Patteggiamento Prosperini

E' quello che abbiamo già detto mille volte: non si dovrebbe ammettere al
patteggiamento a meno che, il patteggiante non si obblighi a non proclamarsi innocente sulla stampa. E meglio ancora, nei casi di corruzione, il patteggiamento dovrebbe essere tassativamente escluso, per far si che tutto emerga in un pubblico dibattimento, magari con la presenza dei cittadini e della stampa. A condizione che poi le pene siano adeguate, partendo da almeno tre anni, a salire. QAltrimenti continuiamo a leggere di interviste, come nel caso della moglie del potente assessore e deputato Giancarlo Abelli, che si è patteggiato solo per uscire di prigione (e bene sarebbe lasciar liberi gli indagati, fino al processo, dove se colpevoli, dovrebbero essere STANGATI).

"Io sono una persona onesta" dice la lettera indirizzata genericamente ai politici, e non a qualcuno in particolare. Prosperini, che ora è ricoverato all'ospedale San Carlo, è sedato ed assistito dalla moglie e dalla figlia.
"Il patteggiamento non è un'ammissione di colpevolezza" recita la lettera riferendosi all'accordo raggiunto dall'avvocato di Prosperini, Ettore Traini, con i pm Alfredo Robledo e Paolo Storari. L'accordo, raggiunto lo scorso 12 marzo, prevede 3 anni e 5 mesi di reclusione e 1.500 euro di multa.
Ieri Prosperini, agli arresti domiciliari nella sua abitazione di corso Garibaldi a Milano, ha tentato di togliersi la vita ed è stato trasportato in ospedale dall'ambulanza chiamata dalla moglie.