Viareggio, viareggini e la Grandeur viareggina.

Basta guardare per qualche minuto la locale televisione viareggina per capire
 cosa significa Grandeur Viareggina. Spot asfissianti che autoelogiano la tv locale, che a breve compirà (sic) la rivoluzione digitale, gli stessi personaggi e i consunti temi sempre uguali da un anno all'altro, l'elogio della Grandeur del Festival Pucciniano, dove le solite pedine politiche sono collocate in una ideale scacchiera di potere e controllo asfissiante in tutta la regione Toscana; i temi del
Carnevale, discussi sterilmente 365 giorni all'anno, assieme alle ragioni dei Balneari e dei commercianti, cui si vorrebbe consegnare le chiavi della città, indipendentemente da ogni logica, oltre quella meramente consumistica e commerciale.
Mai una discussione sulle realtà alternative che pure sono presenti sul territorio versiliese, sulla reale Qualità della Vita, che non significa il mero potere di acquisto, sui veri nodi problematici della Versilia e in particolare di Viareggio, una cittadina senza storicità, ormai schiacciata da un traffico assurdo e asfissiante, improvvida e scomoda persino ai suoi abitanti più centrali, presi nel mezzo del fuoco di una speculazione edilizia sfrenata e operata prevalentemente dai soliti noti imprenditori (senza quasi mai essere sotto le lenti di chi di dovere).
Da tempo assistiamo alla cosiddetta Riconversione, in base alla agognata legge Regione Toscana, che ha consentito lo svuotamento degli alberghi e pensioni per trasformarli in residence e palazzi, conservandone solo la facciata esterna, con aggravio della vivibilità.
Attendiamo che le misure minime per una abitazione siano spostate dai 40 metri quadri a 25, così eguagliamo alcune zone di New York.

Intanto, basta entrare in un bar o edicola per trovare informatori delle Forze dell'Ordine, a testimoniare il tipo di degrado del tessuto sociale ormai in atto, con migliaia di nuovi soggetti che ogni anno entrano in città, aspirando ad aprire una attività economica spesso marginale, e altri che nel frattempo, dopo aver spremuto il limone se ne ritornano via.

Intanto continuiamo a chiamare Viareggio un piccolo mostro tentacolare che si estende dal lussuoso e splendido quartiere Marco Polo fino alle propaggini della Migliarina, dove regna lo spaccio di droga e la prostituzione, oltre al grande caos favorito dai locali del luogo.

Bene, continuiamo a parlare di buchi e di spese fuori bilancio, di degrado sociale in zone periferiche, e a lasciare operare la speculazione edilizia più feroce: mai pensare che si potrebbe ad esempio mettere dei tavoli in Passeggiata e servire a prezo fisso (ad esempio 25 euro) un fritto misto ai ragazzi e famiglie che si trovano invece strozzati dai prezzi esorbitanti anche delle pizzerie.
Basta recarsi sulle coste spagnole, Ibiza e compagnia, per trovare si la Movida per chi cerca lo sballo 24 ore al giorno, ma anche spiagge libere, non inculcate da inopportuni ed esosi bagni, cui la legge europea ha decretato la riassegnazione della concessione con asta pubblica. Misura avversata ferocemente dagli attuali concessionari, non sufficiente a garantire la libera circolazione e fruizione di tutti coloro che vogliono trascorrere una giornata al mare senza sentirsi dire che "Qui non si può entrare".


Liberalismo, dove sei?