Dopo 14 anni, Fini vuole privatizzare la Rai.

Certo ne hanno approvate di porcherie, tra PdL e Pds negli anni '90 hanno fatto di
 tutto pur di tenere in piedi la baracca Rai in modo da trattarla come una loro proprietà. Per non parlare della scandalosa legge sui giornali e televisioni, bottino allo stato puro, voluto da entrambi i due poli, sia chiaro. Ora Fini si scopre garantista, vuole sottrarre la Rai all'influenza dei partiti: ma ci deve prima chiarire se quello che abbiamo visto in parlamento negli ultimi 14 anni era Gianfranco Fini o un alieno che ne aveva preso le fattezze.
Ricordo che il primo scandalo accaduto in quella definita Puttanopoli ha visto coinvolto proprio il portavoce di Gianfranco Fini, che contrattava le presenze in Rai e inoltre si faceva mandare la Gregoraci per servizi orali, la quale, durante lo scandalo, è stata tranquillamente messa in onda alla Domenica pomeriggio, come se niente fosse accaduto.
Intanto in Rai siamo ormai ai figli e figlie dei figli e figlie. A cominciare dagli Augias, Piero Angela e tutto il resto. La gente viene invitata con criteri rigidamente bipolari, e basti pensare a Pecoraro Scanio, che dal 1996 al 2005 ha imperversato in tutti i programmi Rai e Mediaset, solo perché a lui toccava il posto in nome del blocco di centro-sinistra.

Caro Fini, grazie per esserti svegliato ma noi abbiamo un'altra idea: non basta privatizzare la Rai ma occorre abolire l'Ordine dei giornalisti e il finanziamento ai giornali e televisioni.

Ecco cosa ne pensa l'ex leader dei girotondini, ex contestatore degli anni '70, onorevole Pancio Pardi, il professore di Firenze:

Pardi a Fini: benvenuto nel club, ma nessuna privatizzazione

"A Fini do un 'benvenuto nel club'. Quello che dice oggi il presidente della camera l'Italia dei Valori lo sostiene da ieri, anzi dall'altro ieri. I partiti devono assolutamente uscire dalla Rai che deve garantire un pluralismo vero". Lo ha detto il capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, pancho Pardi. "Fini, però, per essere credibile avrebbe dovuto dire queste cose quando era alleato di Berlusconi. Ora che è caduto in disgrazia per buona parte dell'informazione Rai arriva a questo tipo di determinazioni. Quello che non condivido inoltre è la soluzione: non è con la privatizzazione che si risolvono i problemi. Il nostro obiettivo è una Rai pubblica senza i partiti, come in tutti gli altri paesi occidentali. Quanto alle dichiarazioni di Bossi, poi, siamo davvero all'ipocrisia più spinta. Al Carroccio la Rai interessa eccome. Non a caso ha partecipato alla spartizione delle poltrone sia nelle direzioni che nel Cda. Infine - conclude il senatore Pardi - lancio una provocazione: prima di privatizzare la Rai sarebbe il caso di privatizzare Mediaset che è diventata organo di 'servizio pubblico' a disposizione del governo".

Come si vede, le solite boutades, provocazioni: la verità è che a sinistra la Rai la si vuole pubblica e in mano ai partiti, gioco forza.