Ratzinger premia Bertolaso, uomo Opus Dei

I miasmi del Vaticano, con tutte le sue tentacolari promanazioni, al cui confronto,
il tremendo SISITEMA TOSCANO impallidisce, si espandono su tutto il Bel Paese, e non passa giorno che non si senta di qualche nuova prodezza; un'accusa di pedofilia, una tresca finanziaria, qualche rapimento o omicidio tra le mura invisibili della City e tanto ancora, che non vi dico, perché ci sono siti all'estero, in inglese, specializzati. Dice bene Antonio D'Agostino, che per conoscere le vicende importanti d'Italia, occorre occuparsi di quello che succede in segreto, nelle stanze della City e a Holy see, il palazzo del Papa. Anche qui, riprendendo
il post su Soros, siamo sicuri che si nascondono alcune di quelle figure totalmente fuori di testa, che sconvolgono la nostra esistenza, sensa che ci accorgiamo. Qui, il vescovo di Roma Ratzinger non ha potuto che correre incontro all'amico, l'uomo dell'OPUS DEI, per rassicurarlo e sostenerne la credibilità. Forse non sarà uno dei peggiori, ma Bertolaso non è certo il meglio che si può premiare.Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Il fratello di Ratzinger chiede scusa ai suoi connazionali, ma solo per aver menato schiaffi e amministrato punizioni corporali ai giovani allievi, non sapeva delle pratiche pedofile. Il Vaticano dichiara che meglio di così non poteva fare: sta collaborando con le autorità tedesche (a parole, perché se era per loro, non si sarebbe mai saputo nulla). Nel mezzo, Giorgio Napolitano, che dopo essere rientrato dall'Olanda, con pastrano e cappello alla borsalino, anche se di lana, in una serata nebbiosa, tra i riflessi delle luci negli occhiali, con aria tetra, spettrale, si dichiara preoccupato per l'ascesa delle forze xenofobe e autonomiste rispetto all'euro, impersonate, dopo l'uccisione di Theo Van Gogh, da Geert Wilders, un personaggio che sembra un simbionte, a vedere dai suoi mille volti delle foto che lo ritraggono nel corso del tempo. Capite, è preoccupato di quello che accade in Olanda, il paese che se il Papa ci mette piede, si mobilita per tirargli uova marce all'aereoporto. Intanto firma dopo cruenta chiamata del Berlusconi, il suo decreto salva liste, poi rigettato dal TAR, cui segue il coro di voci dei popoli viola e del Popolo della Sinistra, che, con l'eccezione di DP, elogia Napolitano, baluardo immarcescibile della Costituzione. Aiuto, la nausea mi attanaglia, devo andare al gabi.

Marta Bertolaso, giovane e già nota biologa, attualmente ricercatore al Campus Biomedico di Roma (Università-colosso dell’Opus in Italia), nonché presso la Fondazione Rui (altra costola dai fatturati miliardari) ma, soprattutto, nominata fin dal ‘99 membro del Consiglio della Delegazione italiana dell’Opus Dei con decreto del Prelato. Nel 2002 tocca ad Emanuele Bertolaso, trasferitosi a Vienna, che ad ottobre viene investito della carica di membro del Consiglio regionale per l’Austria.
Lo stesso Guido Bertolaso, del resto, non ha mai mancato di far sentire, sia pure in forma discreta e senza troppa pubblicità, la sua presenza al fianco dell’Ovra. Il 25 luglio dello scorso anno apre ufficialmente i lavori della Summer School organizzata a L’Aquila dalla Fondazione Rui, cui prendono parte fra gli altri Claudio Sartea e Juan Andre’s Mercado della Pontificia Università della Santa Croce ed il banchiere Ettore Gotti Tedeschi. A novembre lo troviamo in veste di guest star, sempre alla Fondazione Rui, per spiegare agli allievi dell’esclusiva residenza romana (con diramazioni fra le elites studentesche di tutto il mondo) «il segreto del suo impegno professionale in seno alla Protezione Civile

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IOR, IL MEMORIALE DI GOTTI TEDESCHI FA TREMARE IL VATICANO Sequestrato durante la perquisizione dai pm che indagano su Finmeccanica Fonte web Un imprevisto, un colpo di acceleratore, una perquisizione che produce risultati inaspettati. L’inchiesta sulle mazzette internazionali di Finmeccanica si ritrova a una svolta mentre si apre uno scenario inedito nella storia della Banca Vaticana, lo Ior. Il suo ex presidente, Ettore Gotti Tedeschi, per il secondo giorno consecutivo viene sentito a Milano dai pm napoletani Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock - ma da ieri anche dal procuratore di Roma, Giuseppe Pignatone, e dall’aggiunto Nello Rossi (che indagano su una ipotesi di riciclaggio dello Ior) - per spiegare quel suo memoriale sequestrato dal Noe dei carabinieri, che ricostruisce gli ultimi tre anni di vita dello Ior e i contrasti interni alle Sacre Stanze. E naturalmente per precisare i suoi rapporti con l’amministratore delegato di Finmeccanica, Giuseppe Orsi, e quei contratti di finanaziamento del Banco di Santander - di cui lui è rappresentante in Italia con diverse aziende del gruppo Finmeccanica. La scoperta del memoriale sullo Ior rappresenta sicuramente una clamorosa novità. E ieri sera, la Procura di Napoli ha trasmesso ai colleghi di Roma che indagano dal 2010 sullo Ior per riciclaggio, tutta la documentazione trovata a casa e negli uffici di Gotti Tedeschi che ha a che fare con la Banca Vaticana. Il banchiere avrebbe così deciso di collaborare con l’autorità giudiziaria italiana, temendo addirittura per la sua vita, come sarebbe emerso anche dalle diverse sue conversazioni telefoniche intercettate. Il memoriale, dunque, è una cronistoria ragionata degli avvenimenti che il banchiere ha vissuto a partire dal 2009, da quando è diventato il Presidente dello Ior, fino agli ultimi giorni di maggio, quelli della sua defenestrazione. Nei passaggi più controversi, tornanti di quel tormentato rapporto che lo ha visto al centro di contestazioni interne, Gotti Tedeschi ha allegato al memoriale documenti, mail, lettere a sostegno della sua ricostruzione dei fatti. Una voluminosa documentazione, arricchita da un capitolo che riguarda personalità politiche della storia recente italiana. E tra gli atti sequestrati dalla Procura di Napoli e trasferiti a quella di Roma vi sarebbe anche un carteggio tra il banchiere e Sua Santità, Papa Ratinzger. Non fa mistero, Gotti Tedeschi della guerra intestina e fratricida tra i diversi schieramenti interni al Vaticano. Una lotta per la «trasparenza» che lo avrebbe visto contrapposto al Segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Nelle sue memorie, Gotti Tedeschi avrebbe indicato anche i nomi dei diversi porporati che si sono schierati in questa guerra interna. Ma soprattuto si sarebbe soffermato sul conflitto con il direttore generale dello Ior, Paolo Cipriani, uomo di fiducia del cardinale Bertone. Non sono solo spunti di ricostruzione storica di un clima, quelli indicati nel suo memoriale: l’ex numero uno dello Ior potrebbe aver fatto riferimento a episodi che si prestano a essere approfonditi come indizi di reato. Del resto Roma sta indagando l’ex presidente dello Ior Gotti Tedeschi per riciclaggio, perché sarebbero state segnalate dalle autorità finanziarie, almeno quindici operazioni sospette che vedrebbero coinvolta la Banca Vaticana. Proprio nel 2010, il procuratore aggiunto di Roma, Nello Rossi, ha sequestrato 23 milioni di euro provenienti da un’operazione «sospetta» partita da un conto del Credito Artigiano. Soldi poi restituiti quando lo Ior si è impegnato a rispettare l’obbligo della tracciabilità dei conti (che si è pero rimangiato nel gennaio scorso). L’interrogatorio di ieri a Milano è stato «congiunto», fanno sapere gli inquirenti. Insomma, tra le procure di Roma e Napoli non c’è stato e non c’è alcun contrasto. E il fatto che Napoli abbia ritenuto di dover trasmettere a Roma gli atti che riguardavano lo Ior ne è una dimostrazione. E, dunque, da quello che trapela, nelle perquisizioni dell’altro giorno gli investigatori del Noe dei carabinieri hanno trovato nella disponibilità di Gotti Tedeschi contratti bancari per centinaia di migliaia di euro di finanziamenti da parte del Banco di Santander - di cui l’ex presidente dello Ior è il rappresentante in Italia - nei confronti di società del gruppo Finmeccanica, come Ansaldo-Breda di Napoli o Agusta Westland. Contratti con commissioni corrisposte che potrebbero nascondere pagamenti illeciti che la Procura di Napoli vuole verificare. Va precisato che Gotti Tedeschi ha solo svolto il compito di mettere in contatto i vertici del Banco di Santander con i rappresentanti delle diverse società di Finmeccanica.