Michele Ainis, un decalogo di cambiamento sociale.

Forse è puro utopismo letterario, ma ci piacerebbe... Una nota: perché scrivere un
libro cartaceo quando esiste la rete? Diffido degli scrittori di libri di riforma o protesta, quando poi passano per l'ufficio marketing degli editori.
LA CURA Dieci proposte per costruire una società basata sul merito, la legalità e l’uguaglianza  Chiarelettere, pp. 183, euro 14,00 - in libreria

Il decalogo

1. Disarmare le lobby

Contro il potere delle lobby serve disciplinare la liberta d’associazione, rendendo pubblici i nomi degli iscritti, stabilendo un regime di incompatibilità, demolendo la regola della cooptazione; e serve inoltre
una legge sui gruppi di pressione, cosi come serve azzerare con un colpo di spugna gli ordini professionali.

2. Rompere l’oligarchia di partiti e sindacati

Partiti e sindacati nuotano in una zona franca del diritto, nessuna regola giuridica ne garantisce la democrazia interna; serve perciò una legge contro il potere delle loro oligarchie, e per converso serve togliere i vincoli di legge per candidarsi alle elezioni.

3. Dare voce alle minoranze

Per restituire fiato alle energie penalizzate da una discriminazione di genere o di
razza o di qualsiasi altra natura, per superare il pregiudizio che mortifica le qualità degli individui, servono azioni positive precedute da analisi statistiche, e che siano inoltre temporanee, irretroattive, flessibili e graduali.

4. Annullare i privilegi della nascita

Per superare le strettoie del nepotismo, per neutralizzare almeno in parte i privilegi della nascita, servono da un lato le imposte di successione; dall’altro lato, una penalità per chi concorra a ottenere la
stessa posizione che hanno gia raggiunto i propri genitori.

5. Rifondare l’università sul merito

Per restituire all’università la propria autorità perduta bisogna inocularvi la linfa della meritocrazia; bisogna perciò abolire il valore legale del titolo di studio, liberalizzare gli stipendi dei docenti, mettere un voto in pagella ai professori.

6. Garantire l’equità dei concorsi

Contro i favoritismi, contro gli abusi che inquinano assunzioni e promozioni dei dipendenti pubblici, servono procedure garantite dal sorteggio dei commissari di concorso.

7. Neutralizzare i conflitti d’interesse

Per rompere gli interessi coalizzati e necessario dividere con un colpo d’accetta controllati e controllori, vietando ai primi di scegliersi i secondi, abolendo l’autodichia, proibendo o scoraggiando le doppie poltrone.

8. Favorire il ricambio della classe dirigente

Se il potere e chiuso a chiave da un’oligarchia impermeabile al ricambio, se nella società politica cosi come nella società civile si moltiplicano le poltrone a vita, e necessario imporre la rotazione delle cariche (e delle sedi) attraverso un limite assoluto di due mandati per ogni cittadino.

9. Impedire il governo degli inetti

L’ignoranza al potere si combatte reclamando un titolo di studio per chi si presenta a un’elezione, e reclamando inoltre precise competenze per chi ricopre ruoli di governo.

10. Promuovere il controllo democratico

Per accorciare la distanza fra governanti e governati serve un’iniezione di democrazia diretta, sia nella società politica, sia nella società civile; più in particolare, bisognerà introdurre la revoca degli eletti e generalizzare la mozione di sfiducia, sia verso i presidenti delle assemblee parlamentari, sia verso i rettori, i dirigenti sindacali, i presidenti di qualunque circolo sociale.


Michele Ainis, costituzionalista, è un siciliano trapiantato a Roma da vent’anni e passa. A Messina, nel 1978, scrive la sua tesi di laurea con la guida di Temistocle Martines, che successivamente lo avvia alla carriera accademica, e soprattutto gli impartisce una lezione di rigore civile. La legge oscura (Laterza 1997, nuova edizione 2002, più volte ristampato); Se 50.000 leggi vi sembran poche (Mondadori 1999); L’ordinamento della cultura (Giuffrè 2003, nuova edizione 2008, con M. Fiorillo); La libertà perduta (Laterza 2003); Le libertà negate (Rizzoli 2004); Vita e morte di una Costituzione (Laterza 2006); Stato matto (Garzanti 2007); Chiesa padrona (Garzanti 2009). Ainis ha anche pubblicato, insieme a Martines, un Codice costituzionale, che ha ricevuto due edizioni per i tipi di Laterza (l’ultima nel 2002), sei edizioni per i tipi della Led (l’ultima nel 2007. Sporadicamente sul «Corriere della Sera» (nel 1997), «Italia Oggi» (1998-2000), «Il Riformista» (2003-2006), «Panorama» (2005), «Il Sole 24 Ore» (2009). In modo organico e continuativo su «La Stampa», dal 1998 in poi. Quanto all’insegnamento, comincia nel 1984. Come ricercatore a Messina, poi a «La Sapienza» di Roma, quindi (da ordinario) all’Università di Teramo, infine a «Roma Tre