Walter Veltroni, Augusto Minzolini, FGCI, Comunismo.

Cosa hanno in comune questi target del post? Nessuno, direbbe Walter Veltroni.
 Proviamo a fare un poco di mente locale.
Walter dichiara che - si può essere iscritti al Pci senza essere comunisti;
Walter, quando era leader della FGCI, i nostri nemici per noi di LC, sapete cosa faceva? «Veltroni arrivava con la sua borsa di pelle piena di ciclostilati, vuota di idee. Vestito da funzionario di partito, capelli pettinati, pantaloni con la riga».
E il ricordo di quella riunione che portò all’espulsione, non è meno agitato. I dissidenti nel loro intervento urlarono: «Il Pci vuole solo andare al potere, ha dimenticato i bisogni dei più deboli». E Minzolini aggiunse: «Non sono d’accordo con l’antifascismo, la politica estera e via disdicendo». Le conclusioni di Veltroni? «Voglio chiudere questa discussione ricordandovi che se siamo il più grande partito comunista d’Occidente non è grazie alle vostre balle, ma alla nostra capacità di fare politica». I dissidenti furono buttati fuori dal Pci, quello era un Veltroni che citava Lenin, Stokely Carmichael (il leader del Black Power) e poi naturalmente Marcuse. Quel Walter era simpaticamente «ribelle» e usava una prosa che ovviamente oggi in bocca a lui sembra aliena: «Compito nostro è strappare l’educazione all’influenza delle classi dominanti, emancipare culturalmente la forza lavoro». Oppure ruggiva di orgoglio, rivendicando i suoi risultati: «Non c’è nessuno che faccia più giornaletti, più ciclostilati e che scriva sui muri più dei comunisti!».
Capito, fece espellere tra gli altri Minzolini Augusto dal PCI.
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Tutto chiaro ora? Vero che in fatto di espulsioni, il PCI non scherzava, ma tanta
gente espulsa, l'abbiamo poi vista in parlamento per il PCI e poi in seguito anche al governo con Prodi e attualmente, in parlamento con gli ex PCI, ex PDS, ex ...
Una delle sue ultime bravate, è stata la candidatura nel 2008 di Marianna Madia, figlia illustre di celebri avvocati, fresca laureata con 110 e lode, e futura super dirigente di quello che verrà. Bella e brava, tra le sue doti, il fatto di non sapere niente di politica, ma apprenderà; con un tale maestro, non né dubitiamo.


Due anni prima Piero e Maurizio erano usciti dal Pci, durante una tempestosa riunione, sezione di via Properzio, quartiere Prati. «Walter Veltroni -scrivono- arriva vestito da funzionario del partito, i capelli pettinati e i pantaloni con la riga. Apre il dibattito: "...siamo l' unica alternativa...l' estremismo non paga...abbiamo la ragione dalla nostra parte...dovete avere pazienza"». Maurizio aveva risposto: «Non possiamo allearci con la Dc, è il partito della polizia che spara, della mafia, il partito che protegge i fascisti che fanno le stragi». E Piero: «Oggi penso che il Pci voglia solo andare al potere e abbia dimenticato i bisogni dei più deboli. Noi invece immaginiamo un mondo diverso, più libero, più giusto». Con Piero e Maurizio era andato via anche Augusto Minzolini, oggi giornalista alla Stampa. Ecco il suo ritratto: «Voce intermittente, guance rosse e pochi rocamboleschi argomenti: "Non sono d' accordo sull' antifascismo, la politica estera e compagnia cantando"». C' era anche il futuro «giudice ragazzino» e «medico in famiglia» Giulio Scarpati, segretario della Fgci di zona: «Avevamo ragione -scrive ora Scarpati nella prefazione dei ricordi di Piero e Maurizio- Il punto centrale del dissenso con i tre espulsi era quello dell' antifascismo militante, espressione con la quale si giustificava l' uso della violenza». Fuori dal partito di massa, i due protagonisti passeranno attraverso «Né con lo Stato né con le Br», fino ad arrivare a questa sentenza: «Queste Brigate Rosse hanno rotto i coglioni, stanno facendo terra bruciata, vogliono costringerci a una scelta che non esiste». Piero e Maurizio, -nel 1978, l' anno del rapimento Moro- sono anche fra gli attori principali di «Ecce Bombo», il film che lanciò Nanni Moretti. E qui si parla dei giorni delle riprese, cinquanta ciak per dire la formazione dell' Inter di Herrera, la polizia chiamata per allontanare le prostitute dal set sul lungotevere davanti al Convitto Nazionale, l' amarezza, a fronte del successo internazionale del regista, per essere stati pagati trentamila lire a posa. Poi, Piero si dissocia dal film in cui ha recitato e attacca Moretti sulla «Città futura», settimanale della Fgci: «Dal suo film "politico" la politica è paradossalmente espulsa...». Questo esile libro, «Più colla, compagni!» (edizioni Memori), centocinquanta pagine, racconta in undici capitoli altrettanti anni.