Quando la Toga è impunita: la vicenda Lombardo, Canale.

Vi riporto un piccolo stralcio illuminante sul funzionamento di certa giustizia, che opera nel
nome e per conto del popolo: il caso Lombardo-Canale.

Chi sono costoro, vi chiederete? Erano carabinieri e cognati, erano perché Lombardo, accusato pubblicamente durante quei programmi spettacolari da Santoro e al Maurizio Costanzo, Leoluca Orlando Cascio, lo indicò come un personaggio vicino ad ambienti sospetti di mafia (ricordiamo la guerra portata avanti da Orlando contro Falcone, che nessuno ricorda). Da qui il suicidio del Lombardo, il 4 Marzo 1994, (grazie Santoro per aver consentito di dare voce ai professionisti dell'Antimafia).
Il cognato, Carmelo Canale, braccio destro di Borsellino, i due si reputavano fratelli, prese le difese del cognato, dichiarando che lo avevano costretto al suicidio. Perché si voleva togliere di mezzo questi due carabinieri? Non è una prova, ma solo una ipotesi, assai credibile: Lombardo doveva andare a prelevare Tano Badalamenti in America, per essere portato come testimone, probabilmente contro l'accusatore numero uno di Andreotti, quel famoso Tommaso Buscetta, i cui capi d'accusa contro Andreotti erano solo notizie de relato, cioè per sentito dire, senza prove.

Ecco che la macchina dei professionisti dell'Antimafia si mette in moto: Lombardo è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa (una roba simile costò il processo dopo la sua morte del comico Franco Franchi, che fu puntalmente condannato da morto). Ma durante il tempo che trascorre tra il primo processo e il secondo, è accusato di curare direttamente gli interessi della mafia, cioè affiliazione diretta alla mafia.

Badate bene, Canale è messo sotto accusa sempre perché una manica di pentiti, dopo le sue dichiarazioni non gradite ai professionisti dell'Antimafia, lo accusano, e solo allora, di tutta una serie di fatti e circostanze, che puntualmente sono prive di ogni e qualsiasi riscontro. Insomma, da esperto vi dico: è probabile che i pentiti, sapendo di essere sotto gli occhi dei professionisti dell'Antimafia, cerchino di compiacere a costoro, che niente hanno mai fatto o voluto, sia chiaro.

Finalmente, nell'Agosto 2009, a ben 10 anni dalle prime accuse, possiamo leggere le 126 pagine, che motivano la conferma dell’assoluzione, perché il fatto non sussiste, è tanto istruttiva quanto impressionante. I giudici premettono una lunga disamina su come devono essere utilizzate le dichiarazioni dei collaboranti, volgarmente ed imprecisamente detti “pentiti”. In pratica: non basta che dicano cose coerenti, non basta che si confermino fra di loro, ci vuole anche un riscontro, qualche cosa che somigli ad una prova. E qui non ce n’è neanche mezza. Lo dice il tribunale di primo grado, lo conferma, spesso con le stesse parole, quello di appello. Più sonora ed umiliante bocciatura delle accuse è difficile immaginare.

Naturalmente la Proocura farà certamente Appello, tanto il Canale non potrà ormai più riprendere il suo servizio, in attesa di altri tre o 4 anni per arrivare (forse) alla fine della vicenda giudiziaria. Dunque, al momento Canale è in attesa di un ulteriore giudizio, anche se libero.

Possiamo andare avanti in questo modo? E' questa la giustizia che vogliono quelli della Sinistra e di Grillo?