Sentenza Amanda e Sollecito, motivazioni pop.

Abbiamo finalmente letto le motivazioni della sentenza di condanna a 45 anni per
Amanda e Sollecito. Nonostante i km di pagine, tutto si riduce a questo, con lo zampino delle solite psicologhe, ci scommetto:
si tratta di una scelta estrema, una virata verso il male, in chi, ha optato di fumare uno spinello e quindi influenzato dalla droga e dalla visione di film e fumetti in cui sessualità e violenza sono legati, si arriva a aiutare il Rudy Guede, che voleva
 fare sesso con Meredith, a violentarla, così per gioco, fino a che, Amanda, con un coltellaccio da cucina, in preda allo spinello, all'eccitazione sessuale e al gioco, influenzata da quei fumetti di cui sono piene le edicole, sferra una serie di coltellate in pieno petto alla amica. Un gioco cominciato con un festino a base di spinelli e giochetti erotici, terminato per gioco con coltellate vere al petto di Meredith.
Intanto, uno dei giudici, Mignini, è stato condannato assieme al super poliziotto Giuttari, per il caso del mostro di Firenze, la cupola di terzo livello, per abuso di ufficio a un anno e quattro mesi. Poi, faccio una previsione: tutto cambierà da qui al terzo grado, dal momento che per condannare ci vogliono prove e non ricostruzioni basate su ipotesi personologiche da fumetto pop, come quelle che abbiamo letto. Inoltre, si potrebbe sempre sostenere che la personalità della Amanda, è incline all'abuso di sostanze e quindi ha compiuto l'atto in stato di non responsabilità, quindi non imputabile, acquistando la sua capacità mentale solo dopo l'effetto della droga. Il solito discorsetto che fanno gli avvocati in casi assai più gravi di questo. Insomma, come nel caso del Pacciani, la solita robetta da primo grado di giudizio, che poi sarà demolita, è già scritto. E' vero che la Amanda non si è fatta scrupolo di accusare ingiustamente il povero gestore del pub, che non era presente quella sera all'orgetta, ma anche questo rientra nei comportamenti tipici di certi profili personologici, cui  sembra aderire Amanda.

A cura del
Dott. Alfredo Lorenzi  
psicologia comportamentale materno infantile, adolescenza.
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