Tarantini e le 30 ragazze per Silvio,(già c'era Bertolaso).

Anche alle cene e feste organizzate da Tarantini c'erano i Del Noce e i Bertolaso,
ma allora nessuno trovò nulla da dire.
Free Image Hosting at www.ImageShack.usl'impresario aveva cercato di non tirare in ballo gli altri uomini presenti ai party
Il racconto di Stella Novarino: "Ad una cena partecipò anche Del Noce"
Un'ex modella rivela alla Finanza
"Bertolaso con Gianpi a Palazzo Grazioli"
di CARLO BONINI Free Image Hosting at www.ImageShack.us
BARI - Della cocaina ha raccontato quello che voleva. Ma più di un indizio, ormai, suggerisce che Gianpaolo Tarantini lo stesso ha fatto con le escort. Ha lavorato alla "riduzione del danno" scommettendo sul silenzio interessato di tutti. E nei suoi ricordi "selettivi", ha aggiustato la scena di Palazzo Grazioli (18 incontri, 30 ragazze) ripulendola da qualche ingombrante testimone, popolandola di due sole presenze maschili. Il Presidente, quale "ignaro utilizzatore finale", e l'innocuo chansonnier di corte, Apicella. Fino a quando - è storia di questi giorni - il gioco ha cominciato a rompersi. E, tanto per cominciare, con le deposizioni delle ragazze sin qui non ancora ascoltate, qualcuno di quegli ospiti "dimenticati", suo malgrado, ha iniziato a fare capolino, tradendone l'imbarazzo. Guido Bertolaso, capo della Protezione civile. Fabrizio Del Noce, già direttore di Rai1, oggi di Rai fiction.

Già era accaduto che nei ricordi della serata trascorsa nell'autunno 2008 da Terry De Nicolo a Palazzo Grazioli ("Ebbi a retribuirla anticipatamente nella previsione di una sua prestazione sessuale", mette a verbale Tarantini), affiorassero genericamente "un uomo delle istituzioni e un noto imprenditore". Venerdì scorso, a Roma, i militari che interrogano Stella Novarino, nome d'arte Stella Jean, hanno maggiore fortuna. La donna, una ex modella oggi stilista, non ha nulla da nascondere. Non è una escort, non è amica di "Gianpi", non è sul suo libro paga di ruffiano. Finisce per caso a Palazzo Grazioli la sera del 2 dicembre 2008, intruppata con Luciana Francioli, Manuela Arcuri, Francesca Lana e, naturalmente, Tarantini. Di quella "cena formale" - come spiegherà al quotidiano di famiglia "il Giornale" - ha ricordi nitidi. La visione collettiva su maxi-schermo dei successi del Presidente. Le canzoni. Le farfalle, naturalmente. Ma ricorda anche i nomi dei due ospiti che con il Presidente e le ragazze siedono al tavolo. Guido Bertolaso, appunto, e Fabrizio Del Noce.
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Il dettaglio non è irrilevante. Non più tardi del 9 settembre, il capo della Protezione Civile era tornato a dire di aver incontrato Tarantini in "due sole occasioni", durante le quali gli erano state "descritte le attività delle aziende legate al gruppo Intini" (imprenditore barese di cui Tarantini era consulente ndr.). "Né - aveva aggiunto - un funzionario dello Stato piò sottrarsi ad essere interlocutore di chi vuole sviluppare il made in Italy". La cena del 2 dicembre 2008 è stata una di quelle occasioni? A palazzo Grazioli si è discusso di sviluppo del made in Italy con Luciana Francioli, Manuela Arcuri, Francesca Lana e Stella Novarino? Rintracciato da "Repubblica", un portavoce dello staff del capo della Protezione Civile, taglia corto. "Il dottor Bertolaso non ha alcun ricordo di quella serata. E comunque, non deve sorprendere che frequenti palazzo Grazioli di sera, perché muovendosi tra un emergenza e l'altra, è quello l'unico momento in cui poter parlare con il Presidente". Detta altrimenti, Bertolaso ha cancellato il volto di Tarantini, come quello delle ragazze e se anche fosse vera la circostanza della sua presenza a Palazzo Grazioli il 2 dicembre 2008, la cosa si può agevolmente spiegare con la necessità di interloquire con il Presidente sulle emergenze del Paese. Stella Novarino, la ricorda diversamente. A tavola non si parla né dei rifiuti a Napoli, né di un terremoto che deve ancora arrivare. Bertolaso siede per l'intera cena insieme a Tarantini e - come spiega Roberto Ruggiero, avvocato della Novarino - quando la ragazza si congeda per tornare a casa, le chiede come mai non abbia preso con sé le farfalle di cui il Presidente ha fatto omaggio le ospiti. Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Bertolaso non è fortunato, perché anche Fabrizio Del Noce ha buona memoria. "Certo che c'era. A tavola, Bertolaso era seduto accanto a me. Ricordo che cantammo tutti insieme. Che parlammo di alcuni eventi televisivi da organizzare in vista del G8 della Maddalena". E Tarantini? "Non metto in dubbio i ricordi della ragazza, ma sono un tipo poco fisionomista e comunque capita di non ricordare persone che ti vengono presentate, ma che per te sono perfette sconosciute. Né ricordo di aver mai avuto colloqui con lui. Da quello che ho letto, Tarantini era interessato alla Protezione Civile, non alla televisione". Forse alla tv erano interessate le ragazze. "Con me, sulla rete ammiraglia non hanno mai trovato spazio questuanti. Naturalmente, parlo per me".
(21 settembre 2009)



LE CARTE DELL'INCHIESTA DI BARI
Tarantini: il premier e quelle 30 ragazze Diciotto serate e 1000 euro a chi restava
Nei verbali il racconto degli incontri: le retribuivo ma senza dirlo a Berlusconi


Patrizia d'Addario alla Mostra del Cinema di Venezia
BARI — Sarebbero una trentina le donne che Gianpaolo Tarantini avrebbe portato alle feste del premier Silvio Berlusconi. Alcune hanno ricevuto un compenso di 1.000 euro «per prestazioni sessuali », altre «soltanto un rimborso delle spese». Tra loro ci sono anche alcune ragazze comparse in programmi tv, come Barbara Guerra e Carolina Marconi del Grande Fratello. Non solo Patrizia D’Addario, dunque. Per oltre cinque mesi, da settembre 2008 alla fine di gennaio scorso, l’imprenditore pugliese ha reclutato italiane e straniere per allietare cene e incontri nelle residenze del presidente del Consiglio.
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È stato lui stesso ad ammet¬terlo il 29 luglio scorso durante un interrogatorio nella ca¬serma della Guardia di Finan¬za di Bari dove è stato convocato in segreto come indaga¬to per favoreggiamento della prostituzione. Incalzato dagli inquirenti ha fornito dettagli su voli, spostamenti, elargizioni, confermando così quanto era già emerso dalle intercettazioni telefoniche. Nel verbale Tarantini ripete quello che aveva già detto in passato: «Le presentavo come mie amiche e tacevo che a volte le retribuivo ». Ma poi rivela che fu proprio «Berlusconi a pre¬sentarmi Guido Bertolaso, come gli avevo chiesto. E poi lo stesso Bertolaso inviò me e il mio amico Enrico Intini in Finmeccanica, ma dopo i primi incontri non è più successo nulla».
Le ragazze
«Ho accompagnato in una occasione Terry De Nicolò a casa del presidente Berlusco¬ni a Roma, tacendo allo stesso gli accordi da me presi con la De Nicolò e la vera attività dalla stessa svolta, se non erro a settembre o ottobre 2008. Io ebbi in tale circostanza a retribuirla anticipatamente nella previsione di una sua prestazione sessuale poi non so se sia avvenuta. Vanessa Di Meglio è una mia carissima amica, che ho conosciuto per il tramite di mia moglie circa 10 anni fa. Da allora ho continuato a frequentarla invitandola a feste nelle quali la riempivo di attenzioni anche fornendo¬le cocaina. Tendenzialmente la stessa non è una professio¬nista del sesso ma all’occorrenza non disdegna di essere retribuita per prestazioni sessuali. Ho anche favorito le prestazioni sessuali della Di Me¬glio con il presidente Berlusconi in due circostanze a Ro¬ma il 5 settembre e l’8 ottobre 2008. Ricordo che il 5 settembre la Di Meglio si fermò a pa¬lazzo Grazioli. Sonia Carpendone, detta Monia, era da me conosciuta come una persona che a Milano esercitava la pro¬stituzione, sicché sempre nel¬la prospettiva che la stessa po¬tesse effettuare prestazioni an¬che in favore del presidente Berlusconi, la invitai a Roma pagandole il biglietto aereo e le spese di soggiorno. La stes¬sa giunse con una ragazza che si presentò come sua sorella che adesso apprendo da lei chiamarsi Roberta Nigro. Non ricordo che Monia e la sua amica si siano fermate quella notte a palazzo Grazioli».
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La «Billionairina»
Tarantini si sofferma più volte sugli incontri organizza¬ti con volti noti della tv: «In occasione di un incontro a ca¬sa del presidente Berlusconi a Roma il 23 settembre 2008 in¬vitai Francesca Garasi che giunse con tre sue amiche, Ca¬rolina Marconi, attrice di Ca¬nale 5, Geraldine Semeghini, che nell’estate 2008 era re¬sponsabile del privé del Billio¬naire, che si presentò con una sua amica, e Maria Teresa De Nicolò. In quella circostanza mi limitai ad ospitare Geraldi¬ne Semeghini e la sua amica, ma l’unica che ebbe un incon¬tro intimo fu la De Nicolò». Gli viene contestata una conversazione con una donna pugliese e lui chiarisce: «Gra¬ziana Capone è un avvocato che avevo conosciuto anni ad¬dietro e che ho avuto modo di rincontrare nello studio del mio amico avvocato Salvato¬re Castellaneta. In quest’ulti¬ma circostanza la stessa mi disse che voleva incontrare il presidente Berlusconi sapen¬do delle mie frequentazioni con lo stesso. Fu così che la in¬vitai a venire con me a Milano dove la presentai al presiden¬te. Io non ho retribuito la Ca¬pone Graziana limitandomi ad offrirle il biglietto aereo». «Barbara Guerra l’ho cono¬sciuta a Milano presentatami da un mio amico Peter Farao¬ne, mentre Ioana Visan detta Ana l’ho conosciuta tramite lo stesso Peter o Massimo Ver¬doscia. Sapevo che Barbara Guerra era una donna dello spettacolo mentre sapevo che Ioana era una escort. L’8 otto¬bre 2008 ricordo di aver invi¬tato le stesse a Roma unita¬mente a Vanessa Di Meglio, li¬mitandomi per quest’ultima a pagare il biglietto aereo ed il soggiorno in hotel, quanto al¬le altre due, che venivano da Milano corrispondendo alle stesse anche una somma di denaro per l’eventualità che potessero avere un rapporto sessuale con il presidente Ber¬lusconi. Ricordo che sia Ioana Visan che Barbara Guerra si fermarono a casa del presiden¬te. Per il 9 ottobre devo esclu¬dere di aver corrisposto altre somme di denaro alla Guerra ed alla Visan mentre confer¬mo di non aver corrisposto al¬cunché a Carolina Marconi». «Quanto all’incontro a casa del presidente Berlusconi del 16 ottobre 2008 non ho corri¬sposto alcunché a Ioana Vi¬san, Barbara Guerra e a Mile¬na, sua amica, e a Clarissa Campironi, mia amica, limi¬tandomi a sostenere le spese di viaggio e soggiorno poiché le tre venivano da Milano». Il verbale di Tarantini con¬ferma quanto era già stato ri¬velato da Patrizia D’Addario: «L’ho conosciuta come Ales¬sia in quanto così presentata¬mi da Massimiliano Ver¬doscia, mio amico nonché col¬laboratore, poiché io stavo cercando una ragazza da por¬tare ad una cena a casa di Ber¬lusconi. Alla D’Addario rap¬presentai la possibilità di par¬tecipare ad una cena a casa del presidente Berlusconi rico¬noscendole il pagamento del¬le spese di viaggio e di sog¬giorno a Roma e un forfait di 1.000 euro. Devo precisare che Verdoscia mi aveva parla¬to della D’Addario come di una donna immagine che al¬l’occorrenza avrebbe potuto anche effettuare prestazioni sessuali. La D’Addario accettò la mia offerta, ma non ricordo se io o Verdoscia acquistam¬mo il biglietto aereo».

Patrizia a Roma
Il racconto coincide anche nella ricostruzione degli spo¬stamenti. Poi si arriva all’in¬contro: «Dopo aver prelevato Clarissa Campironi che ospita¬vo nell’Hotel De Russie mi re¬cai unitamente al mio autista Dino Mastromarco a prende¬re la D’Addario. Credo che Io¬na Visan, Barbara Guerra e la sua amica Milena abbiano rag¬giunto palazzo Grazioli con mezzi loro. Né la Campironi né la D’Addario si fermarono a palazzo Grazioli… Confer¬mo che il 4 novembre 2008 mi recai a palazzo Grazioli uni¬tamente a Patrizia D’Addario, Barbara Montereale e Lucia Rossini. Ricordo di aver retri¬buito Patrizia D’Addario con l’importo di 1.000 euro sapen¬do che la stessa all’occorrenza si prostituiva ed in tale pro¬spettiva diedi anche a Barbara Montereale, presentatami dal¬la D’Addario, l’importo di 1.000 euro esclusivamente perché svolgesse il ruolo di donna immagine, nulla diedi a Lucia Rossini, mia amica... La D’Addario mi fu possibile retribuirla solo in seguito poi¬ché quella notte credo si era fermata a casa del presidente. Ricordo in particolare che quella sera dopo la cena io mi allontanai unitamente a Bar¬bara Montereale ed a Lucia Rossini per tornare nei rispet¬tivi alberghi, mentre Patrizia D’Addario rimase a casa del presidente in quanto mi disse di volergli parlare di una sua questione privata. Solo il gior¬no dopo seppi dalla stessa D’Addario che avesse passato la notte a palazzo Grazioli».
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Le amiche
Tarantini afferma che in al¬cune occasioni le ragazze han¬no partecipato gratuitamente agli eventi. «Il 21 ottobre 2008 ricordo di essermi reca¬to a palazzo Grazioli insieme a Mary De Brito, Stella Schan e Donatella Marazza, tre mie amiche conosciute per il tra¬mite di un’altra mia amica. Si trattò di una semplice cena ed io non ho retribuito alcuna delle tre... Non ho retribuito in alcun modo tali Maria Esther Garcia Polanco detta Maristel e Michaela Pribisova con le quali ho viaggiato da Roma a Milano con il presi¬dente Berlusconi il 26 novem¬bre 2008... Quanto alla mia frequentazione nel centro Messegué del 28 novembre, posso dire che sono andato con la sola Maristel senza averla retribuita in alcun mo¬do ». Gli viene chiesto di una cena del 2 dicembre e lui di¬chiara: «Non ho retribuito in modo alcuno Luciana Francio¬li, Manuela Arcuri, Francesca Lana, Stella Maria Novarino per l’eventualità che avessero una prestazione sessuale con terzi, ed escludo che le stesse fossero dedite ad una attività di prostituzione». Non va così per il 10 dicem¬bre, a palazzo Grazioli: «Ricor¬do di aver pagato tali Karen e Niang Kardiatou detta Hawa 1.000 euro ciascuna prospet¬tando loro l’eventualità di una prestazione sessuale con il presidente Berlusconi. Nes¬suna delle due, peraltro, si fer¬mò. Quanto alla festa del Mi¬lan del 15 dicembre del 2008 ricordo di aver pagato Karen ma esclusivamente perché fa¬cesse atto di presenza».

I volti della tv
L’imprenditore pugliese ammette che il 17 dicembre 2008 «portai a palazzo Grazio¬li Linda Santaguida e Camilla Cordeiro Charao, pagando la sola Camilla Cordeiro Charao che si fermò dal presidente». La prima è stata riserva all’ Iso¬la dei Famosi , l’altra è stata la valletta del programma Sco¬rie su Raidue. Poi Tarantini parla di altri eventi: «Il 23 dicembre portai Carolina Marconi e Graziana Capone a casa del presidente limitandomi a pagare le spese di viaggio e di soggiorno alla sola Graziana e nessuna delle due rimase. Il 6 gennaio 2009 andai a Villa Certosa in Sarde¬gna insieme a Barbara Monte¬reale e Chiara Guicciardi e Cla¬rissa Campironi ma non pa¬gai nessuna delle tre. Il 14 gen¬naio ricordo di essere andato a casa del presidente Berlusco¬ni insieme a Guicciardi Chia¬ra e Letizia Filippi, ma non pa¬gai alcunché. Al di là di quan¬to riferito non ho in alcun mo¬do retribuito le ragazze indica¬te o altre né ho in alcun modo favorito l’esercizio della pro¬stituzione delle stesse in favo¬re di persone diverse da quel¬le indicate. Quando accompa¬gnavo le ragazze a palazzo Grazioli le facevo sedere sui sedili posteriori in quanto i fi¬nestrini posteriori della mia autovettura erano oscurati avendoli fatti sostituire nel settembre del 2008 se non ri¬cordo male. Tale accorgimen¬to era volto ad evitare che i giornalisti o altre persone po¬tessero guardare nell’auto… Quando mi approssimavo a palazzo Grazioli avvertivo un responsabile della sicurezza del mio arrivo e quindi una volta giunto al portone la pri¬ma guardia avvisava altri del nostro arrivo. Entrati nel corti¬le venivamo accompagnati ai piani superiori dove veniva¬mo ricevuti».

Guido Bertolaso
Alla fine del suo interroga¬torio Tarantini parla della na¬tura del suo legame con il pre¬mier e dichiara: «Io ho voluto conoscere il presidente Berlu¬sconi ed a tal fine mi sono sot¬toposto a spese notevoli per entrare in confidenza con lui e sapendo del suo interesse ver¬so il genere femminile non ho fatto altro che accompagnare da lui ragazze che presentavo come mie amiche tacendogli che a volte le retribuivo. Gli ho solo chiesto di presentar¬mi il responsabile della Prote¬zione Civile, il dottor Guido Bertolaso, in quanto volevo che Enrico Intini mio amico con il quale avevo stipulato un contratto di collaborazio¬ne, potesse esporre allo stesso Bertolaso le competenze del suo gruppo industriale nella prospettiva di poter lavorare con la Protezione Civile. Una sera il presidente Berlusconi mi presentò Guido Bertolaso con il quale in seguito mi so¬no incontrato unitamente ad Enrico Intini. Bertolaso ci in¬viò a Finmeccanica ma poi, do¬po i primi incontri con tale dottor Lunanuova, non è suc¬cesso più nulla. Voglio infine precisare che il ricorso alle prostitute ed alla cocaina si in¬serisce in un mio progetto te¬so a realizzare una rete di con¬nivenze nel settore della Pub¬blica amministrazione perché ho pensato in questi anni che le ragazze e la cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società».
Angela Balenzano, Fiorenza Sarzanini
09 settembre 2009


«Donne al pd Frisullo in cambio di favori.
Le accompagnavo nel suo appartamento»
L’imprenditore: pagai una cena elettorale per D’Alema, c’era anche il sindaco Emiliano
Gianpaolo Tarantini
BARI — Incontri con pro¬stitute organizzati per ricam¬biare i favori dell’allora vice¬presidente della Regione Pu¬glia Sandro Frisullo, del Parti¬to democratico. C’è anche questo nel verbale di interro¬gatorio del 29 luglio scorso di Gianpaolo Tarantini. L’im¬prenditore pugliese finito sotto inchiesta per corruzio¬ne, favoreggiamento della prostituzione e cessione di cocaina racconta i suoi rap¬porti con i politici del centro¬sinistra. E ammette di aver pagato il conto dell’ormai fa¬mosa cena elettorale alla qua¬le presero parte l’onorevole Massimo D’Alema e il sinda¬co Michele Emiliano. Rivela i dettagli delle serate organiz¬zate in un appartamento di Bari che lo stesso Frisullo aveva affittato e subito dopo specifica quali vantaggi ab¬bia poi ottenuto per questa sua disponibilità. Il nome di Frisullo era già emerso nelle intercettazioni telefoniche di¬sposte dal giudice, ma lui aveva minacciato di querela¬re «chiunque si permetterà di accostare il mio nome a queste vicende».
Festini e sanità
Nella caserma della guar¬dia di Finanza, accompagna¬to dai suoi avvocati, Taranti¬ni comincia a verbalizzare. Sono le 15,13 di quel giorno di fine luglio. «Confermo di essere a conoscenza che Ma¬ria Teresa De Nicolò era una escort e di averla pagata affin¬ché effettuasse prestazioni sessuali in favore di terzi. Ri¬cordo di averle corrisposto 500 euro per le prestazione a Bari e 1000 euro per presta¬zioni fuori Bari se non ricor¬do male. Ora che ricordo me¬glio nella circostanza di una festa fatta a casa mia le offrii gratuitamente della cocaina. Quanto all’appartamento di via Giulio Petroni angolo via Extramurale Capruzzi si trat¬ta di un immobile preso in lo¬cazione da Gigi Zatterini, al¬l’epoca segretario particolare dell’assessore Frisullo. Io ave¬vo la disponibilità delle chia¬vi in quanto lo stesso Frisul¬lo me le diede nel 2007 chie¬dendomi di far effettuare dal¬la ditta di fiducia delle mie aziende opere di pulizia con cadenza se non ricordo male settimanale. Io ho trattenuto le chiavi per miei incontri oc¬casionali con alcune ragazze. Ricordo di aver accompagna¬to la De Nicolò in quell’appar¬tamento al fine di farla incon¬trare con lo stesso Frisullo, si¬curamente prima dell’estate 2008. Io e la De Nicolò ci trat¬tenemmo in quell’apparta¬mento fino all’arrivo del Fri¬sullo e quindi giunto que¬st’ultimo io andai via. In quel¬la stessa circostanza o forse in una successiva prima di al¬lontanarmi consumammo in tre un pasto. Credo che an¬che in altre circostanze ho fa¬vorito gli incontri della De Ni¬colò con Frisullo». Subito dopo Tarantini par¬la del rapporto con Vanessa Di Meglio, sua amica da dieci anni, che poi sarebbe stata anche a palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi: «Ho favori¬to nel 2007 e nel 2008 rispetti¬vamente due prestazioni ses¬suali della stessa con Sandro Frisullo, retribuendola con un importo che credo si aggi¬rasse sui 500 euro oltre a pa¬garle il biglietto aereo poiché la stessa veniva da Parigi ed ospitarla a Riva del Sole a Gio¬vinazzo. I biglietti aerei li ho acquistati presso l’agenzia della Transitalia ed il soggior¬no presso l’albergo l’ho retri¬buito con danaro prelevato da una delle società ricondu¬cibili alla mia famiglia».

I favori del politico
Nel corso dell’interrogato¬rio Tarantini evidenzia la con¬tropartita che avrebbe ottenu¬to: «Le attenzioni da me avu¬te nei confronti di Frisullo mi hanno consentito di esse¬re dallo stesso presentato al dottor Valente, direttore am¬ministrativo dell’Asl di Lec¬ce. Io avevo rappresentato a

Pd
Sandro Frisullo, ex vicepresidente Regione Puglia Frisullo le ragioni per le quali avevo interesse a conoscere il dottor Valente, vale a dire un’accelerazione dei paga¬menti per le prestazioni effet¬tuate dalle mie aziende e l’esecuzione di una delibera adottata in materia di acqui¬sto di tavoli operatori. So che Frisullo ha rappresentato più volte le mie esigenze al dot¬tor Valente ed io personal¬mente ne ho parlato con lo stesso Valente. I pagamenti sono avvenuti anche se co¬munque in ritardo, altrettan¬to per la delibera. La frequen¬tazione di Frisullo mi serviva soprattutto per acquistare vi¬sibilità agli occhi dei primari che portavo da Frisullo. Per quanto mi consti nessuno dei problemi rappresentato dai primari è stato mai risol¬to da Frisullo».

La cena elettorale
Tarantini nega di aver mai effettuato versamenti al parti¬to. E afferma: «Io non ho elar¬gito finanziamenti in favore di Frisullo, limitandomi a mettere a disposizione per le sue esigenze autisti e mie au¬tovetture in caso di urgenze, a fargli alcuni regali in occa¬sione delle festività e ad orga¬nizzare una cena elettorale in favore dell’onorevole D’Ale¬ma presso il ristorante 'La Pi¬gnata' nel 2007. Ricordo che alla cena erano presenti pri¬mari e dirigenti sanitari, il sindaco Emiliano, il vice coor¬dinatore regionale del Pd Dot¬tor Mazzarano, alcuni im¬prenditori baresi tra cui Stefa¬no
Miccolis e Vito Ladisa. Co¬munque conservo l’elenco e mi riservo di produrlo». Nel luglio scorso, quando si par¬lò per la prima volta di que¬sta cena, Emiliano raccontò che «Massimo mi aveva chia¬mato dicendomi di andare al ristorante perché lui era in ri¬tardo. Quando arrivai, vidi chi c’era e raggelai. Per que¬sto lo portai subito via». Subito dopo Tarantini rac¬conta di un altro manager che avrebbe partecipato agli incontri intimi con la sua amica Terry: «Ho favorito le prestazioni sessuali della De Nicolò in favore del dottor Antonio Colella, capo area ge¬stione patrimonio (della Re¬gione Puglia ndr ), in due o tre circostanze accompagnan¬do la predetta nelle vicinanze dell’Hotel 7 Mari e retribuen¬dola. In cambio ho ricevuto dal Dottor Colella alcuni favo¬ri che mi riservo di illustrare in seguito».

La manager Asl
Lo stesso giorno gli vengo¬no contestati alcuni episodi di «corruzione in concorso con il fratello Claudio e con Sabina Ilaria Tatò affinché le aziende da lui di fatto gestite potessero raggiungere posi¬zioni di preminenza nell’am¬bito della gestione di rappor¬ti commerciali con le Asl e con gli enti ospedalieri di rife¬rimento ». Anche in questo ca¬so Tarantini non nega e anzi si sofferma sul ruolo di Lea Cosentino la manager della Asl di Bari rimossa dal gover¬natore Nichi Vendola dopo essere finita nel registro de¬gli indagati. Ecco che cosa è scritto nel suo verbale: «Effet¬tivamente nell’incontro tenu¬tosi il 12 novembre 2008 presso il ristorante dell’Hotel Eden in Roma si stabilì che la dottoressa Tatò avrebbe con¬vinto, dietro riconoscimento di una somma di denaro in proporzione al numero di pa¬zienti inviati, una serie di me¬dici di base massimalisti ad inviare i propri pazienti pres¬so i centri della Tatò per visi¬te specialistiche nel settore ortopedico di modo che la stessa potesse di seguito in¬viare quei pazienti alla clini¬ca diretta dal professor Patel¬la in modo tale da consentire un incremento degli inter¬venti del professor Patella e quindi un incremento delle nostre forniture in favore del¬la sua clinica. Io prestai il mio assenso a questa ipotesi in quanto avevo grande inte¬resse a lavorare con la clinica del professor Patella e mi dis¬si pertanto disposto ad inter¬cedere presso l’avvocato Lea Cosentino, direttore generale dell’Asl Bari, perché la stessa soddisfacesse una serie ri¬chieste vantate dai centri ri¬conducibile alla Tatò nei con¬fronti della stessa Asl».

Le protesi
L’imprenditore pugliese nega di aver mai commesso illeciti sulla salute dei pazien¬ti come invece sarebbe emer¬so da alcune intercettazioni. E spiega: «Voglio precisare che sono portato ad esclude¬re che in quella sede o anche in seguito sia stata forzata la diagnosi nel senso di impian¬tare protesi a chi non ne ave¬va bisogno o ne aveva biso¬gno in maniera minore. Vo¬glio anche precisare che so¬no portato ad escludere che in quella sede o altrove siano state impiantate protesi per qualità e costo inferiori a quelle formalmente acquista¬te ed impiantate. Io promisi alla Tatò il mio interessamen¬to verso la Cosentino ed effet¬tivamente mi trovai a parlare con la Cosentino di quanto ri¬chiesto per il mio tramite dal¬la Tatò ma la Cosentino, che mal sopportava la Tatò, mi in¬dirizzò verso il direttore am¬ministrativo dottor Gianfran¬co Lippolis, che non diede se¬guito alle mie richieste. Non ho ricevuto alcun promemo¬ria della Tatò contenente i 10 punti delle sue richieste, né mi è stata prospettata l’even¬tualità di una mia partecipa¬zione ai proventi che la Tatò avrebbe potuto ricevere in ca¬so di accoglimento mio tra¬mite delle sue richieste. Devo peraltro escludere, avendo parlato con mio fratello Clau¬dio che tali richieste di per¬centuali fossero state a lui prospettate dalla Tatò. A se¬guito di quell’incontro ho ini¬ziato a vendere le protesi for¬nite dalle ditte riconducibili alla mia famiglia alla clinica del professor Patella diversa¬mente dal passato. Escludo che la Tatò abbia a seguito di quell’incontro dato seguito a quella parte concernente il di¬rottamento dei pazienti dai medici di base verso la clini¬ca del professor Patella an¬che perché quest’ultimo so¬stiene già un numero molto elevato di interventi ed ha una lunga lista d’attesa. Non escludo e mi riservo di con¬trollare di aver sponsorizzato il professor Vittorio Patella per la partecipazione a dei congressi, mentre non ho pa¬gato il viaggio a Las Vegas a suo figlio per la partecipazio¬ne all’Accademy. Escludo che quanto detto dal prof. Patella in ordine all’esigenza di in¬contrarci a cadenze fisse per conoscere il mio fatturato sia riconducibile all’esigenza di determinare l’importo di una tangente in suo favore. Non escludo che questa sua richie¬sta fosse finalizzata a verifica¬re quanto io avessi fatto per la Tatò ed a raffrontare il mio impegno con le protesi da me fornite e da lui impianta¬te » .
Angela Balenzano
Fiorenza Sarzanini
09 settembre 2009