Le ipocrisie italiane. Fornero, Deaglio e figli.

Che la Professoressa Fornero, moglie del professor Deaglio fosse una personalità complessa
e faccettata (uso questi aggettivi per non ricorrere a termini specialistici, cui sono assuefatto per professione), lo avevo suopposto appena avuto la possibilità di analizzarne le espressioni facciali (una mia specialità ben riconosciuta da chi se ne avvale). Potevo quindi stupirmi di quanto ci racconta  nel suo blog, byoblu, che riepiloga il tutto nel video su youtube? No, oviamente. Anzi, direi che mi avrebbe stupito il contrario; come mi avrebbe lasciato senza parole, se qualcuno dei soliti giornalisti televisivi alla Santoro, ne avesse accennato per tempo, cioè al momento della nomina a ministro.
N.B. La Severino ha mandato sul sito del ministero un elenco lunghissimo di tutti i suoi beni e proprietà, ma a detta de Il Fatto, ha dimenticato una villettina con terreni annessi, da 10 milioni (di euro). Peraltro mi chiedo come si fa a guadagnare con una laurea in giurisprudenza, e titoli vari oltre alla docenza, 7 milioni di euro di attività professionale. Nemmeno il più grande chirurgo salva vite, si avvicina a tali cifre (Obama, va sui 22 milioni di dollari come avvocato).
Ma vedrete, la Fornero non finirà di stupirci, sappiamo cosa attenderci da persone che rispondono alla sua analisi espressiva. Continua a leggere.------>


Notate che il Tg La7 dice che è il popolo della rete a fare le pulci (non certo Mentana e compagnia, che si beccano i soldi  per fare il loro lavoro da bravi professionisti, cioè tacere).

Ora vi dico cosa penso del problema. Allora, nei paesi di lingua inglese, si considera molto dove si sono conseguiti gli studi, nel senso che graduarsi presso la tale università ben nota è
già una condizione di notevoli sbocchi sul mercato del lavoro, dal momento che le offerte fioccano da sole, senza tanto doversi penare per cercare. Ma il concetto chiave è il QI, vale a dire il Quoziente Intellettivo, che di solito viene misurato al momento in cui si accede ai corsi di laurea. Infatti, il punteggio al test, si rivela un predittore infallibile delle potenzialità intellettive dell'allievo e in seguito della eventuale posizione che potrà ricoprire nel lavoro. Che poi si tratti di un laureato in lettere o in matematica, non conta molto, proprio perché il requisito principe è il QI.

Ora, non ho dubbi che i figli di Deaglio (il cui fratello, Enrico, era un mio ex compagno in Lotta Continua) e della ministra Fornero siano dotati di un QI sopra la media e probabilmente tra 130 e 150 (il mio è di 132 circa). Ma, sono certo che molti altri studenti e laureate con un identico QI della figlia del minstro, non siano al momento riuscite a ottenere il contratto a tempo indeterminato di professore associato, né a divenire ricercatori a contratto o altro simile, salvo andarsene all'estero, dove il loro QI è certamente più considerato.

Quindi, va bene, non metto in dubbio che il QI e il curricolo della figlia del ministro Fornero siano certamente validi, ma metto in dubbio che altre signorine con un identico QI e percorso di studi della signorina Silvia Deaglio (basta mettere nella barra di google silvia per far apparire deaglio, magicamente) riusciranno mai a ottenere almeno un decimo di quanto già conseguito dalla nostra. Tutto qui.

Per il resto, non resta che ricordare quanto detto dal saggio Carlo di Inghilterra
- non basta che un macellaio mandi il figlio nella scuola rinomata per ottenere le stesse opportunità dei figli di genitori agiati e blasonati-
E se qualcuno vuole credere il contrario (che poi è l'essenza dell'egualitarismo proprio della sinistra), è un puro ipocrita (o un lumpy gravy come dicono gli inglesi, Un astuto imbecille).

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