Wikileaks,solo dal web le vere notizie. Assange incastrato.

Come ormai siamo abituati da molti anni, le notizie, contrariamente a quanti la
 pensano come Gianni Riotta, quelle importanti e di peso, non sono divulgate dai giornali e dai network televisivi, ma dai blog e siti web di informazione esclusiva. Il motivo è semplice: all'interno del web si stabiliscono fitte reti di contatti, in tempo  reale, i blogger spesso fanno  gruppo e si scambiano quindi dati e notizie, in alternativa a quelle dei giornalisti professionisti, e in ultimo, gente sul campo, attraverso dei banali SMS, può comunicare fatti e inviare documenti e foto in un batter di ciglio.
Lo sappiamo e lo constatiamo da tempo, valga da ultimo l'esempio di TMZ, il sito specializzato nel gossip e notizie sul mondo delle star di Hollywood, ormai un faro insostituibile e presente solo in rete, dove lacci e laccioli sono difficili da mettere, a meno di non voler varare norme liberticide.
Per quanto riguarda Wikileaks, il suo responsabile, Julian Assange, e molti suoi collaboratori, in ogni parte del mondo, sono spesso stati coinvolti in cause e processi, senza mai alcun risultato a loro sfavorevole. Recentemente, la Svezia, ha deciso che Assange non deve essere arrestato, ritirando il mandato di cattura, sapete per quale presunto ridicolo capo di imputazione? Stupro. Naturalmente dopo aver annunciato in Svezia, di stare per pubblicare altri 15.000 documenti.
Come lo stesso Assange ha dichiarato, se abbiamo pubblicato documenti riservati, è stato perché qualcuno all'interno della macchina bellica ce li ha fatti conoscere, e comunque, sotto gli occhi di tutti, si può valutare la reale portata della guerra in Afghanistan, al netto delle chiacchiere da bar che ne hanno fatto i reporter nei network, (tra i quali descrivono oltre 90 mila diversi incidenti, assieme a precise località geografiche. E oscurano tutto quello che è stato detto in precedenza sull’Afghanistan).
Un motivo in più, per far riflettere quelli come l'ex LC, (dice lui), Gianni Riotta, sulla reale portata del web e di Internet.
Anche il genio al femminile della rete tre, quella Lucia Annunziata, che se non ricordo male, quando divenne presidente (di garanzia), stipulò un contratto che prevedeva in caso di defenestrazione, una bella penale, cosa puntualmente verificatasi, incassando un bel mucchietto di milioni di euro, vuole vederci chiaro. Vuole sapere chi ci sta dietro alle fonti di Assange e dei suopi collaboratori, come si è  riusciti a ricavare quelle notizie e a mettere mano a comunicazioni riservate (che lei chiama "dispacci").
Spero che Assange, incastrato chiaramente da una donna, con l'appoggio di una seconda, perché in Svezia è reato se un rapporto consenziente non si esplica con l'uso del profilattico, quando richiesto dalla partner, sia riconosciuto per quello che è, la vittima di una trappola, preparata preventivamente con l'impiego dell'intelligence, al solo fine di incastrarlo e farlo estradare in America, dove sarebbe condannato almeno a una ventina di anni.

La verità è che una delle due signorine che lo hanno denunciato, era presennte alla sua conferenza in Svezia e poi mi chiedo: ma veramente una donna fa all'amore con un tizio che appena conosce e poi lo denuncia perché questi non si è messo il preservativo? Ma quale donna non fa uso della pillola e se veramente ha paura di contrarre malattie, cosa va a finire a fare, nel letto del primo tizio conosciuto ad una conferenza? Ho l'impressione che se le bugie hanno le gambe corte, la verità non tarderà a venire a galla: cioè che si è lavorato di intelligence per incastrare Assange (pronuncia Essengi), mettendogli sotto due signorine compiacenti, per sfruttare la strana e unica legge svedese, in questi rari e strani casi.
E la cosa che fa riflettere è che nonostante tutto, (la cauzione offerta per 300mila sterline da ken Louch), Assange non è stato rilasciato, chissà perché.
Ma di tutto questo, la signore Lucia Annunziata, il genio del giornalismo al femminile, la Oriana Fallaci dei poveri, non si preoccupa.