Gianni Agnelli e famiglia, evasione fiscale, Carlo De Benedetti contro Berlusconi, Sonia Raule, Silvia Monti.

Un post fiume, che raccoglie diversi personaggi, a dimostrare di quanto il potere dei soldi e la politica, che sono ben confusi, fanno di noi dei burattini e alcuni, molti, degli schiavi, in attesa di un posto di lavoro dai suddetti (complici, i sindacati).  Buona lettura.
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Carlo De Benedetti

nasce a Torino il 14 novembre 1934 da una famiglia benestante.
Nel 1958 si laurea in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Torino.
Nel 1959 entra nella "Compagnia Italiana Tubi Metallici" del padre.
Nel 1972 acquisisce con il fratello Franco la Gialardini, società attiva nell'immobiliare e quotata in borsa, che verrà riconvertita in una grande holding di partecipazioni nel settore della metalmecanica.
Nel 1974 viene eletto presidente dell'Unione Industriali di Torino.
Nel 1976 diviene amministratore delegato della FIAT grazie all'influente
 appoggio della famiglia Agnelli suoi amici di famiglia. Nello stesso anno cedette il 60% del capitale della Gilardini alla società degli Agnelli in cambio del 5% di FIAT. Dopo soli quattro mesi a causa di divergenze sorte col management e con gli Agnelli abbandona la carica.
Sempre nel 1976 venduta la sua quota in Fiat compra la CIR attraverso la società COFIDE-Compagnia Finanziaria De Benedetti, anch'essa fondata nel 1976, trasformandola da una piccola conceria in una delle più potenti holding private italiane contenente tra l'altro le quote della società "Gruppo Editoriale L'Espresso Spa" una delle più importanti aziende italiane del settore media che controlla: il quotidiano La Repubblica, il settimanale L'espresso, 16 quotidiani locali, di tre radio nazionali (tra le quali Radio DeeJay), le Tv All Music e Deejay tv e Kataweb che promuove e gestisce le attività internet del Gruppo. Attualmente il Gruppo l'espresso occupa 3.000 dipendenti ed ha circa 6 milioni di lettori al giorno (secondo solo a RCS).
Negli anni 80 fonda la SOGEFI azienda operante nel settore dei componenti autoveicolistici e di questa società rimane presidente per venticinque anni cedendo poi il posto nel 2005 al figlio Rodolfo. L'azienda arriverà ad impiegare 6.300 dipendenti e raggiungerà il miliardo di euro di fatturato.
Nel 1978 entra in Olivetti, con la carica di presidente. Inizia una fase di ristrutturazione dell'azienda, fortemente indebitata e vicina al fallimento, iniziando la produzione di Personal Computer, stampanti, telefax, fotocopiatrici e registratori di cassa.
Nel 1983 è nominato Cavaliere del Lavoro.
Carlo De Benedetti fonda insieme ad altri illustri nomi la European Round Table of Industrialists (Bruxelles) di cui mantiene la carica di Vice Presidente fino al 2004.
Nel 1985 diviene membro del European Advisory Committee della New York Stock Exchange, carica che manterrà fino al 2005.
Nel 1985 De Benedetti diviene azionista di maggioranza della Sme (appartenente all'IRI), azienda operante nel settore agro alimentare proletaria dei marchi: Motta e Alemagna a Bertolli, supermercati GS e Autogrill. DE Benedetti acquista il 64% della Sme con un investimento di 497 miliardi di lire.
Negli anni ottanta diviene azionista del Banco Ambrosiano acquistando il 2% del capitale, ricevendo la carica di vicepresidente. Come in Fiat anche in questo caso la sua avventura ha fine dopo solo due mesi.
Nel 1986 riceve la laurea ad honorem in Legge della Wesleyan University,
 Middleton, Connecticut (Stati Uniti d'America).
Il 2 giugno 1987 è nominato Ufficiale della Légion d'Honneur.
Nel 1995 fonda Omnitel (la seconda società europea di telefonia mobile) e Infostrada (secondo operatore di telefonia fissa in Italia).
Nel 1996 lascia la Olivetti.
Il 10 luglio 1997 Carlo De Benedetti sposa Silvia Monti, testimone per Carlo De Benedetti è l' industriale lombardo Amos Marchesi.
Nel 1998 fonda, in memoria del padre, la Fondazione Rodolfo Debenedetti di cui è Presidente. La Fondazione si occupa dello studio delle problematiche connesse alla riforma dello Stato sociale.
Nel 1999 nasce Sorgenia da una joint-venture fra CIR e l'austriaca Verbund entrando nel mercato come terzo operatore di elettricità e gas in Italia. Il ruolo di presidente è svolto dal figlio Rodolfo.
Nel 2000 fonda la CDB Web Tech, società specializzata in investimenti in attività nel campo dell'alta tecnologia, del biotech, del nanotech e di Internet. Carlo De Benedetti ricopre la carica di Presidente.
Nel settembre 2002 nasce un nuovo progetto in cui è coinvolto il gruppo Cir: la HSS Holding Sanità e Servizi S.p.A.
La HSS è controllata per il 67,6% da Cir, per l'11,5% da partecipazioni S. Stefano, per 8,9% da Morgan Stanley, per 8,1% da WISE, per il 3,9% da soci minori. Le società controllate da HSS sono: Medipass, Ospedale si Suzzara, Rehab, Redancia, S. Stefano, Anni Azzurri, Meia.
La società è stata costituita con il seguente target: diventare un operatore sanitario privato di rilievo nazionale, con attività nella gestione degli ospedali, delle residenze per anziani, delle strutture psichiatriche e riabilitative. Le principali attività del Gruppo sono:
- acquisizioni di singole unità di business o catene private già attive
- acquisizione e turn around di organizzazioni sanitarie in difficoltà
- partecipazione a gare pubbliche di concessione per ristrutturazioni e/o gestioni integrale
- partecipazione a gare per affidamenti di investimenti e/o gestioni settoriali (tecnologia avanzata, radiologia, sale operatorie, ecc.) in aziende sanitarie o socio-sanitarie pubbliche
- iniziative green field con o senza soci locali
La HSS è arrivata a gestire oltre 3.700 posti letto in sli tre anni di attività.
Il 18/12/09 la Holding Sanità e Servizi cambia la propria denominazione in Kos.
Nel 2005 la Cir fonda la Jupiter Finance, società finanziaria specializzata nell'acquisizione e gestione di crediti problematici, originati da banche, società finanziarie, aziende e pubblica amministrazione.
Nel 2005 fonda la società di investimenti Management&Capitali (M&C) tramite la controllata Cdb Web Tech Spa. Inizialmente il capitale di M&C era detenuto al 90% da questa società e il 10% dal management, successivamente, con un aumento di capitale, entrarono nell'azionariato anche Schroders Investment Management, Cerberus Capital Management LP, e Goldman Sachs. Nel 2008 l'assetto azionario cambia nuovamente con l'uscita di alcuni soci iniziali e l'entrata di: SeconTip (società di Giovanni Tamburi), i Manuli di Bergamo, i Ferrero, i Radici e i Giubergia di Torino, i Seragnoli di Bologna, i Marzotto di Valdagno, gli Angelini e i Silori di Roma, i Baggi Sisini, i Branca, i Rossetti e i Burani di Milano.
L'attività della società è di investimento nel campo della:
- ristrutturazioni di imprese con margini di redditività suscettibili di miglioramento grazie ad interventi di natura gestionale;
- opportunità di aggregazione settoriale con rilevanti potenzialità sinergiche;
- operazioni di spin-off o di dismissione di rami aziendali.
- ristrutturazioni finanziarie in aziende caratterizzate da situazioni di squilibrio finanziario.
- interventi di investimento in imprese nel contesto di passaggi generazionali, per sostenere la continuità nello sviluppo e/o il riorientamento strategico;
Dal 2006 ritorna alla guida delle sue attività editoriali, con il ruolo di presidente del Gruppo editoriale L'Espresso S.p.A.
Nel 2007 acquisisce con Merrill Lynch il gruppo Oakwood specializzato nella creazione, acquisizione e gestione di società per finanziamenti retail. Oakwood opera attualmente sui mercati australiano e italiano attraverso due società: la Pepper che opera in Australia nell'erogazione di mutui "near-prime" e "non-conforming" attraverso una rete di operatori indipendenti, e la Ktesios che opera in Italia nella concessione di finanziamenti a privati con garanzia del quinto dello stipendio o della pensione.
Il 5 settembre 2008 Il Consiglio di Amministrazione di CIR SpA, riunitosi sotto la Presidenza di Carlo De Benedetti, ha approvato il progetto di scissione parziale proporzionale di CIR. La scissione ha lo scopo di separare le attivita' dei media dalle altre attivita' del Gruppo CIR e di creare cosi' due realta' indipendenti, entrambe controllate da Cofide ma ciascuna focalizzata sul proprio business e con una propria mission chiaramente definita e percepibile dal mercato.
il 14ottobre 2008 il consiglio di amministrazione di Cir ha rinviato la scissione parziale delle attivita' di editoria da quelle industriali e finanziarie a causa della crisi economica in atto.
Attualmente Carlo De Benedetti è Consigliere di Amministrazione di Valeo, Pirelli e Banca Intermobiliare; membro dell'International Council del CSIS - Center for Strategic & International Studies (Washington), dell'International Advisory Council della CITIC - China International Trust and Investment Corporation (Pechino), dell'Accademia Reale Svedese delle Scienze per l'Ingegneria (Stoccolma), dell'Italian Council dell'INSEAD - The European Institute of Business Administration (Fontainbleau).
Carlo De Benedetti ha tre figli: Rodolfo (amministratore delegato di Cir e Cofide) sposato con Emmanuelle, Marco (presidente di Infostrada, gruppo Olivetti) sposato con la giornalista televisiva Paola Ferrari, ed Edoardo medico a Ginevra sposato con Stephanie.
Nella sua vita ha ricevuto anche la Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
A settembre 2008 Carlo De Benedetti dichiara che nel 2009 realizzerà un suo sogno: diventare cittadino svizzero.
Il 27 gennaio 2009 Carlo De Benedetti ha annunciato di aver lasciato la presidenza di "Cir, Cofide e M&C e la presidenza dell'Espresso, società nella quale però manterrà la delega per la nomina dei direttori. De Benedetti ha annunciato anche che manterrà invece la presidenza della Fondazione de Benedetti e il suo ruolo in Rothschild.
Il 4 ottobre 2009 Fininvest dovrà risarcire Cir del danno patrimoniale da «perdita di chance» di un giudizio imparziale, quantificato in circa 750 milioni (749.955.611,93, per l'esattezza). Lo scrive Cir in una nota, riferendo della sentenza del Tribunale di Milano nella causa civile promossa dalla società contro Fininvest per il risarcimento del danno causato dalla corruzione giudiziaria nella vicenda del 'lodo Mondadori'. Cir ha diritto anche al risarcimento da parte di Fininvest dei danni non patrimoniali, la cui liquidazione «è riservata ad altro giudizio». DE BENEDETTI: «Dopo quasi vent'anni dalla condotta fraudolenta messa in atto per sottrarre al nostro gruppo la legittima proprietà della Mondadori, finalmente la magistratura, dopo la sentenza che ha confermato definitivamente in sede penale l'avvenuta corruzione di un giudice, ci rende giustizia anche sul piano civile».

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SARA ODIA CECILIA
(Incontri & Scontri, di Enrico Alexis) – Al “Met”, locale vicino al romano Ponte Milvio, dove gli innamorati sistemano i lucchetti, è apparso Andrea Perone con la sua nuova fiamma, Cecilia Capriotti, ex volto della trasmissione “Dribbling”. Una vera “tegola” in testa per Sara Varone che cercava di riconquistarlo. Si sono conosciuti a Milano Marittima e da allora non si sono più lasciati. Non sono “romanista” ma il capitano Francesco Totti ha la mia solidarietà. Il caro Totti ha deciso di lasciare una Nazionale che non lo ama.

Invece di considerare la sua età e gli infortuni ha ricevuto soltanto ultimatum: “Tanto baccano contro di me perché sono romano”. Anche Giancarlo Abete, antico dirigente del calcio (prima, durante e dopo Calciopoli, in questo sport così popolare comandano sempre i soliti sapientoni) non è stato “gentiluomo” con il valoroso calciatore. “Non ho espresso né una minaccia né un invito a Totti a chiudere il caso per non mettere in difficoltà altri. Ho solo parlato di un termine temporale – ha dichiarato Abete presidente della Federcalcio – entro il quale chiudere la vicenda”. E Totti la vicenda l’ha chiusa…addio Azzurri! Lo juventino Alex Del Piero si schiera a fianco di Totti: “Il caso è stato gestito male – dice Alex – ha sbagliato la Federcalcio. Francesco è un grande giocatore, spesso hanno cercato di creare dualismi tra noi, ma insieme abbiamo di mostrato di poter coesistere e poi non dimentichiamo, che abbiamo vinto un mondiale giocando nella stessa squadra”. Alla domanda…che cosa ha portato alla rottura? Alex risponde senza peli sulla lingua, da gentiluomo del pallone: “E’ una situazione talmente ingarbugliata e poco chiara a tutti, è difficile esprimere un giudizio. http://www.alexis.it/news/09-08-07-4.html
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Processo Gianni Agnelli for tax evasion

Senza tregua l'eredità dell'Avvocato. In un articolo pubblicato quest'oggi, il Corriere della Sera rende noti i contenuti delle memorie conclusive della difesa nel processo Agnelli. Ricordiamo che le persone coinvolte sono Gianluigi Gabetti, Franzo Grande Stevens e Siegfried Maron, accusate da Margherita Agnelli de Pahlen di essere stati i cattivi gestori del patrimonio del padre, l'Avvocato Agnelli. C'è anche la memoria di Marella Agnelli, che replica con durezza alle accuse della figlia.
Gianluigi Gabetti afferma nel suo atto che l'Avvocato gestiva personalmente tutti i suoi beni e la richiesta di Margherita di ottenere un rendiconto con ordinanza è inammissibile. Sulla questione del mandato verbale a gestire i beni dell'Avvocato, Maron afferma che è del tutto inverosimile, per non dire surreale che la gestione di un patrimonio cosi' complesso possa essere affidata solo verbalmente.
Il giornale, invece, riferisce che nel balletto dell'eredità Agnelli ci sarebbe anche la famiglia De Benedetti. Il Giornale unisce in questo modo due casi del momento: i soldi di Giovanni Agnelli e la presunta relazione di De Benedetti con l'Unione Sovietica.
Secondo il Giornale, infatti, nel cuore dell'Avvocato ci sarebbe stata anche lei, Silvia Monti, nome d'arte dell'attrice che è moglie di De Benedetti. Tanto da "ricevere in dono Agneta, la magica barca con le vele di un marrone scuro vissuto, due alberi, legno e ottoni, il cui nome si presta al gioco, Agnelli-Margherita?". Sempre secondo il quotidiano, "la leggenda coincise con le nozze della signorina Silvia Cornacchia Monti con Luigino Donà delle Rose. La traversata si è conclusa con il successivo matrimonio con Carlo De Benedetti".

Per ulteriori informazioni visita il sito di Trend Online
http://www.trend-online.com/

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CARLO DE BENEDETTI SPOSA SILVIA MONTI
Repubblica — 10 luglio 1997 pagina 24

TORINO - Testimone per Carlo De Benedetti sarà l' industriale lombardo Amos Marchesi, testimone per Silvia Cornacchia (Silvia Monti il nome d' arte e già contessa Donà delle Rose) la sorella Luisa. L' ex presidente dell' Olivetti si risposerà oggi a Torino davanti al sindaco Valentino Castellani, che per l' occasione ripristinerà l' usanza delle nozze a Palazzo Civico Alla breve cerimonia, che sarà conclusa da un brindisi con champagne offerto dal sindaco, saranno presenti pochi intimi. Ci dovrebbero essere tre delle sei sorelle della sposa (oltre a Luisa, le sorelle Renata e Donatella), la figlia ventenne Una, mentre non ci sarà il figlio Leonardo, 21 anni, negli Usa per motivi di studio. Presenti anche i tre figli dello sposo: Rodolfo (amministratore delegato di Cir e Cofide) con la moglie Emmanuelle, Marco (presidente di Infostrada, gruppo Olivetti), neosposo della giornalista televisiva Paola Ferrari, ed Edoardo, medico a Ginevra che avrà con sè la moglie Stephanie e le due bambine. Tra i pochissimi invitati non dovrebbero mancare Renata Andretta, storica segretaria di De Benedetti, e Franca Segre, presidente della Bim. Il matrimonio verrà festeggiato con gli amici più stretti in serata nella casa di De Benedetti a Milano. Poi una breve fuga nel weekend: la meta è segreta, ma si tratta forse di Saint Moritz dove Carlo De Benedetti ha una casa. Per il viaggio di nozze la coppia aspetterà agosto.
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DAL NOSTRO INVIATO PORTOROTONDO (Sassari) . Nobilta' e miserie, cuori e denari, dispetti e eredita' contese, fratelli coltelli e mogli che si accapigliano: la telenovela alla Dinasty che sconvolge da anni il casato veneziano dei conti Dona' dalle Rose e' alla frutta, scambi di insulti e querele. L' ultimo episodio in pretura a Olbia, udienza mancata e rinvio alla prossima puntata, il 30 ottobre. Dai Roses ai Dona' dalle Rose, in gioco c' e' cio' che rimane di un patrimonio di famiglia un tempo stimato sui 100 miliardi e il piccolo regno turistico immobiliare di Portorotondo che Niccolo' e Luigi, i due fratelli, hanno creato negli anni ' 60 in Sardegna quando dirimpetto l' Aga Khan girava in maniche di camicia nei primi cantieri della Costa Smeralda. In pretura si fronteggiano Luigi (noto come Luigino) e Giuliana Romani Adami Zucconi, moglie di Niccolo' . Ma sullo sfondo c' e' Silvia Monti, moglie fino alla scorsa estate di Luigino e ora compagna di Carlo De Benedetti. Si accusano di ingiurie e minacce, parole grosse e quasi vie di fatto allo Yacht Club di Porto Rotondo, luglio 1993. Ma i due fratelli sono ai ferri corti da piu' di sei anni. Niccolo' contesta a Luigino di avergli scippato una quota della Techninvest, holding di famiglia, e chiede al tribunale di Milano il sequestro delle azioni contese. Luigino rinfaccia al fratello una serie di investimenti sbagliati. E non poteva mancare la contessa madre, Clelia Meroni: e' lei che ha avuto fino all' ultimo le chiavi della cassa di famiglia. E' lei, sostiene la moglie di Niccolo' , ad avere un debole per Luigino e Silvia. Sempre lei, ormai in veneranda eta' , a imporre un riequilibrio nella ripartizione del patrimonio dei figli, fino a quel momento diviso in parti uguali. In cambio di un intervento finanziario tampone, la contessa indusse Niccolo' a conservare soltanto il 20 per cento delle azioni della Techninvest e a cedere il rimanente 30 per cento: il 10 a Luigino e il 20 a Roberto Losito, un amministratore . altro personaggio chiave della telenovela . chiamato per fronteggiare le difficolta' . Un intreccio di interessi, drammi e odi familiari. Niccolo' e' convinto di essere stato raggirato. "Chi non sa che cosa abbia subi' to da Luigino e da Silvia, d' accordo entrambi con l' amministratore Losito, proprio nel periodo in cui versava in uno stato di profonda prostrazione psicologica per aver perduto il figlio diciottenne in un incidente in mare, non puo' capire perche' vedendo l' allegra combriccola allo Yacht Club di Portorotondo non ho resistito all' impulso di avvicinarmi", dichiara Giuliana Adami Zucconi al "Messaggero". "L' allegra combriccola": Luigino e Silvia Dona' , Franco Carraro (gia' sindaco di Roma) e la moglie Alessandra, Roberto Losito e altri. Stralci da verbali, deposizioni e denunce. La contessa Giuliana aveva una coppa di champagne in mano. Esordi' sull' ironico: "Brindo a questo abilissimo professionista" rivolta a Losito. "E al mio cognatino Luigi e a Silvia, regina di Portorotondo". Per passare al sarcastico: "Peccato che operino per derubare mio marito". E concludere: "Ladri, siete tutti dei ladri. E voi . rivolta ai commensali . state mangiando con dei ladri, siete in una tavolata di ladri". La stessa Giuliana Adami Zucconi cosi' ha raccontato al "Messaggero" la reazione del cognato: "Si e' alzato come un pazzo e ha cominciato a gridare: "Ti ammazzero' con le mie mani". E giu' un pesantisimo cenno alla guerra di Troia". Si e' sfiorato lo scontro fisico e nel parapiglia l' avvocato Renzo Persico, di Cagliari, si e' ritrovato per terra, con un occhio pesto. Franco Carraro ha trattenuto il conte Luigi. Com' e' veramente andata lo diranno il 30 ottobre i testimoni: imprenditori, ospiti dello Yacht Club, camerieri, Marcantonio Caracciolo del Leone, Alessandro Demcenko, l' antiquario Alfred O' Neill, Antonino Mantovano, Anna Maragnello, Milvia Pagan. Oltre, naturalmente, ai Carraro. E gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi per Giuliana Adami, Franco Luigi e Gabriele Satta per Luigino Dona' avranno il loro bel daffare. Niccolo' e Luigino hanno sempre fatto affari in tandem, cominciando poco piu' che ventenni con una fabbrica di go kart e una pista per gare all' Idroscalo di Milano. Per una settimana Luigino veglio' il fratello ricoverato all' ospedale con il ventre squarciato da una fucilata (incidente di caccia). Una famiglia affiatatissima, un tempo; tre dogi nella storia della Serenissima, l' altero conte padre Lorenzo, Niccolo' con i figli Chiara, Gaia e Francesco, avuti dal primo matrimonio con Franoise Marcot; Luigino, sposato con Silvia Cornacchia (Monti nella breve carriera artistica), splendida animatrice di serate e feste di mezza estate, i figli Leonardo e Una. Quante foto di gruppo, negli anni ruggenti: gli Agnelli, i Barilla, Ira Furstenberg cui Niccolo' aveva dedicato la piu' bella e solitaria spiaggia, persino Carlo e Diana d' Inghilterra schierati in piazzetta con i Dona' al completo e un Cossiga alla marinara, non ancora Esternator. L' ultima volta che i fratelli Dona' sono stati visti insieme, ma a debita distanza, e' stato lo scorso settembre, sempre a Portorotondo, la sera dell' inaugurazione del grande teatro all' aperto. Freddezza, occhiate in cagnesco, disagio degli amici. Ma fra Luigino e Silvia era gia' vicino l' addio: ad una festa in casa della marchesa Sandra Verusio l' incontro di lei con Carlo De Benedetti. Dice un' amica: "Si conoscevano, e' bastato uno sguardo". E anche qui rischio di intrecci fra storie di cuori e di denari: Silvia Monti aveva cointestati immobili e attivita' con il marito. Ma poi e' stato trovato un accordo e ognuno e' andato per la sua strada.
Pagina 14  (30 maggio 1996) - Corriere della Sera

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Silvio Berlusconi's Media Attack Gianni Agnelli's Image Amid Inheritance Feud.   Revered Fiat tycoon accused of tax evasion and womanising

He was the man who ran the Fiat empire for three decades, dated Rita Hayworth and was hailed as Italy's "last true gentleman" when 100,000 turned out for his funeral in 2003.
But a bitter inheritance battle between Gianni Agnelli's descendants ? often described as Italy's answer to the Kennedy dynasty ? has sparked a series of allegations that now risk ruining the patriach's reputation.
An unseemly shouting match began when Margherita Agnelli, the industrialist's 53-year-old daughter, claimed that Agnelli spirited up to ?2bn (?1.7bn) of his wealth abroad.
The allegation has prompted a tax evasion probe, a family feud and ? perhaps worst of all ? attracted the attention of the rightwing Italian press, which has grabbed the opportunity to distract attention from the sexual scandals that have engulfed the prime minister, Silvio Berlusconi, throughout the summer.
"Agnelli the bad example ? a model for tax evaders", crowed Il Giornale, which is owned by Paolo Berlusconi, the prime minister's brother, in an attempt to place Berlusconi's scandals in a better light.
"If it was to be proven that Agnelli was not a praised, imitated, exemplary gentleman but a crook, it would be worth asking why in Italy there are progressive types who consider stealing from the people less serious than touching the bottoms of girls who like their bottoms to be touched."

Il Giornale also claimed that Agnelli dated an 18-year-old Italian actress when he was a married man of 55, and that he was branded "an Italian pig" by actress Anita Ekberg when she thought he was deceiving her. For good measure, the paper suggested that, if Margherita was looking for her father's assets, she could start with the yacht Agnelli reportedly gave to Italian actress Silvia Monti. "Between Silvio and Agnelli, look who the sinner is," the newspaper's editorial column said.
As the reputation and moral probity of Italy's most famous industrialist was placed under a microscope, John Elkann, Agnelli's grandson, hit back. "I am indignant," he said, "and I know I am not the only one, over how things have been exploited and manipulated, over the violent words and lies spread about my grandfather."
Agnelli, who at one time controlled a quarter of the companies on the Italian stock exchange, was a noted collector of fine art and young actresses, once claiming: "There are men who talk about women and men who talk to women."
The Soviet leader Nikita Khrushchev recognised his dominance over Italian capitalism when he brushed aside local politicians in the early 1960s to tell Agnelli: "I want to talk to you, because you will always be in power."
But tragedy struck the family regularly. Agnelli's drug addict son, Edoardo, jumped to his death from a motorway flyover in 2000, while his nephew and designated heir died from cancer at the age of 33. His distant relationship with his son and daughter prompted his second grandson, Lapo, to say this month: "He was an exceptional man, with unequalled talent; with me he was fantastic and a huge inspiration, but it was my good luck to be his grandson, not his son." After Agnelli's death from prostate cancer at 81, his surviving child, Margherita Agnelli de Pahlen, traded her shares in the family business for a one-off inheritance worth about $2bn, including a huge villa next to the presidential palace in Rome and a share in an art collection boasting works by Klimt, Bacon, Warhol and Lichtenstein.

Of Margherita's three children by her first marriage, Lapo, Ginevra and John, Gianni Agnelli had picked the latter as his heir, grooming him to take over at Fiat. Margherita also has five children from her second marriage to the Russian count Serge Graf von der Pahlen.
She broke family ranks when she declared that she suspected assets had been hidden from her by Agnelli's advisers when she agreed to her share of his wealth. Instead of backing her, Margherita's mother, Marella, a former Vogue model, and her son John, 33, turned on her. "I am very hurt as a son and surprised by this private matter, which was resolved in 2004 with everyone's consent and agreement," said John. Marella accused her daughter of betraying her father's wishes. Margherita said she was under so much pressure to back down that she also nearly leapt from a bridge.
A final ruling on the case is expected in November. In the meantime tax police have opened an inquiry, reasoning that, if Margherita's claims are true, part of the Agnelli fortune may belong to them.

The newspaper Italia Oggi claims Margherita and her mother have been jointly summoned by tax inspectors to answer questions this month. A spokesman for Margherita said yesterday she could not confirm or deny the report.
Agnelli's old friends are rallying round. A pained Henry Kissinger, the former US secretary of state, said the idea that Agnelli ducked taxes was "inconceivable". "He did not live for money. This row risks discrediting a family whose history is intertwined with that of Italian industry. This man does not deserve the mud someone is throwing at him."
© Guardian News & Media 2008  Published: 9/5/2009

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SONIA RAULE
di Cesare Lanza - Panorama
Un momento, chiariamo che la ex starletta, ex velina e presentatrice di programmi in Rai, all'epoca in cui c'era dentro nella direzione il marito, Sonia Raule, oltre che una bellissima donna, è stata sposata con un membro della famiglia Agnelli, col figlio di Maria Sole, per la precisione (altrimenti non si capisce perché è qui).

Sonia Raule, compagna di Franco Tatò, amministratore delegato dell'Enel, considerata una delle donne più belle e importanti di Roma, accetta di parlare di sé. L'appuntamento è al ristorante dell'albergo Bernini. Che ne direbbe di cominciare da uno spunto qualsiasi? Il più evidente è la sua bellezza. Gli occhi stupendi (occhi chiarissimi, sorridenti, ma anche un po' sospettosi) sono coinvolgenti. Si schermisce: «Ci sono tante belle donne. Io ho grande ammirazione per alcune affascinanti donne degli anni Sessanta».
I nomi?
Marina Ripa di Meana, Silvia Monti. È la bellezza con la cultura del tacco. Non ci sono più donne capaci di camminare con quel portamento superbo.
Neanche lei?
Io adoro le scarpe. E con Franco le discussioni più frequenti sono due. La prima sulle sue cravatte: non mi piacciono, ma lui è testardo, legato ai suoi ricordi. Poi si discute per le mie scarpe.
Stiamo forse per raccogliere una confidenza feticistica?
Non esattamente. Ma le scarpe sono importanti se emanano erotismo.
In che cosa consiste, l'erotismo?
Se non capisce... Non è spiegabile.
Proviamo. Un riferimento: qual è la misura del suo piede?
Trentanove.
Grandicello, no?
Normale. Comunque, cruciale è la scarpa che mette in risalto la gamba.
E come funziona?
Il segreto è la caviglia. Se la caviglia è calzata in un certo modo, tac, scatta uno speciale risalto, uno slancio... una valorizzazione sexy, anche per le gambe.
Le sue gambe sono ammiratissime. Celebrate. Possiamo conoscere anche questa misura?
No, perché non le ho mai misurate.
A tavola, Sonia Raule abbandona via via la diffidenza. Ama il vino (i bianchi, il prosecco italiano e lo chablis francese) e si scioglie. È incuriosita dalla quantità di chiacchiere che si fanno sul suo conto. All'ultimo ricevimento di Tatò-Raule (alcuni ministri, giornalisti di grido, imprenditori famosi, le altre regine dei salotti romani e milanesi) all'improvviso mancò la luce: una tragedia, in casa del leader della corrente elettrica. Sonia rimediò alla svelta, con una serie di candele e candelabri. Sbatte le ciglia: «Ma davvero si chiacchiera di queste cose?».

Un'altra curiosità: è vero che la porta della vostra camera da letto è sempre spalancata, anche quando ricevete?
A me piace così. Odio le porte chiuse. E il lusso.
Com'è naturale, la conversazione si è subito concentrata sull'unione con Franco Tatò, eclatante in società.
Com'è cominciata?
A una cena. Franco era alla mia sinistra, io portavo i capelli lunghissimi. Non gli badavo. Poi ho rialzato di colpo i capelli, l'ho guardato... Un colpo di fulmine.
Per la verità si mormora che lei nella festa si fosse, disinvoltamente, «imbucata».
Ci sono tanti modi di dire le cose. Non ero invitata, ma ero in compagnia di una mia amica.
Ed è vero che, al ritorno, ha chiesto a Tatò un passaggio?
Vero. Ma eravamo in cinque, in quell'auto.
Quindi...
Quindi, niente.
Che cos'ha di straordinario, per lei, Franco Tatò?
Per esempio, è partito da zero. Pochi sanno che, per studiare, lavorava nelle mense, in America.
E oggi? Quando lui compra questo e quello che cosa prova, un brivido? Le fa qualche confidenza, prima?
Parliamo. Ma il potere non mi interessa.
Anche lei lo vede come un asso pigliatutto?
Franco crede, onestamente, in ciò che fa. Se non ci credesse, non lo farebbe.
Mettiamola così: secondo lei, in una coppia, la differenza di età è un plusvalore?
Mi dà sicurezza.
Altre belle ragazze, ambiziose, si legano a uomini potenti, con i capelli brizzolati. Che cos'è, una tendenza? C'è chi ha scritto che oggi siete regine e domani finirete infermiere.
Ho letto: che buon gusto! Ma, per ora, l'infermiere è stato Franco. Quando ho sfiorato una lesione della cornea, per una coltellata in un occhio.
Questa è una notizia: il coltello l'aveva lui?
Non scherziamo, non era neanche in casa. È stato premuroso, mi ha curato con puntiglio. E non basta.
No?
Sono caduta da cavallo: due vertebre incrinate, busto per quattro mesi. E ancora Franco è stato un infermiere affettuoso.
E nel lavoro? Tatò sostiene qualsiasi ambizione di Sonia?
Che vuol dire?
È vero che lei vuole presentare Sanremo?
È un pettegolezzo, nato da una battuta, forse infelice, fatta una sera a Capalbio.
Si comincia scherzando...
No. So che cosa posso fare e cosa no.
E «Art'è», il suo programma in Rai? Non c'è stata una intensa attenzione, da parte di Tatò, a favore del programma?
Ogni minimo gesto attribuibile a Franco è gonfiato. La conferma del programma ha superato qualche traversia, ma ora tutto è a posto e andremo (vorrei citare le mie due coautrici, Nietta Vespignani e Vittoria Cappelli) alla domenica pomeriggio, sulla Terza rete.
Provi ora a immaginare di essere dirigente di rete.
Andrei alla scoperta dei giovani.
Ah, in questo caso, sì?
Sì. Scuole di formazione per conduttori, autori, attori.
Con un modello in testa?
Renzo Arbore, un genio.
Torniamo a Tatò. Essere la sua compagna è una risorsa in più?
Di fatto, non credo di essere favorita.
Amore a parte: piace, a Tatò, il suo lavoro in tv?
È un perfezionista. Se andassi male, mi direbbe di piantarla lì.
Non sarà che l'Enel ha comprato un pezzo di Telepiù anche per darle maggiore spazio?
È una battutaccia che gira, come le barzellette.
A dirla tutta, noi utenti della luce, per questa impresa, pagheremo una bolletta più salata?
Demagogia: le tariffe le fa l'authority. Ma funziona, per colpire Franco: a livello popolare, tutti sono convinti che i prezzi li stabilisca lui. (Un divertente siparietto. A questo punto Sonia Raule invita l'intervistatore a chiamare la cameriera per chiederle di botto: «Chi decide gli aumenti della luce, secondo lei?». E la cameriera: «Il "padrone" dell'Enel, direi».)
Com'è finito il primo matrimonio, con Bernardino, nipote di Giovanni Agnelli?
Male. Eravamo molto giovani. Troppo.
Come vi siete lasciati?
Freddini. Ma importante è avere ogni riguardo per nostro figlio.
Ed è vero che, ora, con Tatò le piacerebbe avere un altro figlio?
Vero. Lo desidero.
Lei certo sa che la sua vita privata precedente è chiacchierata. Per quali tempeste?
Che storie. Non sono certo stata una mangiatrice di uomini. Ho avuto, prima del matrimonio, solo due relazioni significative: una con un artigiano orefice, un ragazzo di Padova, e così ho imparato a fare e portare i gioielli; l'altra, con uno studente ebreo tedesco.
Si riconosce tuttavia che, da quando vive con Tatò, non esiste nessuna chiacchiera, sul piano sentimentale.
Ah, sì? Considerando la passione romana per il gossip, sono sbalordita.
E Tatò è geloso?
Sa tutto di me. Comunque, non manifesta. E non ne avrebbe il minimo motivo.
Vuol dire che non le capita mai di avere tentazioni verso altri uomini?
Sono innamorata. Non ci penso. Se fossi una macchina, ecco, non avrei una ruota di scorta.
Per un'auto è rischioso.
Per una donna innamorata no. Mi fido di Franco. Non penso a che cosa succederebbe, se l'auto si fermasse.
Si è già fermata, altre volte, nella sua vita?
Ho assaggiato il dolore. E la solitudine: quando, dopo la rottura del matrimonio con Bernardino, in società di colpo non ero più la contessa Campello Dalla Spina.
Il potere è una cosa effimera. Qual è il suo difetto principale?
Non ho il senso dell'orientamento.
Considerando l'approdo su Tatò, non si direbbe.
Questa è una vera cattiveria.
È vero che è vendicativa?
No. Non perdono solo gli sgarbi gravissimi.
Per esempio?
Il tradimento di un amico.
Come regina nel guscio di un potere, quali sono i rapporti, con altri leader italiani? Con Massimo D'Alema, per esempio.
Non sono una regina e non ci sono né gusci né poteri. Detto questo, D'Alema è un grande politico.
Silvio Berlusconi?
Non lo conosco. Mio figlio, milanista, vorrebbe conoscerlo: per dargli due o tre consigli per il Milan. Lancio un messaggio: se trovassimo il modo
Agnelli?
Fascino straordinario.
Parliamo di altre donne famose, che le assomigliano per bellezza e/o per ruolo sociale. Naomi Campbell?
Mai conosciuta. Direi che ha commesso l'errore di una sovraesposizione. Troppo insistente questa storia col suo fidanzato Briatore.
Afef?
Molto bella. Se facessi un programma tv sull'emigrazione, Afef sarebbe la protagonista.
Come riesce a rendere felice Tatò?
Quando torna a casa, mi trova sorridente.
E quando non siete insieme?
Siamo sempre insieme. Combiniamo gli impegni.
Si sa: si dice perfino che sia lei a determinare l'agenda.
Ridicolo. Franco non si fa condizionare da nessuno, neanche da me.
Ma insomma, non siete mai lontani?
Di recente Franco ha passato due notti, da solo, a New York. E io gli ho telefonato molte volte. Infischiandomi del fuso orario

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Google translation

M r. Carlo De Benedetti

Born in Turin, November 14, 1934 from a wealthy family.
In 1958 he graduated in electrical engineering from the Politecnico di Torino.
In 1959 enters the "Italian Society Pipes & Metal"  by his father.
In 1972 he acquired with his brother Frank the Gialardini, a company active in property and listed, which will be converted into a large holding company in the field of metalmecanica.

In 1974 he was elected president of the Industrial Union of Turin.
In 1976 he became CEO of Fiat's Agnelli family support by influential friends of the family. In the same year yielded the 60% stake in the company of the Agnelli Gilardini in exchange for 5% of Fiat. After only four months due to disagreements with management and with the fate Agnelli leaves office.
In 1976 sold its stake in Fiat through the company he buys the CIR COFIDE-Compagnia Finanziaria De Benedetti, also founded in 1976, transforming it from a small tannery in one of the most powerful Italian private holding company which, amongst other shares of company "Gruppo Editoriale L'Espresso Spa one of the most important Italian companies in the media sector that controls: the daily La Repubblica, L'Espresso, 16 local newspapers, three national radio stations (including Radio DeeJay), the TV All Music and Deejay TV and Kataweb that promotes and manages the Internet Group. The Group currently employs 3,000 employees and espresso has about 6 million readers per day (second only to RCS).

In the 80 bases SOGEFI company working in the field of automotive components and remains president of this company for twenty five years later yielding place in 2005 his son Rodolfo. The company will employ 6,300 employees and to reach one billion euros of turnover.

In 1978 he joined Olivetti, and became president. Begins a phase of restructuring of heavily indebted and near bankruptcy, starting the production of personal computers, printers, fax machines, photocopiers and cash registers. (sold mang other, to Poste Italiane and other public Office, ndr).
In 1983 he was made a Knight of Labor.
Carlo De Benedetti founded together with other illustrious names as the European Round Table of Industrialists (Brussels) which maintains the position of Vice President until 2004.

In 1985 he became a member of the European Advisory Committee of the New York Stock Exchange, a position he held until 2005.
De Benedetti in 1985 became the majority shareholder of Sme (IRI Group), a company operating in the agro food holding of Marks: Motta and Alemagna to Bertolli, supermarkets GS and Autogrill. De Benedetti acquires 64% of SME with an investment of 497 billion lire.
In the eighties it became a shareholder of Banco Ambrosiano buying 2% of the capital, getting the vice president. As in the Fiat again on his adventure to an end after only two months.

In 1986 he received an honorary degree in Law of Wesleyan University, Middleton, Connecticut (USA).
On June 2, 1987 he was appointed Officer of the Legion d'Honneur.
In 1995 he founded Omnitel (the second largest European mobile telephony) and Infostrada (second fixed line operator in Italy).
In 1996 De Benedetti  leaves Olivetti.
On July 10, 1997 Carlo De Benedetti married with Silvia Monti, (a latest starlet, among the mistress of Advocate Mr. Gianni Agnelli, who leaved her a family and personal yacht, ndr).  Carlo De Benedetti is witness to the lombard industrial Amos Marchesi.

In 1998 he founded in memory of his father, Rodolfo Debenedetti Foundation of which he is President. The Foundation has been studying issues related to reform of the welfare state.
Sorgenia born in 1999 as a joint venture between ITC and the Austrian Verbund entering the market as the third largest electricity and gas in Italy. The role of president was held by his son Rudolf.
In 2000 he founded the CDB Web Tech, a company specializing in investments in high technology, biotech, nanotech and the Internet. Carlo De Benedetti has served as President.

In September 2002 a new project was born when the group is involved Cir: the HSS and Health Services Holding SpA
The HSS is 67.6% controlled by Cir, 11, 5% from investments in S. Stephen, to 8.9% from Morgan Stanley, to 8.1% from WISE to 3.9% from minor shareholders. HSS subsidiaries are: Medipass, you Suzzara Hospital, Rehab, thimble, S. Stephen, Anni Azzurri, Meia.
The company was formed with the following target: to become a major national private healthcare provider, with operations in the management of hospitals, retirement homes, psychiatric and rehabilitation facilities. The Group's principal activities are:

- Acquisitions of individual business units or private chains already active
- The acquisition and turn around of healthcare organizations in difficulty
- Participation in public tenders for the grant for renovation and / or full management
- Participation in tenders for custody of investments and / or management sector (technology, radiology, operating rooms, etc..) Companies in health or social and public health
- Initiatives green field with or without local partners

The HSS has come to manage over 3,700 beds in sli three years of activity.
12/18/2009 Holding the Health and Human Services changed its name in Kos.

In 2005 he founded the Cir Jupiter Finance, the finance company specializing in the acquisition and management of problem loans, originated by banks, finance companies, businesses and government.

In 2005 he founded the investment company Capital & Management (M & C) through its subsidiary Cdb Web Tech SpA initial capital of M & C was held to 90% by this company and 10% by management, then, an increase capital among the shareholders also entered Schroders Investment Management, Cerberus Capital Management LP and Goldman Sachs. In 2008 the shareholding structure changed again with the release of some members and the initial entry: SeconTip (Society of Giovanni Tamburi), the Manuli of Bergamo, the Ferrero, the Radici and Giubergia of Turin, Seragnoli Bologna Valdagno the Marzotto, the Angelini and Silori of Rome, Baggi Sisini, the Branca, Rossetti, the Burani in Milan.

The company's investment activities in the field of:

- Restructuring of enterprises with profit margins could be improved with intervention of a managerial nature;
- Aggregation of sectoral opportunities with significant potential synergies;
- Spin-off or sale of company branches.
- Financial restructuring in companies with financial imbalances.
- Measures to invest in enterprises in the context of generational transfers, to support continuity in the development and / or strategic reorientation;

Since 2006, returns to guide its publishing activities, the role of chairman of Gruppo Editoriale L'Espresso SpA
In 2007 the group acquired by Merrill Lynch Oakwood specializes in the creation, acquisition and management company for retail financing. Oakwood currently operates the Australian and Italian markets through two companies: Pepper operating in Australia in providing loans "near-prime and non-conforming" through a network of independent operators and Ktesios operating in Italy in the granting of private funding with a guarantee of the fifth of salary or pension.

On September 5, 2008 The Board of Directors of CIR SpA met under the chairmanship of Carlo De Benedetti, approved the proposed partial proportional demerger of CIR. The split is intended to separate the 'media from other activities' of the CIR Group and thus create 'two reality' independent, both controlled by Cofide but each focused on its business and its mission with a clearly defined and perceived by the market .
14ottobre 2008, the Board of Directors has postponed Cir partial division of the activities' of industrial and financial publishing because of economic crisis.
Carlo De Benedetti is currently a Director of Valeo, Pirelli and Intermobiliare Bank and member of the International Council of CSIS - Center for Strategic & International Studies (Washington), the International Advisory Council of CITIC - China International Trust and Investment Corporation ( Beijing), Royal Swedish Academy of Sciences for Engineering (Stockholm), the Italian Council INSEAD - The European Institute of Business Administration (Fontainebleau).

Carlo De Benedetti has three children: Rudolph (CEO of CIR and Cofide) married to Emmanuelle, Mark (Chairman of Infostrada, the Olivetti group) married to TV journalist Paola Ferrari, Edward and Stephanie married doctor in Geneva.
In his life he also received the Gold Medal for meritorious culture and art
In September 2008 Carlo De Benedetti said that in 2009 realized his dream of becoming a Swiss citizen.
On January 27, 2009 Carlo De Benedetti announced he left the presidency "Cir, Cofide and M & C and the Bureau of Espresso, a company in which, however, will retain responsibility for the appointment of directors. De Benedetti has also announced that it will maintain Instead the chair of the Foundation de Benedetti and his role in Rothschild.

On October 4, 2009 Fininvest shall compensate  Cir, the financial loss by 'lost chance' of a fair trial, estimated at about 750 million (749,955,611.93, to be exact). Cir writes in a note, referring to the ruling of the Court of Milan in the civil case brought against the company Fininvest for damages caused by corruption in the judicial affair 'Mondadori'. CIR also entitled to compensation by Fininvest of non-pecuniary damage, which went into liquidation "is reserved for other proceedings. DE BENEDETTI, "After almost twenty years after the fraudulent conduct in place to steal our legitimate share of the Mondadori Group, the judiciary finally, after the ruling that finally confirmed the successful prosecution in the bribery of a judge, makes us also on the civil justice. "
(Mondadori group, Fininvest (now mediaset) are hold by Mr. Premier, ndr) Berlusconi.
http://www.gruppoespresso.it/gruppoesp/ita/index.jsp
http://www.oakwoodglobal.com/
http://www.jupiterfinance.it/

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Greg Walsh feauturing Anthony Manara, Mercoledì 17 Giugno 2009
Quando si parla di Massoneria di tipo killer, perverso, criminale, satanistissimo, di certo non si puo’ che parlare dei schifosi assetati di sangue Cristiano ( e non solo) dei Milla. Di loro, e loro puzzoni complici. Massone assassino e’ di certo il sanguinarissimo Alberto Milla, ora in Credem, gia’ fondatore della mega lavatrice di danaro criminale, Euromobiliare. Il super mandante di assassini, Alberto Milla, megamaximo riciclatore di danari sozzi di Piazza Affari, dal dopoguerra in qua, attraverso il Goi, ha fatto ammazzare centinaia di persone, ovviamente, passando dette omicide richieste allo schifosissimo massone fascistissimo e puzzone mafioso Luigi Pruneti della Gran Loggia d'Italia. Bastava infatti che portassero appena appena un po’ via di business al suo carciofo massonico malavitoso fasciosnob, Euromobiliare, ed ecco che questo sorcio sanguinario, ordinava a suoi fratelli puzzoni incappucciati varii, di manomettere freni d’auto, in maniera che chi guidasse, al momento di superare i 120 allora, avesse morte certa. O mandava camorristi sotto casa per fare prima. Il sotto posto preferito dell’ assassino perverso massone mega riciclatore di danaro killer, il sempre assetato di sangue Cristiano, Alberto Milla di Credem, de Euromobiliare, e’ il super riciclatore di cash della Camorra e Nftrangheta, Francesco Perilli, ora in criminalfighetta Equita sim. Tra la Camorra e lo snobbino porco puzzone di Piazza Affari, Francesco Perilli di Equita sim, vi e’ un rapporto strettissimo. Nel 2005 al tempo delle opa massonico/malavitose ben note, il delinquente numero uno della finanza italiana, il mega sciacquone di danari killer camorristici, Francesco Perilli di Equita sim, ha riciclato ai Casalesi, qualcosa come 280 miliardi di euro. Il Governo mafioso per autonomasia, ossia, quello di Berlusconi, a cui i fetenti sanguinarii assassini Milla, son da sempre unitissimi ( Berlusconi riciclo’ danari di Cosa Nostra italoamericana, trapanese, catanese e palermitana, in Euromobiliare, di cui era socio, per qualcosa come 6.987 miliardi di euro, nell’ arco di 20 anni, e anche grazie al filtro, in qs caso, del simpatico, ma sprezzante satanistissimo Gustavo Raffi del Grande Oriente d'Italia), ovviamente, protesse il tutto. Parlavo di Opa massoniche complottarde puzzone cesse del 2005 e quindi possiamo ora passare a un altro assassino schifoso dei Milla, direi il piu’ vomitevole, repellente, verminoso: il rampollucio cesso lurido super omicida, porco protagonista di tutte le massima illegalita', Michele Milla ( cacciato a calci nel suo sfondato ano, da Banca Leonardo, non per niente). In quelle Opa criminali sopra citate, insieme al suo partner numero uno ( che lo stesso, da sempre usa come spia preferita), il viscido falso Mata Haro puzzone ladro Tomaso Spingardi, allora Leo Fund, fece insider tradings a palate, come prima, lo stesso, accadette su Pirelli Cornig, Elsag Bailey e iamm bell. Questo cesso rifiutato da tutti, questo assassino spietato snob suino ma..fascista verminoso Michele Milla, appena cacciato, di nuovo, da Banca Leonardo, ama far impiccare la gente, farla complottare da criminalissimi massoni e mafiosi varii, ridurla alla disperazione, cosi’ da indurla al suicidio. Un grandissimo uomo, Ubaldo Gaggio, fu costretto a impiccarsi per via delle angherie mobbizzanti assassine del verme codardo killer in questione. Grandissimo cocainomane e riciclatore di cash della mafia russa e cinese e’ poi Marco Milla, appena cacciato anche lui, a calci nel suo malatissimo di dietro, dalla Lemanik dei Sagramoso in Lussemburgo, in quanto venne accertato che il cocainomane pazzo Marco Milla, riciclava addirittuira cash super assassino di Matteo Messina Denaro, mafioso numero uno al mondo al momento. Ricicla per Loggie sataniste, poi, il viscido doppiafaccia, parimenti mandante di assassini, il biscio strisciante falsissimo, Gianluigi Milla, il killer che ordino’ l’assassinio di Virgilio De Giovanni, ovviamente, insieme al solito Belzebu’ italiano, Silvio Berlusconi, per i pacchi che l’ottimo De Giovanni aveva tirato ai due in Freedomland ( ci ha sempre schifato Virgilio De Giovanni, bene chiarirlo, lui, e il suo stile lercio Berlusconicchio, ma che abbia fottuto i due assassini massoni porci spietatissimi Gianluigi Milla, e Silvio Berlusconi, ci gusta non poco). Infine, ex socio di codesti nella vecchia monnezzona Banca Leonardo, era il lurido cocainomane pedofilo depravatissimo Attilio Ventura, beccato a letto con bimbi undicenni in Cambogia, e che poi, coi soliti metodi Berlusconiani ( corruzioni a valangone) sistemo’ il tutto. Quindi, lurido cocainomane, corruttore cocainomane pedofilo porco pervertito voyerur pedopornografico Attilio Ventura: che fai ora? Sei in consiglio, Mafiaset Nazistset Mediaset. Parli di pedofilia, cocaina, mafia, riciclaggio di danaro criminalissimo e corruzione, ed ecco che spunta sempre Berlusconi. Iamm bell, de stra verdad. Altri nomi di massoni criminalissimi, sono il verme corrotto falso e malavitosissimo Mario Bruni di Banca Leonardo, broker usatissimo da Sacra Corona Unita, Camorra di Benevento e Ndrangheta di Crotone, e l’omosessuale marchettaro fascio Marco Brotto di Centrosim, sposato con una prostituta, ora pornostar specializzata in sesso con animali varii. Lo schifoso verme marchettaro in questione, e’ l’ amante omosessuale preferito da Giulio Tremonti, altro massonazista complottardo simil verme.
Capo, anzi, Kapo del pompinaro e Pio Pompinaro marchettaro omosessuale sfondatissimo Marco Brotto di Centrosim ( sposato con una prostituta, specializzata in pornografia con cani, dromedari, rinoceronti, gorilla e orango tango selvaggioni varii, come dicevo) e’ il viscido verme super corrotto Michele Calzolari di Centrosim, un altro “ pedofilo incravattato” massone, specializzato in riciclaggio, ben appunto, di intoiti da pedopornografia e prostituzione varia. Questa era la prima parte di una mare di rivelazioni che presto, ancora riproporremo. Riproporremo? Al plurale? Chi siamo allora? Siamo due ex collaboratori dei Milla, che il loro strettissimo rapporto con mafiosi e massoni assassini pedofili varii, lo videro coi propri occchi: Antony Manara americano e Greg Walsh australiano.
Ps Infine, un pernacchione allo schifoso corrottissimo massone, nonche’ verme puzzone cesso miserabile putrido Alessandro Gilioli dell’Espresso ( Piovono Rane), uno che di queste cose sa’ tutto, ma siccome e’ corrotto in Svizzera dai criminalissimi Milla in questione….
Ps 2 Il furbastro complottardo crudelissimo Carlo De Benedetti, poi, si e’ dimesso dale sue societa’, in quanto circolano prove che lo stesso, parecchi miliardi di euro ( di certo, pero’, tantissimi meno rispetto, al Belzebu’ maximo, Silvio Berlusconi) alla Camorra, abbia pure riciclato, e in combutta con il noto satanista scaltro disumanissimo Guido Roberto Vitale.