Viareggio, speculazioni immobiliari, alberghi svuotati, svincolo.

 Il pezzo de L'Espresso era del 2007, quando ormai i giochi erano fatti da almeno
 7 anni. Ma io chiedo solo, a nome dei lettori del blog, una cosa semplice. Nessuno a Viareggio ha mai fatto sentire una voce vera, che non fosse di facciata e neanche di quella, tra i due mega partiti che la fanno da padrone, e a dirla tutta, né i Verdi (esistono sempre?), né IdV, né Italia Nostra, persino loro, sempre zitti in ogni scelta disastrosa di Viareggio, dal punto di vista urbanistico e della
 vivibilità e sicurezza sociale dei suoi abitanti di fascia bassa.  Ma aggiungo anche: quando mai avete sentito o letto di viareggini che deprecano lo svincolo, il carico urbanistico, le speculazioni, a vantaggio solo di chi ha soldi e altro ancora? Risposta: mai. Perché sappiamo che la politica e filosofia di Viareggio è da sempre quella del vivi e lascia vivere, basta che la gente venga, costi quello che costa. C'è da fare il Casinò, con tutto il giro di riciclaggio, banditelli e lupanari che si porta dietro? Che venga il Casinò, basta che la città ci guadagni.
Va bene, vedremo se questo modo di pensare sarà premiato ulteriormente.
Free Image Hosting at www.ImageShack.us-Free Image Hosting at www.ImageShack.us Acquazzone del 27.7.2010
La Versilia ha fatto una scommessa difficile, quella di incrementare il turismo diminuendo gli alberghi. Una sfida ai limiti dell'impossibile, un ossimoro dell'economia. I dati parlano da soli: nei cinque anni compresi tra il 2001 e il 2005 il comprensorio ha perso il 3,9% dei posti letto e oltre il 10% delle 425 strutture alberghiere. Un fenomeno generalizzato, quasi ugualmente diffuso nel territorio, con la sola eccezione di Pietrasanta che ha conservato i propri numeri ma solo in virtù di nuove forme di ricezione turistica, come i B&B. Viareggio però ha perso 21 alberghi, e Forte dei Marmi ben 22.

La Versilia sta cambiando pelle e il fenomeno non è solo economico perché a Viareggio, a Forte dei Marmi, la storia degli hotel spesso coincide con la storia delle città. Ma al tempo stesso qui la speculazione edilizia è incoraggiata da una rendita immobiliare alle stelle, che non ha paragoni con altre forme di investimento finanziario. E il grande patrimonio immobiliare è rappresentato dagli alberghi. Ve ne sono una ventina che hanno chiesto all'amministrazione comunale il cosiddetto “svincolo”, la possibilità cioè di trasformare l?attuale volumetria ad uso turistico-ricettivo in appartamenti di piccole dimensioni ma di prezzo elevato, anche più di 5mila euro al metro quadro.

Cambia la pelle della Versilia e si trasforma, di pari passo, la struttura economica. A cedere il passo sono i piccoli alberghi e le pensioni a una e due stelle che per anni hanno rappresentato la struttura economica della città, il modello di turismo versiliese a condizione familiare. Spengono le insegne infatti i piccoli alberghi nati negli anni Sessanta, quelli che in definitiva hanno stimolato anche il mercato di settori più lussuosi. Tanto che il fenomeno non ha risparmiato neppure grandi strutture, se è vero che nomi prestigiosi, come il “Royal” e il “Regina” hanno già tentato la strada della trasformazione in appartamenti. Finora il fenomeno dello “svincolo” e dunque della perdita di alberghi e posti letto non ha avuto una forte incidenza sugli arrivi e sulle presenze. Ma Renato Baldi, direttore dell'Apt, è giustamente preoccupato: «Finora abbiamo fronteggiato la situazione grazie ad un aumento dell'indice di occupazione, ma le prospettive non sono rosee perché ad un certo punto andremo incontro alla saturazione, dunque le domande saranno superiori alle offerte e siccome c'è una fascia di turisti che non sceglierà mai il bed & breakfast, il campeggio o l?agriturismo, questo vorrà dire che una fetta dei potenziali clienti si rivolgerà altrove».
E' un dato di fatto, d'altra parte, che il mestiere di albergatore non piace più come una volta. Si salvano le grandi strutture, condotte da società capitanate da personaggi della finanza che vogliono diversificare gli investimenti, come Riccardo Fusi, patron di “Unahotel” che a Lido di Camaiore sta costruendo un albergo a quattro stelle da 180 camere. Ma per il resto è uno stillicidio di chiusure e di rinunce, una morìa di alberghi che passa da strutture di grande nome e tradizione, come lo storico “Alcione” di Forte dei Marmi, a piccole pensioni. Proprio a Forte dei Marmi il piano integrato approvato dal consiglio comunale lascia la porta aperta a queste trasformazioni. Al posto dell'hotel Righel di Roma Imperiale sono nate due ville e altre sei ville monofamiliari prenderanno il posto del Carlton, che verrà abbattuto, quattro alloggi e cinque fondi saranno ricavati dall'ex hotel Flora, nove dall?ex albergo Versilia, due appartamenti dal “Maria Luigia” di Vittoria Apuana, altri due nell'ex hotel Michelangelo.
Piccoli albergatori scompaiono, dunque e non sempre, anche in una congiuntura di acquisizioni, non sono assorbiti dai grandi, anche perché il mercato è molto diverso. E' un'emorragia senza fine, che non avrà un saldo accettabile neppure con una politica in favore dei grandi hotel.