Disturbo Bipolare, episodio ipomaniacale, un test da fare a casa.

Descrivo adesso i tratti dell'episodio ipomaniacale, quello del quadro tipico del
 Disturbo Bipolare Tipo II, cioè meno severo, come riportato dal DSM IV R:
  (La parte Depressiva è descritta QUI)
Un periodo definito di umore persistentemente elevato, espansivo o irritabile, che dura ininterrottamente per almeno 4 giorni, e che è chiaramente diverso dall’umore non depresso abituale.
Durante il periodo di alterazione dell’umore tre (o più) dei seguenti sintomi sono stati persistenti e presenti ad un livello significativo (4 se l’umore è solo irritabile):

autostima ipertrofica o grandiosa

diminuito bisogno di sonno (per es., sentirsi riposato dopo solo 3 ore di sonno)

maggiore loquacità del solito, oppure spinta continua a parlare

fuga delle idee o esperienza soggettiva che i pensieri si succedano rapidamente

distraibilità (cioè l’attenzione è facilmente deviata da stimoli esterni non importanti o non pertinenti)

aumento dell’attività finalizzata (sociale, lavorativa, scolastica o sessuale), oppure agitazione psicomotoria

eccessivo coinvolgimento in attività ludiche che hanno un alto potenziale di conseguenze dannose (per es., eccessi nel comprare, comportamento sessuale sconveniente, investimenti in affari avventati).

L’episodio si associa ad un chiaro cambiamento nel modo di agire, che non è caratteristico della persona quando è asintomatica.
L’alterazione dell’umore e il cambiamento nel modo di agire sono osservabili dagli altri.
L’episodio non è abbastanza grave da provocare una marcata compromissione in ambito lavorativo o sociale, o da richiedere l’ospedalizzazione , e non sono presenti manifestazioni psicotiche.

Ora, si deve tener bene a mente, che gli episodi ipomaniacali sono inseriti in un quadro di alternanza della regolazione timica, cioè dell'umore; così possono esistere forme con episodi lunghi di depressione leggera, poi alternati a episodi altrettanto lunghi di innalzamento dell'umore, oppure possono esistere forme più brevi, in cui ad esempio, entro uno o due anni, il soggetto esperisce episodi depressivi, alternati a uno o più episodi di innalzamento dell'umore, in modo da essere al di sopra di quello che ritiene normale. Anche le persone che gli vivono accanto, devono avere la percezione di queste oscillazioni, che comunque, di solito pur richiedendo un intervento farmacologico, non necessitano quasi mai di ricovero.
Poi ci sono le forme a rapida ciclicità, in cui gli episodi di alternanza dell'umore si succedono nel giro di giorni o nello stesso giorno. Infine, le forme miste, in cui alla componente depressiva, e associata anche una componente ipomaniacale o comunque di elevazione dell'umore o di aumento delle note disforiche  e aggressive del soggetto.

Per capire cosa può comportare un episodio ipomaniacale, non diagnosticato, come spesso accade, specie all'esordio del disturbo, tra i 20 e 30 anni, ecco un piccolo caso clinico.

Marco, 36 anni,  da alcune settimane si sente più pieno di energie, i pensieri gli scorrono rapidi nella mente, e trova questo un fatto positivo, si sente più lucido, dorme solo 3 o 4 ore per notte ma si sente bene e lavora con energia ed entusiasmo. La sua fiducia nelle sue possibilità e la sua stima sono assai elevate, molto più di quanto non lo sono normalmente e anche i colleghi e familiari hanno rilevato questo cambiamento in lui.
Ma nel contempo, attratto dal gioco, Marco ha iniziato a giocare ai cavalli, perdendo sommme sempre più rilevanti. Inoltre, da qualche tempo, a volte la sua condotta di guida al volante della sua auto, è divenuta più audace, corre più velocemente, e a volta accelera per passare quando sta per scattare il rosso. Inoltre, sta pensando di mettersi per conto proprio e lasciare il lavoro che fa da 8 anni.
Come si vede, il quadro di ipomaniacalità è presente in Marco, che alla maggiore attività ed energia, associa anche una instabilità delle relazioni e aumento dei comportamenti a rischio, compreso il gioco compulsivo.

************************************************
Attualmente, sono desritte e classificate diverse forme di disturbo bipolare, numerate da I a VI, ma occorre tenere presente che solo la I, la II e la III, cioè Il disturbo bipolare tipo I, con episodio di mania franca alternato ad episodi depressivi intensi, il tipo II, con almeno un episodio di ipomania che si intercala a un umore generalmente depresso ma non drammaticamente e la ciclotimia, che possiamo definire come una fase mista compresa tra la forma depressiva e distimica, alternata ad ipomania della forma tipo II, possono essere clinicamente  (e devono essere) diagnosticate puntualmente attraverso una diagnosi precisa e in profondità, da effettuarsi durante la prima visita con il paziente, che deve avere una durata adeguata e avvalersi di domande ben accurate e testate.
Per capire il significato di Bipolare tipo IV, basta una prova spesso terapeutica: un paziente viene curato per una fase depressiva e in risposta al farmaco, sviluppa una forma ipomaniacale o peggio, maniacale. Quindi il bipolare IV è un soggetto in cui non si è giunti ad una diagnosi dei 3 tipi ufficiali, ma che vira verso la mania al momento in cui assume antidepressivi (senza stabilizzanti dell'umore).
Non si tratta però di soggetti cui non è stata posta diagnosi di disturbo bipolare tipo I o II o III, quanto di soggetti che non hanno ancora sviluppato una vera tipologia o di soggetti che virano anormalmente e in modo  inatteso, verso la mania, sotto l'effetto dell'antidepressivo (in seguito, si dovrà vedere come prosegue la storia clinica del paziente). Normalmente, in questi paziennti, al momento della cessazione dell'antidepressivo, in un tempo di 15- 30 giorni, tendono a recuperare uno stato non maniacale, ma come si capisce, spesso la frittata è  stata fatta: rottura di rapporti di lavoro, familiari, amicizie, guida pericolosa, alcolici, spese inconsulte, affari sbagliati etc.

Bipolare tipo V è un paziente che non ha mai avuto o non si riesce a rintracciare una storia di episodio o episodi ipo o maniacali, e attualmente e in passato, ha sofferto di depressione anche grave e quindi è diagnosticato come depressione maggiore. Ma nella storia della sua famiglia, c'è positività per disturbi mentali in genere e in particolare per disturbo bipolare (di qualsiasi dei tre tipi). In questi casi, il medico dovrà curare la depressione scongiurando di far cadere il paziente nel viraggio verso la mania, quindi assegnandolo al tipo descritto prima. La terapia dovrà essere centrata a partire dallo stabilizzante.

Bipolare tipo VI infine, è il paziente che ha una anamnesi di ipomania o mania, ma non si riesce a rintracciare uno slittamento nella sua storia passata, verso l'episodio depressivo, maggiore o minore. E' importante focalizzare bene la diagnosi sulle abitudini e stile di vita del paziente, capire quanto dorme, mangia, lavora, a che ora le fa e insomma tutte le sue abitudini, per rilevare ogni traccia di comorbidità di disturbi di personalità o altri disturbi (compulsioni, ossessioni eccetera), e se ci sono sintomi  di allucinazioni o ricorrenza di pensiero. Solo dopo si potrà stabilire la miglio terapia, eventualmente muovendo dall'antipsicotico o dallo stabilizzante o da entrambi.
Occorre tener conto del livello, profondità e intensità dei sintomi, a prescindere dal giudizio del paziente stesso e di amici e familiari sul suo funzionamento ed efficienza lavorativa e sportiva e intellettuale, perché  spesso, questi pazienti sono ad alta efficienza ma ciò nonostante, pur non rendendosene conto, soffrono e pongono in tensione l'organismo oltre il limite accettabile (nessuno è invincibile o indistruttibile). Occorre cercare di differenziarlo oppure inserirlo nell'ambito di una personalità ipertimica, ma ripeto, è importante capirne bene il livello di sfruttamento e velocità della macchina energetica, perché limiti ne abbiamo tutti e non è raro, che questi soggetti, quando stanno come tutti noi, si sentono invece giù, e spesso ricorrono a sostanze, per ritornare a sentirsi "come prima", vale a dire come cavalli lanciati al galoppo.
Potrei citare molti personaggi famosi, sia nello spettacolo che nella politica, apparteneti a questa categoria, apparentemente sana, ma che invece sono affetti da eccessiva confidenza, leggerezza e impulsività nelle scelte che compiono, sessualità compulsiva e promiscua, ma mi limito a citarne uno solo per tutti: John Kennedy, anche se alcuni effetti erano accentuati dall'uso di una serie di farmaci che assumeva.

Attualmente, per valutare se una persona, a prescindere dallo stato attuale, in passato ha presentato o meno episodi ipomaniacali, si può compilare un facile questionario, chiamato HCL32, che significa Hypomania Check List su 32 domande e risposte. Infatti, basta rispondere alle 32 domande con un si o un no e quindi tiirare le somme, secondo questo schema di interpretazione dei punteggi, semplicissimo: si sommano le risposte si alle domande 2, 3, 4, 5, 6, 10, 11, 12, 13, 15, 16, 19, 20, 22, 24 e 28. Se il punteggio (che al massimo fa 16 punti, un punto per ogni SI dato), conta 12 punti o più, significa che in passato, la persona ha sofferto un episodio ipomaniacale, non rilevato, cioè non giunto all'attenzione del medico di famiglia, o di altro specialista.

Sommando invece le risposte Si alle domande 7, 8, 9, 21, 25, 26, 27, 31 e 32, che al massimo fa 9 punti, si ottiene la positività o meno per il comportamento ipomaniacale nella sua variante irritabile o sottoposto ad assunzione di rischi.
Se i si sommano a 3 o superiore, significa che all'episodio ipomaniacale con espansione di energia e pensieri, si associa comportamento irritabile, con scatti, nervosismi e/o presa di rischi, tipo guida dell'auto, gioco d'azzardo, spese inultili e altri ancora.
La potenza predittiva del questionario è di quasi il 75%, che significa che i punteggi ottenuti, predicono la presenza in passato di ipomania, nel 75% dei casi. 

Compilate il questionario, rispondendo alle domande con semplici si o no, e quindi tirate le somme, come descritto sopra, usando un foglietto di carta.
Free Image Hosting at www.ImageShack.us
Free Image Hosting at www.ImageShack.us

Al solito, per chiarimenti o consulti

In questa rubrica sono posti i link a cura
Dott. Alfredo Lorenzi
psicologia infantile e dell'adolescenza
338 9088110
alfredolo501@libero.it
Laurea in Psicologia indir. Sviluppo infantile - Firenze
Laurea in Biologia indir. psicofisiologico - Pisa
Area dei ritardi e disturbi pervasivi di sviluppo materno infantile
Visiting research at Davis Institut Ucla - California
Host and referee at many course and workshops on neurosc.
Autore di studi e rcensioni, e di un volume in inglese:
Violent Behavior Psychology, 2005 Amear NY.

Link alla rubrica  QUI