Perché si è continuato a mandare in Tv la Gregoraci?

La domanda che ci siamo posti a distanza di tempo, ma anche quattro anni fa,
all'epoca delle vicende, esplose su tutti i giornali è: Perché, nonostante il clamore per le telefonate registrate, telefonate da cui emergeva chiaramente uno scambio sessuale, come poi dichiarato a Woodcock, tra la Gregoraci  il Sottile, e mandate al programma di Santoro, dal Grande B. e in tutto il vaniloquio televisivo e radiofonico che ne è seguito, la signorina Gregoraci ha continuato tutte le domeniche a ballare sui tavoli nel contenitore domenicale di Mediaset?Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us
La risposta che abbiamo trovato è stata una sola: perché i contratti vanno rispettati. E chi vuole capire capisca.
Elisabetta Gregoraci: da “unica” protagonista dello scandalo Vallettopoli a co-protagonista dello show domenicale di Canale5. Per lei il passo è stato davvero breve. Se in Rai, dopo le intercettazioni telefoniche che l’hanno conivolta, nessuno ne voleva più sapere, a Mediaset si sono messi una mano sul cuore. E quel furbone di Maurizio Costanzo ha deciso di volerla, in un cast tutto nuovo, nella grande famiglia di Buona Domenica. haisentito.it/articolo/elisabetta-gregoraci-recupero-mediaset/2611/

Chi sarà stato l'uomo non della Rai, che disse alla ORLANDO CHE SI DOVEVANO CONOSCERE PIU' INTIMAMENTE? perdenti
Rai, via Malgioglio e Elisabetta Gregoraci
Repubblica — 03 agosto 2006 pagina 47
ROMA - Azioni disciplinari contro due dipendenti. Mancato rinnovo di contratti artistici ormai scaduti. E interruzione di contratti ancora in corso. Claudio Cappon, nuovo direttore generale Rai, annuncia ai consiglieri di amministrazione le sue decisioni, a 3 mesi ormai dalla esplosione di Vallettopoli. Cappon spiega intanto che la Rai proporrà a Cristiano Malgioglio la risoluzione consensuale del contratto. In prima battuta, quindi, la televisione pubblica percorrerà la strada di un divorzio amichevole dall' artista, eppure immediato. Sulla base della relazione di Cappon, poi, sembra impossibile che le soubrette Elisabetta Gregoraci e Maria Monsè possano ricevere nuovi ruoli in video. Né sarà rinnovato l' incarico a un collaboratore del programma Uno Mattina. Il personaggio non è mai stato citato nelle intercettazioni telefoniche di Vallettopoli e neanche in atti della magistratura. A chiamarlo in causa, a sorpresa, sono ora gli ispettori interni della Rai che fanno capo al servizio "Internal Auditing". L' azienda, infine, avvia il procedimento disciplinare contro due suoi dipendenti. Il primo è Giuseppe Sangiovanni, vicedirettore delle Risorse Artistiche con la delega ad appalti e acquisti. L' altro è Luigi Di Dieco, impiegato in una società satellite (Rai Way, proprietaria dei tralicci di trasmissione). Ad entrambi, la tv di Stato formalizza le sue contestazioni. I due dipendenti avranno la possibilità di difendersi con gli strumenti assicurati dalla legge e dallo Statuto dei lavoratori. Più avanti una commissione disciplinare interna - dove sono presenti la Direzione Generale, la direzione Risorse Umane e gli Affari legali - prenderà una decisione sul loro caso, assolutoria o di condanna. Intanto, chiusa la parentesi disciplinare, il consiglio Rai nomina Chicco Agnese direttore del Coordinamento dei Palinsesti. Il voto è unanime. Agnese conquista una casella decisiva, ma avrà comunque sopra di sé Carlo Nardello (dirigente nominato in era polista) che continuerà a sovrintendere sia ai palinsesti e sia al marketing. Sempre il consiglio nomina, infine, due nuovi vicedirettori del Tg3. Sono Onofrio Dispenza, già curatore del settimanale Primo Piano, e Guido Dell' Aquila (la loro promozione è interpretata come un ulteriore segno di rafforzamento del direttore del Tg3, Antonio Di Bella). Nessun cambio della guardia, invece, a RaiSport. E i giornalisti, attraverso l' organo sindacale interno (il Cdr), protestano. Anche il direttore generale Cappon è in allarme, come ha spiegato in una riunione informale con i consiglieri, ieri pomeriggio. Eletto all' unanimità, Cappon si è accorto che il clima del consiglio non è poi così rassicurante. Se ieri ad esempio avesse proposto la nomina di un nuovo direttore del Personale (casella davvero strategica), Cappon non avrebbe ottenuto il via libera dei consiglieri polisti, che restano maggioranza. La situazione dovrà cambiare a settembre. Alla ripresa, il direttore generale ha chiarito che verificherà l' esistenza di un consenso certo quando proporrà nomine pesanti, e a suo dire non più rinviabili. Infine l' Autorità per le Comunicazioni delinea le caratteristiche del nuovo Contratto di Servizio, cioè dell' atto che elenca i doveri della Rai rispetto allo Stato. Il provvedimento, curato dai commissari Lauria e Innocenzi, chiede tra le altre cose che la televisione pubblica impari a proporre i suoi contenuti su tutte le nuove tecnologie, a partire dai telefonini. (a.fon.)