Sistema Toscano,Politica Regione Toscana,Toscana politica.

Dal sito dell'unioneinquilini, uno stralcio abbastanza illuminante, qualunque sia la
 posizione e collocazione dell'associazione suddetta. Sistema Toscano,Politica Regione Toscana,
Per chi ci nasce e ci vive, l'abitudine a un monoblocco impenetrabile tra imprese, sindacati, politici, coop, chiese e centri commerciali, con il codazzo dei servitori mediatici, è un fatto naturale, normale. Quello di vivere stritolati nelle proprie individualità e interessi, da un blocco tremendo, vera essenza del fascismo.
La sinistra ha sempre visto nel cosiddetto movimento operaio, di cui il sindacato era parte essenzia­le, un riferimento strategico. I comitati di difesa ambientale un po' meno, anche se la composizione degli esponenti più impegna­ti li portava a ricercare con i sindacati delle convergenze. Ora le cose vanno molto male. Che si tratti della TAV, del sotto attraversamento alpino o di quello tosco-fiorentino, del Ponte sullo Stretto di Messina, della destinazione delle aree dismesse, della svolta nucleare o della diffusione degli inceneritori, quello che emerge è la sostanziale indifferenza sindacale non solo per gli impatti ambientali ma anche
 per le destinazioni sociali. Quello che conta è lavorare, comunque.
Non solo. Di fronte alle crisi aziendali - talvolta ad arte suscitate – la difesa del posto di lavoro è ben utilizzata dai titolari delle medesime imprese per esercitare una azione intimidatoria nei confronti degli enti locali. I comunicati congiunti sindacati-imprese e le delegazioni dei lavoratori si pongono contro la vallata che non vuole essere distrutta, la città che resiste allo sfascio, il quartiere che richiede del verde pubblico.
Dal generico ai fatti e tra i fatti quelli dell'area fiorentina nella quale si sono prodotti in questi ultimi due anni dei laceranti conflitti. Di seguito:
- L'opposizione alle linee della cosiddetta tranvia, con referendum consultivo vinto da questa opposizione e una sconfitta bruciante del blocco composto da PD, cooperative, sindacati, Lega Ambiente (sic!) e La Repubblica. Una debacle per la leadership pidiessina. .
- Sull'uso di grandi aree pubbliche dismesse, una costellazione di comitati si oppose alla satu­razione edilizia con assemblee di quartiere tempestose nelle quali con competenza vengono denunciate le connivenze dell'urbanistica di Palazzo Vecchio con i gruppi Ligresti, Margheri e Baldassini-Tognozzi-Pontello.
- Il tunnel di otto chilometri per la TAV e la nuova stazione FS si configura come un pro­getto che rischia di riprodurre a Firenze il disastro del Mugello. I comitati promuovono un grande corteo che sfila per Firenze. mentre il neo-sindaco Matteo
 Renzi tenta di opporre una alternativa meno devastante
Ebbene, in tutte questi conflitti i vertici sindacali confederali si muovono con monolitica “coerenza”. I contenuti espressi nel referendum sulla tranvia (che andava per loro tutta fatta!) riemergono nelle loro esternazioni a mezzo stampa contro i “ritardi” per la TAV. Nella crisi d'astinenza del gruppo Baldassini-Tognozzi-Pontello le segreterie provinciali Fillea CGIL, Filca CISL, Feneal UIL di Firenze segnano un altro punto: “Chiedono ai Comuni interessati ai cantieri quanto di loro competenza”.
E che sarà?! Sono da rimuovere i ritardi derivati “dalla mancanza di passaggi formali e autorizzazioni da parte delle amministrazioni comunali”. L'AD del gruppo BTB accenna anche a “a ritardi dovuti al sistema bancario” ma su questo il comunicato in­tersindacale non si sofferma.
Eppure dovrebbero sapere come dirigenti sindacali che la crisi delle comparto delle costruzioni settore deriva dal crollo della produzione industriale, dalla caduta di interesse per infrastrutture di servizio alle imprese, per la conseguente flessione valori immobiliari e dalla riduzione delle commesse pubbliche per la concomitante crisi fiscale e dello stato e degli enti locali.
Detto questo, avremmo voluto soprassedere sul rapporto intercorso negli scorsi anni tra Riccardo Fusi, presidente delle BTP e il conte­sto fiorentino. Lo rammentiamo per l'asfissiante sequenza delle frequentazioni.
Fusi era l'unico imprenditore invitato in un incontro a Palazzo Strozzi, convenuti il patron del Ci­breo, Fabio Picchi, il guru di Repubblica Pietro Jozzelli, il fiancheggiante docente Massimo Morisi, e l'immancabile assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Conti. Fusi concertando con Tossani, Ancab costituiva “Affitto Firenze”, pigliatutto dell'edilizia residenziale universita­ria; concordava con l'Assessore all'Urbanistica Gianni Biagi un lucroso protocollo per la locazione “sociale” (a 12 euro al mq/mese!) a compensazione urbanistica per l'intervento nell'ex stabilimento di Viale Belfiore. Era la nuova Signoria.
Vogliano approfondire? Il giovane Riccardo Fusi aveva del coraggio, Firenze gli era stretta, andava oltre, verso lo Stretto, dopo esserci impegnato nella Variante di Valico, nello scavo della Galleria Melarancio. nell'asse viario Quadrilatero Umbria-Marche. E lo faceva anche a rischio, perché, come rammentava Lunardi, indimenticabile ministro alle infrastrutture, industriale dei tun­nel, “con la mafia bisogna convivere”.unioneinquilini.it/index.php?id=1464 Sistema Toscano,Politica Regione Toscana,