Verdini, Sardegna, Comitato Affari.

Lo premetto subito: guarda che caso, appena si intercetta qualche pescetto, saltano
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 fuori i pesci grossi, e guarda caso di tutti i partiti, a braccetto, grandi amici personali eccetera.
Eccoci di nuovo con Verdini, poveraccio, proprio non lo lasciano in pace questo
 bravo banchiere, pluri imprenditore, consulente finanziario, fiscale e contabile, che si era dotato, spalleggiato dai media, di un'aurea di povero cristo, che dal basso, da una provenienza di bottega di macelleria, si era fatto strada nella vita. Balle, tutte balle, sostenute dalla cortina di fumo dei soliti giornali e TV amiche e nemiche, che non hanno mai voluto dar risalto alle sue variegate e quintessenziali attività, spalmate su tutto l'arco della vita produttiva, dalla professione alle banche, dalle finanziarie all'edilizia, fino alla politica. Il tutto condito con passaggi nelle associazioni più importanti ed esclusive, e muovendosi con mezzi extra lusso, come l'elicottero messo a disposizione, però una volta sola, dice lui, dall'amico Riccardo Fusi, figlio di un comunista di ferro (sic!), ma lui non certo comunista, oltre alla Bentley da 220mila euro. Naturalmente tra Fusi e Verdini e tra le loro consorti e familiari, almeno dal 2002-2003, non ci sarebbero stati più rapporti di affari in comune, anche se si è visto che alcune società, peraltro marginali, in confronto alla galassia di attività delle Coop e di Fusi, lasciano almeno ampi dubbi in merito alle relazioni tra i due.
Al momennto il Fusi è ancora a piede libero, è stato ascoltato due volte e forse una terza, si dice, e probabilmente, visto che i lavori più grossi sono stati affibbiati alla definita cricca di Roma, o cricca di Veltroni, capitanata dall'architetto veltroniano, Fusi deve ben essersi sentito come un fessacchiotto, che ha fatto tanto per ottenere briciole. Aspettiamo da Roma, da quella procura definita un tempo "Porto delle Nebbie", buone nuove, e questa volta non sui soliti funzionari e oscuri affaristi e mediatori, ma su gente molto vicina all'amministrazione capitolina e a certa parte della politica che la veicola.

Il coordinatore nazionale del Pdl Denis Verdini è indagato per corruzione dalla
procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta su un presunto comitato d'affari che avrebbe gestito l'assegnazione di una serie d'appalti in Sardegna. Lo hanno detto oggi fonti giudiziarie. Per Verdini, già indagato a Firenze in un'indagine per l'assegnazione degli appalti nelle Grandi Opere, viene ipotizzato il reato di corruzione, lo stesso che i pm romani Rodolfo Sabelli e Ilaria Calò contestano ad altre quattro persone; l'imprenditore sardo Flavio Carboni, Ignazio Farris, consigliere per l’Arpa della Sardegna, il costruttore Arcangelo Martino, il consigliere provinciale di Iglesias Pinello Cossu e il magistrato tributario Pasquale Lombardo. Nei giorni scorsi è stata perquisita la sede del Credito Cooperativo di Firenze, di cui Verdini è presidente, per verificare la destinazione finale di un giro di assegni di cui si sospetta la provenienza illecita.  reuters.it
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