Grande gioia da Luciano Violante, uomo della legalità.

Devo dire che sul finale di carriera, Luciano Violante ci sta dando una notevole
 gioia, dopo la candidatura di De Luca in Campania, ora la vicenda Enel, e tutto quello che ne consegue.  Non ci sarà niente di illegale nel suo comportamento, ma a noi, che siamo di bocca buona, basta e avanza così.
Violante ha "ordinato" Alfano ha eseguito di Marco Lillo  IL FATTO QUOTIDIANO - 22 Quello che è accaduto ieri a Rovigo sarà ricordato come il punto più basso della parabola di Luciano Violante.
gennaio 2010 pag. 3
L'8 gennaio scorso Peter Gomez aveva scritto su Il Fatto un articolo profetico dal titolo: Violante dà i consigli ad Alfano: manda gli ispettori dai pm di Rovigo. E ieri gli ispettori del ministro Alfano sono arrivati davvero. Due magistrati in
funzione al ministero si sono materializzati e hanno cominciato a scartabellare gli atti compiuti dai pm veneti che indagano sulla conversione della centrale Enel di Porto Tolle dal gas al carbone. Dall'Ispettorato diretto da Arcibaldo Miller confermano: "Abbiamo avviato un'inchiesta amministrativa per verificare se le accuse dell'onorevole Violante ai pm sono veritiere".
Da non crederci. L'uomo soprannominato piccolo Vishinski venti anni fa da Francesco Cossiga, l'ex pm descritto dalla spia Pio Pompa nel 2001 come il capo della piovra delle toghe rosse, oggi – pur di far dimenticare il suo passato – è arrivato a denunciare i suoi ex colleghi al ministro Alfano, che ovviamente li indaga. In ballo ci sono interessi miliardari. L'inchiesta che Violante vorrebbe bloccare con l'aiuto di Alfano parte dagli accertamenti sull'inquinamento prodotto dall'impianto Enel. La centrale è stata già oggetto di
un processo. In primo grado i pm hanno ottenuto la condanna dei vertici della società. In appello gli ex amministratori sono stati assolti. In questa classica battaglia tra la grande società e i cittadini, Violante sta con l'Enel. Per lui la nuova centrale a carbone è meno inquinante di quella vecchia a gas. Free Image Hosting at www.ImageShack.usAnche se Violante presiede l'associazione "Italia decide", nella quale l'Enel figura come socio fondatore, non ha avuto nessun imbarazzo il 5 gennaio scorso, a Cortinaincontra, il salotto di Enrico e Iole Cisnetto, tra una mostra di Marina Ripa di Meana e un dibattito di Marta Marzotto, a sparare sulla Procura di Rovigo: "Il ministro della Giustizia dovrebbe fare delle ispezioni e capire se un'autorità giudiziaria può compiere un atto di questo genere, sequestrando un atto che non c'è, intimidendo sostanzialmente quelli che dovevano prendere la decisione". La colpa dei pm? Quando i consulenti avevano segnalato "l'esposizione da parte di Enel di dati ritenuti non reali" la Procura ha chiesto al ministero "l'invio di tutti gli atti". Tanto è bastato per dare al piccolo Vishinsky una scossa. Elettrica.


Meno male che c’è D’Alema     23 dicembre 2009 — Twilight of my Country


Il Generale Pollari, ex capo del SISMI dal 2001 al 2007 e l’analista del SISMI Pio Pompa sono sotto processo per aver illegalmente spiato e schedato giornalisti, magistrati, politici dell’opposizione, durante il secondo governo Berlusconi (2001 – 2006).
L’archivio riservato del SISMI, sequestrato nel 2006 a Roma, comprendeva dossier su pubblici ministeri di Milano, come Bruti Liberati, Boccassini, De Pasquale, Borrelli, Davigo, Taddei, D’Ambrosio, Greco, Ichino, Carnevali, Colombo e Napoleone; i pubblici ministeri di Roma Loris D’Ambrosio, Almerighi, Salvi, Cesqui, Sabella; i pubblici ministeri di Palermo Ingroia, Principato, Natoli e l’ex procuratore capo Giancarlo Caselli; inoltre, altri magistrati come i fratelli Mancuso, Monetti, Melillo, Perduca, Casson, Lembo, Vaudano, e perfino il magistrato francese Barbe e lo spagnolo Garzòn. A questo si aggiungono vari giornalisti ed intellettuali: Furio Colombo, Arlacchi, Flores d’Arcais, Santoro, Ruotolo, Pennarola, Cinquegrani, Giulietti, Serventi Longhi, Giulietto Chiesa, Eric Jozsef, Gomez, Barbacetto e Travaglio, D’Avanzo e Bonini. Editori come De Benedetti e poi politici come Violante, Brutti, Veltri, Visco, Leoluca Orlando e Di Pietro.
Tutto questo distorce la finalità istituzionale del servizio segreto, che da strumento per la difesa delle istituzioni è stato usato come arma per la raccolta di informazioni su personaggi che potessero “danneggiare” Berlusconi. Ovvero per carpire informazioni sulle indagini in corso sul Presidente del Consiglio e per raccogliere informazioni su giornalisti scomodi ed *alcuni* politici d’opposizione, da poter usare poi probabilmente come arma da ricatto. A questo si è aggiunta la produzione di notizie false, costruite ad arte, per infamare le persone “monitorate” o la ricerca di informazioni tramite “collaboratori” pagati (celeberrima ormai la visita dell’allora giornalista di Libero Renato Farina, nome in codice “Betulla”, che cerca di carpire informazioni al pm Spataro. Il quale, indagando su queste attività del SISMI sa già benissimo il motivo per cui Betulla è stato mandato da lui.) La Presidenza del Consiglio, sia nelle vesti di Berlusconi prima, che poi di Romano Prodi nel 2007-2008, ha apposto il segreto di Stato a queste attività del SISMI. Il Presidente del Consiglio in carica (sempre Berlusconi, per chi se lo fosse dimenticato), non intende rimuoverlo per il processo in corso al generale Pollari ed a Pio Pompa. L’unico organismo che è in grado di rimuovere il segreto di Stato è il COPASIR, l’organismo parlamentare (il cui presidente spetta all’opposizione) che monitora l’attività dei servizi segreti. Se il COPASIR deciderà di non rimuovere il segreto di stato, non sapremo bene come è andato anche questo bel pezzo di storia italiana. Avete capito adesso perché si sta parlando tanto di inciucio in questi giorni, e D’Alema, grande estimatore del Generale Pollari ed ormai *nota* spalla di Berlusconi (sempre per chi non sta ancora dormendo), è in pole position per la carica di presidente del COPASIR dopo le recenti dimissioni di Rutelli?