Newsweek,Striscia la notizia,Berlusconi, le basi per una pomiciata.

Raul Bova e una signorina, che probabilmente a breve farà una grande carriera
 nel cinema, sono al centro del nuovo spot della compagnia telefonica Tre, in cui finalmente al posto dei soliti appuntamenti al buio, due persone attorno ai 30 anni, sono a cena e si parlano, "mettendo le basi per una pomiciata".

A proposito di Berlusconi e dell'uso dell'immagine della donna in Italia, cui accennava Newsweek, dedicando al tema ben 7 pagine fitte, probabilmente il settimanale americano non tiene conto che la donna è anche presentata in modo ora puttanesco, ora spregiudicato, ora frivolo anche dalla pubblicità, e non solo in Italia, e non solo dalle reti Tv.

Propio stasera, mentre scrivo (prima di andare a letto), a Matrix si parla del porno, del nuovo realismo nel feticismo da sexyshop, dove oggi, potete farvi fare una bambola o dei piedi della vostra valletta preferita, con calchi originali e da lei baciati e profumati, oppure potete imparare a mettere su una sexy camera, da cui la brava impiegata, o la ragazzina o la casalinga, tra una poppata e l'altra al bimbo, si spogliano dietro lauto compenso tramite paypal. Almeno in questo campo, possiamo dire di non essere tra gli ultimi al mondo, su via.
Ci manca il commercio di gadget di intimo "già indossato". Ad esempio, Valeria Marini ha una propria collezione di intimo, ma ci pensate a un paio di mutandine indossate da lei, per una giornata intera? C'è gente che impegnerebbe la camicia.
Certo, vendite di mutandine di quindicenni, vergini, vanno molto forti in Giappone, ma volete mettere le mutandine indossate da Gigliola Cinquetti?

Matrix, dove a breve riapparirà Berlusconi, davanti ai suoi dipendenti e galoppini, si diceva. Quei programmi che parlano di fenomeni epigrafici, marginali, ma che servono a strizzare l'occhietto: non vuoi vedere cosa fa la gente che conta? Non vorresti essere anche tu un Berluschino o una vallettina, pagata 5-10mila euro a sera? Capito. Ed è proprio su Striscia la Notizia, dell'autore ex compagno di Lotta Continua, Antonio Ricci, uno che se la passava mica male, sulla riviera ligura, poi divenuto autore per i testi di Beppe Grillo (tra gli altri, ben 4 Fantastico!), che certa critica e tutta la ghenga degli ex compagni di LC, sono pronti a sostenere a spada tratta, scommettendo sulla sua genialità.
Io l'ho conosciuto Ricci: un vero maniaco, uno che si lega al dito qualsiasi cosa e te la fa pagare anche dopo 50 anni, se può.
Mi sono riletto alcuni passi degli Scritti Corsari di Pasolini: era sempre stato contrario sia ai giovani della buona borghesia che giocavano ai rivoluzionari ma anche alle femministe da salotto, che stavano andando verso la deriva della maschilizzazione e socializzazione politica di un fatto in sé rivoluzionario. Mi sembra di risentire la voce di Pasolini e quella di una proto e post femminista come Ida Magli, che ancora oggi, ogni tanto, su Il Giornale sproloquia come
 allora.
Dunque, tutta colpa di Berlusconi e delle sue Tv? Ma va!
Nel secondo video, l'ammissione dell'inciucio già nel 1992. Lo ripeto: Capalbio----->Mani pulite---> creazione due poli---> Inciucio (salvare le TV a Berlusconi e le Coop al Pci).
Qui vi riporto la traduzione che ho fatto della prima pagina di Newsweek, che sia detto subito, è tutto online.

Striscia la Notizia. Due uomini di mezza età stanno sotto una luce stroboscopica, uno dei quali in possesso di una cintura da cui pende una stringa di aglio vagamente fallica. Una donna che indossa un costume di paillettes scivola sul pavimento sullo stomaco, con un sottile perizoma e una scollatura a V profonda che affonda sotto il suo ombelico. Mentre lei si alza, uno degli uomini ciondola l'aglio di fronte alla sua bocca aperta. Lei lo prende tra le mani e lo strofina verso il lato del suo viso. "Vai, girare intorno, fatevi dare un’occhiata", l'altro uomo, dice, e tocca il sedere dellla discinta ragazzetta, dicendole "Grazie, bambola !".

Ecco come si svolge il prime time Tv in Italia. La sfilata di prurito è inevitabile, l'espressione del marciume che adesso manifestano al vertice del governo italiano, un riflesso del problema più profondo della società, che riguarda l'evoluzione del ruolo delle donne. Mentre i titoli dei giornali raccontano una storia infinita di modelle, adolescenti, pagamento di escort, e la danzatrice del ventre marocchina che fa capriole con 74enne primo ministro Silvio Berlusconi, a mettere in chiaro che gli uomini sono uomini, e le donne sono tappezzeria. Le denunce e i boicottaggi, le manifestazioni sono rare, e quando sono espresse, pochi ascoltano. Così, mentre Berlusconi potrebbe agire come un vecchio sporcaccione in questi giorni, va detto che un buon numero di donne italiane sono state disposte e molte altre lo sarebbero, a giocare ai suoi giochi umilianti per molto tempo.

Sfidando lo stereotipo Berlusconi-Bimbo, si sarebbe potuto prevedere che le cose sarebbero finite in questo modo. Molto prima della sua vittoria come primo ministro nel 1990, il magnate dello scandalo, ha cavalcato i media di proprietà, pari al 45 per cento del mercato televisivo in Italia. Ha ottenuto il controllo della televisione di Stato, un altro 50 per cento, come capo del governo. Con il 95 per cento del mercato televisivo ora sotto l'ombrello di Berlusconi, la sua influenza sul modo in cui le donne sono viste e vedono se stesse è difficile che sia sopravvalutato. Ecco allora le conseguenze negative per l'Italia: mentre negli altri paesi europei si promuove attivamente l'uguaglianza di genere come un costruttore di prosperità nazionale, Berlusconi ha guidato la carica nella direzione opposta, di fatto soffocando le donne attraverso la creazione di un mondo in cui si vedono in primo luogo come oggetti sessuali, invece di professioniste alla pari con i maschi.
Un ritratto sconvolgente di Italia di Berlusconi emerge dal World Economic Forum di ottobre 2010 Global Gender Gap Report. Il WEF si concentra sui temi come la parità salariale, la partecipazione alla forza lavoro, e opportunità di carriera, l'avanzamento delle donne, sostenendo che la chiusura del gap di genere a livello europeo, potrebbero incrementare il PIL della zona euro per un 13 per cento. L'Italia sarebbe rimasta alla finestra.
In ogni categoria, tranne l'istruzione, l'Italia va senz'altro male: la partecipazione al lavoro delle donne, 87o posto a livello mondiale; parità salariale, 121a; opportunità per le donne ad assumere posizioni di leadership, 97a. Nella classifica complessiva del rapporto, l'Italia si colloca ora 74a al mondo per il suo trattamento delle donne, dietro a Colombia, Perù e Vietnam, e sette posti inferiore a quello che ha fatto quando Berlusconi è tornato al potere nel 2008. "L'Italia continua ad essere uno dei paesi a più basso rango nella UE e continua ad aggravarsi ulteriormente rispetto all'anno scorso", dice il rapporto.
16.11.2010
Testo a. marini   Trad. Benedetta Broccoli     perdentipuntocom.blogspot.com

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