Noemi Letizia, Casoria, Villa Santa Chiara.

Il 26 Aprile, è il 19 simo compleanno di Noemi Letizia, e conoscendo le abitudini
 e i comportamenti del Berlusconi, sicuramente non mancherà un presente. Stiamo a vedere. Intanto vi riepilogo quella serata, in piena emergenza rifiuti, poi brillantemente risolta dal Bertolaso e dalla sua macchina (così si è detto e si è fatto passare in Tv). Intanto Noemi si è regalata naso, bocca e seni nuovi, non per vanità o altro, ma per realizzare il suo sogno di fare l'attrice, e quindi aderire agli stereotipi omologanti di Hollywood. Oggi è ancora un fiore, bella e algida, studia in una scuola per fare il grafico, tenuta nascosta, e dice, ed è vero, che per un anno non è mai uscita di casa, pur potendo sfruttare la sua notorietà. Aspetta di poter dimostrare le sue doti e qualità. Io non trovo nulla da ridire, forse si è montata una storia fin troppo forte, sulla scorta delle dichiarazioni di Veronica. Lasciamola un poco in pace, Noemi e auguri. foto qui---> ultimigossip.myblog
Sul clamore della partecipazione del Berlusconi aggiungo: ma solo un cretino patentato può credere che uno si reca a una festa del genere, con tanto di fotografo di Chi al seguito, per poi non finire sui giornali. Lo scopo? Porre l'attenzione su di sé e distogliere il vero problema, la monnezza a Casoria, accatastata da ogni parte e lungo le strade.
Su Casoria, la Portofino del Sud, basta fare un giretto per capire che razza di
deturpamento urbanistico è stato realizzato in soli venti anni. Aspettiamo il
federalismo, quello vero, è la risposta inevitabile di molta gente del Nord e Centro Nord, perché uno non si può preoccupare del trasando che altri, lontano da lui, pongono in essere, chiamandolo a pagare. Ci sono stati giorni
migliori, questo è sicuro. Ed è curioso che l’affaire sia avvenuto proprio nel luogo che ha segnato l’alfa e l’omega di Casoria, la zona industriale. All’inizio de-gli anni Sessanta era la città simbolo del tentativo di rilancio industriale del Mezzogiorno. C’era il quartier generale della Rhodiatoce, che spopolava a Carosello con Caio Gregorio, er Guardiano del Pretorio; c’erano le Acciaierie delSud, c’era insomma un distretto che nel momento migliore il 1971 - era arrivato a contare la presenza di 119 aziende. In quel decennio la popolazione raddoppiò, da 26mila a 54mila abitanti, trasformando un paesone agricolo in una città vera e propria. Il tramonto fu veloce, inarrestabile. All’inizio degli anni Ottanta non rimaneva più nulla, e l’unica cosa che continuò a crescere fu il
numero degli abitanti - oggi sono 84.000 - e la pessima reputazione. Periferia Nord di Napoli, e ormai basta la parola. Da  qualche anno, quella fetta di terra stretta tra Capodichino e Marcianise è diventata un concentrato del male moderno. A pochi chilometri l’uno dall’altro è possibile trovare le discariche di Giugliano e Chiaiano, lo sfacelo sociale di Secondigliano e Scampia, l’inceneritore di Acerra e ovviamente la Gomorra dei Casalesi. Per questo, continua Macry, «Casoria, ai cronisti famelici, dev’essere sembrata un’occasione succulenta per libere associazioni freudiane, la location perfetta di storie torbide, patti e ricatti, cosche e sesso trash, politica grassa e sudata, coca a volontà».IL POLO DEL DIVERTIMENTO Casoria è un punto indistinto di quell’hinterland napoletano che si espande fino a Caserta, dove si fatica a distinguere una città o una realtà dall’altra, tutto è immerso in un grigio indistinto. È difficile capire dove cominci e dove finisca, dove sia il confine con Afragola, che ha dato i natali ad Antonio
Bassolino, o Frattamaggiore. Esiste un centro storico, che ogni tanto fa notizia per via di qualche crollo. La periferia, con i suoi centri commerciali e i parcheggi enormi, sembra essere tenuta meglio del vecchio borgo. È un posto ben servito da
autostrade, funicolare e mezzi pubblici. Ma ogni mattina, dal quartiere della Cittadella, si assiste allo spettacolo dei vecchi pullmini abusivi, carrozzeria arrugginita, gomme lisce come le guance di un bambino, che portano i pendolari a
Napoli, scaricandoli in piazza Garibaldi. «Costa meno, ed è più veloce », dice Enzo, un ingegnere informatico. Un posto buono solo per venirci a dormire, dice. Con la più alta percentuale di disoccupazione tra tutti i comuni della provincia di
Napoli, che già viaggiano in doppia cifra. Giuseppe Pesce, scrittore e giornalista, è autore di Casoria, Ricostruire la memoria di una città. «Per molti, ormai, è solo Napoli sotto altro nome. Speculazione, abusivismo, abbandono ed ignoranza hanno trasformato e cancellato molti luoghi, sfregiando irrimediabilmente il centro storico e divorando il distretto rurale».La cattiva reputazione è stata costruita con pazienza certosina. Nel 2005, il Consiglio comunale aveva il
record di indagati pro capite, e venne sciolto per infiltrazioni camorristiche.Free Image Hosting at www.ImageShack.us
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CASORIA — Don Mario annuisce, ammicca, strizza l’occhio, strattona un po’ per la giacca il direttore di sala. Insomma, ha timore di parlare. E teme che possano farlo gli altri suoi dipendenti. È lui il proprietario di Villa Santa Chiara, il locale sulla circumvallazione di Casoria dove Noemi Letizia ha festeggiato i suoi diciotto anni, domenica 26 aprile, ricevendo come sorpresa la visita improvvisa del premier, Silvio Berlusconi. L’amministratore unico è il figlio di don Mario, Rocco Iodice, che da una decina di anni ha trasformato un ex capannone dove era allocato un negozio di abbigliamento in struttura per ricevimenti. «Facciamo qualche battesimo, promesse di matrimonio, feste di compleanno. Ma niente matrimoni: il posto è quello che è. Non siamo mica il Quisisiana di Capri», precisa Rocco, «insomma, la nostra è una struttura a gestione familiare. Una notte vado io a letto alle due del mattino e l’altra ci va papà. Siamo affittuari, neanche proprietari». Il Cavaliere, dalle candide poltrone di Porta a Porta, ha lanciato la sua sfida ai giornali: «Vadano a chiedere a Villa Santa Chiara come sono andate realmente le cose».
E qui, a Casoria, sulla circumvallazione, le porte improvvisamente si spalancano, dopo aver rifiutato per giorni sollecitazioni incalzanti e richieste pressanti dei giornalisti. La parola di Berlusconi è riuscita ancora una volta a far miracoli. «È stato un fulmine a ciel sereno», si lascia scappare don Mario, ex fornaio che oggi spera di regalare un sogno ai suoi clienti e a se stesso tra fontane, stucchi e piscina in una incerta rievocazione del Kitsch di Las Vegas. E con il sorriso compiacente aggiunge: «Noi, persone così umili: e chi se lo aspettava. Avere come ospite il presidente Berlusconi. Per qualche attimo mi ha anche invitato a sedere allo stesso tavolo. Con il papà della ragazza, la mamma». E di cosa avete parlato? «Niente, di niente. Io ero soltanto emozionato». Il Cavaliere, secondo quanto raccontano, sarebbe arrivato un po’ dopo le 21,30 nella sala Miami di Villa Santa Chiara, con la sua auto e altre due della scorta. Non solo, con lui anche il suo fotografo ufficiale, autore degli scatti pubblicati dal settimanale Chi. «Si è trattenuto il tempo giusto per le fotografie. Con gli invitati, non più di una sessantina. E con i cuochi, i camerieri». E quel signore dai capelli irti e con la t-shirt con su impresso «Song ’e Napule»? «Ah, non lo conosciamo», si ritrae il proprietario, «forse è un amico del cuoco». C’è addirittura uno col pizzetto che appoggia la mano sulla spalla del premier. «Macché taroccate e taroccate», replica il direttore di sala Pasquale Iorio, «quelle foto sono vere. Anzi, sa cosa le dico? Io, prima di domenica, per Berlusconi non nutrivo molte simpatie. Invece, è uno come noi. Del popolo». Iorio dice di avergli servito un «coppetto fritto e una caprese, ma alla fine ha assaggiato solo qualcosa. È rimasto seduto al tavolo all’angolo. Poi, si è concesso alle foto e non si è capito più nulla. Tutti a farsi ritrarre con il presidente». La festa di Noemi è terminata intorno all’una. «Ma Berlusconi», dice Rocco, l’amministratore, «è andato via prima di mezzanotte. Comunque, prima che la ragazza spegnesse le candeline sulla torta». E di Benedetto detto Elio, il papà di Noemi? E della mamma, la signora Anna Palumbo? «Mai visti prima», risponde il proprietario, «hanno prenotato la sala un mese e mezzo fa, sono venuti, hanno festeggiato, hanno pagato e se ne sono andati». Neanche un po’ di sconto per aver invitato Berlusconi alla festa? «Niente, il papà di Noemi (si chiama così la ragazza?) ha pagato, senza fare storie». Arriva anche la troupe di Annozero, con Sandro Ruotolo. La trasmissione, in onda stasera alle 21 su Raidue, avrà un collegamento in diretta dalla piscina dinanzi alla sala Miami. La sala della festa, dove Noemi ha avuto come regalo una collana con ciondolo di brillantini e come sorpresa gli auguri ravvicinati del premier.