Vendola sei grande.

L'ex vicepresidente della Regione Puglia Frisullo ha ricevuto, secondo l'accusa,
 mazzette e vantaggi dall'imprenditore barese Tarantini. Tra questi, 12.000 euro mensili per 11 mesi nel 2008, oltre a una somma di 150.000 euro, capi di abbigliamento, buoni benzina e prestazioni sessuali da parte delle prostitute della scuderia di 'Gianpi'. Frisullo, sempre secondo l'accusa, avrebbe fatto vincere a Tarantini e all'altro imprenditore Domenico Marzocca (indagato a piede libero) alcuni appalti. Guardate che si tratta di roba vecchia, si conosceva da Settembre, anche se non in dettaglio; comunque il Giampi, aveva già vuotato il sacco.
E' grande Vendola: da quando c'è lui l'aria è cambiata, infatti gli hanno sterminato a forza di richieste di arresto e avvisi di indagine, mezza giunta. Ora è la volta del suo braccio destro, la definizione non è mia, Frisullo, uno dei soliti ex di qualcosa, come si vorrà farlo ricordare. Ora vedrete che razza di operazione di discredito partirà sul Giampa, quel Tarantini che l'ha messo in c..lo a tutti, e dopo essere stato incastrato, ha finito con il parlare, come sembra stia facendo a Firenze il Fusi (come avevamo auspicato, tanto, ormai a parlare ha tutto da guadagnare). Ma il Grande Vendola è l'uomo nuovo della sinistra, non dei DS, perché lui non si confonde con loro, anche se i suoi uomini sono tutti del polpettone chiamato DS. Grande gioia per quelli come me, che a Torino, durante le manifestazioni erano legnati dai provvedimenti adottati dal giovanissimo magistrato Luciano Violante, nell'apprendere che da tempo siede a tavola con tanti compagnucci di partito che fanno la fine dei Frisullo (ora venitemi a dire che
i pm che indagano si sono sbagliati, che siamo al solito caso di giustizia sbagliata, attendiamo i processi, e bla, bla, bla). Il Nichi Vendola, credeva di essersi liberato dalle mele marce che lui aveva messo , semplicemente con un rimpasto di giunta, insomma come dice Grillo, con una pezza, ma la pezza non serve quando alla base delle scelte c'è proprio lui, unico artefice delle nomine in giunta. La proprietà  transitiva non si applica alla politica lo sappiamo, altrimenti, si sa, il pesce che puzza è  dalla testa.  Naturalmente lui non sapeva niente, tutto si svolgeva alle sue spalle, un tradimento in piena regola, perciò cominciamo a tirar fuori i fazzoletti e a piangere con lui, per lo smacco subito. Ora aspettiamo le sue successive mosse, che se siamo abbastanza navigati verteranno su discorsetti da retroguardia d'attacco: - sono gli ultimi colpi di coda al cambiamento che ho introdotto e che sta funzionando -, tanto lo dice solo lui, e gli elettori gli danno ragione, sono comunque con lui, l'abbiamo visto anche recentemente. Sapete perché? Perché il marcio è troppo diffuso per consentire un vero ricambio e cambiamento e alla gente, uno come il Vendola va bene, anzi benone, che tanto di meglio non ce n'è. In un paese normale, come diceva l'altro grande tramesta, il genio del lavaggio del cervello, uno come Vendola sarebbew già a casa e da mesi, ma l'Italia si sa, non è normale per niente.Free Image Hosting at www.ImageShack.us
«Donne al pd Frisullo in cambio di favori. Le accompagnavo nel suo appartamento» L’imprenditore: pagai una cena elettorale per D’Alema, c’era anche il sindaco Emiliano Gianpaolo Tarantini BARI — Incontri con pro¬stitute organizzati per ricam¬biare i favori dell’allora vice¬presidente della Regione Pu¬glia Sandro Frisullo, del Parti¬to democratico. C’è anche questo nel verbale di interro¬gatorio del 29 luglio scorso di Gianpaolo Tarantini. L’im¬prenditore pugliese finito sotto inchiesta per corruzio¬ne, favoreggiamento della prostituzione e cessione di cocaina racconta i suoi rap¬porti con i politici del centro¬sinistra. E ammette di aver pagato il conto dell’ormai fa¬mosa cena elettorale alla qua¬le presero parte l’onorevole Massimo D’Alema e il sinda¬co Michele Emiliano. Rivela i dettagli delle serate organiz¬zate in un appartamento di Bari che lo stesso Frisullo aveva affittato e subito dopo specifica quali vantaggi ab¬bia poi ottenuto per questa sua disponibilità. Il nome di Frisullo era
già emerso nelle intercettazioni telefoniche di¬sposte dal giudice, ma lui aveva minacciato di querela¬re «chiunque si permetterà di accostare il mio nome a queste vicende».


Festini e sanità
Nella caserma della guar¬dia di Finanza, accompagna¬to dai suoi avvocati, Taranti¬ni comincia a verbalizzare. Sono le 15,13 di quel giorno di fine luglio. «Confermo di essere a conoscenza che Ma¬ria Teresa De Nicolò era una escort e di averla pagata affin¬ché effettuasse prestazioni sessuali in favore di terzi. Ri¬cordo di averle corrisposto 500 euro per le prestazione a Bari e 1000 euro per presta¬zioni fuori Bari se non ricor¬do male. Ora che ricordo me¬glio nella circostanza di una festa fatta a casa mia le offrii gratuitamente della cocaina. Quanto all’appartamento di via Giulio Petroni angolo via Extramurale Capruzzi si trat¬ta di un immobile preso in lo¬cazione da Gigi Zatterini, al¬l’epoca segretario particolare dell’assessore Frisullo. Io ave¬vo la disponibilità delle chia¬vi in quanto lo stesso Frisul¬lo me le diede nel 2007 chie¬dendomi di far effettuare dal¬la ditta di fiducia delle mie aziende opere di pulizia con cadenza se non ricordo male settimanale. Io ho trattenuto le chiavi per miei incontri oc¬casionali con alcune ragazze. Ricordo di aver accompagna¬to la De Nicolò in quell’appar¬tamento al fine di farla incon¬trare con lo stesso Frisullo, si¬curamente prima dell’estate 2008. Io e la De Nicolò ci trat¬tenemmo in quell’apparta¬mento fino all’arrivo del Fri¬sullo e quindi giunto que¬st’ultimo io andai via. In quel¬la stessa circostanza o forse in una successiva prima di al¬lontanarmi consumammo in tre un pasto. Credo che an¬che in altre circostanze ho fa¬vorito gli incontri della De Ni¬colò con Frisullo». Subito dopo Tarantini par¬la del rapporto con Vanessa Di Meglio, sua amica da dieci anni, che poi sarebbe stata anche a palazzo Grazioli da Silvio Berlusconi: «Ho favori¬to nel 2007 e nel 2008 rispetti¬vamente due prestazioni ses¬suali della stessa con Sandro Frisullo, retribuendola con un importo che credo si aggi¬rasse sui 500 euro oltre a pa¬garle il biglietto aereo poiché la stessa veniva da Parigi ed ospitarla a Riva del Sole a Gio¬vinazzo. I biglietti aerei li ho acquistati presso l’agenzia della Transitalia ed il soggior¬no presso l’albergo l’ho retri¬buito con danaro prelevato da una delle società ricondu¬cibili alla mia famiglia».


I favori del politico
Nel corso dell’interrogato¬rio Tarantini evidenzia la con¬tropartita che avrebbe ottenu¬to: «Le attenzioni da me avu¬te nei confronti di Frisullo mi hanno consentito di esse¬re dallo stesso presentato al dottor Valente, direttore am¬ministrativo dell’Asl di Lec¬ce. Io avevo rappresentato a


Pd
Sandro Frisullo, ex vicepresidente Regione Puglia Frisullo le ragioni per le quali avevo interesse a conoscere il dottor Valente, vale a dire un’accelerazione dei paga¬menti per le prestazioni effet¬tuate dalle mie aziende e l’esecuzione di una delibera adottata in materia di acqui¬sto di tavoli operatori. So che Frisullo ha rappresentato più volte le mie esigenze al dot¬tor Valente ed io personal¬mente ne ho parlato con lo stesso Valente. I pagamenti sono avvenuti anche se co¬munque in ritardo, altrettan¬to per la delibera. La frequen¬tazione di Frisullo mi serviva soprattutto per acquistare vi¬sibilità agli occhi dei primari che portavo da Frisullo. Per quanto mi consti nessuno dei problemi rappresentato dai primari è stato mai risol¬to da Frisullo».


La cena elettorale
Tarantini nega di aver mai effettuato versamenti al parti¬to. E afferma: «Io non ho elar¬gito finanziamenti in favore di Frisullo, limitandomi a mettere a disposizione per le sue esigenze autisti e mie au¬tovetture in caso di urgenze, a fargli alcuni regali in occa¬sione delle festività e ad orga¬nizzare una cena elettorale in favore dell’onorevole D’Ale¬ma presso il ristorante 'La Pi¬gnata' nel 2007. Ricordo che alla cena erano presenti pri¬mari e dirigenti sanitari, il sindaco Emiliano, il vice coor¬dinatore regionale del Pd Dot¬tor Mazzarano, alcuni im¬prenditori baresi tra cui Stefa¬no Miccolis e Vito Ladisa. Co¬munque conservo l’elenco e mi riservo di produrlo». Nel luglio scorso, quando si par¬lò per la prima volta di que¬sta cena, Emiliano raccontò che «Massimo mi aveva chia¬mato dicendomi di andare al ristorante perché lui era in ri¬tardo. Quando arrivai, vidi chi c’era e raggelai. Per que¬sto lo portai subito via». Subito dopo Tarantini rac¬conta di un altro manager che avrebbe partecipato agli incontri intimi con la sua amica Terry: «Ho favorito le prestazioni sessuali della De Nicolò in favore del dottor Antonio Colella, capo area ge¬stione patrimonio (della Re¬gione Puglia ndr ), in due o tre circostanze accompagnan¬do la predetta nelle vicinanze dell’Hotel 7 Mari e retribuen¬dola. In cambio ho ricevuto dal Dottor Colella alcuni favo¬ri che mi riservo di illustrare in seguito».


La manager Asl
Lo stesso giorno gli vengo¬no contestati alcuni episodi di «corruzione in concorso con il fratello Claudio e con Sabina Ilaria Tatò affinché le aziende da lui di fatto gestite potessero raggiungere posi¬zioni di preminenza nell’am¬bito della gestione di rappor¬ti commerciali con le Asl e con gli enti ospedalieri di rife¬rimento ». Anche in questo ca¬so Tarantini non nega e anzi si sofferma sul ruolo di Lea Cosentino la manager della Asl di Bari rimossa dal gover¬natore Nichi Vendola dopo essere finita nel registro de¬gli indagati. Ecco che cosa è scritto nel suo verbale: «Effet¬tivamente nell’incontro tenu¬tosi il 12 novembre 2008 presso il ristorante dell’Hotel Eden in Roma si stabilì che la dottoressa Tatò avrebbe con¬vinto, dietro riconoscimento di una somma di denaro in proporzione al numero di pa¬zienti inviati, una serie di me¬dici di base massimalisti ad inviare i propri pazienti pres¬so i centri della Tatò per visi¬te specialistiche nel settore ortopedico di modo che la stessa potesse di seguito in¬viare quei pazienti alla clini¬ca diretta dal professor Patel¬la in modo tale da consentire un incremento degli inter¬venti del professor Patella e quindi un incremento delle nostre forniture in favore del¬la sua clinica. Io prestai il mio assenso a questa ipotesi in quanto avevo grande inte¬resse a lavorare con la clinica del professor Patella e mi dis¬si pertanto disposto ad inter¬cedere presso l’avvocato Lea Cosentino, direttore generale dell’Asl Bari, perché la stessa soddisfacesse una serie ri¬chieste vantate dai centri ri¬conducibile alla Tatò nei con¬fronti della stessa Asl».
Le protesi
L’imprenditore pugliese nega di aver mai commesso illeciti sulla salute dei pazien¬ti come invece sarebbe emer¬so da alcune intercettazioni. E spiega: «Voglio precisare che sono portato ad esclude¬re che in quella sede o anche in seguito sia stata forzata la diagnosi nel senso di impian¬tare protesi a chi non ne ave¬va bisogno o ne aveva biso¬gno in maniera minore. Vo¬glio anche precisare che so¬no portato ad escludere che in quella sede o altrove siano state impiantate protesi per qualità e costo inferiori a quelle formalmente acquista¬te ed impiantate. Io promisi alla Tatò il mio interessamen¬to verso la Cosentino ed effet¬tivamente mi trovai a parlare con la Cosentino di quanto ri¬chiesto per il mio tramite dal¬la Tatò ma la Cosentino, che mal sopportava la Tatò, mi in¬dirizzò verso il direttore am¬ministrativo dottor Gianfran¬co Lippolis, che non diede se¬guito alle mie richieste. Non ho ricevuto alcun promemo¬ria della Tatò contenente i 10 punti delle sue richieste, né mi è stata prospettata l’even¬tualità di una mia partecipa¬zione ai proventi che la Tatò avrebbe potuto ricevere in ca¬so di accoglimento mio tra¬mite delle sue richieste. Devo peraltro escludere, avendo parlato con mio fratello Clau¬dio che tali richieste di per¬centuali fossero state a lui prospettate dalla Tatò. A se¬guito di quell’incontro ho ini¬ziato a vendere le protesi for¬nite dalle ditte riconducibili alla mia famiglia alla clinica del professor Patella diversa¬mente dal passato. Escludo che la Tatò abbia a seguito di quell’incontro dato seguito a quella parte concernente il di¬rottamento dei pazienti dai medici di base verso la clini¬ca del professor Patella an¬che perché quest’ultimo so¬stiene già un numero molto elevato di interventi ed ha una lunga lista d’attesa. Non escludo e mi riservo di con¬trollare di aver sponsorizzato il professor Vittorio Patella per la partecipazione a dei congressi, mentre non ho pa¬gato il viaggio a Las Vegas a suo figlio per la partecipazio¬ne all’Accademy. Escludo che quanto detto dal prof. Patella in ordine all’esigenza di in¬contrarci a cadenze fisse per conoscere il mio fatturato sia riconducibile all’esigenza di determinare l’importo di una tangente in suo favore. Non escludo che questa sua richie¬sta fosse finalizzata a verifica¬re quanto io avessi fatto per la Tatò ed a raffrontare il mio impegno con le protesi da me fornite e da lui impianta¬te » .
Angela Balenzano Fiorenza Sarzanini  09 settembre 2009

L'ex vicepresidente della Regione Puglia Sandro Frisullo, del Pd, è stato arrestato
oggi assieme ad altre tre persone per associazione per delinquere e turbativa
d'asta nell'ambito dell'inchiesta sui presunti illeciti nella sanità pugliese.
Lo riferisce la Procura di Bari in una nota. Frisullo, che era assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, è stato arrestato su richiesta della Procura di Bari dai militari del Nucleo di Polizia tributaria. Oltre a lui sono stati arrestati il direttore amministrativo della Asl di Lecce Vincenzo Valente, il primario di neurochirurgia dell'Ospedale Fazzi di Lecce Antonio Montinaro e Roberto Andrioli, funzionario dell'Area gestione patrimonio della Asl di Lecce. Per gli ultimi due sono stati disposti gli arresti domiciliari.
"I gravi indizi si fondano sulle intercettazioni telefoniche ed ambientali, sulla disamina della documentazione acquisita..., dalla dichiarazioni di Gianpaolo Tarantini (arrestato lo scorso settembre nell'ambito dell'inchiesta pugliese su un giro di escort e politici, ndr) e di numerose persone informate dei fatti", si legge nella nota. Agli arrestati il gip contesta i reati di turbativa d'asta e di "associazione per delinquere finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati contro la Pubblica Amministrazione e contro la Fede Pubblica, nell'ambito dell'attività svolta dalla Asl di Lecce, segnatamente nella gestione delle gare e delle trattative per l'acquisto di attrezzature sanitarie e strumentari chirurgici e per l'affidamento dei servizi da espletare nell'ambito delle relative strutture sanitarie, gestione attuata avvantaggiando le società dei fratelli Tarantini".
Secondo i magistrati, si legge ancora nella nota, Frisullo "si adoperava per accreditare i fratelli Tarantini e far ottenere alle aziende riconducibili a questi ultimi commesse in cambio del pagamento di somme di danaro in contanti, favori di natura sessuale e altri vantaggi patrimoniali (utilizzo di autovettura ed autista, acquisiti presso esercizi commerciali, servizi di pulizia presso la propria dimora)". In seguito al presunto coinvolgimento nello scandalo della sanità pugliese di Frisullo e dell'ex assessore regionale alla Salute Alberto Tedesco, oggi al Senato nelle file del Pd, il governatore Nichi Vendola aveva azzerato la Giunta regionale. Per quanto riguarda Tarantini, il suo nome era emerso in relazione al caso della escort Patrizia D'Addario che ha detto di avere trascorso una notte con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli e avrebbe depositato alla Procura di Bari video, foto e registrazioni delle due visite nella residenza romana del premier. Secondo i magistrati, Tarantini avrebbe utilizzato escort o donne immagine per ottenere contatti utili in ambienti politici per le sue attività imprenditoriali.

Ritorno al futuro
Borse di studio per dottorati di ricerca in cambio del voto alle regionali in Puglia: è quanto denunciano i parlamentari Sisto e Lettieri del Popolo della Libertà con un esposto presentato in Procura a Bari, sulla base di una mail inviata dall’assessorato regionale a Lavoro e Formazione professionale ai giovani studenti pugliesi che hanno ricevuto finanziamenti nell’ambito del progetto “Ritorno al futuro”. Il testo della mail informa i ragazzi di aver diritto alla borsa di studio, ricordando che sarà la Regione a farsi carico delle spese del dottorato. “Un’iniziativa – è scritto testualmente con firma dell’assessore Michele Losappio – che è nata con questo governo regionale. Spero che l’apprezzerai – dice rivolgendosi al destinatario della mail – insieme alla nostra determinazione a portarla a termine e che ci consentirai di continuare in questa azione dandoci fiducia e consenso nell’ormai prossimo appuntamento di fine marzo che chiama tutti i pugliesi alle proprie responsabilità”. E’ proprio in quest’ultimo passaggio che il Pdl legge un chiaro tentativo da parte dell’attuale governo regionale di accaparrarsi i voti di chi ha ricevuto quei fondi. Da qui la denuncia penale in cui si ipotizzano i reati di peculato, abuso d’ufficio e voto di scambio.