Veltroni dopo l'antimafia, da Settembre lavora al conflitto d'interessi.

Riprendo questo post vecchiuccio da gennarocarotenuto, per mettere in luce le
 caratteristiche di un tipo di critica da sinistra alla sinistra, sempre centrato su alcuni punti, che a mio avviso, includono e riproducono il guasto della macchina sinistrorsa: quello che ormai si chiama, l'”imborghesito disfattista di sinistra”. Cioè quel tipo di sport ora di moda a sinistra, di sparare a zero sui vertici della dirigenza sinistrorsa, cui si è unito anche il Santoro. E' ormai un trend, una moda culturale, stare a sinistra ma sparare sui difetti della medesima e su quelli dei dirigenti. Bella roba! Un poco come dire, che uno può tirar qualche eresia, proprio perché ci crede. Io continuo a pensare che proprio quelli che ci credono devono starsene zitti e cheti, non cercare di pararsi il culo. Quanto all'imborghesito, mi fa credere che ad affibbiare la definizione sia gente che non conosce la storia dei Santoro, D'Alema, Fucsas, Mussi eccetera, tutti provenienti da famiglie super borghesi, dunque mai imborghesiti, semmai si erano disimborghesiti prima, (ammesso che lo abbiano fatto). Ormai lo sappiamo, i Ds sono la nuova DC e non c'è bisogno di dimostrare una sorpresa o
indignazione perché i dirigenti si comportano da democristiani, lo sappiamo.
 Il conflitto d'interessi e le decine di incontri svolti assieme al ministro Gentiloni con l'onnipresente Confalonieri, erano solo una furbata che serviva solo a parare il culo e poter dire che noi un dialogo l'abbiamo cercato, non è stato possibile trovare un punto d'incontro e dunque, nessuna legge sulle TV.Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us
Ma prima ancora, il conflitto d'interessi ha molte faccettature e i DS e Co. lo sanno benissimo: basta vedere quello che succede in Toscana, Emilia e Umbria, per capire l'intreccio e la intercambiabilità tra uomini Unicoop, imprese, amministratori. Non è un conflitto? No, è vero, perché la liquidità e intercambiabilità delle figure e posizioni, rende del tutto inutile parlare di conflitto d'interessi. Questo è il punto che la gente di sinistra, si fa per dire, deve considerare, e fin quando non lo farà, continuerà a trascinarsi nell'ambiguità, nel detto e non detto, e ancor più; nel detto è non fatto. Di più: che la legge sia preparata dal Veltroni, è la tragica essenza del popolo della sinistra, ridotto a identificarsi con un personaggio da fumetto, da Tom & Jerry, o da Happy Days della politica, per quanto diabolico e con abilità nel lavaggio del cervello.

La notizia che Walter Veltroni stia personalmente redigendo la “legge sul conflitto d’interessi”, che il centrosinistra doveva fare 15 anni fa (e che a meno che non sia ispirata direttamente da Patrizia, Noemi e altri autorevoli esponenti del PDL non passerà mai), ci restituisce il polso di un momento storico nel quale uno non sa se dire “finalmente, meglio tardi che mai” o contrirsi all’evanescenza di un progetto presentato solo a futura memoria e che non giungerà mai neanche in aula.  Attendiamo quindi senza nessuna trepidazione (tanto, a questo punto) la titanicità di un’Opera pensata per sfidare i millenni neanche fosse il “Corpus iuris civilis” di Giustiniano (per il quale, detto tra noi, bastarono cinque anni). Don Walter il visionario, a pochi mesi dal passo indietro dalla segreteria del PD che commosse il mondo, fa dunque passi avanti e si sgranchisce le gambe. Farà campagna per Dario Franceschini (se fossi il ferrarese toccherei ferro), vuole impegnarsi nell’antimafia (perché non prima?) e scrive la magna opera sul conflitto d’interessi. Caspita, ha scomodato perfino Roberto Zaccaria, ma dovrà costargli moltissimo un passo così conflittuale come “ci deve essere incompatibilità tra funzioni pubbliche e possesso di mezzi di comunicazione”, detto così, senza nemmeno la scappatoia di un “ma anche”.
Sbaglia chi pensa che un dirigente come Veltroni sia comunque una risorsa per il partito e il paese. Non lo è, ce ne sono ben altre di risorse, il suo tempo è passato come dimostra la tardività di questo progetto di legge. Se fosse coerente con se stesso si sarebbe già dimesso anche da deputato. Anzi in questo scrivere solo oggi finalmente una legge che ebbe il potere di scrivere e far approvare più di una volta da una maggioranza parlamentare (nella XII, XIII e pure nella XV legislatura) c’è tutta l’inconsistenza, il volontarismo, l’eroismo sterile e fine a se stesso del personaggio. Non solo: in quest’annuncio, che più che tardivo è anacronistico, c’è la sconfitta epocale di un’intera classe dirigente, quella post-comunista e quella della sinistra DC alla prima strutturalmente alleata in questi tre lustri fino al PD. Lenta, timida, spesso connivente, culturalmente succube, forse con fumosi ideali ma sicuramente senza idee, sulla quale ricadrà per intero la responsabilità di aver incaprettato l’Italia al berlusconismo che, come ebbe il coraggio di affermare Alberto Asor Rosa, è oramai il punto più basso della storia del nostro paese dall’Unità ad oggi, fascismo compreso.
In Africa (per il bene degli africani) è meglio che non vada Walter Veltroni. Ma Don Walter non aveva comprato una bella casa a New York con vista su Central Park dove andare in pensione?
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.itcorreggo/, Walter l'aveva comprato per il futuro della sua figlia. Comunque siamo in attesa trepidanti; siamo certi che il genio veltroniano si dispiegherà  presto all'Anti mafia e ne vedremo delle belle.

Aggiorno oggi 6 giugno 2010
Uno: Walter si è occupatoo del mistero di Petrolio, l'ultimo incompiuto lavoro di Pasolini, che in parte, è stato trovato da Dell'Utri, durante la fiera del libro. E dalli giù con l'interrogazione. Poi è andato in tre mesi in Tv ha presentare due suoi nuovi libri (altri due appartamenti a New York?), di cui  non ricordo il titolo. Adesso il lavoro si fa frenetico; si dice che nel suo ufficio si naviga in un mare di documenti, tutti volti a ricollegare gli attentati dei '70 e le stragi di mafia dei '90, sempre con la consulenza di Ciampi e di Piero Grasso. Nessuno può entrare nel suo ufficio, le pulizie le farà sua moglie, il rischi è troppo alto. Scommetto che a breve, Walter ci darà la spiegazione di una pista unica, che collega Piazza Fontana a Palermo, passando per la morte di Pasolini.


Solo una foto, mentre in Toscana i Nencini, Vannino Chiti e compagni si
prodigano in una campagna elettorale marziana, tra arresti, scandali e corruttele continue, questa è la foto che riepiloga i DS, guardatela, in futuro sentirete parlare di due di questi signori, per quello che faranno, oltre a quello che già sappiamo.
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