Le ragioni dell'aragosta Chi l'a visto? Elisabetta T.

Sabina Guzzanti, Le ragioni dell'aragosta, è costato a tutti noi solo 400mila euri,
ma ci piacerebbe sapere quanti ne ha incassati ad oggi. A noi risultano meno di 300mila. Bel colpo, continuiamo così, tanto non solo i rossi ma anche i fascisti
 neri li fanno con i nostri soldi, i filmettini. Una cifretta da due soldi in confronto alla regina della commedia trash assistita (da noi contribuenti). Quasi 4 milioni di euro per 7mila di incasso per Peperoni ripieni e pesci in faccia della Wertmuller. Roba da prenderla e portarla davanti al plotone di esecuzione, e abbatterla con scariche di fucilate a pallettoni ripieni di merda, quella che ci rovescia addosso da 40 anni, anche in televisione:.
Se non altro, questi filmetti fatti da culattoni raccomandati e culattone, servono da palestra per la critica trash, ma non lo dite a Marzullo, che ospita questi culatti,  parlando di grandi opere e successi di botteghino.
Marzullo, mi arrivano da 5 anni mail di tutti i tipi, e qualcosa di vero ci sarà, ma impubblicabile. [é Il 4 maggio 2005 parlano Salvatore Sottile, portavoce di Gianfranco Fini, e un Lorenzo no identificato nikiejoy.splinder.com/post/9565411

L: "Si chiama Elisabetta... aspetta che m'ha mandato il curriculum, Elisabetta T. Un bel tipo, ma insomma, molto carina, un metro e settanta, bionda... insomma eh, preparata. Questa qui ha fatto anche Rivombrosa, pensavo fosse un po' la classica... zoccolona e invece non è male.
S: "E che vuole fare?"
L: "Questa intanto vuole fare ospitate, quindi già è una cosa facile (ride). E' andata, vabbè, da Marzullo due o tre volte, e poi mi ha spiegato questa storia perché io, boh, non avevo capito molto bene. No no, che Marzullo la voleva dare un po' in pasto in giro"
S: "(...) un po' in pasto?"


L: "Sì sì, la voleva dà a Flavio in pasto, un po' in giro"
S: "Quindi gliel'ha data già"
L: "No, non gliel'ha data a nessuno, no no"
S: "Sì, come no figuriamoci"
L: "Beh no, almeno, che ne so, non mi sembra, beh se gliel'ha data figurati se non lavorava"
S: "E perché non l'ha fatto lei, scusa?"
L: "Non l'ha fatto in che senso, con Flavio?"
L: "Perché lei ha detto: "Prima vedere cammello, poi" (...)"
S: "Ah. ho capito. Invece quelle altre due che dicevi?"
L: "Quelle altre due le devo chiamare, sono buone solo per un pranzo]

"Le recensioni più divertenti sono state quelle dei film di Rocco Cesareo, autore di due film trash come II popolo degli uccelli (1998) e Gli angeli di Borsellino (2003). Il popolo degli uccelli è la storia di un settantenne Lando Buzzanca alle prese con una seconda "giovinezza" in famiglia. Gualtiero De Marinis su Cineforum 344 è il più perfido: «Soggetto perfetto per il prime time televisivo [...] cast inguardabile. Sotto la media i valori tecnici». Incassi al minimo storico: poco più di 2 mila euro. Gli angeli di Borsellino è una vera palestra per le stroncature: la storia, che non sfigurerebbe in una qualsiasi modesta fiction televisiva, non è supportata né da una regia decente né da attori minimamente in parte. Il Dizionario di Pino Farinotti: «Un cast di pseudo-attori provenienti dal teatro leggero e dalla televisione (le sorelle Boccoli, Pino Insegno)», Aldo Fittante, il critico su Film Tv, 7 dicembre 2003, vede così il film: «Al timone di regia c'è un regista incapace di trasformare in cinema - azione, emozione, profondità dei caratteri... - una storia già incredibile e spaventosa. E se gli attori chiamati alle armi più che alle arti, non riescono a recitare in assetto almeno basic, il Borsellino tratteggiato da Tony Garrani è ridicolo per superficialità, il caposcorta Pino Insegno pare uscito da una delle tante teleparodie della Premiata Ditta e il pentito di Ernesto Mahieux è stereotipo allo stato (im)puro».