Bassolino, Carloni, Montino, tenute Toscana.

Sono passato da quel di Cortona, dato che una coppia di amici nel mondo (vedi anche   un-bassolino-non-e-mai-troppo
 dell'industria musicale ci ha invitati da quelle parti.
-Sai che qui abbiamo un ospite illustre?
si, chi è Peter Gabriel? - No, quello va in Garfagnana, dalle tue parti, no, qui ci sono Giovanotti e tutti i fichissimi dell'avanguardia di sinistra.
-Non mi dire sinistra allo champagne, che a me fa ridere, quella è gente che lo champagne ci fa un baffo, dico.
-Sono d'accordo, ma qui è venuto a trovarsi l'aria buona, pensa un po', Bassolino e la sua gentile signora, la Sen, Carloni, che hanno rilevato un cascinale con annesso grande casale ristrutturato con tutti i servizi possibili e immaginabili; roba da milioni di euro e comunque veramente bella.
- ah, alla faccia, altro che Napoli, Campania, emergenza rifiuti, qui si fanno delle robe da 400-500 mq di superficie, al netto di vasche termali, idromassaggi, sala giochi e grande tenuta libera in una collina da favola. Si chiama Cascinale Bassolino, dicono, se vuoi ti porto a vedere qualcosa, da lontano, ricostruito in mattoni rossi stile grezzo, con i classici filari di cipressi che qui non mancano e tutti gli annessi e connessi

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-Dico, ma quanto costerà?
-Ma, a parte che sembra comprato da un conoscente, amico, ma comunque una proprietà del genere viaggia tra i 2 ai 3 milioni, di euro intendo.
-Beh, tra stipendi di Bassolino, compreso quello di Commissario straordinario ai
 rifiuti, e poi quello di senatrice della moglie, cui si aggiunge quello di amministratrice comunale e di altri enti, qualche soldino da parte ne hanno messo, no? - Sarà, ma si diceva che da Napoli ci fossero indagini su presunti tesoretti occulti o di provenienza da acclarare.
-Tutte balle, per me, il Bassolino e consorte, con la storia del Partito comunista e poi del Pds e Ds, l'hanno messo in c..o a tutti, e hanno fatto benissimo.

Come hanno fatto benissimo ha metter su una bella attività agri turistica i coniugi Esterino Montino, Vice presidente Regione Lazio, ora credo, capogruppo regionale e partner, Monica Cirinnà, delegata del sindaco di Roma Walter Veltroni per le politiche animaliste.
Montino sempre insieme alla Cirinnà ha puntato tutte le sue energie nella provincia di Grosseto, fra Manciano, Orbetello e Capalbio. Lì hanno sede una serie di società controllate direttamente o indirettamente dalla coppia: la Capalbio fattoria società agricola srl, la 74 Bio società agricola arl, le Fattorie biologiche società agricola. Un piccolo impero su cui svetta la fattoria di Capalbio che nell'omonimo comune possiede 64 ettari e altri 70,48 nel comune di Orbetello, vicino a Monte Argentario. Gran parte, 36 ettari, sono coltivati a grano duro, altri a mais, a erba medica, e poi c'è la campagna più classica: uliveto, frutteto e vigneto.

Nelle stalle ci sono 37 vacche maremmane, una manza della stessa razza, sette manze chianine, due vitelli di razza maremmana e 15 tori della stessa razza. Valore di mercato nel 2004: qualcosa più di un milione di euro. Che raddoppiano con le controllate.
Certo, si vede che la Dottoressa Cirinnà ha una passione per gli animali.

da l'Espresso
Quando Capalbio era radical
di Antonella Fiori
Politici, intellettuali e giornalisti. Cene, danze e lettini. Un libro di Giovanna Nuvoletti racconta la spiaggia della sinistra champagne. (G.Nuvoletti Moglie di Claudio Petruccioli, vi dice niente? ndr.)
Vestivano alla contadina, bevevano vino rosso, abitavano in casali sperduti, facevano cavalcate selvagge e baccanali a base di lasagne fatte in casa. Niente ville megagalattiche, 'letterine', discoteche, tuffi in piscina o da yacht ormeggiati in Costa Smeralda. Lo stile è tra il descamisado e il buttero: è la sinistra a Capalbio descritta da Giovanna Nuvoletti, fotografa moglie di Claudio Petruccioli ne 'L'era del cinghiale rosso', titolo che riprende un concerto di Battiato che Chicco Testa organizzò alla centrale Enel di Montalto di Castro cammellando tutte le truppe intellettuali 'rosse' in vacanza nel borgo maremmano.
Un libro (in uscita da Fazi il 17 luglio) che dice "tutto quanto avete voluto sapere su Capalbio e nessuno vi ha mai raccontato" in una storia che ha come unica finzione la voce della protagonista, Libera, che vede per la prima volta il paese toscano a 13 anni, nel '77. Per il resto i personaggi della 'meglio sinistra' ci sono tutti e reali: Achille Occhetto, Alberto Asor Rosa, Elisabetta Rasy, i Marramao, i Maffettone fino a Lidia Ravera, Mario Missiroli, Luciana Castellina, "bellissima e comunistissima", Chiara Valentini e Aldo Tortorella, Fabiano Fabiani, Furio Colombo e Alice Oxman, Ferdinando Adornato, Fabio Mauri, ma anche i Veltroni, i Fassino, i Rutelli, interpreti di un understatement diventato, anche grazie ai media, una via di mezzo tra stile di vita e gossip.
Sullo sfondo di una ruvida Maremma con la spiaggia ventosa, la piccola Capalbio diventa così un luogo dell'anima, che Libera, figlia di una rampante signora milanese, racconta in un atto incondizionato d'amore dai primi insediamenti fino al 2009. Una parabola emblematica quella della Capalbio buen retiro di pochi eletti in fuga dalla città e poi sempre più palcoscenico di quelli che dovevano esserci per sentirsi parte dell'élite radical-chic. Tra i protagonisti delle diverse stagioni un posto da mattatore ce l'ha Philippe Daverio, non ancora famoso che, "forse, con gli stivali da cavallo ci dormiva pure", la stessa Nuvoletti, che odia essere definita parente degli Agnelli (suo padre, il conte Nuvoletti, sposò in seconde nozze Clara Agnelli), "l'allor verde Rutelli, dagli occhi smeraldini, tutto per la sua Palombelli dotata di fisico da pin up e viso da bambola": Rutelli che al funerale di Sergio Petruccioli entra in chiesa in braghe corte e ciabatte da mare.
LA NEMESI DI CAPALBIO Racconto di pier luigi baglioni.
Scrivono le guide turistiche: “Capalbio è un piccolo borgo medievale immerso in una natura forte e selvaggia, la Maremma toscana, macchia mediterranea carica di forti colori e odori”. Si trova a quindici km dalla costa, il cui litorale è spiaggia di vacanzieri e villeggianti. Questi -appunto- sono i protagonisti di questo racconto. Infatti Capalbio si può paragonare a Soci sul Mar Nero (unico tratto di costa rimasto alla Russia). Entrambe le cittadine rivierasche, pur nel loro genere assai diverso; furono la residenza estiva dell’apparatnik di partito. Soci della sovietica URSS nelle cui dacie dimoravano, tra guardie del corpo e lussi mai visti dai cittadini russi, gerarchi del PCb calibro di Krusciov, Breznev, Andropov, Chernenko e buon ultimo Eltsin. Capalbio del PCI italiano di Achille Occhetto dopo la sua elezione a segretario (22 giugno 1988).
Egli per la villeggiatura estiva affittò un cascinale a Vallarana e ciò sarebbe rimasto un fatto privato se proprio il neo segretario non avesse voluto glorificarlo con un messaggio scodellato da Eugenio Scalfari su Repubblica pubblicando un servizio di rottura della tradizione di tetra seriosità dei segretari comunisti (il lugubre Berlinguer in testa).
Occhetto, e la moglie Aureliana Alberici, si baciano nel giardino della villa davanti agli scatti del fotografo. Così dopo codesto servizio Capalbio diviene méta dei burocrati PCI e dei loro interessati cortigiani. Ogni estate vanno a prendere il sole all 'ULTIMA SPIAGGIA' - località Marina di Chiarone-, stabilimento balneare che per almeno quindici anni sarà felice ed esclusiva enclave del potere PCI sopravvissuto al crollo della ragione sociale. Anzi, in procinto di prendere il potere, dopo l’inchiesta giudiziaria Mani pulite (che probabilmente fu escogitata e concepita proprio su quell'arenile tra sdraio e ombrelloni).
Iniziano la frequentazione Lilli Gruber fotografata a seno nudo, il presidente RAI Enrico Manca socialista, sempre in giro in sella al suo cavallo vestito più da cow boy che da buttero. Una pletora di politici, banchieri, stilisti, giornalisti, filosofi, scrittori, docenti universitari -tutti schierati a sinistra- che, se fossero stati il codazzo di Bettino Craxi invece che di Achille Occhetto, sarebbe stata chiamata la corte 'di nani e ballerine' e non politici engageé.
Si precipitano a cercare l’abbronzatura e tessere relazioni bagnanti politicizzati che adorano le celebrità 'rosse' per identificarsi nel loro mito. E Capalbio, che conta 3947 abitanti, durante weekend e vacanze raddoppia, triplica, quadruplica le presenze. Sono schiere di 'compagni' riconoscibili da Repubblica o L'Unità bene in vista, molti anonimi accanto a celebrità come Alberto Asor Rosa, e Achille Bonito Oliva.
In luna di miele viene col marito architetto Elena Sofia Ricci. C'è il gallerista milanese Philippe Daverio, il filosofo Giacomo Marramao, i Caracciolo che possiedono una tenuta a Garavicchio, Claudio Martelli vice di Craxi prima di pugnalarlo come un maramaldo. Lucrezia Lante della Rovere... Si muovono di passaggio Montezemolo e la Fenech, Bud Spencer, Raffaella Carrà, Claudio Baglioni, Enrica Bonaccorti, Angelo Rizzoli, Giorgio Ruffolo, Natalia Ginzburg, Giulio Einaudi. La neo eletta capolista per il Pd nel Lazio Marianna Madia. I figli di Fabiano Fabiani Leopoldo giornalista a Repubblica, e Matteo a Banca Intesa. Chiara Geronzi. Luigi Coldagelli in fama di viveur ma soprattutto fidato collaboratore di Walter Veltroni. Francesco Rutelli e Ferdinando Adornato. Infine la barba bianca di Eugenio Scalfari direttore di Repubblica, sostanzialmente pilota e animatore del ‘nuovo corso’ comunista al bacio coniugale.
Dagospia puntualmente vi spedisce Umberto Pizzi a misurare e descrivere fotograficamente il potere misurato tra chi serve e chi è servito. Luca Telese, del Giornale, -accompagnato dalla soubrette Lisa Fusco- filma un divertente programma per 'Pirati' RAI 2 che mostra come “ogni ombrellone corrispondesse alla gerarchia nel partito “.
L'estate di Capalbio durerà tutti gli anni '90 fino alla debacle de 'I Progressisti' con cui Achille Occhetto affrontò la competizione elettorale del 1994 in seguito alla discesa in campo di Berlusconi (e che D’Alema -dopo la sconfitta- non lo estromettesse brutalmente dalla segreteria del PDS).
Oggi, dopo la terza vittoria di Berlusconi e la prima di Alemanno a Roma, sono scesi all’Ultima Spiaggia La Russa, già fedele di Zoagli, ed il figlio Geronimo. Vaticinavano il sadico intento -probabilmente- di occupare quella parte di litorale, sdraio e ombrelloni, per dare immagine fisica della destra uscita dal ghetto. Ma ci ripenseranno facendone di nulla: ‘Ultima spiaggia' è un nome troppo inquietante per la politica. E poi evoca crudelmente la metafora di Achille dalle stelle alle stalle. Simboleggiata bene dal volto torvo di Claudio Petruccioli, presidente Rai in partenza, epigono vagante visto aggirarsi con gli occhiali da sole neri senza più al fianco né Furio Colombo, Nè Alberto Asor Rosa. Pareva il fantasma dei tempi che furono.
‘Almeno, finalmente, faremo vacanze più tranquille’ dicono gli abitueé, ignoti villeggianti, felici di non esser più tappezzeria dei potenti. Ma se questi son felici della nemesi, per gli altri non manca la nostalgia di ciò che fu la Soci maremmana vetrina del potere rosso italiano, ora nelle mani del DC Franceschini. pier luigi baglioni Pasqua 2009.
http://perdentipuntocom.blogspot.com/2010/04/ancora-su-esterino-montino-e-consorte.html
http://blog.ilgiornale.it/porro/2010/05/02/scajola/#comment-4518