Mario Adinolfi, il nuovo volto de Pd

Da tempo, il grande giocatore di poker on line, ex direttore della defunte Red Tv
 di D'Alemiana memoria, giornalista ed alto dignitario del popolo della sinistra, Mario Adinolfi, sta ritagliandosi un posto tra Prodi e Veltroni. Un bel passo avanti, sicuramente, anche senza noi ex di LC, PO eccetera, Il popolo del Progresso, potrà riscuotere il successo che merita (almeno in termini di voti).
Di certo non se la prenderà, se affermo che è uno specialista nel BLUFF (vedi la sua candidatura blitz alla segreteria). Post sul Msi e Fronte della Gioventù  QUI __Free Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.usFree Image Hosting at www.ImageShack.us
Ecco, amiche, mi chiedo veramente: ma dove li prendono? Sapete che idea mi
 sono fatta? Che quelli del Pd non vogliono vincere le elezioni, sono troppo seri...
Free Image Hosting at www.ImageShack.us - gif nonenciclopedia
 Oh, comunque meglio un Adinolfi della Turco, o Rosy. Ma dieci volte.Pensate che bello, poter unire le abilità associative e di preveggenza di Prodi a quelle di Bluff del pokerista Adinolfi. Altro che Rosi Bindy e altre muffe nostrane.
Comunque un pistolotto lo faccio anch'io, alla mia maniera, amiche, tanto ci siete abituate. Se è vero che il Berlusconi è alla fine, anzi qualcuno dice che sta male e potrebbe anche necessitare di cure fisiche intense, come mai il Pd non avanza di un passo?
Più in generale: se come sostengono certi giornali e gazzette, il popolo è stanco della politica dell'inciucio e dello sperpero, delle cricche e ruberie, come mai nessuno scende in piazza a lanciare monetine quando passano i vari protagonisti di tali sprechi e ruberie? Risposta: perché oltre a non far vedere niente, ad esempio il processo con 160 udienze al capo dei Ros, condannnato a 14 anni e tuttora in carica, rispetto a 15 anni fa, quando tutto era in diretta, Craxi in prima fila, la verità è che la gente che vota per PDL e PD (meno L), vuole esattamente quello che accade, almeno per quanto lo conosce. Alla facciaccia delle gazzette de Il Manifesto e L'Unità e quando ci si mettono, anche quelli del Giornale (tralascio Il Fatto, perchè non è un giornale ma un mattinale). Grazie amiche per l'attenzione. 
Benedetta Broccoli  for   http://perdentipuntocom.blogspot.com/2010/07/mario-adinolfi-il-nuovo-volto-de-pd.html

Red Tv, Mario Adinolfi, il grande pokerista online, si esterna.
Prima di iniziare il post, vi dico di chi è e chi la paga: Red Tv, il canale gratuito sulla piattaforma Sky (890) legato alla Fondazione ItalianiEuropei di Massimo D’Alema prenda più di quattro milioni di euro in sovvenzioni pubbliche, e che questi costituiscano i quattro quinti delle sue entrate; senza le quali, è ovvio, la televisione non potrebbe trasmettere.
La triste parabola dell'emittente, ex Nessuno tv. Parla Adinolfi (Pd): "Giornalisti in cassa integrazione, co.co.co fatti fuori senza tutele Strumenti utili Carattere
E il Pd s'affida a Sanremo per la rivoluzione aiuto Triste il destino di Red tv, già Nessuno tv, che dal 1 marzo chiude i battenti e manda a casa 14 giornalisti: «Questa è l’ultima settimana di lavoro, è stato bello» scrive sul suo blog uno dei neo disoccupati, l’ex candidato alle primarie del Pd Mario Adinolfi. Colpa della crisi? No, di Massimo D’Alema, che della televisione, anzi era, il padre padrone. Parola di Adinolfi, che al Giornale si lamenta così: «I miei tredici colleghi, assunti a tempo indeterminato, saranno in cassa integrazione. I quattro co.co.co sono già stati fatti fuori a gennaio, senza nessuna tutela». Il presidente del Cda di Red Tv, Luciano Consoli, prova a minimizzare, con esiti disastrosi: «Non è vero che chiudiamo. La cassa integrazione è stata presa in accordo con i sindacati come misura cautelativa. E comunque vada i programmi proseguiranno con le produzioni inedite realizzate in questi mesi». Insomma, mandando in onda la roba d’archivio. In realtà tutto dipende dai fondi per l’editoria 2010, inseriti nel decreto Milleproroghe che sarà approvato in settimana. «Sarà pure colpa del ministro Giulio Tremonti e dei suoi tagli ma qualcuno mi deve ancora spiegare la tv di D’Alema sia l’unica delle testate coinvolte dal taglio a mandare subito i suoi dipendenti in cassa integrazione».
Un licenziamento «preventivo», insomma. La risposta alla domanda la da lo stesso Adinolfi: «Chi ha messo i soldi aveva la copertura dell’anticipazione bancaria in cambio dei soldi pubblici, e ora nessuno vuole mettere un euro e rischiare di non vederlo mai più». Una brutta fine per l’ex Nessuno tv, «gioiellino fatto in casa e comprato a zero euro da D’Alema solo per fare un dispetto alla Youdem», il network televisivo voluto dall’allora segretario Walter Veltroni e sul quale, stando alle indiscrezioni, dovrebbero convergere gli sforzi della macchina da guerra Pd in vista delle Regionali. Ma l’annessione imposta dal Líder Maximo non ha dato i frutti sperati. Anzi, sin da subito la manina dell’ex premier si è affrettata a staccare qualche mela considerata bacata. Un esempio? Il primo a perdere il posto è stato Massimo Caprara, direttore e fondatore. Cacciato per far posto all’embedded Francesco Cundari detto Ciccio, uno dei giornalisti nati nella culla del Riformista, dalemiano d’acciaio e, a dire di Adinolfi che lo conosce bene «imitazione vivente di Baffino, nonché fratello di latte di Matteo Orfini», consigliori di D’Alema e capataz dell’informazione Pd. «Cundari è stato bocciato all’esame da giornalista e senza uno straccio di laurea, come il suo capo». A garanzia della «copertura politica» di Red tv D’Alema aveva promesso una selva di volti noti come Lucia Annunziata. Per far loro posto sono stati cancellati, a colpi di bianchetto televisivo, tutti i programmi «politici». «Siamo diventati un rosario televisivamente inguardabile», è l’amaro sfogo dell’ex redattore di Red tv. Senza contare alcuni episodi di presunto mobbing messi nero su bianco: come le dimissioni del redattore non allineato e i due tecnici cacciati con toni maoisti dall’allineato Cundari («La prossima volta ne caccio quattro», è la frase riportata da Adinolfi nel suo blog) e mortificazione generale delle maestranze. «Si sa, comunisti e preti sono i padroni peggiori», sibila. E alla fine non rimase nessuno.
ilgiornale