La cricca Veltroni, l'Auditorium Firenze, Parved, (nuovi sviluppi).

L'aspettavamo, qui al forum e al blog, la sentenza del Tar Lazio,   (altro post Qui)
quella definitiva. E cosa ci dice? Che la cricca Veltroni, come l'ha chiamata Casamonti parlando con il Di Nardo, (ex amministratore di una galassia di decine di imprese, tra cui la Firenze mobilità, associazione temporanea con la Camera di Commercio, banche e altra robetta, ma non prendetele sul serio: tutta roba virtuale, che qualsiasi vaccaro può mettere su, purché faccia le cose giuste), e l'architetto di Veltroni, quel Paolo Desideri, fulcro del progetto strutturale della Roma di Veltroni (ex Piano Regolatore), aveva vinto niente. In realtà, a vincere era la cordata dell'architetto che era giunta seconda, proprio quel Casamonti e la impresa costruttrice di Valerio Carducci, fatti fuori dalle manovre ormai emerse.
Se fossi nel signor  Fusi e Di Nardo, io farei tabula rasa, direi tutto quello che  so e manderei a c..o anche l'amicizia con il Verdini, che tanto non riuscirà a reggere alle indagini che sono sempre più strette, con l'emergere di una impresa ulteriore, tra i due, soci della medesima e altra robetta destinata a venire fuori. Ormai è certo: la cricca romana ha fatto fuori in quel di Firenze due concorrenti che avrebbero dovuto essere avanti, tanto più che Fusi e Di Nardo, avevano arruolato l'architetto nipponico Arata Isozaki, mica robetta.
Ecco il dispositivo 
Il tribunale amministrativo del Lazio ha annullato tutti gli atti della gara d´appalto per la costruzione del Nuovo Parco della Musica di Firenze e ha condannato la struttura di missione per le celebrazioni dei 150 anni dell´Unità d´Italia presso la presidenza del consiglio a risarcire l´impresa ricorrente, la Gia.Fi di Valerio Carducci, che presentava un progetto dell´architetto Marco Casamonti e si era classificata al secondo posto dopo la Sac-Igit degli imprenditori Cerasi e Ciolfi, con il progetto dell´architetto Paolo Desideri.
Nel dispositivo di sentenza depositato l´11 marzo i magistrati amministrativi non
motivano le loro decisioni; ma le intercettazioni disposte dalla procura di Firenze sulla «cricca» della Ferratella raccontano l´ira funesta di Valerio Carducci, imprenditore ben introdotto nei ministeri e a quanto pare certo della vittoria nella gara per l´auditorium fiorentino. Dalle infuocate conversazioni che si intrecciano a partire dal 28 dicembre 2007, data in cui i concorrenti (fra cui la Baldassini Tognozzi Pontello, arrivata terza con un progetto di Arata Isozaki) hanno notizia della vittoria della Sac-Igit di Roma, si apprende che Carducci, furibondo, intende fare ricorso al Tar. Gara truccata, giurano gli sconfitti, secondo i quali i Cerasi sarebbero stati sponsorizzati da Veltroni e da Rutelli, mentre al loro progettista sarebbero state consegnate carte utili in largo anticipo (l´architetto Desideri lo smentisce categoricamente). Carducci è fuori di sé con Angelo Balducci, all´epoca capo della struttura di missione. «Come uomo, come persona, mi sono sentito ancora una volta tradito da un amico», dichiara, giurando che non si fermerà, mentre Fabio De Santis tenta disperatamente di ridurlo a più miti obiettivi. «Con tutto quello che ha preso nella vita sua...», confida a un collega. Carducci è irremovibile, si sente «pugnalato al cuore»: «A costo di chiudere ogni rapporto di lavoro, lui (Balducci Ndr) la paga, ma la paga grande», e a De Santis annuncia: «Quando leggi il ricorso tu vedrai quello che c´è scritto, è una cosa pesantissima». De Santis poi riuscirà a rimettere in piedi il rapporto con Balducci e l´amicizia sarà suggellata da un incontro in piazza Signoria e dalla promessa (mantenuta) dell´appalto per l´albergo nell´ex ospedale della Maddalena. Però il ricorso è andato avanti silenziosamente. E ora il Tar ha deciso. La gara è annullata.
Che cosa accadrà del grande cantiere della Leopolda è difficile dirlo, dato che il Tar ha annullato tutti gli atti della gara, incluso il bando. Lo Stato e l´impresa presenteranno immediatamente ricorso al Consiglio di Stato. Sac-Igit deve concludere i lavori del primo stralcio entro il 21 dicembre 2011, data nella quale è previsto il grande concerto inaugurale. Al di là della sentenza del Tar e dei suoi imprevedibili effetti, esiste anche un problema di finanziamento dell´opera, i cui costi sono triplicati rispetto alla base d´asta di 82 milioni di euro. Nel dicembre
 2007 la commissione tecnica, presieduta da Salvo Nastasi, ex commissario del Maggio e attuale capo di gabinetto del ministro dei beni culturali Sandro Bondi, e composta da due docenti dei politecnici di Torino e Milano, dal professor Stefano Pace, incaricato dal Maggio, e dall´architetto Maurizio Talocchini, designato dal Comune di Firenze, scelse il progetto di Sac-Igit assegnandogli un punteggio di 55 punti per la qualità architettonica. L´impresa offrì un ribasso del 15,85%, per cui l´opera fu appaltata al prezzo di poco meno di 70 milioni di euro. Nel tempo, però, le modifiche tecniche richieste in conferenza dei servizi e altre varianti hanno fatto volare i costi a 156 milioni, con una ulteriore previsione di spesa di altri 80 milioni per completare l´intero progetto.
(13 marzo 2010)

Ecco i rapporti Fusi Verdini, come si vede non proprio di sola amicizia.

Nella primavera 2009 Riccardo Fusi, secondo le indagini, aveva affidato l’incarico di assistenza proprio all’avvocato Cerruti proprio per riuscire ad aggiudicarsi nuovamente i lavori che aveva perso dopo un contenzioso con il Ministero delle Infrastrutture. Fusi invece respinge l’accusa di avere partecipazioni societarie insieme all’onorevole Denis Verdini. I legali Sandro Traversi e Sara Gennai spiegano che «la Parved spa fu costituita il 28 febbraio 2005 da Denis Verdini per il 98 per cento e da Emanuela Corsini per il 2 per cento. Il 6 novembre 2006 le intere quote (100 per cento) furono acquistate da Riccardo Fusi e la sorella Milva Fusi e, successivamente, il 28 novembre 2006 fu modificata la denominazione sociale da Parved spa in Parfu spa e trasferita la sede a Prato, come da atti notarili stipulati dinanzi al notaio Nardone di Prato». Ma in un rapporto del carabinieri del Ros si legge che «fra gli atti rilevati da Camera di Commercio di Firenze e Prato, al momento, non è stato rilevato l’atto di cessione delle azioni dalla coppia Verdini-Corsini alla coppia Fusi, atto ritenuto di particolare importanza sia per stabilire la data della cessione delle azioni che gli strumenti di pagamento». E agli atti si parla di una terza società la Porta Elisa srl, dove per il Ros si ritrovano ancora una volta Verdini e Fusi insieme.
L´avvocato Marco Rocchi, difensore di Verdini, esclude che la Parved abbia fatto una qualunque operazione. Gli avvocati Sara Gennai e Sandro Traversi, legali di Riccardo Fusi, precisano che il loro assistito e sua sorella Milva hanno acquistato il 6 novembre 2006 il 100% delle quote della Parved, che il 28 novembre successivo è stata trasferita a Prato e ha cambiato denominazione sociale in Parfu. «Il signor Fusi - si legge in una nota - non ha mai avuto partecipazioni societarie con l´onorevole Verdini». Ciò sembra smentito, però, da una circostanza. Il 18 marzo 2005 è stata costituita a Calenzano la società Porta Elisa srl, avente ad oggetto sociale l´attività edilizia e immobiliare. Il capitale sociale di 100 mila euro risulta ripartito fra quattro soci: 25% Legi Partecipazioni (con capitale interamente detenuto da Stefania Cecconi, moglie di Riccardo Fusi), 25% Gesthouse srl dei Bartolomei (soci di Fusi), 30% Lima Club Vacanze di Roberto Ballerini e Danilo Centurelli, 20% Parved Spa, fondata 18 giorni prima e che vedeva socio al 98% l´onorevole Verdini.

A 3 settimane dagli arresti, non si sente il nome Coop, giunta regionale Toscana eccetera.


Ancora aspetto che le Tv nazionali comincino a fare il nome coop, galassia di
imprese, politici fiorentini, consiglieri comune Firenze, giunta regionale Toscana e i loro partiti, tutti, in prima fila i DS, a seguire tutti gli altri. Si parla di G8 e altra roba periferica ma sappiamo o almeno, ci aspettiamo a breve le nuove mosse della magistratura. E' vero che al momento i nomi che ho fatto sopra non sono ancora emersi, se mai emergeranno, ma tutti noi, li stiamo aspettando al varco. Unica eccezone: l'intercettazione del telefonino di Fusi, toh, chi si vede, il presidente del Consiglio della Regione Toscana, il socialista Riccardo Nencini, che dice, - ascolta bello bene, ho parlato... Una telefonata che per me che sono del mestiere, dice molto, tanto, anche troppo. Ora, con le regionali alle porte, la procura fiorentina, avrà il coraggio di andare avanti senza battute a vuoto? Intanto, le tv serve locali, aspettano e non parlano, si limitano a mandare dei dibattiti di copertura, riesumando vecchi marpioni consunti. Eh, che bei tempi quelli.