Sicilia, arsenali di fucili e mitra in mano a uomini del potere.

Da due anni a questa parte, in Sicilia capita di imbattersi in veri e prorpi sequestri di
arsenali e non in possesso di gente della mafia ma posseduti da agenti dei servizi pubblici, insomma da uomini o ex uomini dello stato e dell'amministrazione sicula.
L'ultimo? Un sequestro di appena 400 tra fucili modificati e mitragliatori, in possesso di Pedicone e altri amici, i quali regolarmente si allenavano ed esercitavano spesso al tiro a segno.
Chi è Maurizio pedicone? E' l'ex comandante dei vigili di Palermo, ora in pensione e appassionato di armi, che colleziona (si è da crederci).

Ne volete un'altra? Raffaele Lombardo, governatore della Sicilia, custodisce i suoi preziosi fucili per un valore di circa 350 mila euro, nel palazzo della regione. E dove sono più sicuri?

Fuori di metafora: è chiaro che in Sicilia da molti anni avvengono passaggi di armi per il medio-oriente (ricordate la comunità Saman ai tempi del sodale amico del povero ex Lotta Continua, grande amico di Craxi, cui assicurò il suo aereo per farlo volare fuori d'Italia?) ma quanto sta accadendo in questi ultimi 40 mesi, non ha niente a che vedere con il traffico internazionale di armi (sotto copertura) o con la mafia, quanto piuttosto con uomini dei poteri o ex uomini dei poteri (li chiamo così per motivi di opportunità).

Chi ha orecchi per intendere intenda. Certamente non aspettatevi che ve ne parli (per ovvi motivi di riserbo), gli uomini che sorvegliano per conto dello Stato e dei Servizi la situazione, i quali dovrebbero essere molto preoccupati ( Ingroia, Grasso eccetera). 
Certo, sarebbe utile informare gli italiani di quanto di veramente inquietante sta accadendo in Sicilia.
Ora immaginate che il governatore della vostra regione acquisti regolarmente per conto proprio e con propri denari, decine e decine di migliaia di euro in fucili e armi simili, e poi le porti a custodire in un armadio della regione, di cui è presidente. Tutto normale no?
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