collegare la presunta corruzione del consulente di un ospedale alla riforma della sanità lombarda, che risale al '97, è un'incredibile e folle assurdità». Resta da spiegare la presenza di medici in queste storie di tangenti. Al Niguarda di Milano come alle Molinette di Torino. Come e quando la competenza di un medico s'incrocia con il business? La risposta è nello stesso tempo semplice e preoccupante: è proprio ai medici di alto livello scientifico e con incarichi primariali che viene chiesto dal management di entrare nelle commissioni che valutano l'acquisto di tecnologie e forniture. Perché? «Perché gli esperti sono loro, e non i manager», risponde un addetto ai lavori. Va tutto bene se la valutazione, oltre che esperta, è indipendente e onesta. Se.   Antonella Cremonese

MILANO - E' morto Francesco Mercuriali, l'ex primario in pensione rimasto in servizio nel reparto di immunoematologia dell'Ospedale Niguarda di Milano, coinvolto in un'inchiesta sulle tangenti nella sanita' milanese. Il medico era stato sottoposto ad un'operazione d'urgenza all'Ospedale di San Donato Milanese, dopo aver tentato di togliersi la vita con una coltellata al cuore. (Agr)
Doveva affrontare il primo interrogatorio dopo la notifica degli arresti domiciliari di mercoledì scorso: l'accusa di corruzione e turbativa d'asta per il primario Francesco Mercuriali, incaricato dall'ospedale Niguarda di Milano di progettare un nuovo reparto di immunoematologia. Una consulenza dopo la pensione per un primario molto noto nell'ambiente medico di Milano: l'inchiesta, le accuse lo hanno evidentemente stremato, il medico era anche sofferente per una grave malattia. Ha scelto così di morire con una coltellata dritta al cuore: un'agonia durata poche ore, poi il decesso all'ospedale di San Donato milanese dove alla notizia del tentato suicidio sono arrivati sia il ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che il procuratore di Milano, Manlio Minale che si è dichiarato profondamente addolorato per quel gesto estremo.
Mercuriali aveva consegnato una memoria nella quale difendeva la correttezza delle sue consulenze. I magistrati invece contestano il contenuto delle intercettazioni telefoniche e le testimonianze raccolte: tangenti versate anche su conti svizzeri per ottenere le forniture di costose e sofisticate apparecchiature, gare d'appalto pilotate per favorire le società amiche. Mercoledì insieme al professore erano andati agli arresti domiciliari anche quattro dirigenti di due aziende che sarebbero state favorite. Altre sette persone sono ancora sotto indagine. L'ospedale Niguarda aveva sospeso in via cautelativa la collaborazione di Francesco Mercuriali che dopo aver scritto e consegnato ai magistrati una difesa di dodici pagine, ha scelto di togliersi la vita nel silenzio della sua casa.
IL CASO
La denuncia del medico «Volevano corrompermi»
Tre anni di appalti Le gare erano pilotate
Arrestato Mercuriali Perquisiti 4 imprenditori
Intercettazioni telefoniche «C’è un conto in Svizzera»
Dieci anni di depositi Sul conto 800 mila euro
1 «Hanno cercato di corrompermi, ma io non ci sto...». Nasce così, dalla denuncia di un medico onesto, l’inchiesta che ha portato all’arresto dell’ex primario di Immunoematologia del Niguarda, Francesco Mercuriali
2 Nel mirino delle sezioni di pg di polizia e guardia di finanza gli appalti degli ultimi tre anni «addomesticati» per pilotare la gara d’assegnazione di reagenti e strumenti per il servizio trasfusionale dell’ospedale milanese
3 Con il professor Mercuriali sono stati arrestati e perquisiti anche quattro imprenditori. Grazie alle carte sequestrate nei loro uffici e nelle loro abitazioni, gli investigatori hanno potuto ricostruire l’intera mappa delle tangenti sanitarie
4 Indagato anche l’attuale facente funzione di primario dell’Immunoematologia del Niguarda, Giovanni Inghilleri. In una intercettazione telefonica tra lui e Mercuriali il chiaro riferimento a un conto corrente in Svizzera
5 Il deposito bancario individuato da polizia e finanza all’estero risulta aperto oltre dieci anni fa. Più di ottocentomila, si calcola, gli euro transitati attraverso quel conto. Il sospetto dei magistrati è che sia servito per altre tangenti