Giornalismo, Inchiesta ,Pulitzer, Riotta.

Al solito, Il Prof. Gianni Riotta (si vanta di aver fatto parte di LC, ma io non l'ho
mai visto, anche se è certo che almeno per qualche mese ha frequentato), non ha perso tempo nel concludere che il giornalismo d'inchiesta lo possono fare solo i grandi giornali, che soli, possono permettersi i mezzi necessari, al cui cospetto, gli straccioni dei blog, non possono che restare astanti, in attesa delle scoperte dei valenti giornalisti professionisti. Comunque, se qualcuno conosce un'intervista
 Pubblicato qui   .lsdi.it/2010/04/19/per

veramente interessante, o meglio uno scoop o un'inchiesta del Gianni, let me know. (Me lo ricordo, l'occhialuto G.R., mentre prendeva posto nel campetto di calcio a NY, dopo essere uscito dalla redazione del CdS, e a noi, del gruppo di ricercatori a Staten, ci sembrava pieno di sé, forse ci siamo sbagliati).
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Guarda caso, quest'anno il Pulitzer per il Giornalismo d'Inchiesta è stato assegnato a un giornale online, presente solo sul web, ProPublica.org, un sito finanziato da comunissimi quanto banalissimi e inutili cittadini, e da qualche buon facoltoso elargitore, che hanno sostenuto l'inchiesta sulle vicende che hanno riguardato l'Uragano Katrina e la gestione degli Ospedali.
Gianni Riotta sono sicuro che si sarà subito attivato per mandare un fax di felicitazioni al sito, date le sue doti di fairplay e understatement brittstyle. ilsole24ore
In ogni caso posso attestare che riguardo i blog puri, ospitati su host gratuiti, con argomenti originali e di attualità, solo il 2%, per fare una cifra, dice qualcosa di buono e anche più che buono. E' inevitabile, comprensibile e del tutto accettabile: in fondo basta formarsi una propria lista di preferiti e lasciare le milionate di siti presenti sulla rete andare alla deriva. E magari condividere i contenuti, gusti e preferenze sui socialnetwork, con una ristretta cerchia selezionata di friends, per eliminare ulteriormente tutta la spazzatura che gira in rete, o quasi.