Claudia Koll, foto.

Claudia Colacione, nata nel '65 a Roma. Peccato che ci ha magnificato della sua
 visione per poco, per dire che si è sentita posseduta dal diavolo, e adesso ormai, si è ritirata dalle copertine e dal cinema. Ma il suo full bush era da urlo (per vederla, andare nella zona adulti QUI).

Non so perché ma il post non è ancora indicizzato, comunque aggiungo che la Koll è stata al centro di una grande conversione: adesso la troviamo a convegni di suore, sui palcoscenici teatrali (e vorrei sapere cosa ci fa, dal momento che di recitare, nemmeno l'ombra) e sulle sedie dei tavoli dei luoghi di villeggiatura, dove la Claudia Koll, spesso è ospite, per riportare la sua testimonianza di fede. Sarà mica una situazione di bipolarità?
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«Sette anni fa, nel buio della mia stanza, sono stata attaccata dal demonio che
 voleva spingermi a odiare. Gli ho risposto che io ero nata per amare e allora lui ha cominciato a stritolarmi fisicamente, voleva uccidermi. Ho chiesto aiuto al Signore, recitando il Padre Nostro con il crocifisso tra le mani. La mia preghiera è diventata un grido e Dio è intervenuto, una luce è filtrata nella stanza. Ero in peccato mortale. Eppure Lui, Padre misericordioso, mi ha difesa e salvata». Così Claudia Koll si racconta in una lunga intervista (più una confessione, che una chiacchierata) al settimanale Oggi.

Tutti la ricordano per i film di Tinto Brass e per le foto ammiccanti, ma è da qualche anno, ormai, che lei pensa solo al Signore, al volontariato, alla preghiera, ai bambini dell'Africa. Un cambiamento repentino e inaspettato, che ha colto di sorpresa un po' tutti, i suoi fan soprattutto.
Ma Claudia ormai è cambiata: «Tutta la vita ho cercato amore, ma nel modo sbagliato. Una volta pensavo soltanto al lavoro e ai vestiti, al trucco, all'aspetto fisico. Perdevo tempo di fronte allo specchio. Ma da quel giorno speciale è nata una nuova Claudia. Più bella di prima perché tutte le mattine vado a farmi una lampada, nel senso che entro in chiesa per cercare la luce del Signore».

«Un giorno sono andata nella chiesa di Santa Anastasia, a Roma - prosegue -. Volevo l'aiuto di Dio e un sacerdote mi disse: "Cosa cerchi da Lui?". E io: "Niente, sono una peccatrice". Quando mi segnò sulla fronte, sentii che il mio cuore si apriva e si riempiva di Gesù. Le ginocchia si sono piegate, mi sono dovuta sedere e ho cominciato a piangere... Era la risposta del Signore».

Tinto Brass e i ruoli sexy che l'hanno resa tanto popolare? Banditi, ora accetta soltanto ruoli che siano in sintonia con la sua nuova anima: «Perché non voglio più proporre modelli negativi. E perché ho capito che sono chiamata a operare attraverso i talenti ricevuti dal Signore. Ma, non lo nego, all'inizio ho pensato di farmi suora: Lui era entrato in modo così prepotente nella mia vita che ho creduto d'essere chiamata in quella direzione». Da un estremo all'altro, dai nudi e le provocazioni, alla vocazione. Un cambiamento che suscita stupore.