Flavio Briatore, una storia italica già vista.

Diplomatosi con voti piuttosto bassi come geometra, Briatore ha lavorato come
(skroll down for eng text) istruttore di sci e gestore di ristoranti. Di sua proprietà il Tribula, poi chiuso. Dopo aver fatto il piazzista di polizze assicurative a Saluzzo e dintorni, ha esordito nel mondo dell’imprenditoria a Cuneo, collaborando con un finanziere locale e costruttore edile, Attilio Dutto, che aveva rilevato la Paramatti vernici, ex azienda di Michele Sindona.
Il 21 marzo del 1979, Attilio Dutto venne assassinato a Cuneo con una bomba
collegata all’accensione della sua auto. La verità sul caso non fu mai accertata. Briatore si spostò a Milano dove iniziò a frequentare la Borsa. Lì conobbe Achille Caproni (Caproni Aeroplani) e divenne consulente della Cgi (Compagnia generale industriale), sua holding. Poco dopo, la Paramatti, acquistata nel frattempo da Caproni sotto consiglio dello stesso Briatore, ebbe un crac e il pacchetto azionario della Cgi fu venduto alla statale Efim. Diverse società del gruppo fallirono, gli operai finirono in cassa integrazione e banche e creditori rimasero con un buco di 14 miliardi di lire. Per un certo periodo, poi, Briatore si presentò in pubblico come discografico. Di certo c’è solo che il Tribüla, dopo quel fuoco d’artificio, sparisce da Cuneo. Ricompare a Milano. Casa in piazza Tricolore, molta ricchezza esibita, occupazione incerta. Si dà arie da finanziere. Riesce a convincere il conte Achille Caproni a rilevare la Paramatti e ad affidargli la gestione della Cgi, la holding dei conti Caproni. Risultati disastrosi: la Paramatti naufraga nel crac; la Cgi lascia un buco di 14 miliardi. Briatore, però, non se ne preoccupa: per un certo periodo si presenta in pubblico come discografico, gira per feste e salotti con una cantante al seguito: Iva Zanicchi.Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Briatore fu in seguito condannato in primo grado ad 1 anno e 6 mesi a Bergamo e a 3 anni a Milano. Fu accusato infatti di essere a capo di quello che i giudici chiamarono il gruppo di Milano che aveva il delicato compito di agganciare clienti di fascia alta e di truffarli. L’attività si interruppe con una retata, una serie di arresti, un’inchiesta giudiziaria ed un paio di processi che coinvolsero tra gli altri l’amico Emilio Fede, assolto per insufficienza di prove. A cadere nella rete furono alcuni nomi importanti tra cui l’imprenditore Teofilo Sanson, il cantante Pupo, l’armatore Sergio Leone, l’ex vicepresidente di Confindustria Renato Buoncristiani e l’ex presidente di Confagricoltura Giandomenico Serra.
Briatore non fece un solo giorno di carcere poiché si rifugiò per tempo a Saint Thomas, nelle Isole Vergini, per poi tornare in Italia dopo un’amnistia. Cancella anche dalla memoria un numero di telefono di New York (212-833337) segnato nell’agenda di Briatore accanto al nome “Genovese” e riportato negli atti giudiziari del processo per le bische: «È un numero intestato alla ditta G&G Concrete Corporation di John Gambino. Tanto il Gambino quanto il Genovese sono schedati dagli uffici di polizia americana quali esponenti di rilievo nell’organizzazione mafiosa Cosa Nostra».
Nei primi anni Ottanta, il Tribüla entra anche nella vicenda complicata di un pacchetto di oltre
330 miliardi di azioni delle Generali. Protagonisti: Mazed Rashad Pharson, sceicco arabo, e Florio Fiorini, padrone della Sasea ed ex manager Eni. Il pacchetto di Generali passa di mano per sette anni, prima di tornare in Italia, perché diventa la garanzia di opache transazioni internazionali: di petrolio tra la Libia e l’Eni, di armi ed elicotteri da guerra che dopo qualche triangolazione finiscono a Gheddafi malgrado l’embargo. La vicenda è rimasta oscura. Certo è che, nel suo giro del mondo, il superpacchetto di Generali è passato anche per una sconosciuta fiduciaria milanese, la Finclaus, fondata nel 1978 da Luigi Clausetti, ma per qualche tempo nelle mani di Flavio Briatore.
 L’amicizia con Luciano Benetton gli permise, nonostante la latitanza, di aprire
alle Isole Vergini qualche negozio Benetton e di fare rapidamente carriera nel gruppo di manager dell’azienda di Ponzano Veneto. (le malelingue riportano anche storie sui due, ma qui non insistiamo, c'è di mezzo un senatore).
Dopo l’“incidente” delle bische, Flavio, ricercato, condannato e latitante, proprio alle isole Vergini spicca il volo definitivo verso il successo. Prima della tempesta, ai bei tempi della casa di piazza Tricolore, aveva conosciuto Luciano Benetton. A presentarglielo era stato Romano Luzi, maestro di tennis di Silvio Berlusconi e poi suo fabbricante di fondi neri. Briatore apre alle isole Vergini qualche negozio Benetton, ma fa rapidamente carriera. Come venditore è bravo, la sua specialità sono però gli affari off shore. E che cosa c’è di più off shore della Formula 1? All’inizio degli anni Novanta prende in mano la scuderia Benetton, nata sulle ceneri della Toleman. «La Formula 1 non è uno sport, è un business», ripete il Tribüla ormai arrivato al successo. Da questo business (off shore per definizione, fuori da ogni regola e da ogni trasparenza) sa spremere miliardi. E anche successi sportivi: nel 1994 e nel 1995, con Michael Schumacher come pilota, vince il titolo mondiale. A Londra, dove prende casa, Flavio diventa amico di Bernie Eccleston, il re della Formula 1, ma anche di David Mills, l’avvocato londinese specialista nella costruzione di sistemi finanziari internazionali “riservati”, che ha lavorato per Berlusconi, ma anche per la Benetton. Stinchi di santo. Negli anni Novanta, Briatore finisce dritto in una megainchiesta antimafia dei magistrati di Catania. Niente di penalmente rilevante, intendiamoci; ma la sua voce resta registrata in conversazioni con personaggi come Felice Cultrera, uomo d’affari catanese ritenuto all’epoca vicino al boss di Cosa Nostra Nitto Santapaola. Nel maggio 1992, Cultrera si offre come mediatore di un contrasto nella fornitura di motori che era scoppiato tra Briatore e Cipriani jr (il figlio di Arrigo, quello dell’Harris Bar), che diceva di avere alle spalle boss come Angelo Bonanno, Tommaso Spadaro, Tanino Corallo. Pochi mesi dopo, il 10 febbraio 1993, una bomba esplode (è la seconda, nella vita di Briatore) davanti alla porta della sua splendida casa londinese in Cadogan Place, distruggendo una colonna del porticato, sporcando di calcinacci i libri finti della libreria e facendo saltare i vetri tutt’attorno. Ma i giornali inglesi scrivono che Flavio non c’entra: è solo una “piccola bomba” dell’Ira.

PARIGI (Francia), 5 gennaio 2010 - Il tribunale di Parigi, per mano della quinta camera del Tribunal de la Grande Instance, ha accettato la richesta di Flavio Briatore che aveva intentato una causa civile alla Fia contro la squalifica a vita per il caso del Gp di Singapore 2008. La difesa di Briatore partiva dal presupposto che all'origine della sentenza di condanna ci sarebbe stato un "personale desiderio di rivincita da parte di Mosley. Uno scontro personale che avrebbe condizionato l'esito del processo, alterando le procedure durante le indagini preliminari così come l'udienza di settembre, in spregio al regolamento Fia e alle stesse leggi francesi". Il Tribunale ha giudicato "irregolare" la decisione della Fia. Con lui aveva fatto ricorso anche Pat Symonds, squalificato per 5 anni: e pure l'ex direttore tecnico della Renault ha vinto il ricorso.


DANNI — Per Briatore, che non era presente a Parigi, anche 15.000 euro di risarcimento danni (ne aveva chiesti 1.000.000). Il team legale della Fia ha fatto intendere di voler presentare appello. Per Symonds risarcimento di 5.000 euro (ne aveva chiesti 500.000). In ogni caso la Fia deve notificare ai suoi membri la sentenza entro 15 giorni (10.000 euro di sanzione per ogni giorno di ritardo). Inoltre il giudizio dovrà essere pubblicato sulla stampa.
non torno — "Sono molto felice. Preferivo risolvere la questione all'interno dello sport, ma questo non era possibile con Mosley, e rivolgersi a un tribunale veramente indipendente era la logica conseguenza". Questo il primo commento di Flavio Briatore alla sentenza del Tribunale di Parigi. "Se rientro in Formula 1? Al momento l'unica Formula che mi interessa è la 'Formula bambino' - ha scherzato Briatore in un'intervista telefonica rilasciata al Tg Sport di Raidue riferendosi al figlio in arrivo -. Sono molto più sereno adesso, il male che mi ha fatto questa decisione della Fia è stato grande, quello che mi ha fatto Mosley è stato grandissimo". Briatore non ha "spirito di vendetta" nei confronti dell'ex presidente della Fia, ma "adesso Mosley raccoglie quello che ha seminato. La decisione di oggi - ricorda Briatore - mi ha restituito la liberta e la dignità di parlare, cose che Mosley mi aveva tolto in maniera ignobile. Per me è un grande giorno, di felicità. Ci godiamo un attimo questo momento qui".

contrattacco fia — "La decisione della Corte non è esecutiva finchè non saranno esaurite le possibilità della Fia di fare ricorso. Fino ad allora, la decisione del Consiglio Mondiale continua ad applicarsi". La Federazione automobilistica internazionale reagisce tramite un comunicato diffuso in serata alla sentenza del tribunale di Parigi ribadendo che le squalifiche degli ex Renault Flavio Briatore e Pat Symonds sono ancora valide. "La Fia - aggiunge la federazione nella nota - prende atto della decisione del Tribunal de Grande Instance di Parigi, in relazione a Briatore e Symonds. La Corte ha respinto la domanda di risarcimento danni fatta dai due e la loro richiesta di annullamento della decisione della Fia. In particolare, la Corte non ha esaminato i fatti e non ha capovolto quanto accertato
 dalla Fia secondo cui sia Briatore che Symonds sono stati gli artefici dell'incidente doloso nel Gran Premio di Singapore". "Tuttavia - aggiunge la federazione - la Corte ha messo in discussione l'autorità della Fia di imporre una squalifica a Briatore e Symonds per motivi procedurali e perchè non sono titolari di licenza Fia e, secondo la Corte, non sono quindi soggetti alle norme della federazione. La capacità della Fia di escludere coloro che intenzionalmente hanno messo la vita degli altri 'a rischio non è mai stato messo in dubbio e la Fia sta considerando attentamente le opzioni di ricorso su questo punto". "Inoltre - conclude il comunicato della federazione automobilistica internazionale - la Fia intende esaminare le azioni appropriate per assicurare che nessuna delle persone impegnate in attività pericolose o imbrogli siano ammessi a prendere parte della Formula Uno in futuro".

Flavio Briatore, an italian story just seen many times.

Graduated with relatively low ratings as a surveyor, Briatore has worked as a ski instructor and manager of restaurants. After a bief time as salesman of insurance policies in Saluzzo area, started out in business in Cuneo, working with a local financier and builder, Attilio Dutto, which had purchased Paramatti paint, ex-farm of  well known (Cia, FBI, Interpol) bankrupter Michele Sindona.
On 21 March 1979, Attilio Dutto was assassinated in Cuneo with a bomb attached ignition of his car. The truth about the case was never established. Briatore moved to Milan where he began attending the Stock Exchange. There she met Achilles Caproni (Caproni aircraft) and became adviser to the CGI (Industrial General Company), its holding company. Shortly after, the Paramatti, acquired in the meantime by Caproni under guidance of that Briatore had a crash and the stake was sold to CGI's state Efim. Several companies in the group failed, the workers ended up in layoffs and banks and creditors were left with a hole of 14 billion lire. For a time, then, Briatore appeared in public as a record and discographic manager. What is certain is only that the "Tribula" (tribulation), after that fireworks, disappears from Cuneo. Reappears in Milan. The house in Piazza Tricolore, produced a lot of wealth, employment uncertain. Airs and graces to be funded. He manages to convince Count Caproni,management of CGI to detect and to entrust the Paramatti Company, the holding company of Count Caproni. Disastrous results: the Paramatti shipwrecks in the crash, the CGI leave a hole of 14 billion. Briatore, however, does not care: for a certain period is presented in public as a manager disco record, running for parties and lounges with a singer in the following: Iva Zanicchi.
 
Briatore was later convicted at first instance at 1 year and 6 months to 3 years in Milan and Bergamo. In fact he was accused of being in charge of what the judges called the "Milan group" that had the delicate task of attaching high-end customers and fraud. The activity is interrupted by a raid, a series of arrests, a judicial inquiry and a pair of processes which involved among others his friend Emilio Fede, acquitted for lack of evidence. A fall in the net were some important names including the entrepreneur Teofilo Sanson, singer Pupo, the owner Sergio Leone, the former vice president and former president of Confindustria (Cheaf Italian Industrials), Renato Buoncristiani, Confagricoltura Giandomenico Serra.  Briatore did one day of jail time since Released, waiting for debatment, and suddenly he fled to Saint Thomas, Virgin Islands, before returning to Italy after an amnesty, almost tre years after. Erase from memory even a phone number in New York (212-833337) Briatore diary next to the name of "Genovese" and was reported in the judicial process for gambling: "It is a number made payable to G & G Concrete Corporation John Gambino. Both the Gambino as the Genoese were filed by the police as representatives of major American "Cosa Nostra" maffia organization.
In the early eighties, the tribulation also enters the story of a complicated package of more than 330 billion shares of Generali. Starring: Mazed Rashad Pharson, Arab sheik, and Florio Fiorini, of SASE, Eni (former public corporate owner by B. Mattei). The package of Global change hands for seven years before returning to Italy, because it becomes opaque transactions ensuring international oil exchange between Libya and ENI, weapons and helicopter gunships that after some triangulation end up  to Gaddafi notwithstanding 'embargo. The story has remained obscure. Certainly, in his world tour, the superpacchetto (stock) Generali rose even  a stranger trust from Milan, the Finclaus, founded in 1978 by Louis Clausetti, but for some time in the hands of Flavio Briatore.
The friendship with Luciano Benetton allowed him, despite the inaction, to open to the Virgin Islands Benetton store and do some career in the fast group of managers of the company in Ponzano Veneto, (gossips also report on two stories, but we will not insist, there's half a senator).
After the 'accident' of gambling, Flavio, investigated, convicted and fugitive, just to the Virgin Islands final soars to success. Before the storm, the good old days of the house in Piazza Tricolore, (Treecolors Place in Milan), he met Luciano Benetton, known by Romano Luzi, Tennis Coach of Silvio Berlusconi and then its manufacturer funds blacks. Briatore opens to the Virgin Islands a few Benetton store, but he rapidly overcame. As a seller it was very good, but his specialty is business off shore. And what's more off shore of Formula 1? In the early nineties took hold of the Benetton team, born on the ashes of Toleman. "Formula 1 is not a sport, is a business," repeats the tribulation (Tribula, means a man who tribulate so much in his affairs), now come to success. From this business (offshore by definition, out of every rule and any transparency) do squeeze billion. And sporting success in 1994 and 1995, with Michael Schumacher as a driver, he won the world title. In London, where he took home, Flavio becomes friends with Bernie Ecclestone, the king of Formula 1, but also to David Mills, the London lawyer specialized in the construction of the international financial system "reserved", who worked for Berlusconi, but also for Benetton and Marcucci family. Bad guy. In the nineties, Briatore ends in a straight  mega prosecution of anti-Mafia magistrates commission in Catania. Nothing could be subject to prosecution, mind you, but his voice remains recorded in conversations with people like Felice Cultrera, a businessman in Catania, considered at the time close to Cosa Nostra boss Nitto Santapaola. In May 1992, Cultrera offers himself as a mediator of conflict in the supply of engines that had broken out between Briatore and Cipriani Jr. (the son of Henry, that owner of Harris Bar in Venice), who claimed to be behind boss as Angelo Bonanno, Thomas Spadaro , Tanino Coral. A few months later, on 10 February 1993, a bomb explodes (this is the second in the life of Briatore) in front of the door of his beautiful house in Cadogan Place London, destroying a column of the porch, covered with plaster faux books in the library and doing Skip the glass all around. But British newspapers write that Flavio is not a factor: it is only a IRA "small bomb" .  That's all?  Among closest friends, Briatore count Mr. Emilio Fede, TV leader on Mediaset (Berlusconi), and Lele Mora, the man based on Baia Sardinia, manager of many artists who work in TV media. Then Briatore and His friends, own discoteca in Forte dei Marmi, Twiga, and famous Billionaire in Sardinia, near Berlusconi's Villa. He married with former Velina, soubrette, Elisabetta Gregoraci and you will find other post in the blog, here, and call telephone interceptions emong Miss Gregoraci with former Mr. Fini assistant, Mr. Salvo Sottile, and clear evidence of intercourse in parliament local or near suite.

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