Io scrivo per la TV. Il mestiere dello screenplayer di fiction.

Eccoci dunque al topos ineludibile, al come, dove, quando, come, cosa e perché
 scrivere per la Tv. (N.B. al come e cosa lo vedremo in altro articolo).
Prima cominciamo a vedere chi sono i nostri referenti, insomma quelli che hanno bisogno del nostro lavoro (altamente professionale e remunerato).

Allora, io vi parlo del sistema americano perchè è l'unico che conosco bene e direttamente, non posso dire altrettanto per l'asfittico sistema italico, dove in pratica poche società di produzione la fanno da padrone; Magnolia, Endemol, alcune strutture dove sono presenti mogli, figli e fidanzate di personaggi politici e
 imprenditori di spicco (di cui non vi farò il nome per ovvi motivi di opportunismo, non personale perché non sono mai riuscito a combinare nulla qui).
Comunque sappiate che se vi accingete a bussare alla porta di case di produzione di prodotti Tv (parliamo delle fiction e soap, quelle che conosco bene e dove lo screenplay è molto particolareggiato e dettagliato, battuta per battuta, compreso anche l'ambiente e la scena complessiva nella sua evoluzione e finale) nel Bel Paese, tenete bene a mente che forse l'essere omosessuali vi sarà di qualche aiuto, più di quanto lo sia l'aver ideato e scritto una ottima soap; semplicemente perché il Bel Paese funziona in questo modo in tutto: nei libri, cinema, ricerca, e in genere creatività, solo se vi dotate di un buon sponsor o se siete dei culattoni raccomandati potrete sperare di ambire a qualcosa.

Al tempo in cui iniziai a scrivere sceneggiature per la Tv, mi resi conto (eravamo alla metà dei 90's), che non essendo un culattone, non disponendo di alcuna raccomandazione e per giunta essendo negato nelle PR, in Italia non avrei fatto altro che morire di fame in poco tempo.

Con i soldi che avevo accumulato come correttore di articoli e redattore in un piccolo giornale locale, presi un biglietto di sola andata per Los Angeles, munito di travel cheques per circa 12mila dollari e l'indirizzo di un paio di coppie di attori ormai in disarmo fornitemi dalla signora De Enriquez Y Gonzales Y Montales...etc. etc., che il signore l'abbia in gloria e che ancora oggi ogni tanto ringrazio prima di andare a letto.

Bene, sistematomi momentaneamente in una dependance della villa di questa anziana coppia di attori, mi sembrava di aver toccato il cielo con un dito: disponevo di un alloggio e di pasti a gratis, o meglio in cambio di volontari lavoretti di giardinaggio, fare la spesa e altra robetta simile, inoltre, grazie agli amici di questa coppia e di altri, potevo disporre non solo di indirizzi ma anche della possibilità di ottenere un passing o wild cards per farmi sotto, trovando il coraggio e la faccia tosta, presso qualche agente o direttamente presso gli studios.
In quel periodo cominciavo a leggere i quotidiani come il W.Post, il NYT, e una pletora di magazines da cui apprendevo, con un certo sgomento che alcuni grandi colossi del settore stavano aggregandosi o come dicono, fondendosi o incorporandosi e via di seguito. Insomma, la Sony stava acquisendo una serie di diritti e titoli dalla defunta UA, portata allo sballo dalla mania di grandezza di Cimino, e non solo, dopo poco si cominciò a leggere di possibili aggregazioni tra Turner e Aol, cosa poi puntualmente avvenuta. Insomma, tenete presente che ad oggi, praticamente il possibile, l'immaginabile e anche l'inimmaginabile sono accadimenti quasi quotidiani, nel senso che le maggiori majors e multinazionali di Hollywood e non solo, si alleano tra loro in vari modi, al fine di sfornare prodotti sempre più differenziati ed espandersi sul mercato, mangiandosi i più piccoli (che ormai non esistono più).

Dunque quando qualcuno vi dice che il cinema è in crisi, che l'industria cinematografica è con l'acqua alla gola, forse vi dice il vero ma vi nasconde quello che tutti sappiamo: produrre roba per le Tv ormai è divenuto il core business delle majors di Hollywood!

Quindi se veramente sapete scrivere e prima ancora sapete creare del materiale originale, in grado di suscitare l'attenzione di quelle poche figure che sono deputate al controllo e vaglio del materiale, è molto proobabile che veniate presi in considerazione, anche se non siete dei buoni comunicatori e venditori di voi stessi. Io sono la prova vivente di uno che non tiene rapporti sociali se non ridotti al minimo (quelli che intrattengo lo sono solo con gente che mi piace e mai per altri fini), se non frequentate i soliti parties, se quando aprite bocca finite per far sorridere un paio di persone e farvi detestare da altre cinque, non disperate: Hollywood vi darà una chance se e solo se sapete scrivere roba interessante (infatti non dovete vendere voi stessi e la vostra sanità mentale, basta che vi limitiate a scrivere roba buona o che lo sembri).

La prima cosa quindi che vi consiglio di fare è confrontare le vostre idee e il modo di concepire lo script con quello dei creatori di serie che riscuotono un buon successo di pubblico.
Poi, dal momento che non sempre il prorpio giudizio (autovalutazione) è condiviso dagli altri, cercate di schiaffare il vostro screenplay sotto gli occhi di qualche valido sceneggiatore, in modo da ottenere un suo giudizio  diciamo tecnico.
Se i primi due punti sono in linea, se avete ben chiaro dove sta andando il mercato dei prodotti televisivi in cui voi volete inserirvi, cominciate a contattare una figura fondamentale: l'agente. Costui è la figura principe di raccordo tra VOI e la Major o le Majors. Se l'agente decide di sottoporre il vostro lavoro, diciamo il numero zero o lo Zeta Zero come a volte si chiama, a una major, significa che il produttore della major non prenderà lo script per farlo ammuffire in un asfittico cassetto ma lo smisterà a qualche sgagnozzo per fargli dare una letturina; quindi se lo leggerà lui direttamente e a quel punto, è probabile che dia il Disco Verde al vostro lavoro, chiamandovi per discutere il lavoro e i termini del contratto.

Può succedere che l'iter sia più o meno lo stesso ma con un esito diverso: non sarà dato Disco Verde al vostro script ma si riconosce che avete delle idee e sapete farle valere. Sarete buoni in futuro, quindi meglio mettervi sotto contratto noi, prima che lo faccia la concorrenza, mi spiego?

Perché avete la garanzia che le vostre idee non saranno sfruttate indebitamente?
Perché l'agente garantisce per voi, inoltre meglio un uovo oggi e una gallina domani che il solo uovo oggi, non vi pare? (non sono sicuro che questo valga in Italica ma potrei sbagliarmi).

Nel mio caso se proprio volete saperlo, trovato l'agente, ho sottoposto un numero zeta zero e uno zero, che non sono dispiaciuti, almeno così mi sembrava di scorgere dal profilo acquilino e dal naso camuso del mio interlocutore (giudice supremo), che si sarebbe beccato il 20% del mio compenso annuale per il suo servizio (prendere i fogli e metterli sotto gli occhi di chi sapete bene, ormai).

Una settimana dopo, quando mi richiamò, a parte che pesavo un paio di kili di meno ma alla sua reticenza di parlarmi al telefono, la presi maluccio. Invece appena entrai nel suo ufficio, al quarto piano, mi strizzò l'occhio e mi disse che "alla fine non è male, credo proprio che starai dentro".

Quello script non vide mai la luce, ma il contratto mi fu messo sotto gli occhi un mese dopo, sulla base che prima o poi avrei combinato qualcosa di buono: per iniziare, 40mila dollari era quello che mi spettava per cedere i diritti dello script e di almeno cinque episodi. Inutile dire che non avevo mai visto 40mila dollari e quasi quasi volevo andare in banca dove avevo aperto un conto per farmeli dare suonanti e mettermeli in tasca.

Cambiai idea quando l'agente reclamò il suo 20%, vale a dire 8mila dollari pari, pari. E non fatevi venire la balsana idea di fare da voi per la prossima volta, perché nessuno è fesso anche in America!

Così quella storiella ambientata in un villaggio del Messico, con una serie di incredibili personaggi maschili con baffetti e pizzetto, quelle donne pelute e dalle folte chiome nerissime e luccicanti dal temperamento al pepe, non le avete mai viste. In compenso avrete visto almeno una serie arrivata in Europa, in cui la gente si muoveva in uno strip club. Posso dimostrarvi almeno centomila volte che si può metter giù una sitcom ambientata in un casino, senza mai alludere esplicitamente ad aspetti sessuali o comunque con riferimenti di tale tipo: infatti saper scrivere uno script, vuol dire metter giù una ambientazione (scenario) inusuale ma ricorrere poi a un contesto che raggiunga un certo target di pubblico (certamente non quello delle famiglie dell nove di sera , prime time).

Tenete presente che la Tv nel mondo è sempre più differenziata, vale a dire sempre meno generalista ma bensì rivolta ad un target specifico di pubblico (su cui far convergere l'offerta pubblicitaria). Se ad esempio becco il pubblico lesbico e gay, so che mi rivolgo ad una sottonicchia di gente generalmente compresa tra i 20 e 40 anni, dotati di buona capacità di spesa e che fa gola a chi vende prodotti altrettanto di nicchia o comunque di elevata qualità.

Se scrivo per i ragazzetti del college, prendo una fetta 10 volte maggiore ma nel contempo non potrò pensare che gli sponsor siano prodotti di alto livello; più verosimilmente arriveranno venditori di patatine fritte, palmari, playstation e roba simile, con produttori in grado di acquistare spazi pubblicitari di almeno 8-10 volte più elevati rispetto a quelli del pubblico gay, chiaro?

Non solo, per quanto vi sembri strano, se decidiamo di utilizzare un solo sponsor, possiamo decidere di "adottarlo" come si dice in gergo: vale a dire, infilarlo dentro lo screeplay di ogni episodio, veicolato dai personaggi stessi, a turno.

Ricordatevi: tenete a mente chi vedrà il vostro lavoro, una volta realizzato, è fondamentale capirlo bene in quanto vi permetterà di avere idee chiare su chi deve pagare per remunerare tutti i costi e farvi continuare a vivere (e bene, dato che gli screenplayers sono assai ben remunerati).
Per farvi un esempio, una sitcom di buon livello, che richiede una costante vostra partecipazione alle riprese, per correggere e adattare le battute e altro ancora, vi può fruttare tra 150 e 300 mila dollari l'anno, non malaccio no? Pensate a come si fregherà le mani il vostro bravo agente, quando si intascherà i suoi 20-30mila dollari!
Ora, pensate alla vostra attuale situazione: siete in Italia, avete una buona idea e volete farla valere e remunerare. Cosa dovete fare? Se pensate alla Mediaset, non vi rimane che mettere tutto in una bella busta e inviarla alla Signora Fatma Ruffini, come a suo tempo ho fatto io, la quale, nella marea di lettere analoghe, eviterà di annegare senza darvi segno di sé.
Naturalmente ci sono poi altre strutture, Magnolia, le produzioni esterne di fiction, come quella della signora Claudia Mori (si, la signora Celentano) e la signora... Beh, diciamo la moglie dell'On. Bocchino. Ma ce ne sono altre, i De Angelis, la Publispei, (Cesaroni e Medico in famiglia, due delle serie di successi per la Tv generalista dedicate alle famiglie), la potentissima Taodue, etc. Per la cronaca, la società di produzioni televisive della a breve ex signora Bocchino è la Good Time Enterprise. Naturalmente quelle carognette del Grande Talk, ora Tv Talk di Bernardini and Co, non ve lo diranno mai, perché sono a loro volta un prodotto del sistema, chiaro no?

La signora Bocchino, per la cronaca è la figlia di " er pec..a", On. Teodoro Buontempo, pezzo forte di AN e ora di Fini. Come potete capire, la signora Buontempo, non ha certo bisogno di dimostrare le sue credenziali e curriculum, per dimostrare la sua competenza in materia di produzioni televisive Esterne. Da Vanityfair:
Roberto D’Agostino mi ha detto: “Sai che gira voce di foto di tuo marito con la Carfagna, foto un po’ intime?”. Io gli ho risposto: “Se ci sono, pubblicale. Tanto non è che non lo so che lui ha questa relazione”».


Con queste parole Gabriella Buontempo mette fine alle voci che girano da tempo sulla natura del rapporto tra suo marito Italo Bocchino e Mara Carfagna. E a Vanity Fair, in edicola dal 16 marzo, rivela pubblicamente per la prima volta che una relazione c’è stata davvero. «È vero che Roberto mi ha telefonato per dirmi che era incavolato perché Italo lo aveva attaccato ad Annozero», prosegue la signora. «Ma è anche vero che mi ha accennato a quelle foto. Io l’ho invitato a pubblicarle, tanto ero al corrente della relazione, al che mi ha risposto: “No, le foto non le ho. Gira solo la voce”. E io: “Se gira solo la voce, che cosa me lo racconti a fare?”».
http://www.vanityfair.it/news/italia/2011/03/15/moglie-bocchino

Ora, perché qui in Italia, l'agente non esiste o non conta che il due di picche? Datevi da voi la risposta amici, e forse trovate anche la risposta al perché le fiction sono fatte sempre con certe facce, come il poco sipiente Beppe Fiorello, mai all'altezza del ruolo, e altri personaggi, sempre collocabili dentro schieramenti e recinti vari (giudicate un poco voi).

Se poi considerate che La7 si limita a fare programmetti elitari, da fighetti con la moschetta al naso, magari un poco di sinistra e anche un pochetto fascistelletti, capite che la concorrenza praticamente è solo virtuale.
bene, quindi si torna a bomba al punto iniziale: fornitevi di un bel mazzo o degli sponsor che vi spalleggiano, altrimenti il vostro lavoro, anche se buono, sarà solo scopiazzato ma nessuno vi metterà in tasca un centesimo, chiaro?

Anche nel settore cinematografia, le cose vanno in questo modo, e forse anche peggio: tenete presente che ci sono milioni di euro per finanziamenti a progetti di film del tutto scadenti e fuori dai gangheri, che servono solo a tenere in piedi la baracca politica. Io ti faccio la legge per darti i soldi, tu li prendi e poi mi ripaghi finanziando la mia elezione o portandomi dei voti, oppure, prendi i soldi perché sei mio fratello o la mia ganza o moglie o tutte e due. Le ragioni dell'aragosta del clan Sabrina Guzzanti, ha ricevuto un milione e mezzo di euro e al botteghino ne ha incassati 20 mila, capito? Poi si viene a sapere che la Guzzanti è stata truffata dal finanziere dei Pariolini, per una milionata di euri: va a sapere dove li guadagna! Oh, questo vale anche per l'amico Luca Barbareschi, che a me sta sul culo da almeno 25 anni (parlo professionalmente).
Volete un altro esempio tipico? La Lux Vide, della signora Matilde Bernabei (figlia del Dottor....), moglie di tale Giovanni Minoli, defenestrato dalla Rai2 ai tempi del craxismo imperante, ma dopo poco, rientrato dalla finestra e quindi dalla porta principale.
Vi dico di più: Tarak Ben Ammar, il magnate egiziano grande amico del Berlusconi, suo spalleggiatore ai tempi della Cinq, siede nel consiglio di amministrazione della Lux, come socio e di Telecom, proprietaria di La7. Insomma, finisce che il Berlusconi vanta suoi amici anche dentro le altre proprietà concorrenti. L'unico che non si fa prendere è il povero squalo, il Murdoch, con Sky.
Ma per chiudere il discorso, vi faccio un esempio attualissimo che conosco bene.
Il programma di Vespa e Baudo sui 150 anni della repubblica fa acqua da tutte le parti e pochi ascolti. In una seduta con autori e responsabili Rai, uno dei grandi specialisti, dirigenti Rai, tale Claudio Donat Cattin, (strano, un nome già sentito sia in bocca ai giudici che condannavano le BR che in bocca al governo, e ne abbiamo letto anche una pietosa lettera, inviata a tutti i cittadini italici, invitati ad astenersi dal sesso onde scongiurare l'Aids, lettera del minsanità, credo 1990), dice a Baudo che si comporta come un mafioso. Baudo cerca di sputargli in faccia (e ha dellle ragioni da buon siculo). Chi è presente alla riunione? Gli autori del programma, che sono fedelissimi e portati direttamente dai due conduttori. Insomma, è chiaro che chiunque avesse ottime idee non conterebbe un cavolo, perché per farsi prendere in carico serve solo la conoscenza diretta dei due presentatori.

Volete di più? In Italia non esiste una vera e propria scuola per sceneggiatori Tv, tutto è lasciato al fai da te e alla intraprendenza personale. Basta infilarsi nella cordata giusta, magari aver dato il sedere al finocchio di turno, o la passera al funzionario e direttore, per essere preso in carico. Basta, smetto.

Ma penso sempre a quante puntate potri scrivere, pensando a tutto il mignottame e culattoname che gira per le vie buone di Roma e Milano!
Si parla del povero Berlusconi, ma tutti sanno che a Milano,  modelle, studentesse e gente di alcuni beauty parlor e massaggerie, per non parlare di veri professionisti del ramo, sono spesso convocati in ristoranti e alberghi con salette riservate, per il dopo cena. Sembra che il mondo sia speciale perché siamo in italica: ma poi si scopre che dare via il sedere e la passera da parte di mignotte e culattoni, è una lucrosa attività che rende e impegna poco, a tutte le latitudini, colori di pelle, ceti e religioni.

Ma naturalmente nessuno di quelli di rai3, compreso l'anatrona Dandi, si sono degnati di invitare la Cinzia Cracchi, oppure la novella signora o compagna del Cinnese, ex segretario Cgil, ex sindaco di Bologna, ora eurodeputato, Sergio Cofferati (alla cerimonia civile era presente anche la grande stacanovista, la signora Sabrina Ferilli).

Ma già mi vedo scorrere le puntate, una sitcom sui prodotti Tv della sinistra allo spumante docg: Dandini, Berlinguer,  Lilli Gruber, (anche lei ex eurodeputata sinistrese e attualmente nel Consiglio Nazionale del PD), Daria Bignardi,  e tutti gli amichetti del marito, il figlio del mio ex leader in LC, ex amico, ex uomo di rivoluzione, ex uomo di battaglie politiche con un uso sapiente della violenza, non certo come oggi, con i black block.
Poi ci mettiamo tutti i genietti alla Fazio, le ex compagne, ex iscritte al gruppo di autocoscienza femminile, oggi passate alla comicità da salotto Tv, quello che paga cento volte le performance del vile teatro. E qui è inutile fare i nomi, dico solo apriti cielo. Ma mi piace spendere per tutti, quello di Fazio e del nuovo talento del pennino, nonché vera coscienza critica del sud sinistrese, quel Roberto Saviano, che si sono accoratamente spesi per farci capire, che le centinaia di migliaia di euri pagati per un'oretta e mezzo di soliloquio, provenivano dalla maggiore pubblicità raccolta dalla puntata speciale, quindi meritati (a parte il canone, mi chiedo, che da bravo cittadino immacolato, devo pagare a fare che, se tanto c'è la pubblicità?).

E non capisco cosa aspettino a lanciare nel firmamento televisivo la nuova stella del romanzo giudiziario, scrittore anche saggista, ex magistrato in quel di puglia, poi candidato ed eletto (si fa per dire) al senato, quel Gianrico Carofiglio, almeno facciamo qualche altro speciale con fazio e altra pioggia di migliaia di euri su di loro, il partito ne beneficerà, sono sicuro.

Pensate ad una fiction su un caso come quello di Delbono a Bologna: una amministrazione comunale, con i suoi uomini e donne, con le ganze, i rapporti lascivi e quelli clientelari, e poi il riscatto della donna scartata, che finisce per candidarsi a capo di una propria lista civica e a farsi eleggere in consiglio. Pensate a quante puntate potete fare, almeno 2 a settimana per venti minuti cadauna, con colazioni di affari, viaggi e ricognizioni. Far respirare anche l'humus della città, qualche ripresa esterna, in qualche locale caratteristico, dove mettere una camera fissa, ad orari prefissati e far dire delle cose anche spontanee alla gente, una specie di "camera -café" che si trasforma in un "Camera-bar" dove non vedi solo e sempre i soliti personaggi che alla fine diventano insopportabili. Meraviglioso e solo per qualche minuto, perché poi si lancia la pubblicità.
Invece, guardate che razza di fiction vi ammorbano in Tv, roba da deficienti o decerebrati, con il bravo medico in famiglia, che 35 anni fa, alla sezione della Fgci, chiamò Veltroni, allora già dirigente, che con i suoi calzoncini bianchi con la riga nel mezzo, cintola spessa in pelle, camicia ben piegata, spiegò ai refrattari Minzolini e Co. che lui e quelli come lui erano gente che si spendeva ad attaccare i manifesti, e non a fare critiche da bar. Risultato: espulsione del Minzolini e altri reprobi, colpevoli di critiche non accettabili).
Daltra parte, Pasolini ci diceva che la parola rivoluzione era come quella che indicava i capelli lunghi "capelloni", cioè una appropriazione indebita da parte di certa cultura e parte politica di sinistra.  Invece, la rivoluzione, la ribellione, la non accettazione di certe regole del gioco, naturalmente fissate da altri, a partire dal consiglio o comitato direttivo del partito (chi non ricorda le famose "direttive" o "linee guida" del "nostro partitto"  di berlingueriana memoria?), è una roba che non c'entra nulla con la politica (leggetevi il mio concittadino Terzani, ma anche la mia concittadina, l'Oriana).

Vedete come nascono le idee. Naturalmente, se la signora Fatma Ruffiani leggesse questo articoletto (e ne dubito molto), potrebbe rubarmi l'idea, potreste pensare.
No, perché l'idea nasce con il suo generatore e solo lui può svilupparla nel modo che assicura originalità, variazione e continuità, anche se ci sono flotte di professionisti che si mettono al lavoro. Qui vale sempre una regola: uno solo, anche due, sono meglio di dieci o cento. E la signora Fatma Ruffini lo sa bene.
E poi, io so che troverei il sistema di rendere la pariglia in un modo o nell'altro.

E immaginate che a scrivere le puntate sia quella gente che butta giù i Cesaroni o le genialagte de Il medico in famiglia, sai che spasso! Farebbero una serie di dialoghi da spanciarsi da ridere solo se chi li giudica è in grado di "apprezzare" in pieno le battute, e la recitazione contestuale della dentegrosso Sicoboni o del grande ex dirigente giovanile della Fgci, Giulio Scarpati, un attore incredibile, sempre più credibile come medico infam..iglia, voce tenebrosa e petulante (no, voglio dire penetrante, sguardo magnetico, proprio come si addice al personaggio, quello di un mezzo sfigato che sopporta tutte queste strane situazioni con la sua grande arma: la banalissima ovvietà dell'ovvio).

Non so se voterei per le elezioni del sindaco, ma a Bologna, certamente non farei mancare il mio voto a Cinzia Cracchi, si quella del Cinzia-gate: mi sembra una cui non manca femminilità, cervello e palle. Ma soprattutto cervello. Cinzia Cracchi, ti amo! E se a Bologna c'è gente con sangue nelle vene ti eleggeranno al consiglio (ricordati di me).

Bene, non ho più tempo, devo uscire, continuo in un prossimo articoletto. Bye.
Auf wiedersehen.