Tremonti, ingegneria finanziaria, debito pubblico.

Tremonti a Bruxelles ha vinto su tutta la linea: finalmente è riconosciuto che la
 ricchezza e il benessere dei paesi UE non si misurano solo sul Pil e Debito pubblico ma anche sulle ricchezze private (singoli e aziende). Così da domani, anche i risparmi privati entreranno nel mirino degli speculatori e nei conteggi del vero debio italico. Ben fatto!   
Intanto, secondo i tedeschi (Der spiegel), questi sono i prestiti da rimborsare a breve:
251,5 miliardi entro l'anno,
192,2 nel 2011,
168,2 nel 2012. Totale 611 miliardi di euro! Bel colpo!
Intanto si è verata una manovra che risolve tutto, e senza mettere le mani nelle tasche (conti correnti e libretti) degli italiani. Si appunto, una manovra che servirà a pagare la variazione di interessi sui 611 miliardi di cui sopra. Ovvio che i 611 miliardi dovranno poi essere subito ricollocati (a meno di non farli comprare ai fessacchiotti degli italiani, sudditi dello stato, allettandoli con buoni tassi, con fregatura incorporata).
C'è poi un'altra questione: gli swap e prestiti contratti dalle regioni, la cosiddetta finanza locale. Siamo vicini al punto di rottura in molti comuni (pensate che la ricca e grassa Milano è riuscita a infilarsi in un casino con 4 banche, dal quale uscirà in piedi ma con le ossa rotte). Questa finanza fallimentare, il genietto Tremonti non la considera ma sarà la mina su cui salterà il sistema italico.
Se questo è vero, come viene riportato continuamente nei forum degli operatori della City di Londra, è pensabile che anche gli amici D'Alema, Veltroni, Fini, Berlusconi, Prodi e via discorrendo lo sappiano benissimo. Praticamente tutti sanno che stanno cavalcando dei cavalli mezzi morti: evidentemente fino a che non cadranno stecchiti, continueranno imperteriti, lo sappiamo. Salvo poi prendere gli elicotteri e le barche e ritrovarsi in Argentina, a far la bella vita tutti assieme. Sono film già visti in tutti i paesi sud americani, e Portogallo, Spagna, Italia e Grecia, più che confinare con la Germania, sappiamo che confinano di fatto con Brasile e Argentina.
Intanto si prestano a tassi da strozzinaggio (10%), 25 miliardi alla Grecia e si costituisce un fondo virtuale di 750 miliardi per far capire a Soros e colleghi che l'euro non è attaccabile. Sapete che fifa devono avere! Piano piano i piigs cadranno da soli nelle loro grinfie, senza nemmeno dover faticare un poco. Insomma, tutto fila a gonfie vele: la finanza è un giochetto dove il tempo, quello del calendario, la fa da padrona. C'è una valanga di debiti da ripagare, basta sostituire quelli in scadenza con altri, comprensivi di interessi e spostare il tutto di altri due, tre, dieci anni. Il gioco è fatto, con un po' di polvere messa sotto lo splendente stuolino. Praticamente uno può essere completamente decotto, ma siccome è tra quelli che gestiscono i crediti e debiti, si fa allungare i tempi di rimborso e alla fine sembra che tutto vada bene. Una finanza virtuale per una economia insostenibile, governata da politici di carta (per quanto eletti). E a fronte di questo, c'è gente che nel sindacato continua a credere di poter reggere un confronto etico asserendo che occorre produrre auto in luoghi improbabili, pur di difendere migliaia o decine di migliaia di posti di lavoro decotti. Quello che conta è che i posti di lavoro siano protetti, che le paghe arrivino: poi se si producono auto, materiali inquinanti, o altra robaccia, che conta? Non è questa l'etica del sindacalismo del '900? Difendere e proteggere il posto di lavoro. L'Alitalia perde milioni di euro al giorno? Ma intanto migliaia di famiglie ci vivono. La Rai è una baracca costruita con migliaia di figure inutili e da culattoni? Ma intanto migliaia di famiglie della buona borghesia ci vivono e bene, se poi si presenta un bilancio con qualche centinaio di milioni di perdite, conta qualcosa? Perché questo accade? Semplice: perché la stragrande maggioranza degli italiani la pensa in questo modo e non solo tollera, ma si adagia e si grogiola pensando a come salire sul carro che viaggia più spedito, tanto, se la baracca si deve sfasciare, meglio stare sul carro buono. Finanza virtuale, popolo di gomma e politici-zombie.


Sotto, la scarna notizia della Reuters, come è stata diffusa, e chi l'ha diffusa in Ora, non mi occupo di aspetti traumatologici, ma certo, se il Cucchi è stato
picchiato a sangue, al punto da avere vertebre (cioè strutture delicatissime) con chiari segni di fratturazione, e si ottengono solo con calci e colpi con sedie e corpi rigidi, nessuno ha fatto denuncia, una volta arrivato all'attenzione dei medici. Poi, Cucchi si rifiutava di mangiare e in pochi giorni ha perso molti kili e ovviamente si è disidratato, al punto che sembra che le manovre di rianimazione siano state effettuate ormai alcune opre dopo il suo decesso, probabilmente per problemi cardiocircolatori da scompenso elettrolitico, (se escludiamo la possibilità di trombi da fratture).
questo modo, chiunque sia, è certamente un degno rappresentante dell'italietta.
Bel colpo, vedo che nella struttura in cui è stato trasferito, al Pertini i bravi medici e le persone umane, compreso i religiosi, non mancano. Evviva.
Stefano Cucchi è morto in ospedale in stato di detenzione perché si era rifiutato di mangiare e bere in modo sufficiente, dopo avere subito gravi lesioni alle vertebre, senza che nessun medico si rendesse probabilmente conto della gravità del suo stato ed intervenisse per salvarlo. 
Certo, il comunicato da affidare alla Reuters poteva forse essere: S. Cucchi, dopo essere stato massacrato di botte e con diverse fratture, anche gravi, rifiutandosi di mangiare per avere un avvocato, si è disidratato al punto da avere un collasso da scompenso elettrolitico, che ovviamente poteve e doveva essere evitato con semplice somministrazione di flebo e tenda a ossigeno, se del caso.

Mario Draghi ha detto al Parlamento europeo che la maggior parte delle banche sembra aver superato i suoi problemi di finanziamento ed è il momento di avviare un graduale ritiro delle misure prese per aumentare la liquidità del sistema.
Se lo dice Mario Draghi, ci possiamo credere; da uno degli amici del Giaguaro...