Lombardia, Milano Capitale morale d'Italia. Stiamo freschi.

Da mesi sentiamo di indagini e richieste di persecuzione di politici e imprenditori
della Lombardia, nel silenzio assordante dei media. Ma vi ricordate quel signore che era sempre in televisione e l'hanno arrestato per la storiella della mazzetta dentro il pacchetto di sigarette? Era un consigliere della provincia milanese se non erro. Quando si arriva a questi punti è chiaro che non può essere un caso a parte, si capisce bene.
Poi gente che scappa con la cassa del partito (peraltro defunto da un paio di anni ma sempre vivo per
prendersi le milionate di euro dei rimborsi elettorali, capito?), altri che fanno resuscitare i morti, affibbiando tessere di iscrizione puntualmente pagate e versate, al fine di cosa? Ma, fate un poco voi.

Ora, perché in quel di Milano accadono questi fatti del tutto normali? Semplicemente perché si è applicato lo spoil system della corruzione e della mazzetta, vale a dire comando io e prendo tutto io, poi quando verrai tu, farai quello che ti pare.
E' proprio questo il meccanismo che ha portato tutti i guai. In Toscana ad esempio, sono tutti molto più democratici e pluralistici, come da altre parti. Ci mettiamo tutti d'accordo e poi attraverso dei meccanismi di suddivisione degli appalti, attraverso una serie di decine di subappalti, addirittura per i lavori elettrici e di idraulica si fanno partecipare decine di piccoli artigiani, proprio per dire che tutti si deve mangiare. (quest'ultimo meccanismo è uno degli indici per rilevare la presenza di un Cartello di Imprese edili).
Ma parlare di Cartello sarebbe fuorviante: infatti il cartello presuppone un meccanismo volto a eliminare la concorrenza, qui si tratta di capire cosa si sta dicendo quando si sente continuamente ripetere le solite frasi da parte dei sindaci di certa sinistra al miele delle regioni rosse: il politico fa il politico, l'imprenditore fa l'imprenditore e il professionista fa il professionista. E' chiaro che questa è una iper semplificazione senza alcun senso, dal momento che spesso il politico ha fratelli che costruiscono e trattano lavori con le amministrazioni pubbliche, e gli imprenditori spesso foraggiano partiti e hanno fratelli e sorelle, figli e amanti che spesso si trovano dentro la macchina amministrativa.

Quello che non stupisce ma dovrebbe, è come mai in certe aree italiche non si viene mai a sapere nulla in confronto alla corrotta Lombardia. Possibile che nessuno abbia mai sospettato un cartello e una commistione spesso inestricabile tra imprese, professionisti e amministratori ad esempio in Versilia, dove si specula a gogò ma non si è mai letto sui giornali di una serie di intercettazioni volti a svelare l'intenso intreccio tra imprenditoria, professionisti (notai, architetti, ingegneri) e amministratori locali? Per esempio, letto sul giornale  un paio di anni fa: un imprenditore aveva creato un impresa e rilevato un immobile da ristrutturare in vista mare. Ha dovuto venderlo e liberarsene dopo una decina di anni, dal momento che il progetto di recupero non è mai stato esaminato o comunque autorizzato. Manco a dirlo, una volta rilevato l'immobile da certa imprenditoria, i lavori hanno avuto inizio dopo poco tempo. Sarà certamente una pura combinazione temporale è chiaro.
Pensate ad esempio a Genova, ma non solo, anche da altre parti delle regioni del centro si lavora con questi concetti (dominare e piegare la società civile al pubblico e al politico),dove l'intreccio tra imprenditori, gente dell'Alto Mondo, e politici è inestricabile, dal momento che ci sono consorzi e imprese dove c'è partecipazione delle amministrazioni locali. Alla fine non saprai mai se il tale concorso o appalto sarà fatto da gente esterna o anche dalle  stesse parti che poi partecipano, questa è la conseguenza finale.

Probabilmente in quel di Milano si lavora alla grande, e per chi indaga è una vera pacchia, dal momento che meccanismi sottili sono poco preferiti: meglio mettere in chiaro subito che per  realizzare un affare immobiliare si deve oliare la macchina.

Ma come si vede, almeno in questi ultimi tempi si leggono cose di notevole entità, sia pure se relegate a piccoli trafiletti del giornale, come ad esempio la vicenda lucchese dell'operazione Valori di Sant'Anna, una delle solite mega speculazioni edilizie che vanno di moda in questi ultimi anni (costruzione di campi di calcio e cittadelle sportive come contropartite di soldi dati alla locale squadra di calcio eccetera, costruzione di mega multisale cinematografiche e centri commerciali, in cambio della costruzione di un parcheggio pubblico o asilo per i bambini (magari proprio vicino al centro commerciale, così si abituano subito a essere immessi nel mercato delle vacche).
Ora, riguardo la  Operazione Volpe del Deserto, non sono in grado di dire se dietro la speculazione edilizia c'erano anche di queste opere pubbliche mischiate nel mezzo ma di certo sappiamo che qualcosa è andato storto e la cosa sorprende. Sorprende e molto, dal momento che queste operazioni si verificano ogni giorno in tutta italia e non parliamo delle desolate lande dell'entroterra versiliese, che ben conosciamo, senza che mai si abbia notizia di simili operazioni delle forze dell'ordine, nemmeno con il mezzo trafiletto sulla cronaca del giornale locale, almeno finché continueranno a stamparlo e mandarlo nelle edicole e credo che non ci siano più di dieci anni da oggi.

Sembra che il tutto sia partito dal solito esposto (a firma del gruppo dell'ex on. Piero Angelini l'ex democristiano leader di Forza Nuova della DC) ma questo non sorprende, sorprende ripeto il fatto che l'esposto non è finito  nel nulla ma in un piccolo terremoto che però non ha scosso nessuno, sia della maggioranza che della minoranza dell'amministrazione lucchese e fin qui tutto regolare.

Nella relazione dei CC si legge tra l'altro:

le indagini durate un anno, hanno rilevato, attraverso metodi tradizionali e tecniche d'avanguardia, consulenze peritali e verifiche documentali , “numerose condotte poste in essere dagli indagati”, appurando una commistione tra politica e imprenditoria.“Lo stabile rapporto corruttivo – si legge nella nota dei carabinieri – è stati organizzato per agevolare l'adozione e l'approvazione di provvedimenti amministrativi comunali, in materia urbanistica, attraverso procedimenti determinati da atti falsi e da condotte contrarie ai doveri d'imparzialità e terzietà della pubblica amministrazione nel perseguimento dell'interesse pubblico”.
L'oggetto delle pratiche chiamiamole così è il Nuovo Stadio comunale e il centro residenziale di Sant'Anna.Per giungere al completamento del lungo iter amministrativo pare sia stato “decisivo l'operato dell'assessore Chiari” che “con la fattiva collaborazione dell'architetto Tani” in qualità di dirigente comunale e di Ruggi e Ferro “ha sfruttato tale contesto per perseguire il proprio profitto, facendosi promettere e/o percependo da Valentini compensi illeciti”.Somme di denaro che, secondo quanto emerso dalle indagini, consisterebbero nel pagamento (o nelle promesse di pagamento) da parte di Valore Spa di prestazioni professionali fatturate da Ferro e Ruggi, ma in realtà destinate alla 'volpe del deserto' Chiari (i 40mila euro di cui sopra).
Insomma, da quanto si evince, non ci sarebbe alcuna commistione tra affari e politica, come viene strombazzato, dal momento che si tratta solo di un imprenditore e di alcuni dirigenti o professionisti del comune di Lucca
Ora, a noi giungono segnalazioni di esultanza che hanno per centro il Tribunale di Lucca, nel senso che alcuni cittadini ci segnalano la loro gioia per l'esito dell'indagine e chiedono le dimissioni del Presidente del Tribunale di Lucca (sembra che sia coinvolto un figlio di magistrato). Naturalmente noi siamo per una pari garanzia per tutti. D'altronde, se sindaco e amministratori non sanno nulla della possibile attività illecita di loro dipendenti, perché si dovrebbe considerare consapevole il padre di tale figlio, solo per il fatto che è magistrato?
In attesa che la pesante macchina della giustizia si metta in moto anche in quel di Versilia, siamo certi che tutto finirà in una tempesta in un bicchiere d'acqua, non per causa dei CC o della magistratura, ma perché la legge italica tutela la corruzione. Al punto che Michelangelo Antonioni, nel suo Identificazione di una donna,mette in bocca al protagonista maschile (Tomas Milian) : 
- ma non vuoi capirlo che questo è un paese che si regge sulla corruzione?- 
E non c'è dubbio che nessuno farà norme anti corruzione o nominerà un ridicolo commissario anti corruzione. Se i risultati sono quelli dell'Antimafia, stiamo freschi! E non basta andare dai soliti Santoro, (ex Servire il Popolo), Fazio, Lerner (ex Lotta Continua). Dov'era questa gente quando si facevano trattative in nome del popolo italico con esponenti della mafia? Ma ovviamente, nessuno sapeva nulla, e non solo i mafiosi.