Versilia, svincolo alberghiero, speculazione immobiliare.

Con il Panoramic a Camaiore, (comune-viareggio-e-camaiore-sopraffatti), a parte la
vicenda perlomeno stranetta della
mancata risposta alla precedente società, con richiesta risarcimenti miliardari, siamo al 60mo albergo o pensione che si svuota o abbatte, per farne dei mini appartamenti o residence. Tutti contenti, i proprietari, gli immobiliaristi, e gli abitanti, che si trasferiscono a lavorare in altre strutture ricettive, più grandi, quelle delle mega catene, con 100 o 200 stanze. Saranno contenti anche  i turisti, nel lungo periodo? Prima o poi quei turisti amanti della piccola pensione, ben condotta, finiranno per spostarsi verso altri lidi, meno massificati e per  contro, si avranno centinaia di appartamenti, villine bifamiliari, residence che resteranno sfitti, deserti, conferendo un aspetto di austera desolazione all'ambiente.  La scommessa del mattone, inevitabile, ma non criticata da alcuna forza versiliese, avrà i suoi costi, e li vedremo solo tra qualche anno. Per adesso, accontentiamoci di sapere che la mentalità aperta e pratica del versiliese è portata ad affermare che: meno alberghi e più appartamenti  fa lo stesso, basta che la gente venga. Giusto.
La Versilia sta cambiando pelle e il fenomeno non è solo economico perché a Viareggio, a Forte dei Marmi, la storia degli hotel spesso coincide con la storia delle città. Ma al tempo stesso qui la speculazione edilizia è incoraggiata da una rendita immobiliare alle stelle, che non ha paragoni con altre forme di investimento finanziario. E il grande patrimonio immobiliare è rappresentato dagli alberghi. Ve ne sono una ventina che hanno chiesto all?a mministrazione comunale il cosiddetto “svincolo”, la possibilità cioè di trasformare l'attuale volumetria ad uso turistico-ricettivo in appartamenti di piccole dimensioni ma di prezzo elevato, anche più di 5mila euro al metro quadro.
Cambia la pelle della Versilia e si trasforma, di pari passo, la struttura economica. A cedere il passo sono i piccoli alberghi e le pensioni a una e due stelle che per anni hanno rappresentato la struttura economica della città, il modello di turismo versiliese a condizione familiare. Spengono le insegne infatti i piccoli alberghi nati negli anni Sessanta, quelli che in definitiva hanno stimolato anche il mercato di settori più lussuosi. Tanto che il fenomeno non ha risparmiato neppure grandi strutture, se è vero che nomi prestigiosi, come il “Royal” e il “Regina” hanno già tentato la strada della trasformazione in appartamenti. Finora il fenomeno dello “svincolo” e dunque della perdita di alberghi e posti letto non ha avuto una forte incidenza sugli arrivi e sulle presenze.