Ilaria D'Amico, una donna per amico.

Finalmente tra le tante donne della TV, eccone un'altra che non è una culattona
raccomandata, così dicono. Mica ci credo. Comunque tutti siamo suoi grandi ammiratori e troviamo in Ilaria una fonte di ispirazione o  inspirazione?(video giù). Per le foto hard di Ilaria D'Amico, andare al blog adulti  QUI
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D'Amico, pressing da un "campione"
La conduttrice con Giorgio Alfieri
Troppo facile il binomio D'Amico-campioni del calcio? Può darsi, fatto sta che la
bella Ilaria, conduttrice del reality pallonaro, è stata già accostata ai divi dello stadio. In principio si parlò di un flirt con Pippo Inzaghi. Ora circola voce che a far pressing sulla D'amico ci sia Giorgio Alfieri, uno dei protagonisti di Campioni. E, in attesa di smentite o conferme, ci affidiamo ad alcune foto che sembrano parlar chiaro...
Sono ormai lontani i tempi in cui il cuore della 31enne Ilaria, fisico prorompente e parlantina svelta, era proprietà di un avvocato romano. La loro relazione, durata diversi anni, dicono i maligni sia finita proprio nel momento in cui la D'Amico è diventata famosa sul piccolo schermo. Successo, voglia di libertà e notorietà avrebbero causato un solco tra i due.
E subito si sono scatenate le voci su nuovi amori per colei che si è definita la migliore amica di Monica Bellucci e affiatatissima con Rosita Celentano, con cui ha trascorso una breve vacanza “single” a Formentera. E quale miglior serbatoio di talenti amorosi ci può essere dello spogliatoio di Campioni?
Insomma, secondo quanto fanno immaginare le foto pubblicate dal settimanale Visto, Ilaria ha giocato in casa e non si è sottratta al marcamento a uomo di Giorgio Alfieri, 24 anni, il quale sembra aver battuto la concorrenza e gli avversari, non solo sul rettangolo di gioco. E' nata una nuova coppia o ci sarà un nuovo smarcamento da parte di Ilaria? Alla prossima puntata del reality...
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Per gli amanti del Foot fetish, Ilaria è tra le preferite, ormai lo sappiamo, piedi da favola.
Poi proseguiamo con questo video: è vero, è una scosciata, ma di classe.

Ilaria D'Amico fra le prede di calciopoli
Lesbo? Forse ma solo se chic.
pubblicato: giovedì 18 maggio 2006 da Malaparte in: Gossip Notizie
Si riferirebbe alla bella conduttrice Ilaria D’Amico una delle intercettazioni telefoniche contenute nel dossier chilometrico che riguarda Lucianone mi-avete-ucciso-l’anima Moggi. Sì, perché come in tutti i film di genere che si rispettino, anche quello del calcio che rivela non solo l’ipotesi di reato - da verificarsi in sede processuale - ma anche il malcostume dell’italietta machista, risponde al copione e ai suoi cliché. Anche quelli più squallidi.
Si parla di partite, nelle intercettazioni, di arbitri, di ammonizioni, si fa la voce grossa, si gioca a chi ce l’ha più duro, e si parla di donne, in termini ben poco lusinghieri.
Ed ecco che un Alessandro Moggi - indagato insieme al padre - avrebbe lamentato la sua triste sorte, telefonicamente. Avrebbe portato Ilaria D’Amico a Parigi spendendo una fortuna (10mila euro, dice lui) per poi racimolare il caro vecchio due di picche che tocca anche a noi, uomini proletari che invitiamo la malcapitata di turno fuori per un kebab.
Le intercettazioni, oltre a portare tutto in tribunale, smascherano dunque anche i playboy dell’italietta. La diretta interessata non conferma e non smentisce e non si sa se la cifra sia il millanto un po’ sborone dello yuppie rampante o l’investimento andato male di chi maneggia le donne come i calciatori.
Ilaria, nel caso il mio invito per un kebab è sempre valido.
Qui, fugando tutte le voci sulla sua presunta omosex, è con il suo omo, in cinta. Naturalmente nulla vieta essere bi-sessuali, per noi non cambia.
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da Repubblica.it
La conduttrice di Sky Calcio Show intervista il leader libico
e conquista l'Oscar della Tv per il programma sportivo
Ilaria D'Amico, dal calcio a Gheddafi
l'irresistibile ascesa di Lady Pallone
HA OSATO l'inosabile: condurre un programma di calcio indossando abiti femminili e tacchi alti e tenendo testa agli ospiti da pari a pari. Bella e competente. Connubio raro, indigesto, privilegio di poche fortunate come lei, che le capacità le ha sfoderate fin dagli esordi. Adesso ha intervistato Muhammar Gheddafi - grazie all'amicizia con uno dei figli del leader libico - che dato il personaggio e il momento non è propriamente un incontro trascurabile. Non è solo calcio Ilaria D'Amico, 33 anni, che col pallone s'è fatta strada da quando, nel '97, approdò su Rai International con La giostra dei goal. Nove anni dopo, sabato 18 marzo 2006, fasciata in un sexy abito nero ha stretto in pugno l'Oscar Tv per Sky Calcio Show. In mezzo, altri programmi, altro calcio, altri argomenti, una laurea in Giurisprudenza. E un sacco di chiacchiere su chissà-chi-c'è-dietro, sulle amiche del cuore, sulle sue (e loro) inclinazioni sessuali.
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Roma, prima Parioli poi Eur, una famiglia di donne, un padre che molla tutto e se ne va e Ilaria che cresce con mamma, sorella, nonna, zie, e poi da sola in una casetta in centro. Dove, oggi, dorme Monica Bellucci quand'è di passaggio per Roma. Perché una delle donne più desiderate del mondo è semplicemente una delle sue migliori amiche, ma ci sono anche Maria Sole Tognazzi e Rosalinda Celentano.Bel gruppo, ma qualcuno dev'essere rimasto fuori e non gli è andata giù. E negli anni recenti s'è detto di tutto su presunte relazioni omosessuali fra le quattro amiche. Foto: loro che fanno il bagno insieme a Formentera, loro a spasso per negozi o mercatini, loro a cena insieme, la D'Amico con in braccio la figlia della Bellucci. I settimanali di gossip ci sguazzano. Loro li ignorano. E Ilaria, a chi le ha chiesto "Dicono che lei sia omosessuale", ha risposto: "Che cosa le fa pensare che lo sia?".
Gossip a parte, un fidanzato del quale si sa per certo è Francesco Soro, avvocato, una relazione lunga sei anni, finita in modo tumultuoso, seguìta da un periodo di singletudine (o forse solo di riservatezza). Ora, il suo nuovo compagno sarebbe il regista-documentarista Rocco Attisani. Ma qui siamo di nuovo tornati in area gossip.In tv, la carriera è rapida. Pure questo non va giù, qualcuno sussurra di una liason con Pier Silvio Berlusconi. Lei si fa una risata, probabilmente pure lui. Dopo La giostra dei goal con Gianfranco De Laurentiis per Rai International (per la stessa rete segue anche i Mondiali del '98 e gli Europei del 2000), dal 2001 al 2003 è a Cominciamo bene su RaiTre, nel 2003 segue l'attualità su Stream News con W l'Italia, nel 2004 è a Sky Calcio News e, il sabato pomeriggio, fa Italia che vai su RaiUno. E ci sono anche Timbuctu - natura e animali - su RaiTre e il reality Campioni, il sogno su Italia Uno.La consacrazione, come si dice in genere, è però con Sky Calcio Show. La domenica dalle 17 alle 19, due ore serrate a commentare, gestire gli ospiti e i loro picchi di testosterone. "Complimenti per l'Oscar, non credo sia merito di Massimo Mauro e Mario Sconcerti" le ha detto, domenica, Roberto Mancini. Puntata difficile, fra calcio e politica. Ilaria punzecchia Diego Della Valle in collegamento, gli chiede se tratterà con Berlusconi per la proprietà di Christian Brocchi, il presidente della Fiorentina raccoglie la provocazione ("Con il Milan di Galliani si tratta, con Silvio Berlusconi, stanco e in crisi di nervi, no"), lei è costretta a una frenata, "siamo in par condicio, devo interromperla".La regina del pallone non confessa per chi tifa (si sospetta la Juventus, lei non conferma), dice solo "né Roma né Lazio", ricorda che le piaceva Sergio Cofferati sindacalista, meno da quando "s'è messo a fare il sindaco", prova orrore per "la destra che ghettizza", sta riflettendo se votare per il centrosinistra come fatto in passato, non ha fatto né farebbe un calendario ("E' mercificazione del corpo"), non le piace la tv delle storie finte e dei finti litigi. La sua, di tv, la lascerà solo in un caso: quando arriverà un figlio, "il mio ultimo e grande obiettivo".
Ma, skynew nell'articolo c'è scritto: è amica di uno dei figli di Gheddafi.:icon_rolleyes:
Questa qua è ammanigliatissima...:eusa_wall:
L'unica speranza di levarcela dai piedi la domenica pomeriggio è quella che le facciano fare ulteriore carriera e passi ad altri programmi più import
Padrona di casa la bella giornalista sportiva Ilaria D’Amico che, di recente, è riuscita in un’impresa al dir poco impossibile: il volto sportivo più sexy di Sky, grazie alla sua amicizia con il calciatore Saadi Gheddafi, è volata in Libia ed ha intervistato il paparino leader in persona. Pare che, grazie al suo sorriso smagliante ed alla sua avvenenza, Ilaria abbia conquistato lui e tutto il suo popolo.Ad essere attratto dalla D’Amico però, non è solo Gheddafi, ma anche Piersilvio Berlusconi che, a quanto pare, sarebbe tornato alla carica per riportarla in Mediaset. Alla presentrice è stato offerto di cambiare genere: dal calcio all'estremo, passando alla conduzione della “La Talpa 3”, cosa che ha mandato su tutte le furie Paola Perego. L’ex moglie di Andrea Carnevale non c’è stata a vedersi soffiare sotto il naso il suo reality ed ha minacciato di lasciare la sua poltrona di “Verissimo”. I vertici della rete hanno, così, fatto marcia indietro ed Ilaria, per il momento, deve accontentarsi di “Sky Calcio Show 2006”, la trasmissione sportiva dedicata ai prossimi Mondiali in Germania.
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Costume bianco, fisico perfetto e lunghi capelli neri, Ilaria D'Amico si rilassa sulla spiaggia di Milano Marattina . Stavolta con lei non ci sono le sue amiche Rosita Celentano e Monica Bellucci con le quali ha trascorso le vacanze a Formentera. Vacanze finite sotto l'occhio indiscreto dei paparazzi e che hanno dato adito a molti pettegolezzi: dal presunto flirt di Ilaria con Bobo Vieri alla relazione lesbo chic con la Bellucci e la Celentano. Relazione prontamente smentita in un'intervista televisiva dalla stessa Rosita.
La verità è che Ilaria si dichiara single e non ha relazioni sentimentali con uomini, né tantomeno con delle donne. La sua bellezza però non passa inosservata e durante il suo soggiorno a Milano Marittima ha trascorso del tempo in compagnia di un aitante giovanotto. Come mostrano le foto , la conduttrice si gode dei momenti di relax mangiando un gelato in compagnia di Patric Baldassarri, figlio dell'organizzatore del famoso"Vip Master". Tra i due sembra esserci del feeling, ma la loro conversazione viene interrotta dall'arrivo di uno dei personaggi più simpatici del piccolo schermo. Si tratta di Piero Chiambretti, che si ferma a scambiare quattro chiacchiere e, forse per non disturbare la coppia, evita di sedersi al tavolo. Chissà, magari l'ironia del presentatore ha fatto dimenticare per un po' alla bella Ilaria le occasioni mancate di questa estate 2005: la conduzione di "Verissimo" e "Novantesimo Minuto" che, se da principio sembrava rimasto nelle mani di Paola Ferrari, ora si trova in balia di Mediaset che ha acquistato i diritti delle partite di Serie A. Per la bella conduttrice sembra lontano anche il ritorno alla trasmissione sportiva di Sky, mentre all'orizzonte potrebbe esserci una sua partecipazione a "Domenica in...".
“Pensavo che la presenza di Beppe Grillo potesse rappresentare un interessante elemento di dibattito su un tema importante come la privatizzazione dell’acqua: negli accordi presi con Grillo e nella costruzione del panel degli ospiti in studio era l’argomento su cui avevamo concordato la sua presenza in diretta” ha detto Ilaria D’Amico, conduttrice di “Exit”. “Il suo intervento invece non solo ha divagato su temi molto diversi, ma non ha lasciato nemmeno spazio al dialogo. La sua assenza dal collegamento prima, il suo repentino abbandono poi, hanno infatti impedito a me qualsiasi interazione e a tutti gli ospiti eventuali repliche. Avevo creduto di poter riportare dopo tanto tempo le posizioni di Grillo all’interno di un confronto televisivo correttodedicato a tutti i telespettatori, anche a quelli che normalmente non amano la piazza. Evidentemente mi sbagliavo“. Queste sono le scusa della conduttrice Ilaria D’Amico,conduttrice di “Exit”, programma di La7, che l’ultima volta ha invitato Grillo al suo programma. Voi che dite, oltre ad esser tardive come scuse sono anche ipocrite?
Anche perché in studio, aveva detto che si sentiva molto vicina alle posizioni di Grillo.Quando l'estate scorsa lei è arrivata a La 7 girava voce che Daria Bignardi, fino ad allora unico volto femminile della rete, non fosse per niente contenta, per usare un eufemismo.
Qui ci metto la Folliero Free Image Hosting at www.ImageShack.us NB. seni ritoccati dal chirurgo.
«Le dico solo che Daria è una delle prime persone che ho sentito al telefono quando ho firmato. È stata lei a dirmi: “Vedrai che adesso diranno che non ci possiamo vedere, e che io mi sto già strappando i capelli e affilando le unghie in vista del tuo arrivo”. Proprio quello che è successo. Peccato che non ci sia niente di vero. Con Daria siamo amiche, ci sentiamo, ci scambiamo un sacco di consigli e confidenze». Nessuno se ne è ancora ricordato, ma lei in questi mesi festeggia i suoi primi 10 anni di televisione: l'esordio nel 1997 al fianco di Gianfranco De Laurentiis ne «La giostra dei gol», un programma sul calcio trasmesso da Rai International per gli italiani all'estero.
«La proposta mi venne fatta al telefono da Renzo Arbore, che era un amico di famiglia. Dopo il provino, tutti partirono per le vacanze e sembrò che la cosa finisse lì. Passò un po' di tempo e mi richiamano: “Sei stata presa”. Panico totale: “Adesso cosa dico a mia madre?”. Quello è stato un momento drammatico, perché lei mi vedeva già avvocato. Per mia madre, lavorare in televisione equivaleva a fare la ballerina al Crazy Horse o anche peggio. Nemmeno io all'inizio ero convinta di essere la persona giusta: ero stressatissima, stavo sempre malissimo, somatizzavo tutto e soffrivo pure di gastrite. La più piccola papera bastava a farmi pensare: “Ecco, sei un disastro”. Diciamo che non sono mai stata molto tenera con me stessa e, anzi, ho vissuto tanto tempo con un grande disagio».
Quanto è durata la fase «Calimero piccolo e nero»?
«Fino al terzo anno de “La giostra dei gol”: a quel punto conducevo una diretta di 5 ore, e ho capito che ero in grado di farlo».
In tv, grazie a «Sky Calcio Show», lei è considerata «la donna gol» per antonomasia. Un po' come Alba Parietti ai tempi di «Galagoal».
«Alba era sicuramente un'icona sexy, però non era l'unica donna a parlare di calcio in tivù. Prima di lei c'era Antonella Clerici. Mi ricordo che quando ho iniziato, mi chiedevano sempre tutti quale fosse un mio punto di riferimento, e io ogni volta rispondevo: “La mia scuola è Antonella Clerici”. Finché un giorno la incontrai, e lei ridendo mi disse: “Smettila di dire sempre a tutti che sono la tua scuola, mi fai sentire vecchia”. Ecco, Antonella è stata per me un grande esempio di competenza e professionalità in un ambito prettamente maschile come quello del calcio, senza per questo aver mai rinunciato alla propria femminilità».
Parliamo un po' della sua vita privata. Del suo fidanzato si sa solo il nome: Rocco Attisani. Di lui dicono, chissà perché, che fa il documentarista o il regista, invece è un immobiliarista. Qualche altro dettaglio, prego.
«È vero, fa l'immobiliarista, ma è quanto di più lontano si possa immaginare dai “furbetti del quartierino”. Di noi due posso dire che lavoriamo entrambi tantissimo, che io ogni settimana prendo 4 aerei fra Roma e Milano, e che facciamo degli sforzi micidiali per ritagliarci un giorno alla settimana che sia soltanto nostro. Vuol sapere qual è? Il venerdì, il mio unico giorno libero, a Milano, che è la sua città. Lui in realtà dovrebbe lavorare, però riesce a recuperare andando in ufficio la domenica, quando io vado in diretta per “Sky Calcio Show”».
Scusi la brutalità: è vero che in passato lei ha avuto un fidanzamento «bianco», cioè non consumato?
«È vero, sì, è successo diversi anni fa».
Com'era possibile?
«Diciamo che non ci siamo trovati con i tempi, e che il rapporto si è poco a poco a poco trasformato in una strana confidenza».
Com'è finita?
«Che ho incontrato un altro i cui tempi coincidevano con i miei».
Qual è stato il momento più bello dei suoi primi 10 anni di televisione?
«Me ne vengono in mente due: i mondiali di calcio del 2006 per Sky, quindici, diciotto ore di diretta tutti i giorni per 40 giorni; e poi la telefonata del direttore di La 7, Antonio Campo Dall'Orto. Quando mi cercò per propormi di lavorare con lui, mi disse una cosa bellissima: “Che cosa vuoi fare? Decidi tu. L'importante è che tu la faccia da noi”».
Per chiudere: una cosa che nessuno sa di lei.
«Che sono una persona a cui piace ascoltare gli altri, perché mi interessa molto quello che gli altri hanno da dire. E che sono una persona che sa mantenere i segreti: gli amici affidano a me le loro confidenze, perché sanno che di me si possono fidare. Sempre».
(Tv Sorrisi e Canzoni n.52 - 2007)

Questo è l'articolo del nuovo astro del panorama televisivo trash d'autore, attualmente su La7.
7 dicembre 2008
Quellelà
E già Berlusconi la chiama con sgomento «quella là», la teme ben più di Veltroni e di Di Pietro, ordina sondaggi sugli spot di «quella là», dice che bisogna fermare «quella là», e progetta di reagire come nella canzone napoletana: "me ne piglio un’ ata cchiù bella…". E subito bisogna ammettere che "la signora Quellalà" fa così male a Berlusconi perché sembra pensata dal miglior Berlusconi. Con una prima grande differenza, però. Magari sarà un’ impressione, ma Ilaria D’ Amico passa per una che non ha prezzo. Si sa, per esempio, che durante Calciopoli, anche questa bruna specializzata nel giornalismo sportivo – allora la chiamavano "lady pallone" – finì nel pozzo nero delle intercettazioni del rampollo di Moggi, Alessandro: «Ho speso diecimila euro per portare la D’ Amico a Parigi. Ma mi ha dato buca». La signora Quellalà commentò con gli amici: «O pago io, o non ci sono soldi che bastano». Al contrario del gossip più o meno volgare e più o meno verosimile che accompagna la Carfagna, la Gelmini, la Brambilla nonché l’ intero educandato di attrici, vallette e ballerine che sono ormai una degenerazione del potere italiano, il gossip alimentato da Ilaria D’ Amico, 35 anni, romana, è sempre fatto di leggera e stravagante libertà, sino al rapporto con Monica Bellucci, un’ amicizia forte e candida che i giornali di genere si ostinano a immaginare come se fosse uscita da un saggio di Camille Paglia, la sociologa femminista che pensa all’ amore come a una scena affollata. Di sicuro Quellalà ha alle spalle, come moltissimi altri, una lunga gavetta di giornalismo televisivo prima di arrivare agli attuali record di ascolti, ma senza riconoscibili padronati politici e senza essere la pupa di nessun capo. E difatti anche nella trasmissione "impegnata" Exit, inventata per lei da Giorgio Gori (berlusconismo di sinistra?), questa stangona senza trucco dà comunque l’ impressione di non avere appartenenza, e difatti non colloquia ma incombe, non ha la falsa modestia del giornalista che sta in mezzo. Preferisce stare sopra, dolcemente e magari anche sensualmente. Perciò Berlusconi la invidia a Sky ma non la capisce: vagamente intravede in lei la prima telediva postberlusconiana. E forse anche a sinistra piace perché, soda ma ingenua, suggerisce alla sinistra che il futuro non è contro Berlusconi ma oltre Berlusconi, non in solidarietà oppositiva ma su un piano sghembo di indifferenza infastidita. La D’ Amico difende la tv che le dà lavoro e dunque difende se stessa ma senza urlare, senza "michelesantoriare", senza cantare in diretta "Bella ciao", ma invitando i telespettatori a farsi onda teledemocratica (berlusconismo di sinistra?) e a inviare email di dissenso. Insomma, non ha pesantezza storica, non è una guerriera, non è stagionata nelle lotte studentesche o negli scontri sindacali, e le sue battute sono forse banali ma spesso sorprendenti. Del resto, chiamarla Quellalà è già sonoramente geniale. Berlusconi dice così perché non ce la fa a definirla. Lo confonde la pericolosa professionalità "berlusconiana" della D’ Amico che sempre intrattiene, anche quando protesta. E’ insomma una realtà alla quale non sa dare nome. Se infatti il fuoriclasse Santoro lo conferma perché è fazioso, esagerato e iperpolitico, la D’ Amico lo spiazza perché, come si dice nel giornalismo calcistico, non gli dà punti di riferimento, non si lascia marcare: Quellalà, che conquista la sinistra in nome della televisione della destra mondiale, si pone fuori dai suoi schemi. Perciò Quellalà è molto più affascinante sia del nome Ilaria sia del cognome D’ amico, magari perché oscuramente ricorda "Tralala", la terribile e leggera "eroina" – donna e droga, maschio e femmina – di Hubert Selby, autore cult della radicalità a-ideologica e postcomunista appunto, la sinistra che non se la beve, la sinistra che vorremmo. Berlusconi, che non conosce niente di "Tralalà", non può certo dare della comunista né alla D’ Amico né alla tv di Murdoch e dunque non sa come comportarsi davanti alla bella giornalista che non si è formata nei fumosi locali del Manifesto e nella militanza, che non si riconosce nel catechismo democratico ma è un fiore di quella società di massa che finalmente non è più disprezzata a sinistra. Bellezza abbondante ma senza l’ ossessione estetica di rifarsi, Ilaria D’ amico sta dunque conquistando una sinistra italiana che mai era stata così povera di simboli, così appiedata smarrita. Si può sorriderne e si può moraleggiare quanto si vuole. Ma più che della Parietti e della Ferilli, Quellalà sembra – e speriamo che sia – l’ evoluzione moderna delle signore del giornalismo radicale italiano, la Cederna e la Rossanda innanzitutto, e magari anche di quelle altre donne che in passato volevano essere tutte testa, le cacasenno d’ antan, quelle che non tolleravano che la bellezza fosse un’ espansione dell’ intelligenza, che diventasse la lingua della carne. Professione e fascino, dunque. Coscia e lingua lunghe. (R.I.D.I.C.O.L.O. Ndr) poi un’ inchiesta sul degrado degli scavi di Pompei e, in un altro giorno della settimana, per raccontare il calcio con tutti i suoi bicipiti, Quellalà torna ad appollaiarsi sul solito alto sgabello come la «donna che mi piace tanto» di Fred Buscaglione «sofisticata e un po’ trasognata», proprio come appare negli spot che passeranno alla storia mediatica d’ Italia come la più bella e la più seducente ma anche la più misurata e la più efficace campagna contro Berlusconi. E anche la più inaspettata e forse la più gravida di insegnamenti, tutti racchiusi nello smarrimento berlusconiano, nella definizione Quellalà appunto, che ricorda la pop dance e il succeso internazionale di Gunter e delle sue Sunshine girls, Ding Dong Song,: «you touch my tralalà… ». Quellalà, Tralalà, Liolà…: sono suoni divertenti e scanzonati per una sinistra che la finisce con i francofortesi e il pensiero negativo, con le catastrofi e con l’ ideologia, e diventa gioiosa, fatta di vocali aperte e consonanti liquide, belle donne, scrosci d’ acqua e d’ allegria: una, cento, mille Quellelà.