Viareggio, i soliti nomi dietro gli immobili storici. Villa Selene.

Che ancora una volta a realizzare i lavori sia un nome che troviamo spesso,
 naturlamente non solo non ne siamo sorpresi, ma diremmo che è tutto regolare, come sempre o quasi (dal punto di vista poi giuridico, sono certo che formalmente tutto è non solo a posto ma a postissimo e sono pronto a scommetterci, ma mi si vorrà lasciare il beneficio del dubbio su altri aspetti non formali, oppure no?).

Premetto che il problema della mancanza di connotati di Viareggio, la sua assenza di punti storici stabili, a vantaggio di una speculazione urbanistica volta ad incrementare il flusso turistico, gli immobili speculativi e compagnia cantante è dovuto al fatto attestato proprio dalla presenza di una associazione come Viareggini Doc. Ossia, i viareggini sono un numero esiguo, il resto è in mano ai Marugani, cioè a gente che proviene da ogni parte del mondo, priva di qualsiasi riferimento con la storia della città e della Versilia.

Negozi, esercizi, servizi, grande caos nel traffico e parcheggi, carichi urbanistici esplosivi, sono alla base della trasformazione continua di Viareggio, che oltre a perdere i suoi connotati storici, sta perdendo anche quella buona vivibilità che era una sua caratteristica degli anni sessanta.

Che agli abitanti di viareggio non importi niente (anche perché molti arrivano, prendono un esercizio e dopo dieci anni se ne rivanno via), è un fatto accertato da tempo, ma che a realizzare la stragrande maggioranza delle speculazioni siano solo alcuni nomi, è un fatto che dovrebbe aver aperto gli occhi e fatto innalzare le orecchie a chi di dovere (ad esempio controllo di cene, inviti, contatti che se è vero rientrano nella normale vita delle persone e dei cittadini, a volte, non sarebbe male avere dei riscontri, almeno rassicurerebbero quei fissati come noi, che pensano sempre male e sospettano sempre, magari ingiustamente, certe persone, dal momento che non di sigle o imprese o professionisti noi parliamo nella nostra vita quotidiana ma di semplici persone. Non ho mai visto una impresa alzarsi e salire in auto). E badate che di norma è così in ogni luogo si va: si trova sempre una stessa situazione, con alcuni nomi che dominano l'attività.
Un esempio: andate a vedervi, se vi va, chi presiede l'Immobiliare Novoli a Firenze, al centro di alcuni progetti speculativi, a nostro avviso del tutto negativi quanto ad impatto urbanistico, e di cui si parla anche in Consiglio Comunale, senza mai accennare alla realtà di alcuni aspetti, che emergono solo ad una lettura attenta, senza farsi chiudere gli occhi dallo sbarramento infernale dei meschini delle Tv regionali Toscane.
Ma naturalmente, come nel caso di quella sigla (Baldassini-Tognozzi), nessuno si è mai chiesto perché certe aziende sono sempre al centro di alcuni affari, poi basta una intercettazione magari di gente che parla di cose lontane, e si scoprono magicamente quelle cosette che si sarebbero potute conoscere anni prima, agevolmente, se solo lo si avesse voluto.
Adesso, il sig. Vanni (ex Coop), è il presidente della Baldassini e l'azienda è vicina al fallimento, ma nessuno si è mai chiesto come si mette in piedi una azienda con centinaia di operai edili, dal momento che chiunque lo può fare, a patto di avere delle ottime commesse e progetti approvati e questo in qualsiasi parte d'Italia e del mondo.
Ironia della sorte, a vedere bene le cose, credo che il Fusi avesse molte ragioni a non farsi strappare un progetto ad opera di gente, nominata da altri anche come: l'architetto di Veltroni, al centro di un programma di Report, intitolato Il Sacco di Roma, assieme all'ex sindaco Veltroni.

Come ripeto spesso: a Viareggio, basta parlare con qualche edicolante e bottegaio, per rendersi conto di che livello elevato di collaborazione esista tra commercianti e forze dell'ordine, e giustamente. Ma possibile che certi imprenditori (e amministratori) non abbiano alcuna attenzione? Se nessuno ha mai fatto comunicazioni od esposti, il fatto deve essere interpretato in che modo? Poca fiducia, poco interesse o cosa?
A ciascuno la risposta. Alla prossima.

UN AFFARE DA 14 MILIARDI
by viareggiok · 29 dicembre 2007 ·
Messa in vendita, sul mercato internazionale, Villa Selene, lo splendido edificio costruito negli anni trenta per conto di Galeazzo Ciano ed Edda Mussolini, che si trova sul viale a Mare a pochi metri dal Principe di Piemonte. Gli eredi Barsanti (Selene era il nome della madre dei sei componenti della famiglia) l’hanno affidata all’agenzia milanese Savills.

Questo la documentazione ufficiale disponibile e questa la descrizione:

Estensione totale del lotto 777.50 mq
Superficie coperta dell’edificio 221.30 mq
Superficie interna ragguagliata ca 480.00 mq
Superficie scoperta 549.69 mq
Box prefabbricato 6.51 mq

Costo? Circa 7 milioni di euro (14 miliardi di lire).
Essendo sottoposta a vincolo, la villa (in teoria) non potrebbe essere frazionata in appartamenti.

Bene, oggi, leggiamo l'accorato appello della presidente di Viareggini DOC, Iolanda Sarsi (nome mai udito tra quelli storici viareggini: Lippi, Beertuccelli, Parenti, Morescalchi, eccetera), che invita a salvare dalla speculazione edilizia imperante Villa Selene, un immobile storico della passeggiata, quello davanti al
Principino, per intenderci, in rifiniture rosso fegato, che a suo dire sarebbe smembrato internamente in appartamenti (in base ad una legge che non conosciamo, dato anche il vincolo storico, che forse vale solo per l'esterno), praticamente svuotando del significato storico l'immobile, e riducendolo al solito affare per i soliti nomi, che a nostro avviso, in Versilia sono da troppo tempo al centro di speculazioni immobiliari-edilizie di notevole entità, quando altri concorrenti non sembrano altrettanto capaci.

Ecco l'accorato, quanto reiterato e inutile appello del presidente Versiliese di Italia Vostra, che non rinuncia a farfe la sua parte:

A Viareggio, la Villa Selene – già nota come Villa Jacomelli – prestigiosa opera di Federigo Severini, un tempo residenza di Edda Ciano, sta per essere sacrificata alla speculazione edilizia. La villa, sita nel viale Calducci (al numero civico 12), documento importante della civiltà e della cultura (anche architettonica) di una città e di un epoca, deve rimanere integra. Oggi, ceduta alla società Finedil, e attraverso questa alla società Selene srl, sta per essere manomessa e smembrata in lucrosi miniappartamenti.

Chiediamo che la villa non venga violata e che, nella sua piena integrità, conservi quei caratteri che la fanno essere documento insostituibile del nostro patrimonio culturale storico e artistico. Chiediamo dunque la sua piena tutela.Nel caso fosse già stata oggetto di interventi edilizi, chiediamo di sapere chi li abbia autorizzati e di conoscere i conseguenti provvedimenti.
In attesa di un sollecito riscontro

Il Presidente
ing. Antonio Dalle Mura
Presidente Italia Nostra Versilia

A proposito di scempi. Il prossimo sarà Villa Blanc, lì vicino. Appena saranno riusciti a buttare fuori ci abita.
Dopo villa Blanc toccherà alla pineta zona stadio.

Ma cosa volete tutelare a Viareggio con tutte le amministrazioni il cemento vince.

La colata attuata sul mare dove tutti i componenti della passata amministrazione e qualcuno di questa comincia a farcisi vedere chiamata Balena vi dice niente?
Registro che Viareggio era Finedil-Town con Marcucci e parimenti lo è adesso con Lunardini… Ovviamente entrambi li schieramenti sull’urbanistica, una volta all’opposizione tacciono…

E adesso datemi pure del qualunquista ma io lo dico lo stesso: QUESTI QUI SONO TUTTI UGUALI!!!!
http://www.viareggiok.it/tuteliamo-villa-selene/