Inchiesta Why not, era solo una bufala, anzi mezza. Eppure sappiamo di cose tremende.

 CATANZARO (Reuters) - Agazio Loiero, presidente uscente del centrosinistra della Regione Calabria, è stato assolto oggi dall'accusa di abuso d'ufficio nel
processo con rito abbreviato scaturito dall'inchiesta "Why Not", relativa a presunte irregolarità nella gestione di fondi pubblici nella Regione, secondo quanto riferito da fonti legali. Sentenza di assoluzione anche per il suo predecessore di centrodestra Giuseppe Chiaravalloti, accusato di abuso di ufficio e truffa, e per l'ex assessore regionale di centrodestra, Gianfranco Luzzo, accusato di abuso d'ufficio. Loiero, per il quale il pm Eugenio Facciolla aveva chiesto la condanna ad un anno e mezzo di carcere, aveva dichiarato che, in caso di condanna, non si sarebbe ricandidato alla presidenza della Regione. "E' stato un calvario indicibile. Sapevo di essere innocente, ma è bello sentirselo dire da un magistrato terzo", ha commentato il governatore dopo l'assoluzione. I giudici hanno inflitto una condanna a due anni per abuso d'ufficio ad Antonio Saladino, ritenuto dagli inquirenti il "capo" di una sorta di comitato d'affari che avrebbe gestito in maniera illecita i fondi destinati alla Regione Calabria. Cadute le accuse a suo carico di associazione a delinquere e truffa. "Saladino non è un faccendiere. Oggi gli è stata restituita la patente di imprenditore pulito", ha commentato il suo legale Francesco Gambardella. Dei 42 indagati che avevano scelto il rito abbreviato, i condannati oggi sono stati nove, a pene detentive che ammontano complessivamente a otto anni e sei mesi. Dei 56 indagati che invece avevano scelto il rito ordinario, 27 sono stati rinviati a giudizio. Tra questi, il consigliere regionale del Pd Nicola Adamo e la supertestimone Caterina Merante.