Come ti costruisco e reimporto dalla Cina.

Come appassionato di chitarre, in particolare le classiche e le semiacustiche Jazz,
seguo necessariamente questo settore sia come produzione (tecnica, materiali eccetera), che come acquirente. Bene, questo settore può illustrare perfettamente il dramma del mondialismo economico culturale tanto caro
al mondo dell'eguaglianza della sinistra, e naturalmente, fuori da aspetti ideologici, caro ai veri padroni del mondo, vale a dire a quella élite di finanzieri, grossi industriali e pochi capi di stato (di solito tutti appartenenti alle stesse associazioni più o meno segrete).

Allora, assieme ad alcuni amici, una ventina di anni fa si andò a visitare una fabbrica di Chitarre, la Eko di Recanati, che esiste ancora oggi. Questa azienda produceva dei modelli anche a 12 corde (le Rangers) veramente di buon livello, a prezzi medi di mercato. Oggi, i modelli di chitarre di marca Eko sono forse anche più di quelli di anni fa, hanno una ottima rifinitura industriale, sono veramente dotati di ottimo prezzo, una qualità piuttosto modesta (anche prima, in generale) e sono fatte tutte in Cina (made in China). 

Per fare un esempio, la Eko semi Hollow mod. SMG-OW-F, è una chitarra dal costo di 170 euro circa, non malaccio, di bassissimo costo, fatta in Cina su modello italico.
Quanto costerebbe lo stesso prodotto se fosse fatto in Italia o Germania? Io ho calcolato (posso sbagliare ma non credo di molto), un prezzo al pubblico variabile tra le 250 e le 270 euro, con materiali e mano d'opera italica. In Germania probabilmente sarebbe lo stesso prezzo, forse un pochino più basso (220-240 euro).

Quanto costerebbe in America? Probabilmente non meno di 260 dollari, circa 230 euro, con una qualità probabilmente anche migliore.

Insomma, per un ragazzino cui ho fatto acquistare la Eko SMG-OW-F, online, il prezzo tutto compreso è stato di 187 euro, comprata in Germania. Lo strumento non suona male, il manico è un poco rigido ma nell'insieme va bene per un giovane che si accosta a quel tipo di strumento semi acustico a basso prezzo.

Dove si colloca il problema mondialista cui accennavo? E' chiaro: la fabbrica non esiste più in Italia, e quel saper fare, quella professionalità è inevitabilmente in via di esaurimento. Nessuno oggi costruisce chitarre in Italia con un marchio noto ed apprezzato nel mondo. Se io mi mettessi a costruire chitarre, troverei vantaggioso prendere l'aereo, portarmi dietro i miei disegni e progetti, andare in una fabbrica Cinese o Coreana e far mettere in costruzione i vari modelli che ho progettato, contando sul fatto che il loro costo sarà il più basso per la qualità migliore possibile a quei prezzi.

La riflessione è però questa: se devo acquistare uno strumento veramente professionale, so che ho una sola possibilità. Andare su un sito americano e ordinare online il modello che mi interessa, fatto praticamente a mano, con i migliori legni, a un prezzo non inferiore a 2000 dollari, come ad esempio la Taylor T3 Maple.

Ciascun lettore è in grado di tirare le somme di questo articolo.